{"id":578,"date":"2026-01-14T12:21:05","date_gmt":"2026-01-14T11:21:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/?p=578"},"modified":"2026-01-14T12:21:05","modified_gmt":"2026-01-14T11:21:05","slug":"missione-guaricano-feconda-presenza-delle-suore-brignoline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/missione-guaricano-feconda-presenza-delle-suore-brignoline\/","title":{"rendered":"Missione Guaricano, feconda presenza delle Suore Brignoline"},"content":{"rendered":"<p>Il mese di dicembre \u00e8 stato segnato dalla gioia dell\u2019incontro tra due esperienze missionarie legate alla Chiesa di Genova, un incontro che ha reso visibile la bellezza di una Chiesa viva, in cammino e capace di comunione. Maddalena Boschetti, missionaria impegnata ad Haiti, si \u00e8 recata a Guaricano, nella missione genovese in Repubblica Dominicana, dove suor Cristina e le suore consorelle Brignoline portano avanti con dedizione e entusiasmo una missione di evangelizzazione e di promozione umana.<\/p>\n<p>Questo incontro non \u00e8 stato soltanto un momento di scambio fraterno, ma una vera esperienza spirituale, capace di rinnovare in entrambe le realt\u00e0 la scelta missionaria come stile di vita e come testimonianza autentica della gioia cristiana. In un tempo in cui spesso la comunicazione rischia di ridursi a parole ben costruite ma svuotate di vita, l\u2019incontro tra Maddalena e le suore Brignoline ha mostrato come la bellezza di una Chiesa missionaria e cooperante nasca dallo scambio reale, dalla fraternit\u00e0 vissuta e da parole incarnate. Non parole pronunciate per \u201cfare bella figura\u201d, ma parole che nascono dal cuore e dalla verit\u00e0 della vita condivisa, orientate non all\u2019apparenza ma alla santit\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p>Troppo spesso, anche negli ambienti ecclesiali, si rischia di utilizzare un vocabolario elegante e rassicurante, ma poco aderente alla realt\u00e0 concreta delle persone e delle loro ferite. In questa esperienza, invece, la comunione \u00e8 stata autentica ed esemplare: una comunione che ha fatto emergere la vera gioia di Ges\u00f9, quella che il Vangelo annuncia e dona. \u00c8 la gioia che nasce dall\u2019incontro, dalla condivisione e dal riconoscersi fratelli e sorelle nel medesimo cammino di fede.<br \/>\nAttraversare il confine tra Haiti e la Repubblica Dominicana non \u00e8 stato semplice. Nonostante tutti i permessi necessari, il passaggio \u00e8 stato segnato da difficolt\u00e0, attese e prudenza. Tuttavia, questo attraversamento, anche fisico e simbolico, si \u00e8 rivelato profondamente significativo.<\/p>\n<p>\u00c8 stata un\u2019esperienza feconda, perch\u00e9 ha permesso di sperimentare una condivisione autentica e profonda, fatta di relazioni vere e di incontri significativi. In quel cammino si sono incrociati volti di pace, persone diverse ma unite da una stessa fede, capace di andare oltre le differenze e di creare comunione. Questa esperienza ha mostrato come la fede, quando \u00e8 vissuta e condivisa, diventi spazio di ascolto, di accoglienza e di speranza, trasformando l\u2019incontro umano in un\u2019occasione di crescita reciproca e di autentica fraternit\u00e0 . In tali momenti, il riferimento alla passione di Ges\u00f9, all\u2019agonia del Getsemani e al mistero della croce, ha illuminato il cammino.<\/p>\n<p>Come Cristo, che nella sua obbedienza filiale si affida totalmente al Padre, anche questa esperienza missionaria \u00e8 stata sostenuta dalla fede in Ges\u00f9 che consegna tutto a Dio, confidando nel suo progetto salvifico per l\u2019umanit\u00e0. Un progetto che non \u00e8 di condanna, ma di pace e di speranza per il futuro, come ricorda il profeta Geremia: \u00abIo conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo\u2026 progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza\u00bb (Ger 29,11).<br \/>\nAttraverso i suoi discepoli, inviati a tutti i popoli e accompagnati misticamente dalla sua presenza, il Signore Ges\u00f9 continua ancora oggi il suo ministero di speranza per l\u2019umanit\u00e0. Egli si china su ogni persona povera, afflitta, disperata e oppressa dal male, per versare \u00absulle sue ferite l\u2019olio della consolazione e il vino della speranza\u00bb. \u00c8 in questo orizzonte che si comprende la vera identit\u00e0 del discepolo missionario: colui che non rimane fermo, ma si mette in cammino, animato dallo spirito dell\u2019ospitalit\u00e0 e dalla disponibilit\u00e0 a \u201caprire i propri scrigni\u201d per donarli agli altri.<br \/>\nL\u2019assenza di ospitalit\u00e0 e di dono rende impossibile essere autentici messaggeri di speranza. Quando la missione perde il suo carattere di gratuit\u00e0 e di condivisione, rischia di trasformarsi in un mestiere religioso che genera confusione e disordine, vivendo pi\u00f9 del \u201cfumo del mondo\u201d che della forza del Vangelo. Al contrario, l\u2019incontro tra queste due \u201cChiese sorelle\u201d ha segnato un percorso vero di sequela di Cristo Signore, fondato sulla concretezza della vita e sulla fedelt\u00e0 al Vangelo.<\/p>\n<p>La gioia dei credenti, chiamati a trasmettere la Buona Notizia, nasce proprio dalla capacit\u00e0 di condividere le condizioni reali di vita delle persone incontrate, facendosi compagni di strada e costruttori di speranza. In questa prospettiva, la missione non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 aggiuntiva, ma il modo stesso di essere Chiesa: una Chiesa che si lascia toccare dalle gioie e dalle sofferenze dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><br \/>\nDon Francesco di Comite<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mese di dicembre \u00e8 stato segnato dalla gioia dell\u2019incontro tra due esperienze missionarie legate alla Chiesa di Genova, un incontro che ha reso visibile la bellezza di una Chiesa viva, in cammino e capace di comunione. 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