{"id":876,"date":"2025-10-29T10:24:30","date_gmt":"2025-10-29T09:24:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/?p=876"},"modified":"2025-10-29T10:24:30","modified_gmt":"2025-10-29T09:24:30","slug":"riforma-liturgica-coro-si-o-coro-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/riforma-liturgica-coro-si-o-coro-no\/","title":{"rendered":"Riforma liturgica: \u2018coro s\u00ec, o coro no\u2019"},"content":{"rendered":"<p>La riforma liturgica culminata nel Vaticano II ha recuperato la centralit\u00e0 dell\u2019assemblea celebrante e pertanto anche l\u2019importanza dell\u2019assemblea che canta. Purtroppo, per\u00f2, un\u2019errata interpretazione del rinnovamento conciliare, ha portato alcune realt\u00e0 a mettere in discussione l\u2019importanza del coro, accusato di usurpare a proprio esclusivo vantaggio ed esibizione il canto della comunit\u00e0 liturgica. La riforma non afferma affatto che i cori siano diventati inutili e sorpassati; al contrario sottolinea che sono indispensabili se si vuole che l\u2019assemblea sia veramente iniziata, guidata, educata al canto.<\/p>\n<p>La questione non \u00e8 solo \u201ccoro s\u00ec o coro no\u201d o la scelta del repertorio pi\u00f9 adatto alla liturgia; c\u2019\u00e8 piuttosto da domandarsi se chi sceglie i repertori e decide la loro realizzazione abbia presente che tutta l\u2019assemblea \u00e8 chiamata a celebrare la gloria di Dio. \u00c8 infatti compito specifico del coro liturgico insegnare in modo appropriato i canti all\u2019assemblea, sostenerla e non soffocarla, dialogando con essa e aiutandola nella preghiera.<\/p>\n<p>Purtroppo per tanti il canto liturgico risulta essere un passatempo, un riempitivo, un sottofondo musicale piacevole. Un\u2019assemblea che non canta o apre la bocca solo per brevi risposte non \u00e8 un\u2019assemblea cristiana! Ma anche una schola o un gruppo di cantori che abitualmente zittiscono l\u2019assemblea non svolgono il proprio servizio ministeriale.<\/p>\n<p>Con ci\u00f2 non si vuol sostenere che l\u2019assemblea debba cantare tutto dall\u2019inizio alla fine della celebrazione e che il canto della sola schola non ha diritto di cittadinanza nella celebrazione, ma ognuno deve svolgere il suo compito secondo una regia celebrativa attenta e diligente. Pertanto \u201cnon pu\u00f2 esistere contrapposizione tra l\u2019assemblea e la schola, ma ambedue devono coesistere, amalgamarsi, dialogare, sostenersi, alternarsi\u201d (A. Parisi). Per la schola cantorum si parla di &#8220;vero ministero liturgico&#8221;; ad essa spetta il compito di curare le parti che le competono e favorire la partecipazione attiva dei fedeli, almeno nelle esecuzioni delle parti pi\u00f9 semplici. Si scrive nella Costituzione Conciliare Sacrosancum concilium: &#8220;I vescovi e gli altri pastori di anime curino diligentemente che in ogni azione sacra celebrata con il canto tutta l&#8217;assemblea dei fedeli possa partecipare attivamente,indicando dunque come un elemento, la schola cantorum, non debba escludere l&#8217;altro, l&#8217;assemblea\u201d.<\/p>\n<p>In modo ancora pi\u00f9 esplicito, raccomanda ai compositori di scrivere melodie &#8220;che possano essere cantate non solo dalle maggiori scholae cantorum, ma che convengano anche alle scholae minori, e che favoriscano la partecipazione attiva di tutta l&#8217;assemblea dei fedeli&#8221;.<br \/>\nNell\u2019istruzione Musicam sacram si ribadisce che il vero fine della musica sacra \u00e8 la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli: la preghiera in canto diventa pi\u00f9 gioiosa, l&#8217;unione dei cuori \u00e8 resa pi\u00f9 salda ed evidente dall&#8217;unione delle voci, soprattutto, la liturgia trova maggiore completezza nella distribuzione dei ruoli.<br \/>\nI criteri espressi nella costituzione dogmatica Sacrosanctum Concilium e approfonditi nell\u2019istruzione Musicam sacram in merito all&#8217;esigenza di educare il popolo e le scholae ad uno &#8216;spirito liturgico&#8217; usufruendo del patrimonio musicale del passato e di quello che viene oggi composto.<br \/>\nPunto cruciale quindi del rapporto tra coro e assemblea \u00e8 la scelta del repertorio, nei suoi aspetti tecnico-musicali, testuali e stilistici, selezionando con sapienza il pi\u00f9 adatto ad agevolare la partecipazione di tutti.<br \/>\nUn coro liturgico ha prima di tutto il &#8220;fine di edificare il corpo di Cristo&#8221;, e come tale non \u00e8 semplicemente fatto da uomini, ma opera in esso lo Spirito Santo.<br \/>\nQuesto suo fine ne motiva l&#8217;esistenza, ne condiziona la struttura e le competenze specifiche, lo collega in modo particolare alla vita di fede attivamente testimoniata, che ogni suo membro \u00e8 chiamato ad avere.<br \/>\nIl coro \u00e8 presente per offrire la propria voce al servizio della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Di conseguenza il luogo in cui viene situato e da cui canta nel corso delle celebrazione deve essere scelto in modo da non distaccarlo eccessivamente dal resto dell&#8217;assemblea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La riforma liturgica culminata nel Vaticano II ha recuperato la centralit\u00e0 dell\u2019assemblea celebrante e pertanto anche l\u2019importanza dell\u2019assemblea che canta. 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