Beni “trafugati” e restituiti all’Arcidiocesi di Genova dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha restituito questa mattina all’Arcidiocesi di Genova alcuni beni trafugati che sono stati ritrovati grazie alle indagini.

Si tratta di una piccola icona mariana racchiusa in un contenitore in argento dorato proveniente dal Santuario di N.S. del Garbo in Valpolcevera e rubata circa 40 anni fa, di un antico bacile di metallo proveniente dalla Chiesa di San Benedetto al Porto e di due frammenti del dipintoL’Apparizione della Vergine a S. Giuseppe Calasanzio”, realizzata dal pittore napoletano Jacopo Cestaro (1718-1785) per la Chiesa di Nostra Signora delle Scuole Pie e dell’Angelo Custode.

Alla cerimonia di restituzione hanno preso parte il Maggiore Alessandro Caprio, Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova, il Prof. Clario Di Fabio, Emerito di Storia dell’Arte medievale, Università di Genova; l’Avv. Laura Oliveri, Coordinatrice dell’Ufficio Legale dell’Arcidiocesi di Genova.

Celebrare queste riconsegne consente di restituire alla comunità oggetti e opere che rivestono non solo un valore artistico ma anche religioso e devozionale. Come sottolineato dal Dott. Vincenzo Tinè, Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la Liguria e dalla Dott. Alessandra Cabella, funzionaria di zona della stessa Soprintendenza, grazie allo studio di questi manufatti è ora possibile conoscerne la provenienza, la storia e renderli accessibili a tutti. In rappresentanza del Comune è intervenuto il prof. Giacomo Montanari, Assessore alla cultura del Comune di Genova che, dopo aver condiviso quanto già espresso dagli altri relatori, ha evidenziato come la conoscenza del territorio e delle sue testimonianze d’arte sia un collante straordinario per la crescita civile della popolazione; ha inoltre dato la sua disponibilità per comunicare questo ritrovamento anche agli abitanti della Valpolcevera.

Il ritrovamento e la restituzione di queste opere ha messo in luce il lavoro di indagine e investigazione che viene svolto dai Carabinieri. Anche grazie a strumenti tecnologici avanzati, oggi un frammento o un’opera possono essere riconosciuti e recuperati grazie alla documentazione fotografica e alla conoscenza diffusa dei beni.

L’icona mariana del Santuario di Santa Maria del Garbo

Ritrovata nel 2023 dal Nucleo Tutela Patrimonio Storico dell’Arma dei Carabinieri, la piccola icona mariana racchiusa in un contenitore in argento dorato, oggetto di grande devozione e preghiera, appartiene al Santuario di Santa Maria del Garbo in Valpolcevera.

L’effigie, che raffigura Maria seduta in trono mentre presenta il Bambino, era stata rubata dal Santuario circa 40 anni fa.

Gli studi condotti dal prof. Clario Di Fabio, basandosi su immagini storiche e di repertorio, l’avevano collocata al XII secolo. La storia racconta che questa icona venne trovata all’interno della cavità di un albero (garbu in genovese): i successivi miracoli ad essa attribuiti sono stati al centro dell’edificazione del Santuario, a metà del XIV secolo.

Dopo il tragico furto si sono succedute indagini approfondite per chiarire le dinamiche del recupero, eseguite, come è doveroso, nel massimo della tutela e della segretezza. Al dissequestro dell’opera ha dato un contributo sostanziale anche l’Ufficio Legale dell’Arcidiocesi di Genova, coordinato dall’avv. Laura Olivieri.

Una storia di devozione. Secondo la tradizione, questa icona fu ritrovata da un bambino all’interno di un tronco cavo nel bosco. L’icona, danneggiata accidentalmente da un abitante del luogo, venne subito considerata miracolosa dopo una serie di eventi ritenuti segni divini. L’immagine divenne presto oggetto di devozione popolare anche grazie alle leggende che la circondavano, come quella del suo misterioso ritorno nel luogo del ritrovamento ogni volta che veniva spostata.

Attorno all’icona nacque così un culto profondamente radicato nella comunità del Garbo, che nel tempo trasformò quell’oggetto in un simbolo religioso e identitario del territorio.

Frammenti del dipinto di Jacopo Cestaro e il bacile di metallo della chiesa di San Benetto al Porto

L’”Apparizione della Vergine a S. Giuseppe Calasanzio” venne realizzata dal pittore napoletano Jacopo Cestaro (1718-1785) per la Chiesa di Nostra Signora delle Scuole Pie e dell’Angelo Custode, fondata dagli Scolopi. Ne sono stati ritrovati due frammenti: uno con “Testine di angeli” e un altro, più grande, con l’”Apparizione della Madonna con il Bambino”. Il loro recupero è stato lento e faticoso: al momento del furto il dipinto venne tagliato in diverse porzioni per essere più facilmente collocato sul mercato antiquariale.

Il bacile, di grandi dimensioni, è un manufatto di bronzo proveniente dalla chiesa di San Benedetto al Porto.

L’esposizione al Museo Diocesano

«Tre importanti beni d’arte sacra tornano finalmente alla Chiesa genovese grazie all’attività del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale», spiega Paola Martini, Conservatrice del Museo Diocesano di Genova. «Si tratta di opere rubate decenni fa e oggi restituite all’Arcidiocesi, che a sua volta le riconsegnerà alle comunità e ai luoghi di appartenenza. Le opere saranno immediatamente esposte al Museo Diocesano di Genova. L’esposizione sarà anche l’occasione per illustrare il lavoro svolto dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e l’attività di catalogazione, conservazione e tutela promossa dalle Diocesi insieme al Ministero della Cultura, fondamentale per consentire agli investigatori di identificare e recuperare i beni trafugati».

La mostra offrirà al pubblico non solo la possibilità di ammirare nuovamente questi oggetti, ma anche di conoscerne la storia e comprendere il valore della collaborazione tra istituzioni civili ed ecclesiali nella salvaguardia del patrimonio artistico e religioso.

L’esposizione sarà allestita da giovedì 21 maggio fino al prossimo mese di settembre.