{"id":2325,"date":"2026-09-29T16:24:33","date_gmt":"2026-09-29T14:24:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/scolastico\/?p=2325"},"modified":"2026-09-29T16:24:33","modified_gmt":"2026-09-29T14:24:33","slug":"scuola-una-sfida-rimanere-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/scolastico\/scuola-una-sfida-rimanere-umani\/","title":{"rendered":"Scuola. Una sfida: \u201cRimanere umani\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Suonano le campanelle in tutte le scuole della regione, torna il trambusto degli zaini nuovi, di grandi e piccoli che si rincontrano dopo tre mesi, l\u2019ansia di chi varca il portone per la prima volta e tutto sommato la gioia degli adulti di vedere i banchi che tornano a riempirsi.<br \/>\nCon il primo giorno di lezioni il 14 settembre si apre ufficialmente un nuovo anno, portando con s\u00e9 il consueto e febbrile carico di emozioni contrastanti: da un lato le speranze, i sogni e l&#8217;entusiasmo per un inizio, dall&#8217;altro la persistenza di vecchi problemi culturali e strutturali che continuano ad interrogare il mondo dell&#8217;istruzione e a pesare sulla vita di scuole, famiglie e insegnanti.<\/p>\n<p>Una scuola che include, non che spaventa<br \/>\nAffinch\u00e9 questo nuovo inizio non sia una mera ripetizione del passato, sarebbe utile ripartire dalla radice stessa del fare scuola. La vera centralit\u00e0 educativa si gioca infatti sulla capacit\u00e0 di creare un ambiente che include, che mette in relazione le persone e che fa prevenzione attiva. \u00c8 il superamento della logica individualista richiamata a suo tempo da don Lorenzo Milani: \u00abHo imparato che il problema degli altri \u00e8 uguale al mio. Sortirne tutti insieme \u00e8 la politica. Sortirne da soli \u00e8 l&#8217;avarizia.\u00bb Idea forte e sempre attuale soprattutto a fronte di una idea meritocratica che allontana invece la proposta di giocarsi la responsabilit\u00e0 personale insieme con la comunit\u00e0 dei pari.<br \/>\nLa scuola dovrebbe essere il luogo dove si impara a non lasciare indietro nessuno, che non giustifica alcuna discriminazione, che valorizza i talenti e gli sforzi di ognuno. Una scuola che al contrario si regge o si giustifica attraverso logiche di punizione, deterrenza e paura tradisce il suo mandato pi\u00f9 profondo. L&#8217;educazione non pu\u00f2 fiorire nel clima algido del timore o della repressione, ma cresce unicamente dove c&#8217;\u00e8 ascolto, fiducia reciproca e cura autentica dell&#8217;essere umano.<br \/>\nLa bussola dell&#8217;anno: &#8220;Rimaniamo umani&#8221;<br \/>\n\u00c8 proprio in questa direzione che si inserisce quest&#8217;anno il tema guida proposto dalla Diocesi di Genova a tutte le istituzioni scolastiche: un imperativo forte e urgente, &#8220;Rimaniamo umani&#8221;. Questa idea forza produrr\u00e0 materiale didattico per ogni ordine di scuola e poi trover\u00e0 il suo compimento nelle Giornate Per La Scuola che si svolgeranno come al solito a marzo a Palazzo Ducale. Questo invito esorta a riscoprire ogni istituto scolastico innanzitutto come Comunit\u00e0 ovvero come il luogo primario dell&#8217;umanizzazione, snodandosi attraverso tre direttrici fondamentali.<br \/>\nLa prima ci ricorda che l&#8217;umanizzazione esige la centralit\u00e0 assoluta di ogni persona, la quale non si realizza mai nell&#8217;isolamento narcisistico, ma in quella vocazione comunitaria dove \u201cla persona umana esiste solo ed esclusivamente decentrandosi per donarsi,\u201d (Emanuelle Mounier) trovando cio\u00e8 il proprio compimento non nel possesso di s\u00e9, ma nell&#8217;apertura e nell&#8217;amore verso il prossimo.<br \/>\nLa seconda direttrice punta sullo sviluppo tecnico e scientifico, patrimonio prezioso del nostro tempo, ma non un assoluto e nemmeno il fine dell\u2019esistenza. Giova sempre ricordare che alla base ci deve essere un\u2019etica della responsabilit\u00e0 per cui si deve agire in modo che \u201cgli effetti delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di una vita umana autentica,\u201d (Hans Jonas) garantendo che la tecnica rimanga sempre a servizio dell&#8217;uomo e mai viceversa.<br \/>\nLa terza direttrice, infine, individua nell&#8217;umanizzazione l&#8217;impegno corale a costruire il mondo di do&#8221;<br \/>\nLe disuguaglianze di fronte alle opportunit\u00e0 educative non si sono per nulla ridotte e si stanno ampliando in modi pi\u00f9 sottili e difficili da scovare di quanto non succedesse ai tempi di don Milani&#8221;. Marco Romito, sociologo dell\u2019Universit\u00e0 Milano-Bicocca, studia quanto l\u2019origine sociale condizioni i risultati degli studenti. Nel suo ultimo libro, &#8220;La dispersione scolastica &#8211; Strumenti per comprenderla e agire&#8221; (Mondadori, 2026), riprende il filo della critica partita da Barbiana alla scuola come &#8220;ospedale che cura i sani e manda via i malati&#8221;. Gli alunni arrivano a scuola con risorse economiche e culturali molto diverse e, dice Romito, il sistema finisce per &#8220;ratificare queste differenze di partenza&#8221;. Quando voti e risultati vengono letti solo come esito del merito o dell\u2019impegno individuale, mani affinch\u00e9 sia realmente vivibile: un obiettivo che, sulla scia dell&#8217;enciclica Laudato si&#8217; di Papa Francesco, impone di tessere una trama di ecologia integrale e di coltivare, come ci esorta Papa Leone, quella \u201cpace disarmata e disarmante\u201d che sa resistere alla violenza e vincerla. Lavorare per la pace oggi, quindi, significa educare i giovani a disarmare i cuori, a rifiutare ogni logica di prevaricazione e a farsi artigiani di fraternit\u00e0, ricordando che \u201ctutto \u00e8 connesso\u201d e che la salvaguardia del creato e la pace tra i popoli sono le facce indivisibili di un unico futuro possibile.<br \/>\nL\u2019augurio per un cammino generativo<br \/>\nL&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico interpella in prima persona chi la scuola la abita e la fa vivere ogni giorno. Da qui nasce la speranza pi\u00f9 autentica rivolta a tutti i docenti, affinch\u00e9 sappiano mettere nel loro lavoro quotidiano passione e coraggio. La passione nel coinvolgere tutto il proprio essere, testa e cuore, per diventare veri testimoni di umanit\u00e0 e non meri trasmettitori di nozioni, e il coraggio per perseguire sempre la verit\u00e0 indispensabile alla crescita critica e libera degli alunni, anche quando questo pu\u00f2 divenire impopolare. L&#8217;augurio pi\u00f9 caloroso e intenso si estende poi a tutti i ragazzi e alle loro famiglie: che questo tempo possa rappresentare una tappa utile nella costruzione della vita personale di ciascuno, un cammino aperto a custodire e realizzare ci\u00f2 che ogni giovane \u00e8 chiamato a essere per trovare la propria pienezza nel mondo. Come ci ricorda idealmente il Presidente Sergio Mattarella rivolgendosi alle nuove generazioni, occorre raccogliere con coraggio dalle generazioni pi\u00f9 adulte il testimone: \u201cNon fermatevi, non scoraggiatevi, prendetevi il vostro futuro perch\u00e9 soltanto cos\u00ec lo donerete alla societ\u00e0\u201d, facendo della scuola \u2013 come recita lo spirito profondo della nostra Costituzione \u2013 il presidio pi\u00f9 alto di democrazia, uguaglianza e libert\u00e0.<\/p>\n<p>di Massimiliano Costa &#8211; Coordinatore Ufficio Scuola<br \/>\nDiocesi di Genova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Suonano le campanelle in tutte le scuole della regione, torna il trambusto degli zaini nuovi, di grandi e piccoli che si rincontrano dopo tre mesi, l\u2019ansia di chi varca il portone per la prima volta e tutto sommato la gioia degli adulti di vedere i banchi che tornano a riempirsi. 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