{"id":596,"date":"2026-02-25T15:34:43","date_gmt":"2026-02-25T14:34:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/?p=596"},"modified":"2026-02-25T15:34:43","modified_gmt":"2026-02-25T14:34:43","slug":"cuba-la-speranza-oltre-le-difficolta-don-andrea-ci-scrive-dalla-missione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/cuba-la-speranza-oltre-le-difficolta-don-andrea-ci-scrive-dalla-missione\/","title":{"rendered":"Cuba: la speranza oltre le difficolt\u00e0. Don Andrea ci scrive dalla missione"},"content":{"rendered":"<p><em>Dalla missione interdiocesana ligure a Cuba arriva la testimonianza del sacerdote genovese fidei donum <strong>Don Andrea De Cresenzo<\/strong>, presente da quattro mesi sull\u2019isola caraibica, in un frangente che egli stesso definisce tra i pi\u00f9 drammatici della storia recente del Paese.<\/em><\/p>\n<p>Ecco quanto scrive Don Andrea:<\/p>\n<p>In questi giorni molto difficili per Cuba e per il popolo cubano mi sono tornate alla mente le parole del Concilio Vaticano II, quando nella enciclica Gaudium et Spes cos\u00ec si esprimeva :\u300aLe gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\u2019oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo\u300b(GS 1). Cuba sta affrontando una crisi davvero pesante, che risulta la peggiore di tutte quelle che questa terra ha sperimentato e affrontato nella sua storia moderna; a dire di molti, neppure il cosiddetto \u201cperiodo especial en tiempo de paz\u201d voluto da Fidel Castro all\u2019indomani della caduta del blocco sovietico a inizi anni \u201990 \u00e8 stato cos\u00ec difficile, logorante e preoccupante come quello che da alcune settimane stanno vivendo gli otto milioni di cubani presenti sull\u2019isola. L\u2019arresto di Nicolas Maduro in Venezuela a inizio gennaio per volont\u00e0 del governo di Washington ha inevitabilmente avuto ricadute nefaste su Cuba, che all\u2019alleato venezuelano aveva sempre garantito sistemi di sicurezza militare in cambio di petrolio. L\u2019uscita di scena di Maduro ha comportato come principale conseguenza per l\u2019economia cubana l\u2019impossibilit\u00e0 di ricevere il combustibile con cui portare avanti il paese. La mancanza di petrolio sta mettendo in ginocchio Cuba: tutto si sta fermando; la produzione, il trasporto, la circolazione, persino le universit\u00e0 hanno interrotto i corsi. Si \u00e8 alla vigilia di un vero e proprio collasso generale,\u00a0 dal momento che questa crisi del petrolio si va ad aggiungere a una situazione che perdura da anni e che ora si \u00e8 ulteriormente aggravata: i cosiddetti apagones (le interruzioni di corrente elettrica) sono sempre pi\u00f9 lunghi, ora addirittura possono capitare giornate di 24-36 ore senza avere luce; i medicinali sono pressoch\u00e9 introvabili, alcuni generi alimentari hanno raggiunto un prezzo cos\u00ec elevato che quasi nessuno si pu\u00f2 permettere di acquistarli (basti pensare che una bottiglia di olio pu\u00f2 raggiungere, se non superare, l\u2019equivalente della pensione che riceve una persona anziana). Come sempre la tentazione sarebbe quella di trovare un unico responsabile di tutto questo; ma non si pu\u00f2 cedere a letture riduzioniste che tante volte\u00a0 si vogliono fare qui a Cuba come anche, e soprattutto, in Europa. Le responsabilit\u00e0 sono molteplici, coinvolgono tutti coloro che negli anni hanno avuto ruoli di governo sulla scena nazionale e internazionale e sono il risultato di interessi economici, sete di potere e ideologie liberticide capaci solo di ledere la dignit\u00e0 della persona.<\/p>\n<p>Il popolo cubano, come gi\u00e0 ha mostrato altre volte, anche ora non vuole arrendersi e per questa ragione va avanti ogni giorno cercando di superare le difficolt\u00e0. Pu\u00f2 sembrare strano ma, nonostante il quadro sociale ed economico molto difficile, la gente non\u00a0 si dispera e non lo fa non perch\u00e9 non ha coscienza di ci\u00f2 che sta vivendo o perch\u00e9 \u00e8 come anestetizzato dalla propaganda governativa, ma non lo fa perch\u00e9 in qualche modo vuole mostrare la possibilit\u00e0 di una speranza diversa e la voglia di dire che questo male non \u00e8 cos\u00ec brutto da rimanere soffocati inevitabilmente. Ed \u00e8 qui proprio con questo atteggiamento di fondo del popolo di Cuba che si vive la missione e si portano avanti le varie iniziative e attivit\u00e0 ad essa connesse. La missione prosegue, certo tra le difficolt\u00e0 del momento e la scarsit\u00e0 di mezzi, ma va avanti con la consapevolezza che la nostra presenza e il nostro lavoro possono diventare un modo significativo per\u00a0 poter essere testimoni di quella speranza che il popolo attende,\u00a0 annunciatori di una parola diversa da quella sentita ormai da troppi anni, segni di vicinanza e di cura verso chi qui \u00e8 veramente l\u2019ultimo fra gli ultimi. La Parola del Vangelo non si arresta e anzi sembra attecchire. In questi miei primi quattro mesi di presenza cubana ho avuto la grazia di amministrare pi\u00f9 di quaranta battesimi tra parrocchia di Santo Domingo e le varie comunit\u00e0 sparse sul territorio. La grazia del Signore opera instancabilmente e ci sta invitando a confidare in Lui cos\u00ec da essere annunciatori credibili della vera e unica novit\u00e0 che \u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla missione interdiocesana ligure a Cuba arriva la testimonianza del sacerdote genovese fidei donum Don Andrea De Cresenzo, presente da quattro mesi sull\u2019isola caraibica, in un frangente che egli stesso definisce tra i pi\u00f9 drammatici della storia recente del Paese. 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