Un fiume multicolore di confratelli e consorelle, quattordici crocifissi processionali provenienti da tutta la Diocesi, la banda musicale di Bolzaneto, la splendida cassa processionale dell’Assunta della confraternita di Pra’ Palmaro seguita dai rappresentanti delle istituzioni cittadine, della Regione e dei Comuni dell’intero territorio diocesano hanno attraversato, in un clima di preghiera e di festa, le strade della città, dal Porto Antico fino alla Cattedrale, nel pomeriggio di sabato 29 marzo. Un’occasione solenne e gioiosa, che ha visto radunarsi le 134 Confraternite presenti sul territorio diocesano, per celebrare in comunione con tutta la Chiesa genovese e con l’Arcivescovo il pellegrinaggio giubilare alla Cattedrale.
I grandiosi Crocifissi, dai più piccoli portati dai giovanissimi “cristezzanti” fino ai più grandi e maestosi, recati da giovani e meno giovani portatori in una vivace mescolanza di generazioni, hanno offerto ai numerosi fedeli e turisti presenti in città uno spettacolo ammirevole, segno particolare della fede e della tradizione genovese e ligure. Interminabile la fila dei confratelli con gli abiti, gli stendardi e le insegne proprie, che hanno percorso in preghiera l’itinerario della processione, andando poi ad occupare ogni angolo della Cattedrale. I sacerdoti presenti, tra cui il delegato regionale don Andrea Buffoli e i due co-delegati diocesani per le Confraternite don Franco Molinari e don Davide Sormirio, insieme al Vicario Episcopale mons. Gianni Grondona che ha presieduto la solenne processione, hanno preceduto la numerosa squadra dei portatori della cassa dell’Assunta, il cui ingresso in Cattedrale accompagnato dal canto della Salve Regina ha rappresentato un momento di grande emozione e commozione.
Nel suo saluto all’inizio della Celebrazione Eucaristica, il priore generale Riccardo Medicina ha sottolineato la particolare affinità tra il tema del Giubileo proposto dal S. Padre “Pellegrini di Speranza” e la vocazione propria delle Confraternite: “Fin dagli albori del movimento confraternale il pellegrinaggio è l’espressione propria della fede delle Confraternite. Pellegrinaggio che vuol dire anche affiancarsi al cammino comune dell’umanità, sostenendo i più fragili, incoraggiando gli sfiduciati ed accompagnando quanti sono avviati all’ultimo e definitivo incontro con il Padre. Segno di Speranza sono quindi i confratelli e le consorelle, uomini e donne di ogni tempo che hanno fatto dell’aggregarsi, del pregare insieme e del soccorrere gli indigenti, la vocazione di fedeli laici appartenenti all’unica Chiesa di Cristo, unica speranza del Mondo”.
L’Arcivescovo P. Marco Tasca, ha accolto con gioia l’arrivo della lunga processione, soffermandosi accanto al portone della chiesa cattedrale per salutare personalmente tutti gli intervenuti. La solenne Celebrazione è stata accompagnata magistralmente dal coro polifonico dell’Associazione Voltrimusica, ed è stata animata dai confratelli stessi. Nell’Omelia l’Arcivescovo ha rivolto parole di apprezzamento ed incoraggiamento alle confraternite presenti richiamandole all’essere segno di chi “esce per venire incontro”, proprio come il padre misericordioso protagonista della parabola evangelica. “Le confraternite quindi,” ha aggiunto l’Arcivescovo, “nell’andare incontro all’altro sono segno di una vita realmente cristiana, di una vita di fraternità, di preghiera, di attenzione ai più poveri” perché “è l’incontro vivo e personale con Gesù ad essere la fonte della nostra Speranza”. Anche don Davide, co-delegato arcivescovile, prendendo la parola ha sottolineato questo aspetto, invitando tutti a voltarsi per ammirare il grande portone della cattedrale, spalancato sulla città: “la nostra vocazione di consorelle e confratelli è questa: uscire e portare a tutti la vera Vita che è Cristo e che noi abbiamo avuto l’immenso dono di incontrare”.
Una giornata davvero Laetare, come la liturgia ci ha invitato a vivere, per le Confraternite e per la Chiesa genovese, di cui le Confraternite stesse sono parte integrante e attiva in ogni angolo dell’Arcidiocesi, sempre di più a supporto fedele e operoso delle parrocchie e delle comunità e quale segno di speranza per il mondo di oggi.
