8° anniversario del crollo del Ponte Morandi. Commemorazione delle 43 vittime
14-08-2026
Cari fratelli e sorelle, come noto, il 24 giugno scorso due fortissime scosse di terremoto hanno colpito il Venezuela, causando un numero di vittime che, lungi dall’essere completo, ha già superato le 1.500 persone, mentre decine di migliaia risultano disperse.
Oggi la Chiesa di Genova si raccoglie attorno a Lei con gratitudine, con affetto e con quella discrezione che appartiene alle cose vere. Sessant’anni di ordinazione presbiterale non sono semplicemente una tappa biografica: sono una lunga fedeltà; sono una storia di grazia che attraversa persone, luoghi, incarichi, stagioni della Chiesa e della città; una storia nella quale il Signore ha continuato a chiamare e Lei, ogni volta, ha cercato di rispondere.
Grazie per la vostra presenza nella solennità di San Giovanni Battista, patrono della nostra città e dell’Arcidiocesi.
Questa celebrazione ci offre l’opportunità di fermarci a riflettere insieme sul cammino della nostra comunità. È l’occasione per guardare con gratitudine alla storia che abbiamo ricevuto, per riconoscere il bene che ci è stato donato e per interrogarci sul futuro che siamo chiamati a costruire.
Tra poco attraverseremo i padiglioni del nostro ospedale per portare una benedizione ai bambini ricoverati, a tutti coloro che si prendono cura di loro e a quanti vivono ogni giorno questa realtà. Lo faremo camminando insieme, e proprio qui sta la bellezza di ciò che ci accingiamo a vivere.
Il Signore ci ha convocati questa mattina anzitutto per far sentire la nostra vicinanza a Carlo, a Matteo, a Federico e a tutti i familiari di Monica e Giorgia. Siamo qui per questo: per testimoniare che il dolore può essere condiviso, che nessuno è chiamato ad attraversare da solo la sofferenza.
Ci siamo radunati oggi per vivere insieme la Giornata della santificazione del clero.
È una ricorrenza istituita da San Giovanni Paolo II nel 1995. Il Papa invitava tutte le diocesi a pregare per i sacerdoti, affinché vivessero — come diceva lui stesso — in conformità al cuore del Buon Pastore.
In questa occasione ricordiamo i presbiteri che celebrano anniversari significativi di ordinazione e rivolgiamo un pensiero speciale anche ai diaconi permanenti.
Vogliamo ringraziare il Signore per questi doni alla nostra Chiesa e chiedergli nuove vocazioni, perché possa continuare l’opera di evangelizzazione che tanti, prima di noi, hanno portato avanti nella nostra Chiesa.
Un augurio di santa Pasqua a tutti voi, cari fratelli e sorelle, in questa notte santissima, la Veglia pasquale.
Un saluto speciale va ai fratelli e alle sorelle che tra poco riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia.
Siamo chiamati, in questo giorno, a sostare davanti alla croce.
Significa metterci di fronte alla luce dell’amore di Dio, un amore più forte di ogni tradimento e di ogni ingiustizia.
Saluto tutti voi, cari fratelli e sorelle, e rivolgo un saluto particolare ai fratelli presbiteri e diaconi.
Vi accolgo con grande gioia e vi ringrazio di essere qui questa mattina.
Vorrei dirvi, con semplicità, una parola sola: grazie.
Cari fratelli e sorelle,
Santa Pasqua a tutti voi. Anche quest’anno il Signore ci dona e ci fa la grande grazia di vivere questo momento così importante nella vita per noi credenti.
Ringraziamo il Signore che ci ha regalato anche questa sera di vivere insieme l’Eucaristia, il rendimento di grazie in questo inizio del Triduo pasquale, per la Messa in Cena Domini.