{"id":2315,"date":"2026-09-29T15:58:48","date_gmt":"2026-09-29T13:58:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/scolastico\/?p=2315"},"modified":"2026-09-29T15:58:48","modified_gmt":"2026-09-29T13:58:48","slug":"insegnare-religione-e-una-missione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/scolastico\/insegnare-religione-e-una-missione\/","title":{"rendered":"Insegnare religione \u00e8 &#8220;una missione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cProf., che senso ha vivere se, tanto, poi muori?\u201d. Questo \u00e8 solo uno degli interrogativi-bomba (bellissimi) che piovono sul docente di Religione durante le lezioni. Ed \u00e8 davvero opportuno che la materia si chiami IRC, perch\u00e9 occuparsi di questa materia \u00e8, almeno nella prima fase del percorso didattico, proprio un insegnare ai ragazzi ad accorgersi di quanto il senso religioso sia realmente connaturale a loro, a noi, a tutti.<br \/>\nLo so, \u201cl\u2019IRC non \u00e8 catechesi\u201d, ma chi ha detto che la maieutica che aiuta i ragazzi a leggere la propria religiosit\u00e0 innata sia catechesi? Non \u00e8 forse, invece, una scelta profondamente culturale che favorisce nei ragazzi l\u2019aprirsi con interesse all\u2019apprendimento del programma che le indicazioni nazionali prevedono? E gli interrogativi-bomba, come quello (circa la vita, il senso e la morte) riportato all\u2019inizio di questo articolo, non nascono forse dalle profondit\u00e0 del cuore umano? Certamente. E allora cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 culturale dell\u2019analisi delle aspirazioni-chiave della natura umana?<br \/>\nL\u2019insegnante di Religione (IdR) ha davanti a s\u00e9 una sfida straordinaria: aiutare i ragazzi a comprendere, anzitutto, che dell\u2019ordinario della loro vita fa parte una dimensione straordinaria, che imbeve l\u2019ordinario di assoluta, appunto, straordinariet\u00e0: la naturale apertura all\u2019infinito, la sete di senso, l\u2019essere creature anche spirituali. Senza l\u2019esplorazione iniziale di questa dimensione, il programma (biblico, antropologico, teologico, etico\u2026) di IRC risulter\u00e0 ai ragazzi un noioso insieme di tradizioni, \u201croba di parte\u201d, oppure qualcosa che \u201csi poteva sintetizzare in un angoletto del programma di Lettere\u201d.<br \/>\nAlcuni colleghi di altre materie vivono con fastidio il definire quella dei docenti una \u201cmissione\u201d, eppure io trovo lo sia davvero. L\u2019IdR, in particolare, vive, infatti, un altissimo servizio (quindi una missione) nei confronti dei ragazzi, poich\u00e9 li accompagna nella conoscenza del significato del vivere, li informa in merito ai fondamenti di tale significato e agli aspetti storico-culturali del cammino religioso dell\u2019uomo ma, soprattutto, esplora con loro la connessione altissima e vitale (e culturale!) tra natura umana e religiosit\u00e0.<br \/>\nEntrare in una nuova classe per svolgere l\u2019IRC \u00e8, per me, un po\u2019 come iniziare a insegnare una\u2026 lingua che i ragazzi conoscono gi\u00e0, ma di cui non sono ancora consapevoli. Penso che questa lingua comune sia una delle scintille che ravvivano il fuoco che anima il cuore di un (vero e appassionato) IdR.<br \/>\nE\u2019 una professione, la docenza IRC, certo, ma penso che i colleghi (quelli veri e appassionati, non tutti) saranno d\u2019accordo con me quando affermo che non si pu\u00f2 fare solo per lavoro. Quando lo si fa solo per lavoro, i ragazzi se ne accorgono, e la lingua comune della Pentecoste diventa una babele.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Paolo Pero, IdR<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cProf., che senso ha vivere se, tanto, poi muori?\u201d. Questo \u00e8 solo uno degli interrogativi-bomba (bellissimi) che piovono sul docente di Religione durante le lezioni. 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