{"id":2105,"date":"2026-04-29T13:23:58","date_gmt":"2026-04-29T11:23:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/prioratoconfraternite\/?p=2105"},"modified":"2026-04-29T13:23:58","modified_gmt":"2026-04-29T11:23:58","slug":"confraternita-di-san-giovanni-battista-de-genovesi-la-storia-e-il-rinnovamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/prioratoconfraternite\/confraternita-di-san-giovanni-battista-de-genovesi-la-storia-e-il-rinnovamento\/","title":{"rendered":"Confraternita di San Giovanni Battista de\u2019 Genovesi: la storia e il rinnovamento"},"content":{"rendered":"<p>Il 2026 si sta sviluppando come un \u201cannus felix\u201d per la confraternita di San Giovanni Battista de\u2019 Genovesi!<\/p>\n<p>A gennaio 2025 \u00e8 stato nominato il nuovo rettore della nostra chiesa in Trastevere: don Paolo Costa, presbitero dell\u2019Arcidiocesi di Genova e docente di Nuovo Testamento presso il Pontificio Istituto Biblico a Roma, oltre che di Diritto Romano presso l\u2019Universit\u00e0 di Genova.<\/p>\n<p>Don Paolo Costa ricopre l\u2019incarico che fu gi\u00e0 di don Giovanni Cereti e prima di lui di numerosi sacerdoti liguri, tra i quali primeggia Monsignor Giacomo Della Chiesa (assunto al soglio pontificio con il nome di Benedetto XV) che fu Governatore Ecclesiastico della Confraternita dal 1893 al 1908, quando venne eletto arcivescovo di Bologna.<\/p>\n<p>L\u2019inizio del ministero di don Paolo \u00e8 stato accompagnato a gennaio dall\u2019ingresso di dieci nuovi confratelli, liguri che abitano a Roma, tra i quali \u2013 oltre a stimati professionisti e accademici \u2013 alcuni sacerdoti genovesi che studiano presso le universit\u00e0 pontificie dell\u2019Urbe: don Francesco Quell\u2019Oller e don Giovanni Vaccaro.<\/p>\n<p>Tra in nuovi ascritti di ascendenze liguri anche P. Marc Rastoin S.I., docente presso il Pontificio Istituto Biblico.<\/p>\n<p>A marzo, in occasione della festa della Beata Vergine della Misericordia, sono state ascritte sette nuove consorelle alla congregazione femminile di Nostra Signora della Misericordia di Savona, associata alla confraternita.<\/p>\n<p>Un\u2019iniezione di forze nuove (e anche giovani) che permetteranno alla confraternita di rinnovare e rinsaldare la sua attiva presenza nella vita pastorale della citt\u00e0 di Roma, restando al contempo fedele anche a uno degli aspetti peculiari di promozione, testimonianza e diffusione della \u201ccultura\u201d genovese e ligure, cercando di rendere onore alla propria storia plurisecolare.<\/p>\n<p>Meliaduce Cicala, nobile genovese, prelato della Curia romana, lasci\u00f2 alla propria morte nel 1481, un\u2019importante eredit\u00e0 destinata alla costruzione e gestione di un ospedale destinato alla cura dei marinai genovesi, le cui navi approdavano nel porto di Ripa.<\/p>\n<p>La sede della struttura fu quasi subito stabilita a Trastevere, alle spalle della Chiesa di Santa Cecilia, comoda rispetto al porto e in una zona ove i genovesi avevano molti fondaci e magazzini.<\/p>\n<p>Da allora la sede \u00e8 sempre stata in quell\u2019area del rione ove probabilmente Baccio Pontelli realizz\u00f2 il chiostro.<\/p>\n<p>I beni lasciati in eredit\u00e0 da Meliaduce Cicala vennero maldestramente amministrati dalla Camera apostolica e gi\u00e0 nel 1550 l\u2019ospizio dovette essere chiuso per estinzione delle rendite.<\/p>\n<p>Provvidenzialmente Giovanni Battista Cicala, nipote di Meliaduce, rinnov\u00f2 la dotazione finanziaria della fondazione e Giulio III con bolla del 9 luglio 1553, istitu\u00ec la Confraternita di San Giovanni Battista de\u2019 Genovesi, alla quale fu attribuito un autonomo patrimonio e la gestione perpetua dell\u2019Ospitale.<\/p>\n<p>Nel tempo il prestigio e le responsabilit\u00e0 della Confraternita crebbero: essa assunse anche funzioni consolari e para diplomatiche per la Repubblica di Genova e ricevette la facolt\u00e0 di ottenere la liberazione un condannato a morte il giorno di san Giovanni Battista.<\/p>\n<p>Beni e rendite si incrementarono grazie a lasciti di nobili genovesi: infatti, fra i confratelli furono ascritti numerosi membri delle famiglie patrizie genovesi e liguri presenti nell\u2019Urbe.<\/p>\n<p>L\u2019Ospedale accolse marinai non solo liguri ma parimenti di altre nazionalit\u00e0: siciliani, pisani, veneziani e provenzali e fu caratterizzato dalla presenza di medici di grande prestigio e competenza, fra i quali diversi archiatri pontifici.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 dell\u2019ente prosegu\u00ec ininterrottamente fino al 1704, quando l\u2019ospedale fu chiuso per mancanza di rendite ade\u00adguate, mentre l\u2019attivit\u00e0 ospedaliera e assistenziale continu\u00f2 mediante la locazione di posti letto presso l\u2019Ospedale Fatebenefratelli.<\/p>\n<p>Con l\u2019estinzione della Repubblica Ligure, la Confraternita speriment\u00f2 un periodo di decadenza dal quale si riscatt\u00f2 ben presto, reinterpretando il proprio ruolo spirituale e assistenziale. Si svilupparono, in particolare, l\u2019assistenza spirituale e le opere di misericordia e cura dei malati, dei moribondi e defunti di origine genovese in Roma. Al contempo si indirizz\u00f2 l\u2019assistenza istituendo sussidi specifici per fornire la dote a ragazze bisognose.<\/p>\n<p>Pur con alterne fortune, tra momenti di decadenza e rinnovato impegno, la Confraternita ha attraversato i cin\u00adquecento anni della sua storia, mantenendosi fedele al carisma originario che unisce al profondo legame fra i genovesi e liguri presenti in Roma con la madrepatria l\u2019intensa attivit\u00e0 assistenziale spirituale e caritatevole sul territorio dell\u2019Urbe.<\/p>\n<p>Caso raro \u00e8 il mantenimento costante della propria sede in Trastevere, in quel piccolo paradiso che \u00e8 il chiostro detto dei melangoli e degli edifici annessi. Ci\u00f2 ha permesso di preservare il patrimonio storico-artistico della chiesa e dell\u2019oratorio e di conservare quasi intatto l\u2019importante archivio storico ricco di una copiosa documentazione, anche di tipo medico e farmacologico che meriterebbe ulteriori ed approfonditi studi.<\/p>\n<p>Inoltre, la rettoria gode dell\u2019onore di essere per consuetudine chiesa nazionale del Principato di Monaco.<\/p>\n<p>Fu proprio con Mons. Giacomo Della Chiesa, che la Confraternita conobbe un profondo rinnovamento con un riordino dell\u2019assetto patri\u00admoniale, istitutivo ed amministrativo, che port\u00f2 all\u2019approvazione definitiva nel 1909 del vigente Statuto, che proprio in questi anni \u00e8 oggetto di una profonda revisione per aggiornarlo alla luce del nuovo Codice di Diritto Canonico e alle esigenze dei nostri tempi.<\/p>\n<p>Lo Statuto rinnovato confermer\u00e0 la natura \u201cnazionale\u201d della Con\u00adfraternita: di essa possono far parte esclusivamente i genovesi o i di\u00adscendenti da genovesi fino alla terza generazione abitanti in Roma (come era stato confermato da ultimo con un Breve del beato Pio IX del 5 maggio 1849).<\/p>\n<p>La confraternita, come nei secoli passati, vuole restare un angolo di Genova e della Liguria nella citt\u00e0 dei Papi e \u2013 anche in forza di importanti iniziative spirituali, pastorali e culturali in programmazione \u2013 diventare sempre pi\u00f9 un punto di riferimento per i pellegrini e i liguri anche solo di passaggio a Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Lorenzo Bernini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2026 si sta sviluppando come un \u201cannus felix\u201d per la confraternita di San Giovanni Battista de\u2019 Genovesi! 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