{"id":585,"date":"2026-01-28T12:34:54","date_gmt":"2026-01-28T11:34:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/?p=585"},"modified":"2026-01-28T12:34:54","modified_gmt":"2026-01-28T11:34:54","slug":"san-francesco-dassisi-lambiente-e-lecologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/san-francesco-dassisi-lambiente-e-lecologia\/","title":{"rendered":"San Francesco d\u2019Assisi: l\u2019ambiente e l\u2019ecologia"},"content":{"rendered":"<p>In questo secondo intervento, in occasione dell\u2019ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco d\u2019Assisi (1226\u20132026) e dello speciale Anno giubilare indetto da Papa Leone XIV, l\u2019attenzione si concentra in modo particolare sul rapporto tra san Francesco, l\u2019ambiente e l\u2019ecologia. Dopo una prima riflessione sul mandato missionario, che nel Santo di Assisi si traduce nella generazione di autentiche relazioni di fraternit\u00e0, lo sguardo si amplia per cogliere come tale visione si estenda all\u2019intero creato, inteso non come semplice risorsa, ma come realt\u00e0 da accogliere, custodire e rispettare.<\/p>\n<p><strong>Il Creato, una realt\u00e0 da custodire<\/strong><br \/>\nNon si tratta di attribuire retroattivamente a Francesco una coscienza ecologista in senso moderno, quanto piuttosto di indagare come la sua esperienza evangelica, la sua visione del creato e il suo linguaggio di fraternit\u00e0 cosmica offrano ancora oggi chiavi di lettura decisive per una riflessione sulla cura della casa comune.<br \/>\nPer Francesco ci\u00f2 che conta \u00e8 Dio, il silenzio e l\u2019ascolto. L\u2019ambiente diventa cos\u00ec il luogo privilegiato della prossimit\u00e0, lo spazio in cui la presenza del Creatore si rende percepibile. I luoghi nei quali il Santo soggiornava \u2013 dove bosco, pietra nuda, essenzialit\u00e0, povert\u00e0, umilt\u00e0, semplicit\u00e0, armonia e bellezza si fondono in un\u2019unit\u00e0 sorprendente \u2013 diventano espressione alta del francescanesimo. In essi si manifesta uno stile di vita che, nei secoli, ha continuato a offrire un esempio luminoso di pace, preghiera, silenzio, rispetto ecologico, custodia amorosa del creato.<br \/>\n\u00c8 anche per questo che Francesco rimane, dopo tanti secoli, il Santo per eccellenza, modello di alter Christus. La sua figura invita ad accostare, con atteggiamento insieme umile e critico, due immagini diverse: da un lato quella limpida, consensuale e spesso pacificata, consegnataci dall\u2019arte, dalla devozione popolare e dal bisogno diffuso di un santo rassicurante e mitizzato; dall\u2019altro il Francesco della storia, uomo radicale e inquieto, attraversato da tensioni profonde, conflitti interiori e comunitari, da scelte che spiazzano e talvolta feriscono, portatore di una parola evangelica realmente rivoluzionaria per la Chiesa e per la societ\u00e0 del suo tempo.<br \/>\nAnche il rapporto di Francesco con il creato va sottratto a letture anacronistiche. In lui non c\u2019\u00e8 traccia di un ecologismo moderno; tuttavia, la sua visione del mondo creato risulta sorprendentemente vicina alle sensibilit\u00e0 contemporanee.<br \/>\nNel Cantico delle creature Francesco non parla della natura come di un oggetto da proteggere, ma come di una fraternit\u00e0 da riconoscere: \u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti flori et herba\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ecologia e la teologia<\/strong><br \/>\n\u00c8 bene ribadirlo: al Poverello l\u2019ambiente non interessava per l\u2019ecologia, ma per la teologia. Gli elementi naturali e gli animali stavano a cuore a Francesco perch\u00e9 gli parlavano di Qualcuno di pi\u00f9 grande.<br \/>\nLa natura era per lui un libro aperto che parlava di Dio, suo Creatore. Questo sguardo religioso \u00e8 estraneo all\u2019ecologismo moderno, che si occupa della natura come insieme di organismi viventi da proteggere o studiare, spesso senza un riferimento esplicito all\u2019\u00abOnnipotente e bon Signore\u00bb. Nessuno pi\u00f9 di san Francesco rimane, ancora oggi, emblema di un rapporto di amore, rispetto e armonia con il creato. Come scrive Tommaso da Celano, suo biografo ufficiale, egli contemplava in tutte le creature la sapienza, la potenza e la bont\u00e0 del Creatore, chiamandole fratelli e sorelle, fino a intuire in esse i segreti della libert\u00e0 riservata ai figli di Dio: \u00abCome descrivere il suo ineffabile amore per le creature di Dio e con quanta dolcezza contemplava in esse la sapienza, la potenza e la bont\u00e0 del Creatore? Proprio per questo motivo, quando mirava il sole, la luna, le stelle del firmamento, il suo animo si inondava di gaudio [\u2026]. Perfino per i vermi sentiva grandissimo affetto perch\u00e9 la Scrittura ha detto del Signore: lo sono verme e non uomo (Sal 21,6); perci\u00f2 si preoccupava di toglierli dalla strada, perch\u00e9 non fossero schiacciati dai passanti. E quale estasi gli procurava la bellezza dei fiori quando ammirava le loro forme o ne aspirava la delicata fragranza! [\u2026]. Se vedeva distese di fiori, si fermava a predicare loro e li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione. E finalmente chiamava tutte le creature col nome di fratello e sorella, intuendone i segreti in modo mirabile e noto a nessun altro, perch\u00e9 aveva conquistato la libert\u00e0 della gloria riservata ai figli di Dio (cf. Tommaso da Celano, XXIX: FF 458-461).<\/p>\n<p><strong>Camminare nella casa comune<\/strong><br \/>\nAlla radice della crisi ecologica si trovano molti interrogativi decisivi sulla giustizia, sull\u2019uguaglianza, sui diritti umani e sul rispetto del mondo naturale. In questo ambito, la voce di Francesco d\u2019Assisi ha ancora molto da dire alla coscienza dell\u2019uomo contemporaneo, e non sono pochi coloro che desiderano ascoltarla per imparare a camminare in modo pi\u00f9 umano nella casa comune che chiamiamo pianeta Terra. Il suo esempio, bello e motivante, diventa anche &#8211; sopratutto &#8211; per la Chiesa una responsabilit\u00e0 e una fonte di ispirazione. Essa non pu\u00f2 perdere l\u2019occasione di riconoscere in Francesco una guida preziosa nel tempo della \u201cnuova evangelizzazione\u201c, chiamata a rinnovarsi per annunciare il Vangelo con coerenza di vita. Ecologia e cura dell\u2019ambiente diventano cos\u00ec non semplici temi, ma stili evangelici, attraverso i quali la Chiesa \u00e8 chiamata a maturare una sempre pi\u00f9 profonda unit\u00e0 tra Vangelo e forma dell\u2019annuncio.<br \/>\nCome non ricordare l\u2019Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune, Laudato si\u2019, che fin dall\u2019incipit richiama l\u2019attualit\u00e0 e la forza del messaggio francescano, invitandoci a farci carico di questa \u201ccasa\u201d che ci \u00e8 stata affidata dove i benefici di tutto ci\u00f2 che di buono vi \u00e8 in essa verr\u00e0 assunto nella festa del cielo: \u201cLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore\u201d. In questo splendido Cantico ci ricordava che la nostra casa comune \u00e8 come una sorella, con la quale condividiamo l\u2019esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia (LS 1). Si evince, allora, che la cura \u201cmissionaria\u201d della casa comune nasca da una profonda esperienza spirituale, e non da una semplice teoria ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n<strong>Don Francesco di Comite<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo secondo intervento, in occasione dell\u2019ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco d\u2019Assisi (1226\u20132026) e dello speciale Anno giubilare indetto da Papa Leone XIV, l\u2019attenzione si concentra in modo particolare sul rapporto tra san Francesco, l\u2019ambiente e l\u2019ecologia. 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