{"id":168,"date":"2023-04-19T15:58:34","date_gmt":"2023-04-19T13:58:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/?p=168"},"modified":"2023-04-19T15:59:18","modified_gmt":"2023-04-19T13:59:18","slug":"una-cultura-del-prendersi-cura-intervista-a-don-matteo-pescetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/una-cultura-del-prendersi-cura-intervista-a-don-matteo-pescetto\/","title":{"rendered":"Una &#8216;cultura del prendersi cura&#8217;: intervista a Don Matteo Pescetto"},"content":{"rendered":"<p>In vista dell&#8217; appuntamento organizzato dall\u2019Ufficio Cultura diocesano a Palazzo Ducale di \u201cIncontro alla Citt\u00e0\u201d di mercoled\u00ec 19 aprile sul tema \u2018La cura fraterna dell\u2019altro \u201cBello e dolce \u00e8 che i fratelli vivano insieme (Sal 133,1)\u2019 che vedr\u00e0 la presenza del Cardinale Gianfranco Ravasi, biblista e teologo, gi\u00e0 Presidente del Pontificio consiglio della cultura, abbiamo voluto approfondire l\u2019aspetto della \u2018cultura del prendersi cura\u2019 insieme con Don Matteo Pescetto, Coordinatore dell\u2019Ufficio diocesano per la pastorale della salute, disabilit\u00e0, terza et\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Don Matteo, la cura \u00e8 un atto culturale e non esiste vita senza cura. Eppure, spesso nella pratica \u00e8 continuamente svilita: i medici prescrivono terapie, gli infermieri le somministrano\u2026 come si pu\u00f2 tenere lo sguardo di attenzione sulla persona, creare \u2013 nel caso dei medici &#8211; una relazione vera con il paziente che dovrebbe essere il primo gesto di cura?<\/strong><\/p>\n<p>Salute, disabilit\u00e0 e anziani fanno oggi parte di quella cultura dello scarto di cui spesso parla il Papa e che . purtroppo ha larga parte nella mentalit\u00e0 generale di oggi, ammalata di efficientismo e incapace di guardarsi indietro come ricevuta in dono da chi ci ha preceduti in questa vita, ed ancor pi\u00f9 incapace di sollevare lo sguardo al Cielo per guardare pi\u00f9 lontano, oltre la contingenza di questo mondo terreno che passa. Se di cultura parliamo, credo che anzitutto sia necessario porsi proprio questa domanda: gli anziani e i malati, di cui siamo chiamati a prenderci cura come famiglie e poi come comunit\u00e0 umana e cristiana, chi sono? Non sono forse la generazione che ci ha donato la vita? I Nonni! I genitori anziani, che ci hanno chiamato alla vita per amore e che si sono presi cura di noi\u2026dobbiamo domandarci perch\u00e9 dobbiamo prenderci cura di loro?! Per gratitudine, per amore riconoscente? Non voglio essere polemico, ma una societ\u00e0 che si domanda perch\u00e9 e come prendersi cura degli anziani, \u00e8 una societ\u00e0 destinata all\u2019estinzione, perch\u00e9 incapace di riconoscere le radici\u2026secca e muore. A questo segue il \u201ccome\u201d saper curare la persona. Gli antichi ci hanno consegnato la regola d\u2019oro della vita sociale: \u201cfare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi\u201d, ripreso poi da Ges\u00f9 e portato a perfezione con la legge nuova del Vangelo: \u201camatevi gli uni gli altri come io ho amato voi\u201d. La legge della reciprocit\u00e0, cos\u00ec piena di buon senso e umanit\u00e0 sembra quasi passata di moda, come se ci dimenticassimo che un giorno potrebbe capitare a noi\u2026 La malattia, come la vecchiaia sono realt\u00e0 della vita quotidiana che richiedono di essere anzitutto accolte nel loro valore umano e poi cristiano: San Lorenzo le defin\u00ec i tesori della Chiesa dinanzi all\u2019Imperatore Valeriano! sono la carne sofferente del Signore affidata alle nostre cure.Detto questo, non credo che si debba scaricare su medici o infermieri la responsabilit\u00e0 di certa mancanze, tenendo conto che la carenza di personale e relativi turni massacranti non permettono spesso un rapporto umano. Con tante belle eccezioni, che constato spesso all\u2019ospedale, visitando i malati, che mi parlano sempre bene del rapporto umano\u2026 Io stesso ho ricordi meravigliosi degli anni al Gaslini, per i vari interventi alle braccia. Era una vera famiglia.<\/p>\n<p><strong>Chi sono oggi le persone capaci di importanti gesti di cura? <\/strong><\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda vorrei rimandare alla mia personale esperienza, rispondendo che \u00e8 capace di importanti gesti di cura chi \u00e8 stato oggetto di cura, chi nella malattia ha imparato la preziosit\u00e0 del dolore e della sofferenza e quanto la vicinanza e l\u2019amore posso fare al pari e anche pi\u00f9 delle medicine. Quindi vorrei dire che ogni cristiano, del quale Dio stesso si prende cura con infinito amore, fino a dare il Suo Figlio Unigenito crocifisso \u00e8, in virt\u00f9 della fede e della carit\u00e0 chiamato a farsi prossimo. Certo poi ci sono \u201cscuole\u201d come i pellegrinaggi a Lourdes con le nostre associazioni (Ordine di Malta, OFTAL e UNITALSI), dove si tocca con mano che il malato e l\u2019anziano come il disabile posso essere e sono di fatto al centro delle giornate trascorse sotto lo sguardo di Maria.<\/p>\n<p><strong>Il Papa, nel messaggio per la XXX Giornata Mondiale del Malato, ha sottolineato che \u00e8 necessario superare la cultura dello scarto e della mera assistenza, e che occorre ritornare ad una visione cristiana del dolore, che unita all\u2019offerta del Cristo sulla Croce \u00e8 dono prezioso per tutto il Corpo Mistico; come la malattia pu\u00f2 essere vista come tempo di grazia anche per chi si prende cura di un malato?<\/strong><\/p>\n<p>Oggi credo che la prima urgenza sia ridire al mondo che Ges\u00f9 ci ha salvato offrendo al Padre il dolore di ogni uomo e di ogni tempo \u2013 di cui si \u00e8 fatto carico con l\u2019incarnazione fin dal primo istante del suo concepimento nel grembo verginale di Maria in forza della Sua umanit\u00e0 \u2013 sull\u2019altare della Croce, il Mistero di infinito amore che celebriamo in questi giorni santissimi di Passione Morte e Risurrezione del Signore. Questa \u00e8 la dignit\u00e0 infinita del dolore di ciascuno. E va annunciato ai nostri cari ammalati anziani e disabili, perch\u00e9, come mi insegn\u00f2 l\u2019allora padre spirituale del seminario, alla vigilia del mio primo ricovero per allungare le braccia nel luglio del 1996, \u201cil Signore, caro Matteo, mette nelle tue mani, anzi, nelle tue braccia un tesoro di grazia! Accetta tutto e tutto offri per te e il tuo sacerdozio, per i tuoi compagni e il loro sacerdozio e per tutti coloro che incontrerai nella tua vita sacerdotale\u201d. Subito non compresi molto cosa volesse dire\u2026 Ma quando poi lo feci, la grazia dello Spirito Santo illumin\u00f2 mente e cuore e da allora, come mi ripeteva poi spesso il nonno medico, \u201cso cosa farne delle mie sofferenze\u201d, che siano fisiche, morali o spirituali. Da allora invito sempre i malati chi incontro ad offrire tutto soprattutto per le vocazioni sacerdotali \u2013 intenzione che Ges\u00f9 stesso ha affidato alla nostra preghiera \u2013 ed \u00e8 per questo che come ufficio si \u00e8 voluto preparare per tutte le realt\u00e0, ospedaliere, RSA, parrocchie e famiglie, un\u2019immaginetta con la Grotta di Lourdes e la preghiera per le vocazioni, da affidare a tutti i nostri malati, anziani e disabili. Il dolore e la malattia, uniti all\u2019offerta di Ges\u00f9 sulla croce, sono il tesoro pi\u00f9 prezioso che abbiamo!<\/p>\n<p><strong>Nella S. Messa per la Giornata del Malato che \u00e8 stata celebrata recentemente in Cattedrale, l\u2019Arcivescovo nell\u2019omelia ha rimarcato il senso di gratitudine che occorre avere per chi opera per la salute e per la ricerca, per i volontari, e soprattutto ha ringraziato i sacerdoti che svolgono servizio agli ammalati negli ospedali e nelle case di cura. Quanti sono i sacerdoti nella nostra Diocesi che svolgono questo ruolo e perch\u00e9 \u00e8 importante la loro presenza?<\/strong><\/p>\n<p>Quanti sono i sacerdoti che si occupano dei malati? Credo e spero di poter dire tutti! Perch\u00e9 uno dei grandi errori di oggi, di questa cultura della scarto, \u00e8 di pensare esattamente questo: dei malati si occupano i cappellani ospedalieri. Negli ospedali si \u00e8 di passaggio, e certamente i cappellani, tra i quali spiccano i tre Camilliani al Galliera insieme al nostro don Andrea Fasciolo e al sottoscritto, pi\u00f9 i padri Cappuccini, quattro a San Martino e due al Gaslini, svolgono un compito stupendo insieme alle suore e ai volontari che, speriamo, possano tornare sempre pi\u00f9 numerosi. Ma i malati sono nelle case e ogni parroco li visita, ai diaconi \u2013 quando si ha la grazia di averli &#8211; insieme ai ministri straordinari della Comunione. La vera pastorale della salute \u00e8 l\u00ec, nelle nostre case e nell\u2019impegno che ogni cristiano riscopra la preziosit\u00e0 del dolore e del prendersi cura dichi soffre.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>a cura di<\/em> Michela De Leo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista dell&#8217; appuntamento organizzato dall\u2019Ufficio Cultura diocesano a Palazzo Ducale di \u201cIncontro alla Citt\u00e0\u201d di mercoled\u00ec 19 aprile sul tema \u2018La cura fraterna dell\u2019altro \u201cBello e dolce \u00e8 che i fratelli vivano insieme (Sal 133,1)\u2019 che vedr\u00e0 la presenza del Cardinale Gianfranco Ravasi, biblista e teologo, gi\u00e0 Presidente del Pontificio consiglio della cultura, abbiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":93,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=168"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":169,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168\/revisions\/169"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/sanita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}