{"id":606,"date":"2026-03-10T14:34:43","date_gmt":"2026-03-10T13:34:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/?p=606"},"modified":"2026-03-10T14:34:43","modified_gmt":"2026-03-10T13:34:43","slug":"la-preghiera-tiene-viva-la-speranza-impegno-per-la-pace-delle-chiese-del-medio-oriente-e-dei-paesi-arabi-del-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/la-preghiera-tiene-viva-la-speranza-impegno-per-la-pace-delle-chiese-del-medio-oriente-e-dei-paesi-arabi-del-golfo\/","title":{"rendered":"La preghiera tiene viva la speranza: impegno per la pace delle Chiese del Medio Oriente e dei Paesi arabi del Golfo"},"content":{"rendered":"<p>Cari fedeli della Diocesi di Genova, tramite il prof. Francesco Di Comite vi invio, dalla sede principale di Abu Dhabi dove svolgo il mio ministero, un pensiero sull\u2019importanza del dialogo tra le religioni e della ricerca del bene dei popoli, che diventano ancora pi\u00f9 necessari nelle situazioni di conflitto che stiamo vivendo con preoccupazione, in particolare per la crisi iraniana che coinvolge tutta l\u2019area del Medio Oriente e i Paesi arabi del Golfo.<br \/>\nDialogo e fraternit\u00e0: una via<br \/>\ndi pace nei tempi di conflitto<br \/>\nIn questi giorni segnati da nuove tensioni e conflitti nel Medio Oriente, sentiamo con forza quanto sia fragile la pace e quanto sia necessario custodirla con responsabilit\u00e0 e perseveranza. Dal Vicariato Apostolico dell\u2019Arabia meridionale, che comprende gli Emirati Arabi Uniti, l\u2019Oman e lo Yemen, guardiamo con preoccupazione a quanto accade nella regione, ma nello stesso tempo desideriamo continuare a testimoniare una speranza che nasce dal Vangelo.<br \/>\nLa prima risposta della Chiesa di fronte alla violenza e alla guerra \u00e8 la preghiera e la carit\u00e0. In tutte le nostre parrocchie si \u00e8 intensificata la preghiera per la pace: i fedeli si ritrovano per l\u2019Eucaristia, per l\u2019adorazione e per la recita del Rosario, spesso anche online, uniti come famiglie e come comunit\u00e0. Pregare per la pace non \u00e8 un gesto intimistico o evasivo: \u00e8 un atto profondamente umano e spirituale che apre il cuore alla fiducia in Dio e alla responsabilit\u00e0 verso gli altri.<br \/>\nUna grande preghiera corale per la pace \u00e8 anche un segno culturale e sociale, perch\u00e9 educa i cuori a rifiutare la logica dell\u2019odio e della vendetta. Questo ci spinge a costruire rapporti solidali, in cui prenderci cura gli uni degli altri, specialmente di coloro che si trovano nella povert\u00e0 e nel bisogno. Accanto alla preghiera e alla carit\u00e0, emerge con particolare forza l\u2019importanza del dialogo. In una regione come il Golfo, dove cristiani, musulmani e persone di altre religioni condividono la vita quotidiana nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nella societ\u00e0, il dialogo non \u00e8 un tema teorico ma un\u2019esperienza concreta. Significa conoscersi, rispettarsi, costruire relazioni di fiducia e collaborare per il bene comune.<br \/>\nIn tempi di conflitto, il dialogo pu\u00f2 sembrare fragile o addirittura impossibile. Eppure, proprio in queste circostanze diventa ancora pi\u00f9 necessario. Papa Leone XIV, nel suo recente appello al termine dell\u2019Angelus, ha ricordato che la pace e la stabilit\u00e0 non si costruiscono con minacce reciproche, ma attraverso il paziente lavoro del dialogo e della diplomazia, orientato al bene concreto dei popoli che desiderano vivere insieme nella giustizia e nella sicurezza. Per questo la Chiesa \u00e8 chiamata a promuovere sempre e in ogni luogo una cultura dell\u2019incontro, rifiutando ogni uso ideologico o violento della religione. In questo cammino resta per noi una guida preziosa il \u201cDocumento sulla Fratellanza Umana\u201d, firmato ad Abu Dhabi nel 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar. Quel testo afferma con chiarezza che la fede non pu\u00f2 mai essere usata per giustificare la violenza, ma deve diventare una forza che promuove la fraternit\u00e0, la giustizia e la pace.<br \/>\nAnche la figura di san Francesco d\u2019Assisi, di cui quest\u2019anno celebriamo l\u2019ottavo centenario della morte, continua a indicarci una strada luminosa. Francesco fu un uomo di pace e di riconciliazione: nel pieno delle crociate seppe incontrare il sultano Malik al-Kamil e dialogare con lui con rispetto e libert\u00e0 evangelica. In un tempo segnato da contrapposizioni religiose e politiche, egli mostr\u00f2 che la via dell\u2019incontro \u00e8 sempre possibile.<br \/>\nOggi pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno di uomini e donne capaci di costruire ponti. Il dialogo tra le religioni, vissuto nella vita quotidiana e sostenuto dalla preghiera, pu\u00f2 diventare un segno concreto di speranza per i popoli e un contributo reale alla pace.<br \/>\nPer questo invito anche i fedeli della Chiesa di Genova a unirsi a noi nella preghiera per la pace e a promuovere ovunque, nelle relazioni quotidiane, uno spirito di rispetto, di ascolto e di fraternit\u00e0. Come spesso ricordiamo nelle nostre comunit\u00e0 pregando con le parole attribuite a san Francesco: \u201cSignore, fa\u2019 di me uno strumento della tua pace.\u201d Che questa preghiera diventi un impegno concreto per tutti noi, perch\u00e9 il dialogo e la fraternit\u00e0 possano aprire nuove vie di pace tra i popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>+ Paolo Martinelli, OFM Cap.<\/strong><br \/>\nVicario Apostolico<br \/>\ndell\u2019Arabia Meridionale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari fedeli della Diocesi di Genova, tramite il prof. 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