{"id":123,"date":"2021-04-21T10:58:02","date_gmt":"2021-04-21T08:58:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/?p=123"},"modified":"2021-04-21T10:58:02","modified_gmt":"2021-04-21T08:58:02","slug":"punto-di-ascolto-emergenza-casa-prima-risposta-ai-problemi-abitativi-ne-abbiamo-parlato-con-don-massimiliano-moretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/vitasociale\/punto-di-ascolto-emergenza-casa-prima-risposta-ai-problemi-abitativi-ne-abbiamo-parlato-con-don-massimiliano-moretti\/","title":{"rendered":"Punto di ascolto \u201cEmergenza casa\u201d: prima risposta ai problemi abitativi &#8211; ne abbiamo parlato con Don Massimiliano Moretti"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche settimana \u00e8 nato in Diocesi il punto di ascolto \u201cEmergenza casa\u201d, con sede in Via Tommaso Reggio 43.<br \/>\nL\u2019idea di questo \u201csportello\u201d \u00e8 andata via via prendendo forma nell\u2019ambito del Percorso diocesano di formazione socio-politica alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Il punto di ascolto ha lo scopo di fornire una prima assistenza alle persone che si trovano improvvisamente ad affrontare problematiche abitative, per lo pi\u00f9 generate dalle conseguenze economiche e non dell\u2019emergenza sanitaria in corso.<\/p>\n<p>Abbiamo incontrato <strong>don Massimiliano Moretti<\/strong>, coordinatore del Percorso, Vice Direttore Armo e parroco di Santa Zita, per meglio approfondire come opera questo punto di ascolto e per una riflessione pi\u00f9 ampia sulla crisi economica e abitativa legata alla pandemia in atto.<\/p>\n<p><strong>Don Massimiliano, da inizio pandemia la Diocesi, attraverso molteplici forme, sta sostenendo chi si trova in difficolt\u00e0. A causa del Covid-19 sono molte le persone e le famiglie che si sono trovate improvvisamente nel bisogno. In particolare Caritas con il Progetto Tobia sostiene economicamente quelle categorie che sono state fra le pi\u00f9 colpite dalle chiusure dovute alla pandemia. Quali emergenze ha riscontrato nella sua esperienza come parroco?<\/strong><\/p>\n<p>Il tema della mancanza del lavoro \u00e8 stato quello pi\u00f9 scottante, soprattutto nel piccolo commercio. Sono molti i negozi che hanno chiuso.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 anche un altro tema da non sottovalutare, ed \u00e8 quello del cosiddetto \u201csmartworking\u201d, ossia il lavoro da casa. Questa modalit\u00e0, se gestita bene, pu\u00f2 essere utile sia per il lavoratore che per l\u2019azienda; ma bisogna fare attenzione a non assolutizzare queste forme di lavoro digitale.<\/p>\n<p>Per fare un esempio pratico, nella mia parrocchia purtroppo alcuni mesi fa ho celebrato un funerale di una persona che, a causa dell\u2019isolamento dovuto al lavoro da casa, e ad alcune precedenti problematiche, si \u00e8 tolta la vita. Non dobbiamo dimenticare che il lavoro talvolta, come nel caso sopra citato, \u00e8 l\u2019unica fonte di legami veri e concreti. Bisogna, in questa fase, non perdere di vista le relazioni che nascono in ambito lavorativo, le dinamiche di gruppo.<\/p>\n<p><strong>Recentemente in Diocesi \u00e8 nato il punto di ascolto denominato \u201cEmergenza casa\u201d, per cercare di intercettare chi, famiglie o singoli, non riesce pi\u00f9 a far fronte alle rate del mutuo o all\u2019affitto rischiando cos\u00ec di perdere la casa. Ci sono in Diocesi delle iniziative che gi\u00e0 offrono aiuto in questa direzione, anche alla luce dello sblocco degli sfratti il prossimo 30 giugno?<\/strong><\/p>\n<p>Il tema dell\u2019emergenza casa \u00e8 stato affrontato in questi anni in particolare nell\u2019ambito del Percorso Diocesano di Formazione Socio-Politica.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno sono stati messi in campo alcuni laboratori che provassero ad incidere anche in maniera \u201cpolitica\u201d sulla condizione dei territori, portando il nostro piccolo contributo. Da qui \u00e8 nato il progetto sulla casa: nelle parrocchie il problema abitativo \u00e8 forse quello pi\u00f9 urgente al momento. Per questo si \u00e8 pensato di lavorare ad un progetto che potesse il pi\u00f9 possibile essere esteso ai Vicariati e alle parrocchie della Diocesi. Sia Mons. Tasca che Mons. Anselmi sostengono questo percorso.<\/p>\n<p>Caritas diocesana aiuter\u00e0 questa operazione con le sue strutture ma il desiderio \u00e8 che il progetto diventi nel tempo sempre pi\u00f9 capillare e presente sul territorio.<\/p>\n<p>Con i partecipanti al Precorso politico abbiamo riflettuto molto sull\u2019importanza di vivere accompagnati sempre dal Vangelo.<\/p>\n<p>Siamo nel tempo di Pasqua, e in questo momento, come Percorso Diocesano, sentiamo l\u2019urgenza di non limitare la vita cristiana alla sola celebrazione domenicale della Messa. Questo non significa agire come una ONG, o svolgere un servizio di assistenza sociale: il compito primario di ogni cristiano \u00e8 credere che Ges\u00f9 \u00e8 risorto, risorgere insieme a Lui provando a far risorgere tanti fratelli e sorelle che vivono oggi in estrema difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La parrocchia di Santa Zita di cui \u00e8 parroco \u00e8 coinvolta in questa iniziativa?<\/strong><\/p>\n<p>La parrocchia \u00e8 coinvolta, e al momento l\u2019adesione dei fedeli al progetto \u00e8 positiva. La proposta \u00e8 stata quella di una colletta al mese, al di fuori delle offerte delle Messe domenicali. Chi pu\u00f2, d\u00e0 quello che pu\u00f2: in sintesi il motto pu\u00f2 essere questo.<\/p>\n<p>In un mese abbiamo gi\u00e0 raccolto circa 12.000 euro. L\u2019adesione dunque \u00e8 molto alta, e questo, da sacerdote, mi ha riempito di gioia. Da questa esperienza ho capito che intorno a noi c\u2019\u00e8 molto bene, un bene che va solo stimolato.<\/p>\n<p>La partecipazione del \u201cpopolo di Dio\u201d \u00e8 dunque fondamentale.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 importante un\u2019adeguata organizzazione per fornire un aiuto concreto a chi ha bisogno?<\/strong><\/p>\n<p>Io mi sono avvalso anche di persone che, pur non facendo parte di nessun gruppo parrocchiale ma frequentando la Messa domenicale, aveva professionalit\u00e0 e talenti da mettere a disposizione: commercialisti, avvocati, un ingegnere, in modo da dare una struttura qualificata a questa iniziativa.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato anche un modo per dare corpo ai laici e alla loro azione.<\/p>\n<p>Al momento, molta parte dell\u2019impegno \u00e8 anche dedicata all\u2019ascolto delle problematiche. Con questo sportello cerchiamo anche di sgravare un po\u2019 il grande impatto sui Centri di Ascolto.<\/p>\n<p>La nostra \u00e8 dunque una vera e propria presa in carico, un affiancamento nelle pratiche da sbrigare, un sostegno materiale.<\/p>\n<p><strong>Nonostante si stiano facendo passi in avanti nella campagna vaccinale, l\u2019emergenza legata al Covid non \u00e8 destinata a concludersi rapidamente. Quali sono le preoccupazioni pi\u00f9 diffuse fra le persone che lei incontra ogni giorno?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molta paura fra le persone, frutto di una grande confusione. Pi\u00f9 il mondo \u00e8 confuso pi\u00f9 le persone sono vulnerabili, pi\u00f9 qualcuno se ne pu\u00f2 approfittare. Sarebbe opportuno oggi veicolare informazioni il pi\u00f9 possibile corrette. Le persone perdono fiducia nelle istituzioni credendole magari nemiche, e progressivamente si rinchiudono nella solitudine.<\/p>\n<p><strong>Nella sua esperienza di Cappellano nelle aziende, lei ha l\u2019opportunit\u00e0 di avvicinare molti lavoratori. Quale aria si respira, dopo un anno di fatiche e restrizioni causate dalla pandemia? E quali sono le principali preoccupazioni dei lavoratori, alla vigilia dello sblocco dei licenziamenti?<\/strong><\/p>\n<p>Noi Cappellani al momento abbiamo alcune difficolt\u00e0 ad entrare nelle aziende a causa dei protocolli Covid. I lavoratori comunque nutrono ancora fiducia: le grandi aziende genovesi hanno messo in pratica efficacemente lo smart-working e dove \u00e8 stato possibile sono scattate le forme di compensazione.<\/p>\n<p>Va maggiormente attenzionato invece il piccolo commercio: qui in Santa Zita, per esempio, in pochi mesi hanno chiuso gi\u00e0 quattro piccoli negozi.<\/p>\n<p><strong>Sulla base di quanto gi\u00e0 organizzato da alcune parrocchie per far fronte all\u2019emergenza abitativa, \u00e8 possibile secondo lei realizzare iniziative analoghe?<\/strong><\/p>\n<p>Auspichiamo di s\u00ec. Questa iniziativa va metabolizzata. L\u2019idea \u00e8 nata dopo una lunga riflessione. I confratelli che vogliono aderire possono iniziare magari partendo da un caso fra quelli di cui vengono a conoscenza.<\/p>\n<p>A Genova sono numerosissimi gli appartamenti che restano sfitti e che potrebbero essere messi a disposizione: la parrocchia potrebbe assumere il ruolo di mediatore fra chi ha disponibilit\u00e0 e chi ha bisogno.<\/p>\n<p><strong>Nonostante le difficolt\u00e0 e le fatiche anche psicologiche dovute al prolungarsi dell\u2019emergenza sanitaria, riscontra ancora il desiderio di solidariet\u00e0 fra i fedeli e le persone che lei incontra ogni giorno?<\/strong><\/p>\n<p>Nel mio piccolo, posso dire che c\u2019\u00e8 molta pi\u00f9 solidariet\u00e0 di prima, se stimolata e accompagnata. C\u2019\u00e8 consapevolezza della difficolt\u00e0 del momento e della difficolt\u00e0 di molti. E c\u2019\u00e8 generosit\u00e0 laddove si percepisce l\u2019utilit\u00e0 delle proprie azioni. La Chiesa deve avere proprio il compito di far emergere il bene.<\/p>\n<p>E bisogna anche imparare a raccontare e narrare le cose positive che si fanno e che si realizzano.<\/p>\n<p>Tutto il bene, quando \u00e8 compiuto e messo a fattor comune, genera positivit\u00e0 per tanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>A cura di <strong>Francesca di Palma<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche settimana \u00e8 nato in Diocesi il punto di ascolto \u201cEmergenza casa\u201d, con sede in Via Tommaso Reggio 43. L\u2019idea di questo \u201csportello\u201d \u00e8 andata via via prendendo forma nell\u2019ambito del Percorso diocesano di formazione socio-politica alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. 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