{"id":564,"date":"2025-10-29T10:31:59","date_gmt":"2025-10-29T09:31:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/?p=564"},"modified":"2025-10-29T10:31:59","modified_gmt":"2025-10-29T09:31:59","slug":"da-genova-al-madagascar-testimonianza-di-due-esperienze-di-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/missionario\/da-genova-al-madagascar-testimonianza-di-due-esperienze-di-solidarieta\/","title":{"rendered":"Da Genova al Madagascar. Testimonianza di due esperienze di solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Da Genova prendono il via due esperienze di solidariet\u00e0, e con gioia vi presentiamo le loro testimonianze, che si trasformano in una vera missione a favore di un popolo ferito. In un Madagascar travolto da una grave crisi politica e sociale \u2014 dove la repressione violenta delle manifestazioni ha acuito la povert\u00e0 e l\u2019isolamento \u2014 due realt\u00e0 genovesi offrono cure, speranza, formazione e dignit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019associazione Pi\u00f9 Cuore \u00e8 attualmente impegnata presso l\u2019Ospedale Vezo di Andavadoaka, nel sud-ovest del Madagascar, una delle aree pi\u00f9 povere e remote del Paese. Un\u2019\u00e9quipe composta da chirurghi, anestesisti, ostetriche e infermieri provenienti dagli ospedali genovesi porta assistenza sanitaria qualificata dove mancano strutture e risorse, unendo competenza professionale e compassione umana.<\/em><br \/>\n<em>La NEXT Onlus fondata nel 1998 dal ricercatore Luigi Bellini, \u00e8 oggi guidata dal medico genovese prof. Umberto Valente, che da anni sostiene progetti sanitari e formativi a Diego Suarez (Antsiranana), nel nord del Madagascar con l\u2019obiettivo di migliorare la qualit\u00e0 delle cure, formare il personale locale e portare avanti una medicina che unisce scienza e solidariet\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>Don Francesco di Comite<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La stanchezza per il lungo viaggio non \u00e8 un parametro che la Missione prende in considerazione. Le sue regole ne seguono altre, contemplano altre prospettive. Sono quelle di chi vive nella precariet\u00e0 del presente e che ne accetta la dura realt\u00e0, continuando, nonostante tutto, a lottare per poter vedere il domani. Sono le prospettive di questa gente, del popolo Vezo e noi siamo qui per loro. Jasmine ha 3 anni ed \u00e8 arrivata con un ustione di secondo grado a tutto il dorso e parte del collo.<br \/>\nHa circa il venti per cento del corpo con la pelle sfaldata e con il tessuto sottostante esposto, che sta ancora bruciando. Le sue urla non nascono solo dal dolore delle lesioni, ma piuttosto dalla disperazione di non poter trovare conforto tra le braccia della madre incapace di toccarla senza aumentarle il dolore. Lavoriamo in un ospedale per adulti e i bambini di questa et\u00e0 richiedono una preparazione e una familiarit\u00e0 con la loro gestione che non abbiamo. Ma Antonella ha avuto una solida formazione al Gaslini, la regia spetta a lei.<br \/>\nBisogna togliere a Jasmine il prima possibile tutto il tessuto ustionato e ricoprire la parte sottostante per contrastare la perdita dei liquidi e la sovrainfezione.<br \/>\nCi servono strumenti pediatrici per monitorarla, per intubarla e operarla. Ci servono farmaci per controllare il dolore, addormentarla, contrastare l\u2019infezione. Ce li abbiamo, grazie a voi.<br \/>\nCos\u00ec siamo in grado di far varcare a Jasmine la porta della sala operatoria offrendole un\u2019opportunit\u00e0 di cura che prima del nostro arrivo era solo sognato. Questo Jasmine non lo sa, ma la madre e il padre s\u00ec, e nei loro volti la disperazione del momento trova un appiglio enorme a cui aggrapparsi.<br \/>\nAnche questo deve essere messo nel conto, anche questo \u00e8 merito del vostro supporto. Antonella ci coordina dandoci i tempi con cui agire, ciascuno con i propri ruoli. Jasmin viene intubata, addormentata, operata e medicata con le cure che ricevono i nostri bambini, come avremmo desiderato che fossero stati curati i nostri figli. Jasmine ora sta meglio, l\u2019abbraccio delicato della madre \u00e8 ora una coperta calda e morbida da cui lasciarsi avvolgere e proteggere dalla paura.<br \/>\nCi affacciamo spesso alla porta della sua camera, spesso anche solo per un semplice saluto.<br \/>\nLo facciamo anche per noi, perch\u00e9 abbiamo tanto bisogno di sentirci utili, di ricordarci che davvero possiamo aiutarla questa gente. Abbiamo davvero bisogno di credere che Josefine possa riuscire a percorrere il lungo percorso che le aspetta per riuscire a sopravvivere. Pochi dei pazienti che vediamo hanno questo privilegio.<br \/>\nIo vi racconto, e prover\u00f2 a raccontarvi, le storie di altri pazienti a cui grazie a voi abbiamo dato la possibilit\u00e0 di sopravvivere.<br \/>\nMa vediamo molti pazienti con malattie cos\u00ec cariche di dolore e sofferenza di cui non vi parlo. Non tanto per la mia incapacit\u00e0 di descriverli, quanto per la mancanza del coraggio di ritornare al ricordo.<br \/>\nDi tornare all\u2019attimo in cui si tolgono i loro vestiti e la loro vista e i loro racconti ti mozzano il fiato e ti spalancano gli occhi.<br \/>\nSono tanti questi pazienti e ciascuno di noi li custodisce in un cassetto della mente a cui attingere quando ci si trova nel proprio quotidiano in difficolt\u00e0.<br \/>\nAllora riaprire quel cassetto ci pu\u00f2 aiutare a trovare pi\u00f9 facilmente l\u2019equilibrio per dire: \u201cdai, non \u00e8 cos\u00ec grave\u201d. Ma Josefine ora dorme e anche i suoi genitori.<br \/>\nIl padre ha degli occhi cos\u00ec buoni che quado ci guarda ci riempie di una gratitudine che vorrei tanto che la vedeste, perch\u00e9 \u00e8 anche per voi.<br \/>\nOra vi lascio. Qui, il sonno \u00e8 come l\u2019acqua: inestimabile.<br \/>\nVi aggiorno appena posso, appena la Missione si distrae e ci lascia il tempo di pensare a voi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Dott . Pietro Grondona<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante il difficile contesto internazionale segnato dai drammatici eventi in Ucraina e in Palestina e, pi\u00f9 recentemente, dalla sollevazione popolare in Madagascar che ha portato alla caduta del governo locale accusato di corruzione, alcune importanti iniziative umanitarie genovesi hanno raggiunto risultati significativi. Due progetti di grande valore sociale, promossi da istituzioni civili, religiose e accademiche di Genova, in collaborazione con la citt\u00e0 malgascia di Diego Suarez (Antsiranana), rappresentano oggi un segno concreto di solidariet\u00e0, cooperazione e impegno condiviso per il bene comune.<br \/>\nIl primo, denominato \u201cProgetto sulla Disabilit\u00e0 Infantile\u201d, affronta una problematica purtroppo molto diffusa in Madagascar, in particolare nella regione di Diego Suarez. Selezionato di recente per un importante finanziamento della Conferenza Episcopale Italiana, il progetto potr\u00e0 essere pienamente realizzato nei prossimi tre anni grazie alla collaborazione tra la Diocesi di Antsiranana e la Diocesi di Genova attraverso l\u2019Ufficio per la Pastorale Missionaria e con il coordinamento delle Suore CIM della Congregazione del Cuore Immacolato di Ges\u00f9, capofila dell\u2019iniziativa. Vi partecipano anche l\u2019Universit\u00e0 di Genova, l\u2019Universit\u00e0 di Antsiranana, l\u2019Istituto Pediatrico \u201cGiannina Gaslini\u201d, l\u2019Accademia delle Belle Arti di Antananarivo, la Cooperativa \u201cAllegro Moderato\u201d di Milano, la Societ\u00e0 Sportiva Nuova Oregina, l\u2019Associazione \u201cStelle nello Sport\u201d e la Fondazione genovese \u201cUna Mano per gli Altri\u201d.<br \/>\nIl progetto si sviluppa in pi\u00f9 ambiti complementari, tutti orientati a promuovere inclusione, autonomia e crescita. In campo musicale prevede la realizzazione di laboratori di musica da camera secondo il metodo didattico Allegro Moderato, dedicati a bambini, ragazzi e adulti con disabilit\u00e0. In ambito agricolo sono previste attivit\u00e0 di allevamento di polli e zeb\u00f9, coltivazioni di frutta e ortaggi e un laboratorio caseario gi\u00e0 operativo, mentre il settore artigianale comprende una sartoria e la produzione di manufatti. In ambito sportivo \u00e8 prevista la costruzione di un centro multifunzionale inclusivo su un terreno donato dalle Suore CIM, che sar\u00e0 dedicato alla memoria di Beppe Gemelli, giovane genovese tragicamente scomparso. Le stesse religiose mettono inoltre a disposizione un edificio capace di ospitare le diverse attivit\u00e0 del progetto, che unisce formazione, creativit\u00e0 e solidariet\u00e0.<br \/>\nIl secondo intervento, di respiro internazionale, \u00e8 il progetto SESAM, acronimo di Sistema E-Learning Sanit\u00e0 Madagascar, promosso e finanziato dai Club Rotary del Distretto 2032 della Liguria e del Basso Piemonte con il sostegno di altri Club italiani, tra cui quelli di Milano e Roma, e del Rotary Club di Nosy Be. Coordinato dal professor Gianni Vernazza, gi\u00e0 preside del Politecnico di Genova, con la collaborazione dei professori Giancarlo Torre e Marco Raggio, il progetto ha ottenuto anche il contributo economico del Rotary International americano per la sua elevata valenza didattica, formativa e scientifica. Alla sua realizzazione hanno partecipato l\u2019Universit\u00e0 di Genova e l\u2019Universit\u00e0 di Diego Suarez, il Centro di Simulazione e Tecnologie Avanzate (SIMAV) dell\u2019Ateneo genovese, la Polyclinique Universitaire Next di Diego Suarez e varie strutture del Policlinico San Martino di Genova.<br \/>\nL\u2019obiettivo principale del progetto \u00e8 dotare l\u2019Universit\u00e0 di Diego Suarez di una piattaforma informatica avanzata in grado di offrire a studenti, docenti e personale sanitario l\u2019accesso a sussidi didattici digitali, biblioteche e banche dati, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di produrre localmente materiali formativi e di partecipare a lezioni, esercitazioni e simulazioni a distanza, favorendo cos\u00ec lo scambio scientifico e culturale internazionale.<br \/>\nNei giorni scorsi quattro professionisti malgasci, due ingegneri informatici e due medici specialisti della Polyclinique Universitaire Next, sono stati ospiti a Genova per tre settimane di formazione intensiva su software e attrezzature hardware del progetto. Durante il soggiorno hanno visitato diverse strutture del Policlinico San Martino, l\u2019azienda biomedicale Esaote e il Policlinico Universitario di Pavia, acquisendo competenze tecniche e scientifiche di grande valore. Gli ospiti sono ripartiti l\u20198 ottobre, con il desiderio di prolungare la loro permanenza in citt\u00e0. Quando il materiale hardware, gi\u00e0 imbarcato e in viaggio verso Diego Suarez, arriver\u00e0 a destinazione, due referenti italiani del progetto, un ingegnere informatico e un medico, si recheranno in Madagascar per completare l\u2019installazione e validare la funzionalit\u00e0 finale del sistema.<br \/>\nUn segno di presenza, dedizione e speranza che testimonia il valore profondo della cooperazione genovese e della solidariet\u00e0 internazionale, capace di superare le distanze e le difficolt\u00e0 per costruire, con gesti concreti, una rete di fraternit\u00e0 e sviluppo umano condiviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Prof. Umberto Valente<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Genova prendono il via due esperienze di solidariet\u00e0, e con gioia vi presentiamo le loro testimonianze, che si trasformano in una vera missione a favore di un popolo ferito. 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