{"id":155,"date":"2021-10-27T14:48:45","date_gmt":"2021-10-27T12:48:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/?p=155"},"modified":"2021-10-27T14:48:45","modified_gmt":"2021-10-27T12:48:45","slug":"settimana-sociale-di-taranto-la-delegazione-ligure-con-i-vescovi-tasca-e-marino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/settimana-sociale-di-taranto-la-delegazione-ligure-con-i-vescovi-tasca-e-marino\/","title":{"rendered":"Settimana Sociale di Taranto, la delegazione ligure con i Vescovi Tasca e Marino"},"content":{"rendered":"<p>Alla Settimana Sociale ci si \u00e8 preparati infatti \u2013 come Diocesi di Genova, nel contesto ligure e come Nord Italia \u2013 con un lavoro introduttivo di approfondimento a partire dal documento che \u2013 intitolandosi proprio \u201cstrumento di lavoro\u201d ha costituito il punto di partenza comune, l\u2019occasione di riflessione e di allineamento di quanti hanno intrapreso il percorso che porta a Taranto.<br \/>\nE\u2019 l\u00ec che viene ricordata una frase di Luigi Einaudi preziosa per leggere il presente, ogni presente ma questo (ed i temi caldi che lo innervano) ancora di pi\u00f9: \u201cOgni crisi economica \u00e8 anche crisi morale e spirituale\u201d. Ed \u00e8 sempre l\u00ec che viene offerta la prospettiva da cui guardare al tema della Settimana Sociale. Alcune frasi sono punti di riferimento necessari: \u201cAbbiamo bisogno di un nuovo umanesimo che abbracci anche la cura della casa comune, premessa che d\u00e0 origine al principio del bene comune globale. E che non dimentichi di custodire la bellezza del creato. Per questo la cura della bellezza \u00e8, infatti, aspetto sostanziale che caratterizza la responsabilit\u00e0 dei cristiani di rendere conto della speranza che \u00e8 in noi\u2026..L\u2019approccio dell\u2019ecologia integrale permette di capire che gli squilibri multidimensionali che caratterizzano il nostro sistema sociale ed economico richiedono un\u2019analisi multidisciplinare che aiuti a cogliere le connessioni e a delineare e attuare un\u2019azione politica integrata che ne tenga conto. All\u2019origine dell\u2019ecologia integrale c\u2019\u00e8 una visione in cui il bene comune si dilata sino ad abbracciare le persone e l\u2019ambiente\u2026.. Il bene \u00e8 sempre un bene relazionale.\u201d<br \/>\nIl contenuto non \u00e8 di quelli che si leggono passandoci sopra velocemente; sono frasi dense, che \u00e8 stato necessario capire con la testa ed il cuore, tanto portano dentro una logica nuova (quella che le due Encicliche \u2013 Laudato sii e Fratelli tutti \u2013 hanno cos\u00ec efficacemente descritto) e che si sono via via illuminate nel confronto e nel racconto delle esperienze vissute (la realt\u00e0 supera sempre la ns. immaginazione) che sono poi quelle \u201cbuone pratiche\u201d che tanto peso hanno nella trama della Settimana sociale.<br \/>\nInsomma, a Taranto non si va senza fatica, la fatica del lavoro che d\u00e0 frutto e che la rende gioiosa. Cos\u00ec \u00e8 il viaggio della compagnia umana che da Genova va a Taranto, una compagnia umana con nomi e volti precisi (Giampiero, Manuela, Maria Rosa, Luca, Francesco e Terry) raccolti attorno all\u2019arcivescovo, il cui sorriso accogliente accompagna la fatica delle giornate.<br \/>\nI lavori hanno inizio. Il messaggio del Santo Padre, letto dall\u2019Arcivescovo Santoro, colpisce i partecipanti, perch\u00e9 la proposta di contenuti assume una forma comunicativa cos\u00ec evocativa da stupire. Il Papa sottolinea che \u201csiamo chiamati a essere lievito che fa fermentare la pasta\u201d e ancora \u201cPer rialzarci dobbiamo convertirci a Dio e imparare il buon uso dei suoi doni, primo fra tutti il creato. Non manchi il coraggio della conversione ecologica, ma non manchi soprattutto l\u2019ardore della conversione comunitaria\u201d. Per questo prosegue \u201cabbiamo bisogno di speranza\u2026 e camminare con audacia sulla strada della speranza, che possiamo immaginare contrassegnata da tre \u201ccartelli\u201d. Il primo di questi viene definito dal Papa\u201d attenzione agli attraversamenti. Troppe persone incrociano le nostre esistenze mentre si trovano nella disperazione, non sappiamo chi, cosa incontreremo e tutto ci interpella, chiede il nostro interesse \u201cLa fantasia dello Spirito ci aiuti a non lasciare nulla di intentato perch\u00e9 le loro legittime speranze si realizzino\u201d. Il secondo \u00e8 il cartello \u201cdivieto di sosta \u2013 non possiamo fermarci, sulle strade del mondo tutto ci aspetta e ha bisogno che ci siamo Ci mette in moto come credenti e discepoli di Ges\u00f9 in cammino per le strade del mondo, sull\u2019esempio di Colui che \u00e8 la via e ha percorso le nostre strade\u201d.<br \/>\nIl terzo \u00e8 \u201cobbligo di svolta \u2013 Il cambiamento d\u2019epoca che stiamo attraversando lo esige. Ci attende una profonda conversione che tocchi, prima ancora dell\u2019ecologia ambientale, quella umana, l\u2019ecologia del cuore.<br \/>\nIl richiamo all\u2019ecologia integrale e la provocazione del \u201cnuovo umanesimo fondato in Cristo\u201d sono i due punti centrali dell\u2019intervento del Cardinal Bassetti: questo modo nuovo e antico di porre la questione ecologica costituisce il nucleo di tutto il percorso. La continuit\u00e0 con le parole dell\u2019introduzione ai lavori dell\u2019Arcivescovo Santoro appare evidente, soprattutto laddove racconta di Taranto e della sua storia dolorosa. Ma \u00e8 il suo richiamo al protagonismo come frutto di una visione diversa del ruolo di ognuno di noi a scaldare i cuori. Ed \u00e8 quando richiama la necessit\u00e0 di \u201cuno sguardo contemplativo che si traduce in fatti\u201d, che si chiarisce il metodo su cui la Settimana \u00e8 costruita. Nessuno sar\u00e0 spettatore, pur restando nel pubblico ad ascoltare per gran parte del tempo. Cresce la consapevolezza che c\u2019\u00e8 in ballo qualcosa che ci riguarda.<br \/>\nIl programma \u00e8 denso, incalzante, come se davvero troppa fosse la ricchezza da farci star dentro; riflessioni, tavole rotonde, interventi, dialoghi \u2013 interrotti solo dall\u2019incontro dei partecipanti con le \u201cbuone pratiche\u201d e dal momento dei lavori in gruppi \u2013 riempiono le quattro giornate, impossibile sintetizzare la ricchezza con la speranza di essere esauriente (inutile provarci). Vale la pena invece provare a riprendere due fili di questa trama complessa che si intrecciano. Il primo prezioso viene offerto come risposta alla domanda (quella con la D maiuscola): \u201cCome si fa ad affrontare la crisi ecologica?\u201d Occorre un pensiero pensante che si fondi sulla saggezza, che impari a formulare le domande a partire dalla passione per il senso della propria esistenza, rimettendo al centro i nostri desideri. C\u2019entra l\u2019ontologia, insomma. Anche per occuparsi delle questioni ambientaliste nelle loro dimensioni tecniche. E questo resta un punto forte della proposta di Taranto. Il secondo \u00e8 il filo del metodo. Quello che segna i tre passi necessari: vedere (analizzare, studiare a partire dalla realt\u00e0 per conoscere, produrre pi\u00f9 conoscenza), interpretare (giudicare a partire da un valore) e scegliere (decidere, cio\u00e8 incidere con responsabilit\u00e0). Tutto il lavoro preliminare, tutti gli approfondimenti sulle quattro declinazioni (organizzazioni e imprese di ecologia integrale; rigenerazione urbana e comunit\u00e0 locali; educazione per il bene comune; sostenibilit\u00e0 e cittadinanza attiva nei territori) hanno avuto questa attenzione. Solo cos\u00ec si impara e si incide. Perch\u00e9, come ha ricordato qualcuno, tutto passa attraverso l\u2019educazione, ma \u201cl\u2019educazione per un atto di speranza che guarda al futuro\u201d<br \/>\nI giovani sono stati al centro di alcuni momenti significativi: ben introdotti ed accompagnati da padre Occhetta e da suor Smerigli, va a loro il merito di aver contribuito a proporre un Manifesto, cui saremo invitati a guardare con attenzione particolare. Ancora parole segnano la giornata conclusiva. Sono parole importanti che tirate fuori dalla grande ricchezza vogliono come suggerire un\u2019attenzione particolare: alleanza, come approccio alla relazione, a tutte le relazioni, da quelle personali a quelle istituzionali, che si modelli sulla reciprocit\u00e0 e sulla valorizzazione della capacit\u00e0 rigenerativa; buone pratiche, come segno di un cambiamento possibile perch\u00e9 praticato; conversione, come strada faticosa e quotidiana della radicalit\u00e0 del cambiamento come processo. Il momento finale \u00e8 non a caso collocato sotto l\u2019etichetta \u201cprosecuzione\u201d: non si tratta di concludere ma di continuare. Cantiere permanente lo definisce Santoro. \u201cEssere noi il cambiamento che vogliamo\u201d: per questo introduce quattro proposte, quattro \u201cpiste di conversione\u201d tanto semplici quanto nette: 1) la costruzione di comunit\u00e0 energetiche, di luoghi in cui gruppi di cittadini e imprese diventino prosumer \u2013 cio\u00e8 produttori e consumatori di energia insieme \u2013 perch\u00e9 attraverso lo specifico dell\u2019energia si sviluppino e consolidino occasioni di relazioni comunitarie a tutto tondo; 2) la finanza sostenibile, che passa attraverso scelte di gestione del risparmio carbon free, 3) il consumo responsabile, che valorizzi le filiere produttive caporalato free che esistono e che debbono essere sostenute; 4) la proposta dell\u2019alleanza contenuta nel Manifesto dei giovani, che \u00e8 alleanza intergenerazionale e tra forze diverse di buona volont\u00e0, anche qui molti sono gli esempi di una concreta applicazione del principio di sussidiariet\u00e0. L\u2019auspicio \u00e8 che \u201cpossiamo veramente diventare un popolo in cammino in grado di aiutare il nostro paese nella delicata transizione ecologica, sociale e spirituale verso il bene comune\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Teresina Torre<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla Settimana Sociale ci si \u00e8 preparati infatti \u2013 come Diocesi di Genova, nel contesto ligure e come Nord Italia \u2013 con un lavoro introduttivo di approfondimento a partire dal documento che \u2013 intitolandosi proprio \u201cstrumento di lavoro\u201d ha costituito il punto di partenza comune, l\u2019occasione di riflessione e di allineamento di quanti hanno intrapreso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":156,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=155"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":157,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155\/revisions\/157"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/156"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}