Sabato 8 giugno 2024 l’Arcivescovo ha presentato la Lettera Pastorale “Evangelizzazione, Sinodalità e Fraternità di parrocchie”

Sabato 8 giugno 2024 l’Arcivescovo al termine dell’evento conclusivo del cammino sinodale diocesano, alla Sala Grecale dei Magazzini del cotone, ha presentato la Lettera Pastorale “Evangelizzazione, Sinodalità e Fraternità di parrocchie”.

 

La Lettera pastorale si apre con la citazione tratta dagli Atti degli Apostoli “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore (At 4, 32-33)”.

Questa citazione definisce l’intenzione di questo documento, frutto di una riflessione nata dal desiderio di trovare una via per promuovere l’evangelizzazione della comunità cristiana oggi. Come la prima comunità di Gerusalemme descritta nel versetto si presenta unita in un cuore solo e un’anima sola, così oggi l’annuncio del Vangelo deve essere basato sulla testimonianza di fraternità, condivisione e unione.

Il testo, nato dal confronto dell’Arcivescovo con gli organismi diocesani, i sacerdoti e i laici, è suddiviso in quattro capitoli:

  1. Tra sfide e forze
  2. Evangelizzare oggi
  3. Fraternità di parrocchie
  4. Chiamati a camminare insieme

Tra sfide e forze

Il primo capitolo della Lettera mette in luce – avvalendosi dei dati della Cancelleria Arcivescovile e del Comune di Genova – alcuni aspetti che appaiono preoccupanti: diminuzione e invecchiamento della popolazione, inverno demografico, calo del numero dei sacerdoti e della partecipazione alle celebrazioni.

Come sarà la situazione nelle parrocchie da qui ai prossimi 10 anni?

Alcuni segni di speranza arrivano dalla presenza dei fedeli laici nelle parrocchie, che con il loro apporto contribuiscono alla presenza della Chiesa nel mondo e con la loro testimonianza annunciano il Vangelo ogni giorno.

I consacrati e le consacrate animano con la loro presenza la vita delle parrocchie e della Diocesi, come pure la ricca presenza di associazioni, movimenti e aggregazioni, che con stile missionario portano il primo annuncio, suscitano opere di carità e promuovono il pensiero cristiano.

I sacerdoti vivono in fraternità con il Vescovo, sono responsabili della porzione di Chiesa che è stata loro affidata, e condividono con gli altri presbiteri la missione evangelizzatrice.

Se la celebrazione eucaristica festiva rimane il punto centrale della comunità cristiana, è pur vero che oggi, con la diminuzione del clero, non è possibile garantire in ogni parrocchia la celebrazione della Messa. La Diocesi ha predisposto per questo il Sussidio “Celebrazione domenicale in assenza di presbitero e in attesa dell’Eucaristia”, che illustra le condizioni per le celebrazioni senza presbitero. Resta comunque opportuno, nelle comunità, favorire e sostenere la partecipazione alla Messa festiva, individuando modalità e luoghi adatti, accessibili a tutti.

Evangelizzare oggi

Il secondo capitolo della Lettera offre una riflessione sulla testimonianza del Vangelo oggi. Come andare oltre il “si è sempre fatto così” e trovare nuove forme di annuncio e presenza nel mondo attuale? Come lasciarsi ispirare dalle parole di Papa Francesco nella Evangelii Gaudium?

Oggi la ricchezza del “deposito della fede”, alla luce del cammino sinodale della Chiesa, va trasmesso “da persona a persona”, facendosi prossimi, in diversi “ambienti di evangelizzazione”, che sono quelli dove vivono i fedeli (popolo di Dio): scuola, università, ambienti culturali, ospedali, residenze per disabili e per anziani, carceri, ambienti in cui si amministra la cosa pubblica, luoghi del lavoro e della politica.

Il mondo della carità, del lavoro, i luoghi dove vivono i giovani, e oggi  più che mai l’ambiente dei social network, sono ambiti di evangelizzazione.

Nell’ultimo triennio, nella prospettiva di sgravare il più possibile i parroci dalle incombenze amministrative per dedicarsi maggiormente alla pastorale, la Diocesi ha predisposto alcune iniziative specifiche.

 

Fraternità di parrocchie

Nel terzo capitolo della Lettera si vuole offrire, con la proposta della Fraternità di parrocchie, una risposta alla domanda: come sostenere la vita delle comunità parrocchiali affidate ad un unico sacerdote?

La Fraternità di parrocchie identifica quelle comunità che condividono la stessa equipe pastorale, che è così composta: il moderatore della cura pastorale, con la potestà e le funzioni di parroco; il diacono cooperatore; alcuni consacrati e fedeli laici come coordinatori di un settore della pastorale o incaricati per un compito specifico. Laddove è possibile, il moderatore della cura pastorale può essere affiancato da un altro presbitero come aiuto pastorale o vicario parrocchiale.

Questo progetto è già in essere in alcuni Vicariati cittadini.

Risulta quindi evidente che alcuni incarichi possono essere affidati ai laici, in virtù del loro Battesimo: le lettere di Papa Francesco Spiritus Domini (2021) e Antiquum ministerium (2021) si inseriscono in questa direzione.

 

Chiamati a camminare insieme

Il quarto capitolo della Lettera focalizza la corresponsabilità dei fedeli laici all’interno delle comunità, nel rispetto dei ministeri e dei compiti di ciascuno all’interno della vita ecclesiale.

La fraternità è alla base della vita cristiana: essere “Fratelli tutti” significa assumere atteggiamenti coerenti, vissuti come testimonianza di fede davanti al mondo.

 

Conclusioni

L’annuncio cristiano è giunto a Genova alla fine del I secolo dell’era cristiana per opera di Nazario e Celso, provenienti da Roma. Il ricordo della loro predicazione è custodito, ancora oggi, presso la cripta longobarda sotto la chiesa santuario di N.S. delle Grazie al Molo. La Chiesa, animata dallo Spirito, ha sempre avuto una grande fantasia nello scegliere le modalità dell’annuncio, trovando risposte adatte ai diversi contesti. Si vuole oggi, con fiducia, fare la propria parte in questo cambiamento d’epoca.

Per questo, la Lettera riporta in copertina la Vetrata del Santuario di N.S. delle Grazie al Molo con l’“Arrivo a Genova dei Santi Nazario e Celso, primi evangelizzatori” e nel retro di copertina la Ricostruzione della targa in marmo dedicata ai Palmiferi, un tempo collocata nel Palazzo Comunale di Genova e oggi ubicata nella Cripta longobarda del Santuario di Nostra Signora delle Grazie al Molo.

 

Nota

143 sacerdoti a Genova oggi

In Diocesi ci sono 278 parrocchie, in cui sono impegnati 143 sacerdoti ‒ tra diocesani, religiosi ed extradiocesani ‒ con incarico di parroco o amministratore parrocchiale; di questi 64 hanno la responsabilità di più di una comunità, fino a 10. Altri 80 sacerdoti operano come vicari parrocchiali o aiuti pastorali. Al Consiglio Presbiterale del 23/03/2023 è stata offerta una proiezione che mostra per i prossimi anni la sensibile diminuzione del numero dei presbiteri a Genova: nel 2022 i sacerdoti diocesani erano 218, nel 2027 si stima saranno tra i 169 e i 173; nel 2032 tra 146 e 149; nel 2037 tra 123 e 128. È stato notato che, se anche d’ora in avanti ogni anno entrassero in Seminario un buon numero di giovani, la situazione non muterebbe perché la loro formazione richiede almeno 8/9 anni. Nel 2023 in Diocesi 9 presbiteri hanno lasciato – per diversi motivi – il servizio parrocchiale attivo e sono stati introdotti 2 sacerdoti novelli, ai quali però, non è stata ancora affidata la piena responsabilità parrocchiale.

 

Qui il testo integrale della Lettera Pastorale