LE SORPRESE DI DIO

LE SORPRESE DI DIO NELL’ACCOMPAGNAMENTO DEI CATECUMENI

Sabato 18 Aprile con don Matteo Del Santo nella Sala Quadrivium

 

“Come le donne, corse a dare l’annuncio ai fratelli, noi pure vogliamo partire, stanotte, da questa Basilica, per portare a tutti la buona notizia che Gesù è risorto e che con la sua forza, risorti con Lui, anche noi possiamo dar vita a un mondo nuovo, di pace, di unità, come «moltitudine di uomini e insieme […] un uomo solo, poiché, pur essendo molti i cristiani, uno solo è il Cristo»  A questa missione si consacrano i fratelli e le sorelle che, qui presenti, provenienti da varie parti del mondo, tra poco riceveranno il Battesimo. Dopo il lungo cammino del catecumenato, oggi rinascono in Cristo per essere creature nuove (cfr 2Cor 5,17), testimoni del Vangelo. Per loro, e per tutti noi, ripetiamo ciò che Sant’Agostino diceva ai cristiani del suo tempo: «Annuncia il Cristo, semina […], spargi dappertutto ciò che hai concepito nel tuo cuore”

(Papa Leone, Omelia nella Veglia pasquale)

Così si esprimeva Papa Leone nell’omelia della Veglia pasquale: i neofiti, appena battezzati, acquistano una missione, quella di essere discepoli missionari, portatori di una grande luce. Sono questo per il mondo intero ma più concretamente per tutti coloro che incontreranno nella vita e soprattutto per le loro famiglie e le loro comunità parrocchiali.

Chi in questa Pasqua ha accompagnato un catecumeno si è reso conto del potenziale di speranza e di annuncio che questa occasione sprigiona in una parrocchia. È la grazia più grande per una comunità!

E noi come diocesi stiamo muovendo i primi passi per costruire insieme un modo per accompagnare questi fratelli, per non perdere questa grazia, per non ridurre tutto a qualche lezione di catechismo e a qualche formalità burocratica. Davvero il Signore cammina nella sua Chiesa e offre frutti sorprendenti. Così è stato per la nostra Diocesi, così per altre diocesi italiane e così, lo abbiamo visto, per la Francia.

Le nuove Linee Diocesane per l’accompagnamento dei catecumeni devono aiutarci a realizzare percorsi di accompagnamento. Stiamo creando piano piano una rete di accompagnatori diocesani che possano incontrare i parroci per dare suggerimenti per mettere in campo un itinerario parrocchiale di accompagnamento. Creare legami veri, vivi, personali fondati sulla fede nel Risorto è la chiave per una vera “iniziazione” di questi nuovi fratelli e perché le nostre parrocchie, anche le più piccole non perdano il loro volto di madre che genera nuovi figli. Non si tratta di creare percorsi perfetti per comunità perfette ma di offrire quella fede che viviamo, quella famiglia che siamo, quella testimonianza che sappiamo dare.

Non è facile superare la logica delle chiese che offrono servizi a chi è interessato a raggiungere un certo obiettivo o sacramento per passare alla cura di una comunità centrata sulla Parola, l’Eucarestia e la Carità che in sé stessa diventa grembo accogliente anche per un solo catecumeno, anche per una sola persona. È l’esperienza, quello che è scritto nella storia delle nostre parrocchie, della nostra diocesi e delle altre diocesi che ci spinge a continuare sulla strada indicata dalle nostre Linee.

Avremo occasione per riflettere insieme su questi aspetti, tanto antichi ma tanto nuovi, Sabato 18 Aprile nella Sala Quadrivium alle ore 9,45 dove incontreremo don Matteo Del Santo. In quella mattinata, partendo dalla presentazione di un testo di cui è co-autore (“Le sorprese di Dio”) ci aiuterà a confrontarci con la realtà bellissima dell’accompagnamento dei catecumeni. Don Matteo è direttore dell’Ufficio Catechistico di Milano, è membro dell’Equipe CEI per il catecumenato e saprà presentarci il cuore del suo testo, le linee della diocesi ambrosiana e una lettura della vicenda francese.

Non è un incontro per gli addetti al lavoro del catecumenato ma per tutti in quanto lo stile di questo accompagnamento getta luce su ogni forma di cammino cristiano: ogni itinerario di annuncio e catechesi trova nel catecumenato gli ingredienti fondamentali. Educarci allo stile del catecumenato ci porta ad essere una Chiesa più missionaria, più attenta alle sorprese di Dio, più capace di prendere per mano i nostri fratelli camminando al loro fianco con un rapporto da persona a persona.

Dal testo: Le sorprese di Dio. In ascolto di chi diventa cristiano oggi, Editrice Queriniana, 2026:

“Non è raro pensare che la riforma della chiesa si faccia a colpi di sinodi, encicliche e dibattiti teologici. E per certi aspetti è vero. Ma non è l’unica strada. Spesso, non è nemmeno quella principale: la chiesa cambia dall’interno, a partire dalla vita cristiana delle persone che ne fanno parte. È un processo spirituale, di fedeltà viva allo Spirito: la fede vissuta è il grande propulsore di ogni trasfigurazione ecclesiale.

Così, accompagnare coloro che vengono generati alla fede è l’azione che rigenera la fede stessa e rinnova i credenti. Non solo per quanto ci siamo già detti, o perché i nuovi battezzati aumentano il conteggio di coloro che partecipano all’avventura cristiana. Ma anche perché dover affiancare i catecumeni risveglia le energie spirituali assopite di una comunità parrocchiale e diocesana. Il corpo ecclesiale si scopre vivo e capace di trasmettere vita: mette in gioco la propria testimonianza multiforme; ritorna sulle proprie parole e sulle proprie prassi, rielaborandole e ricevendole rinnovate anche per sé; si lascia raggiungere dalla Parola di sempre, che riascolta nuova attraverso l’eco di coloro ai quali la voleva consegnare. Questo rigenera la chiesa.”