{"id":67,"date":"2017-10-19T15:40:00","date_gmt":"2017-10-19T13:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vitasociale.chiesadigenova.it\/discorso-di-papa-francesco-allo-stabilimento-ilva-27-maggio-2017\/"},"modified":"2017-10-19T15:40:00","modified_gmt":"2017-10-19T13:40:00","slug":"discorso-di-papa-francesco-allo-stabilimento-ilva-27-maggio-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/discorso-di-papa-francesco-allo-stabilimento-ilva-27-maggio-2017\/","title":{"rendered":"Discorso di Papa Francesco allo stabilimento ILVA (27 maggio 2017)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><strong>VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO A GENOVA<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>INCONTRO CON IL MONDO DEL LAVORO<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>DISCORSO DEL SANTO PADRE<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Stabilimento Ilva<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sabato, 27 maggio 2017<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">1) L&#8217;imprenditore Ferdinando Garr\u00e9 del distretto Riparazioni Navali<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel nostro lavoro ci troviamo a lottare contro tanti ostacoli &#8211; l&#8217;eccessiva burocrazia, la lentezza delle decisioni pubbliche, la mancanza di servizi e infrastrutture adeguate &#8211; che spesso non consentono di liberare le migliori energie di questa citt\u00e0. Condividiamo questo impegnativo cammino con il nostro cappellano e siamo incoraggiati dal nostro Arcivescovo, Cardinal Angelo Bagnasco. Ci rivolgiamo a Lei, Santit\u00e0, per chiedere una parola di vicinanza. Una parola che ci conforti e ci incoraggi di fronte agli ostacoli in cui ogni giorno noi imprenditori ci imbattiamo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Papa Francesco<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Buongiorno a tutti!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">E\u0092 la prima volta che vengo a Genova, e essere cos\u00ec vicino al porto mi ricorda da dove \u00e8 uscito il mio pap\u00e0\u0085 Questo mi d\u00e0 una grande emozione. E grazie dell\u0092accoglienza vostra. Il signor Ferdinando Garr\u00e9: io conoscevo le domande, e per alcune ho scritto idee per rispondere; e tengo anche la penna in mano per riprendere qualcosa che mi venga in mente al momento, per rispondere. Ma a queste domande sul mondo del lavoro ho voluto pensare bene per rispondere bene, perch\u00e9 oggi il lavoro \u00e8 a rischio. E\u0092 un mondo dove il lavoro non si considera con la dignit\u00e0 che ha e che d\u00e0. Per questo risponder\u00f2 con le cose che ho pensato e alcune che dir\u00f2 al momento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Faccio una premessa. La premessa \u00e8: il mondo del lavoro \u00e8 una priorit\u00e0 umana. E pertanto, \u00e8 una priorit\u00e0 cristiana, una priorit\u00e0 nostra, e anche una priorit\u00e0 del Papa. Perch\u00e9 viene da quel primo comando che Dio ha dato ad Adamo: \u0093Va\u0092, fa\u0092 crescere la terra, lavora la terra, dominala\u0094. C\u0092\u00e8 sempre stata un\u0092amicizia tra la Chiesa e il lavoro, a partire da Ges\u00f9 lavoratore. Dove c\u0092\u00e8 un lavoratore, l\u00ec c\u0092\u00e8 l\u0092interesse e lo sguardo d\u0092amore del Signore e della Chiesa. Penso che questo sia chiaro. E\u0092 molto bella questa domanda che proviene da un imprenditore, da un ingegnere; dal suo modo di parlare dell\u0092azienda emergono le tipiche virt\u00f9 dell\u0092imprenditore. E siccome questa domanda la fa un imprenditore, parleremo di loro. La creativit\u00e0, l\u0092amore per la propria impresa, la passione e l\u0092orgoglio per l\u0092opera delle mani e dell\u0092intelligenza sua e dei lavoratori. L\u0092imprenditore \u00e8 una figura fondamentale di ogni buona economia: non c\u0092\u00e8 buona economia senza buon imprenditore. Non c\u0092\u00e8 buona economia senza buoni imprenditori, senza la vostra capacit\u00e0 di creare, creare lavoro, creare prodotti. Nelle Sue parole si sente anche la stima per la citt\u00e0 \u0096 e si capisce questo \u0096 per la sua economia, per la qualit\u00e0 delle persone dei lavoratori, e anche per l\u0092ambiente, il mare\u0085 E\u0092 importante riconoscere le virt\u00f9 dei lavoratori e delle lavoratrici. Il loro bisogno \u0096 dei lavoratori e delle lavoratrici \u0096 \u00e8 il bisogno di fare il lavoro bene perch\u00e9 il lavoro va fatto bene. A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perch\u00e9 \u00e8 pagato: questa \u00e8 una grave disistima dei lavoratori e del lavoro, perch\u00e9 nega la dignit\u00e0 del lavoro, che inizia proprio nel lavorare bene per dignit\u00e0, per onore. Il vero imprenditore \u0096 io cercher\u00f2 di fare il profilo del buon imprenditore \u0096 il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perch\u00e9 lavora accanto a loro, lavora con loro. Non dimentichiamo che l\u0092imprenditore dev\u0092essere prima di tutto un lavoratore. Se lui non ha questa esperienza della dignit\u00e0 del lavoro, non sar\u00e0 un buon imprenditore. Condivide le fatiche dei lavoratori e condivide le gioie del lavoro, di risolvere insieme problemi, di creare qualcosa insieme. Se e quando deve licenziare qualcuno \u00e8 sempre una scelta dolorosa e non lo farebbe, se potesse. Nessun buon imprenditore ama licenziare la sua gente \u0096 no, chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando la gente, non \u00e8 un buon imprenditore, \u00e8 un commerciante, oggi vende la sua gente, domani vende la propria dignit\u00e0 \u0096, ci soffre sempre, e qualche volta da questa sofferenza nascono nuove idee per evitare il licenziamento. Questo \u00e8 il buon imprenditore. Io ricordo, quasi un anno fa, un po\u0092 di meno, alla Messa a Santa Marta alle 7 del mattino, all\u0092uscita io saluto la gente che \u00e8 l\u00ec, e si \u00e8 avvicinato un uomo. Piangeva. Disse: \u0093Sono venuto a chiedere una grazia: io sono al limite e devo fare una dichiarazione di fallimento. Questo significherebbe licenziare una sessantina di lavoratori, e non voglio, perch\u00e9 sento che licenzio me stesso\u0094. E quell\u0092uomo piangeva. Quello \u00e8 un bravo imprenditore. Lottava e pregava per la sua gente, perch\u00e9 era \u0093sua\u0094: \u0093E\u0092 la mia famiglia\u0094. Sono attaccati\u0085<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una malattia dell\u0092economia \u00e8 la progressiva trasformazione degli imprenditori in speculatori. L\u0092imprenditore non va assolutamente confuso con lo speculatore: sono due tipi diversi. L\u0092imprenditore non deve confondersi con lo speculatore: lo speculatore \u00e8 una figura simile a quella che Ges\u00f9 nel Vangelo chiama \u0093mercenario\u0094, per contrapporlo al Buon Pastore. Lo speculatore non ama la sua azienda, non ama i lavoratori, ma vede azienda e lavoratori solo come mezzi per fare profitto. Usa, usa azienda e lavoratori per fare profitto. Licenziare, chiudere, spostare l\u0092azienda non gli crea alcun problema, perch\u00e9 lo speculatore usa, strumentalizza, \u0093mangia\u0094 persone e mezzi per i suoi obiettivi di profitto. Quando l\u0092economia \u00e8 abitata invece da buoni imprenditori, le imprese sono amiche della gente e anche dei poveri. Quando passa nelle mani degli speculatori, tutto si rovina. Con lo speculatore, l\u0092economia perde volto e perde i volti. E\u0092 un\u0092economia senza volti. Un\u0092economia astratta. Dietro le decisioni dello speculatore non ci sono persone e quindi non si vedono le persone da licenziare e da tagliare. Quando l\u0092economia perde contatto con i volti delle persone concrete, essa stessa diventa un\u0092economia senza volto e quindi un\u0092economia spietata. Bisogna temere gli speculatori, non gli imprenditori; no, non temere gli imprenditori perch\u00e9 ce ne sono tanti bravi! No. Temere gli speculatori. Ma paradossalmente, qualche volte il sistema politico sembra incoraggiare chi specula sul lavoro e non chi investe e crede nel lavoro. Perch\u00e9? Perch\u00e9 crea burocrazia e controlli partendo dall\u0092ipotesi che gli attori dell\u0092economia siano speculatori, e cos\u00ec chi non lo \u00e8 rimane svantaggiato e chi lo \u00e8 riesce a trovare i mezzi per eludere i controlli e raggiungere i suoi obiettivi. Si sa che regolamenti e leggi pensati per i disonesti finiscono per penalizzare gli onesti. E oggi ci sono tanti veri imprenditori, imprenditori onesti che amano i loro lavoratori, che amano l\u0092impresa, che lavorano accanto a loro per portare avanti l\u0092impresa, e questi sono i pi\u00f9 svantaggiati da queste politiche che favoriscono gli speculatori. Ma gli imprenditori onesti e virtuosi vanno avanti, alla fine, nonostante tutto. Mi piace citare a questo proposito una bella frase di Luigi Einaudi, economista e presidente della Repubblica Italiana. Scriveva: \u0093Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E\u0092 la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l\u0092orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre pi\u00f9 vaste, ampliare gli impianti costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se cos\u00ec non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga pi\u00f9 modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con gli altri impegni\u0094. Hanno quella mistica dell\u0092amore\u0085<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La ringrazio per quello che Lei ha detto, perch\u00e9 Lei \u00e8 un rappresentante di questi imprenditori. State attenti voi, imprenditori, e anche voi, lavoratori: state attenti agli gli speculatori. E anche alle le regole e alle leggi che alla fine favoriscono gli speculatori e non i veri imprenditori. E alla fine lasciano la gente senza lavoro. Grazie.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">2) Micaela, rappresentante sindacale<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Oggi di industria si parla nuovamente grazie alla quarta rivoluzione industriale o industria 4.0. Bene: il mondo del lavoro \u00e8 pronto ad accettare nuove sfide produttive che portino benessere. La nostra preoccupazione \u00e8 che questa nuova frontiera tecnologica e la ripresa economica e produttiva che prima o poi verr\u00e0, non portino con s\u00e9 nuova occupazione di qualit\u00e0, ma anzi contribuiscano nell&#8217;incrementare precariet\u00e0 e disagio sociale. Oggi la vera rivoluzione invece sarebbe proprio quella di trasformare la parola &#8220;lavoro&#8221; in una forma concreta di riscatto sociale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Papa Francesco:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Mi viene in mente di rispondere, all\u0092inizio, con un gioco di parole\u0085 Tu hai finito con la parola \u0093riscatto sociale\u0094, e mi viene il \u0093ricatto sociale\u0094. Quello che dico adesso \u00e8 una cosa reale, che \u00e8 accaduta in Italia circa un anno fa. C\u0092era una coda di gente disoccupata per trovare un lavoro, un lavoro interessante, di ufficio. La ragazza che me lo ha raccontato \u0096 una ragazza istruita, parlava alcune lingue, che era importante per quel posto \u0096 e le hanno detto: \u0093S\u00ec, pu\u00f2 andare\u0085; saranno 10-11 ore al giorno\u0085\u0094 \u0096 \u0093S\u00ec, s\u00ec!\u0094 \u0096 ha detto lei subito, perch\u00e9 aveva bisogno di lavoro \u0096 \u0093E si incomincia con \u0096 credo che abbiano detto, non voglio sbagliare, ma non di pi\u00f9 \u0096 800 euro al mese\u0094. E lei ha detto: \u0093Ma\u0085 800 soltanto? 11 ore?\u0094. E il signore \u0096 lo speculatore, non era imprenditore, l\u0092impiegato dello speculatore \u0096 le ha detto: \u0093Signorina, guardi dietro di Lei la coda: se non le piace, se ne vada\u0094. Questo non \u00e8 riscatto ma ricatto!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Adesso dir\u00f2 quello che avevo scritto, ma l\u0092ultima parola tua mi ha ispirato questo ricordo. Il lavoro in nero. Un\u0092altra persona mi ha raccontato che ha lavoro, ma da settembre a giugno: viene licenziata a giugno, e ripresa a ottobre, settembre. E cos\u00ec si gioca\u0085 Il lavoro in nero.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ho accolto la proposta di fare questo incontro oggi, in un luogo di lavoro e di lavoratori, perch\u00e9 anche questi sono luoghi del popolo di Dio. I dialoghi nei luoghi del lavoro non sono meno importanti dei dialoghi che facciamo dentro le parrocchie o nelle solenni sale convegni, perch\u00e9 i luoghi della Chiesa sono i luoghi della vita e quindi anche le piazze e le fabbriche. Perch\u00e9 qualcuno pu\u00f2 dire: \u0093Ma questo prete, che cosa viene a dirci? Vada in parrocchia!\u0094. No, il mondo del lavoro \u00e8 il mondo del popolo di Dio: siamo tutti Chiesa, tutti popolo di Dio. Molti degli incontri tra Dio e gli uomini, di cui ci parlano la Bibbia e i Vangeli, sono avvenuti mentre le persone lavoravano: Mos\u00e8 sente la voce di Dio che lo chiama e gli rivela il suo nome mentre pascolava il gregge del suocero; i primi discepoli di Ges\u00f9 erano pescatori e vengono chiamati da Lui mentre lavoravano in riva al lago. E\u0092 molto vero quello che Lei dice: la mancanza di lavoro \u00e8 molto pi\u00f9 del venire meno di una sorgente di reddito per poter vivere. Il lavoro \u00e8 anche questo, ma \u00e8 molto, molto di pi\u00f9. Lavorando noi diventiamo pi\u00f9 persona, la nostra umanit\u00e0 fiorisce, i giovani diventano adulti soltanto lavorando. La Dottrina sociale della Chiesa ha sempre visto il lavoro umano come partecipazione alla creazione che continua ogni giorno, anche grazie alle mani, alla mente e al cuore dei lavoratori. Sulla terra ci sono poche gioie pi\u00f9 grandi di quelle che sperimentano lavorando, come ci sono pochi dolori pi\u00f9 grandi dei dolori del lavoro, quando il lavoro sfrutta, schiaccia, umilia, uccide. Il lavoro pu\u00f2 fare molto male perch\u00e9 pu\u00f2 fare molto bene. Il lavoro \u00e8 amico dell\u0092uomo e l\u0092uomo \u00e8 amico del lavoro, e per questo non \u00e8 facile riconoscerlo come nemico, perch\u00e9 si presenta come una persona di casa, anche quando ci colpisce e ci ferisce. Gli uomini e le donne si nutrono del lavoro: con il lavoro sono \u0093unti di dignit\u00e0\u0094. Per questa ragione, attorno al lavoro si edifica l\u0092intero patto sociale. Questo \u00e8 il nocciolo del problema. Perch\u00e9 quando non si lavora, o si lavora male, si lavora poco o si lavora troppo, \u00e8 la democrazia che entra in crisi, \u00e8 tutto il patto sociale. E\u0092 anche questo il senso dell\u0092articolo 1 della Costituzione italiana, che \u00e8 molto bello: \u0093L\u0092Italia \u00e8 una repubblica democratica, fondata sul lavoro\u0094. In base a questo possiamo dire che togliere il lavoro alla gente o sfruttare la gente con lavoro indegno o malpagato o come sia, \u00e8 anticostituzionale. Se non fosse fondata sul lavoro, la Repubblica italiana non sarebbe una democrazia, perch\u00e9 il posto di lavoro lo occupano e lo hanno sempre occupato privilegi, caste, rendite. Bisogna allora guardare senza paura, ma con responsabilit\u00e0, alle trasformazioni tecnologiche dell\u0092economia e della vita e non rassegnarsi all\u0092ideologia che sta prendendo piede ovunque, che immagina un mondo dove solo met\u00e0 o forse due terzi dei lavoratori lavoreranno, e gli altri saranno mantenuti da un assegno sociale. Dev\u0092essere chiaro che l\u0092obiettivo vero da raggiungere non \u00e8 il \u0093reddito per tutti\u0094, ma il \u0093lavoro per tutti\u0094! Perch\u00e9 senza lavoro, senza lavoro per tutti non ci sar\u00e0 dignit\u00e0 per tutti. Il lavoro di oggi e di domani sar\u00e0 diverso, forse molto diverso \u0096 pensiamo alla rivoluzione industriale, c\u0092\u00e8 stato un cambio; anche qui ci sar\u00e0 una rivoluzione \u0096 sar\u00e0 diverso dal lavoro di ieri, ma dovr\u00e0 essere lavoro, non pensione, non pensionati: lavoro. Si va in pensione all\u0092et\u00e0 giusta, \u00e8 un atto di giustizia; ma \u00e8 contro la dignit\u00e0 delle persone mandarle in pensione a 35 o 40 anni, dare un assegno dello Stato, e arr\u00e0ngiati. \u0093Ma, ho per mangiare?\u0094. S\u00ec. \u0093Ho per mandare avanti la mia famiglia, con questo assegno?\u0094 S\u00ec. \u0093Ho dignit\u00e0?\u0094 No! Perch\u00e9? Perch\u00e9 non ho lavoro. Il lavoro di oggi sar\u00e0 diverso. Senza lavoro, si pu\u00f2 sopravvivere; ma per vivere, occorre il lavoro. La scelta \u00e8 fra il sopravvivere e il vivere. E ci vuole il lavoro per tutti. Per i giovani\u0085 Voi sapete la percentuale di giovani dai 25 anni in gi\u00f9, disoccupati, che ci sono in Italia? Io non lo dir\u00f2: cercate le statistiche. E questo \u00e8 un\u0092ipoteca sul futuro. Perch\u00e9 questi giovani crescono senza dignit\u00e0, perch\u00e9 non sono \u0093unti\u0094 dal lavoro che \u00e8 quello che d\u00e0 la dignit\u00e0. Ma il nocciolo della domanda \u00e8 questo: un assegno statale, mensile che ti faccia portare avanti una famiglia non risolve il problema. Il problema va risolto con il lavoro per tutti. Credo di avere risposto pi\u00f9 o meno\u0085<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">3) Un lavoratore che fa un cammino di formazione promosso dai Cappellani<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Non raramente negli ambienti di lavoro prevalgono la competizione, la carriera, gli aspetti economici mentre il lavoro \u00e8 un&#8217;occasione privilegiata di testimonianza e di annuncio del Vangelo, vissuto adottando atteggiamenti di fratellanza, collaborazione e solidariet\u00e0. Chiediamo a Vostra Santit\u00e0 consigli per meglio camminare verso questi ideali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Papa Francesco:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">I valori del lavoro stanno cambiando molto velocemente, e molti di questi nuovi valori della grande impresa e della grande finanza non sono valori in linea con la dimensione umana, e pertanto con l\u0092umanesimo cristiano. L\u0092accento sulla competizione all\u0092interno dell\u0092impresa, oltre ad essere un errore antropologico e cristiano, \u00e8 anche un errore economico, perch\u00e9 dimentica che l\u0092impresa \u00e8 prima di tutto cooperazione, mutua assistenza, reciprocit\u00e0. Quando un\u0092impresa crea scientificamente un sistema di incentivi individuali che mettono i lavoratori in competizione fra loro, magari nel breve periodo pu\u00f2 ottenere qualche vantaggio, ma finisce presto per minare quel tessuto di fiducia che \u00e8 l\u0092anima di ogni organizzazione. E cos\u00ec, quando arriva una crisi, l\u0092azienda si sfilaccia e implode, perch\u00e9 non c\u0092\u00e8 pi\u00f9 nessuna corda che la tiene. Bisogna dire con forza che questa cultura competitiva tra i lavoratori dentro l\u0092impresa \u00e8 un errore, e quindi una visione che va cambiata se vogliamo il bene dell\u0092impresa, dei lavoratori e dell\u0092economia. Un altro valore che in realt\u00e0 \u00e8 un disvalore \u00e8 la tanto osannata \u0093meritocrazia\u0094. La meritocrazia affascina molto perch\u00e9 usa una parola bella: il \u0093merito\u0094; ma siccome la strumentalizza e la usa in modo ideologico, la snatura e perverte. La meritocrazia, al di l\u00e0 della buona fede dei tanti che la invocano, sta diventando una legittimazione etica della diseguaglianza. Il nuovo capitalismo tramite la meritocrazia d\u00e0 una veste morale alla diseguaglianza, perch\u00e9 interpreta i talenti delle persone non come un dono: il talento non \u00e8 un dono secondo questa interpretazione: \u00e8 un merito, determinando un sistema di vantaggi e svantaggi cumulativi. Cos\u00ec, se due bambini alla nascita nascono diversi per talenti o opportunit\u00e0 sociali ed economiche, il mondo economico legger\u00e0 i diversi talenti come merito, e li remunerer\u00e0 diversamente. E cos\u00ec, quando quei due bambini andranno in pensione, la diseguaglianza tra di loro si sar\u00e0 moltiplicata. Una seconda conseguenza della cosiddetta \u0093meritocrazia\u0094 \u00e8 il cambiamento della cultura della povert\u00e0. Il povero \u00e8 considerato un demeritevole e quindi un colpevole. E se la povert\u00e0 \u00e8 colpa del povero, i ricchi sono esonerati dal fare qualcosa. Questa \u00e8 la vecchia logica degli amici di Giobbe, che volevano convincerlo che fosse colpevole della sua sventura. Ma questa non \u00e8 la logica del Vangelo, non \u00e8 la logica della vita: la meritocrazia nel Vangelo la troviamo invece nella figura del fratello maggiore nella parabola del figliol prodigo. Lui disprezza il fratello minore e pensa che deve rimanere un fallito perch\u00e9 se lo \u00e8 meritato; invece il padre pensa che nessun figlio si merita le ghiande dei porci.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">4) Vittoria, disoccupata<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Noi disoccupati sentiamo le Istituzioni non solo lontane ma matrigne, intente pi\u00f9 ad un assistenzialismo passivo che a darsi da fare per creare le condizioni che favoriscano il lavoro. Ci conforta il calore umano con cui la Chiesa ci \u00e8 vicina e l&#8217;accoglienza che ognuno trova presso la casa dei Cappellani. Santit\u00e0, dove possiamo trovare la forza per crederci sempre e non mollare mai nonostante tutto questo?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Papa Francesco:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">E\u0092 proprio cos\u00ec! Chi perde il lavoro e non riesce a trovare un altro buon lavoro, sente che perde la dignit\u00e0, come perde la dignit\u00e0 chi \u00e8 costretto per necessit\u00e0 ad accettare lavori cattivi e sbagliati. Non tutti i lavori sono buoni: ci sono ancora troppi lavori cattivi e senza dignit\u00e0, nel traffico illegale di armi, nella pornografia, nei giochi di azzardo e in tutte quelle imprese che non rispettano i diritti dei lavoratori o della natura. Come \u00e8 cattivo il lavoro di chi \u00e8 pagato molto perch\u00e9 non abbia orari, limiti, confini tra lavoro e vita perch\u00e9 il lavoro diventi tutta la vita. Un paradosso della nostra societ\u00e0 \u00e8 la compresenza di una crescente quota di persone che vorrebbero lavorare e non riescono, e altri che lavorano troppo, che vorrebbero lavorare di meno ma non ci riescono perch\u00e9 sono stati \u0093comprati\u0094 dalle imprese. Il lavoro, invece, diventa \u0093fratello lavoro\u0094 quando accanto ad esso c\u0092\u00e8 il tempo del non-lavoro, il tempo della festa. Gli schiavi non hanno tempo libero: senza il tempo della festa, il lavoro torna ad essere schiavistico, anche se superpagato; e per poter fare festa dobbiamo lavorare. Nelle famiglie dove ci sono disoccupati, non \u00e8 mai veramente domenica e le feste diventano a volte giorni di tristezza perch\u00e9 manca il lavoro del luned\u00ec. Per celebrare la festa, \u00e8 necessario poter celebrare il lavoro. L\u0092uno scandisce il tempo e il ritmo dell\u0092altra. Vanno insieme.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Condivido anche che il consumo \u00e8 un idolo del nostro tempo. E\u0092 il consumo il centro della nostra societ\u00e0, e quindi il piacere che il consumo promette. Grandi negozi, aperti 24 ore ogni giorno, tutti i giorni, nuovi \u0093templi\u0094 che promettono la salvezza, la vita eterna; culti di puro consumo e quindi di puro piacere. E\u0092 anche questa la radice della crisi del lavoro nella nostra societ\u00e0: il lavoro \u00e8 fatica, sudore. La Bibbia lo sapeva molto bene e ce lo ricorda. Ma una societ\u00e0 edonista, che vede e vuole solo il consumo, non capisce il valore della fatica e del sudore e quindi non capisce il lavoro. Tutte le idolatrie sono esperienze di puro consumo: gli idoli non lavorano. Il lavoro \u00e8 travaglio: sono doglie per poter generare poi gioia per quello che si \u00e8 generato insieme. Senza ritrovare una cultura che stima la fatica e il sudore, non ritroveremo un nuovo rapporto col lavoro e continueremo a sognare il consumo di puro piacere. Il lavoro \u00e8 il centro di ogni patto sociale: non \u00e8 un mezzo per poter consumare, no. E\u0092 il centro di ogni patto sociale. Tra il lavoro e il consumo ci sono tante cose, tutte importanti e belle, che si chiamano dignit\u00e0, rispetto, onore, libert\u00e0, diritti, diritti di tutti, delle donne, dei bambini, delle bambine, degli anziani\u0085 Se svendiamo il lavoro al consumo, con il lavoro presto svenderemo anche tutte queste sue parole sorelle: dignit\u00e0, rispetto, onore, libert\u00e0. Non dobbiamo permetterlo, e dobbiamo continuare a chiedere il lavoro, a generarlo, a stimarlo, ad amarlo. Anche a pregarlo: molte delle preghiere pi\u00f9 belle dei nostri genitori e nonni erano preghiere del lavoro, imparate e recitate prima, dopo e durante il lavoro. Il lavoro \u00e8 amico della preghiera; il lavoro \u00e8 presente tutti i giorni nell\u0092Eucaristia, i cui doni sono frutto della terra e del lavoro dell\u0092uomo. Un mondo che non conosce pi\u00f9 i valori e il valore del lavoro, non capisce pi\u00f9 neanche l\u0092Eucaristia, la preghiera vera e umile delle lavoratrici e dei lavoratori. I campi, il mare, le fabbriche sono sempre stati \u0093altari\u0094 dai quali si sono alzate preghiere belle e pure, che Dio ha colto e raccolto. Preghiere dette e recitate da chi sapeva e voleva pregare ma anche preghiere dette con le mani, con il sudore, con la fatica del lavoro da chi non sapeva pregare con la bocca. Dio ha accolto anche queste e continua ad accoglierle anche oggi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per questo, vorrei terminare questo dialogo con una preghiera: \u00e8 una preghiera antica, il \u0093Vieni, Santo Spirito\u0094, che \u00e8 anche una preghiera del lavoro e per il lavoro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u0093Vieni, Santo Spirito,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">manda a noi un raggio di luce.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Vieni, padre dei poveri,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Padre dei lavoratori e delle lavoratrici.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Vieni, datore dei doni,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">vieni, luce dei cuori.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Consolatore perfetto,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">ospite dolce dell\u0092anima,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">dolcissimo sollievo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella fatica, riposo,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">nella calura, riparo,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">nel pianto, conforto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Lava ci\u00f2 che \u00e8 sporco,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">bagna ci\u00f2 che arido,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">sana ci\u00f2 che sanguina;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">piega ci\u00f2 che \u00e8 rigido,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">scalda ci\u00f2 che \u00e8 gelido,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">drizza ci\u00f2 che \u00e8 sviato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dona virt\u00f9 e premio,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">dona morte santa,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">dona gioia eterna.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Amen\u0094.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Grazie!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">E adesso, chiedo al Signore che benedica tutti voi, benedica tutti i lavoratori, gli imprenditori, i disoccupati. Ognuno di noi pensi agli imprenditori che fanno di tutto per dare lavoro; pensi ai disoccupati, pensi ai lavoratori e alle lavoratrici. E scenda questa benedizione su tutti noi e su di loro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">[Benedizione]<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Grazie tante!<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO A GENOVA \u00a0 INCONTRO CON IL MONDO DEL LAVORO \u00a0 DISCORSO DEL SANTO PADRE \u00a0 Stabilimento Ilva Sabato, 27 maggio 2017 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 1) L&#8217;imprenditore Ferdinando Garr\u00e9 del distretto Riparazioni Navali \u00a0 Nel nostro lavoro ci troviamo a lottare contro tanti ostacoli &#8211; l&#8217;eccessiva burocrazia, la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}