{"id":300,"date":"2022-02-23T12:40:46","date_gmt":"2022-02-23T11:40:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/?p=300"},"modified":"2024-11-20T16:20:36","modified_gmt":"2024-11-20T15:20:36","slug":"messaggio-della-cei-per-la-preparazione-alla-pasqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/messaggio-della-cei-per-la-preparazione-alla-pasqua\/","title":{"rendered":"Messaggio della CEI per la Quaresima 2022"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo il testo integrale del Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana per la Quaresima 2022 dal titolo: \u201cQuando venne la pienezza del tempo (Gal 4,4)\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carissimo, carissima,<\/p>\n<p>la Quaresima di quest\u2019anno porta con s\u00e9 tante speranze insieme con le sofferenze, legate ancora alla pandemia che l\u2019intera umanit\u00e0 sta sperimentando ormai da oltre due anni. Per noi cristiani questi quaranta giorni, per\u00f2, non sono tanto l\u2019occasione per rilevare i problemi quanto piuttosto per prepararci a vivere il mistero pasquale di Ges\u00f9, morto e risorto. Sono giorni in cui possiamo convertirci ad un modo di stare nel mondo da persone gi\u00e0 risorte con Cristo (cfr. Col 3,1). La Chiesa come comunit\u00e0 e il singolo credente hanno la possibilit\u00e0 di rendere questo tempo un \u201ctempo pieno\u201d (cfr. Gal 4,4), cio\u00e8 pronto all\u2019incontro personale con Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Questo messaggio, dunque, vi raggiunge come un invito a una triplice conversione, urgente e importante in questa fase della storia, in particolare per le Chiese che si trovano in Italia: conversione all\u2019ascolto, alla realt\u00e0 e alla spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Conversione all\u2019ascolto<\/strong><\/p>\n<p>La prima fase del Cammino sinodale ci consente di ascoltare ancora pi\u00f9 da vicino le voci che risuonano dentro di noi e nei nostri fratelli. Tra queste voci quelle dei bambini colpiscono con la loro efficace spontaneit\u00e0: \u00abNon mi ricordo cosa c\u2019era prima del Covid\u00bb; \u00abHo un solo desiderio: riabbracciare i miei nonni\u00bb. Arrivano al cuore anche le parole degli adolescenti: \u00abSto perdendo gli anni pi\u00f9 belli della mia vita\u00bb; \u00abAvevo atteso tanto di poter andare all\u2019universit\u00e0, ma adesso mi ritrovo sempre davanti a un computer\u00bb. Le voci degli esperti, poi, sollecitano alla fiducia nei confronti della scienza, pur rilevando quanto sia fallibile e perfettibile. Siamo raggiunti ancora dal grido dei sanitari, che chiedono di essere aiutati con comportamenti responsabili. E, infine, risuonano le parole di alcuni parroci, insieme con i loro catechisti e collaboratori pastorali, che vedono diminuite il numero delle attivit\u00e0 e la partecipazione del popolo, preoccupati di non riuscire a tornare ai livelli di prima, ma nello stesso tempo consapevoli che non si deve semplicemente sognare un ritorno alla cosiddetta \u201cnormalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ascoltare in profondit\u00e0 tutte queste voci anzitutto fa bene alla Chiesa stessa. Sentiamo il bisogno di imparare ad ascoltare in modo empatico, interpellati in prima persona ogni volta che un fratello si apre con noi. Nella Bibbia \u00e8 anzitutto Dio che ascolta il grido del suo popolo sofferente e si muove con compassione per la sua salvezza (cfr. Es 3,7-9). Ma poi l\u2019ascolto \u00e8 l\u2019imperativo rivolto al credente, che risuona anche sulla bocca di Ges\u00f9 come il primo e pi\u00f9 grande dei comandamenti: \u00abAscolta, Israele! Il Signore nostro Dio \u00e8 l\u2019unico Signore\u00bb (Mc 12,29; cfr. Dt 6,4). A questo tipo di ascolto la Scrittura lega direttamente l\u2019amore verso i fratelli (cfr. Mc 12,31). Leggere, meditare e pregare la Parola di Dio significa preparare il cuore ad amare senza limiti.<\/p>\n<p>L\u2019ascolto trasforma dunque anzitutto chi ascolta, scongiurando il rischio della supponenza e dell\u2019autoreferenzialit\u00e0. Una Chiesa che ascolta \u00e8 una Chiesa sensibile anche al soffio dello Spirito. In questo senso, pu\u00f2 essere utile riprendere quanto il Consiglio Episcopale Permanente scriveva nel messaggio agli operatori pastorali, lo scorso settembre: \u00abL\u2019ascolto non \u00e8 una semplice tecnica per rendere pi\u00f9 efficace l\u2019annuncio; l\u2019ascolto \u00e8 esso stesso annuncio, perch\u00e9 trasmette all\u2019altro un messaggio balsamico: \u201cTu per me sei importante, meriti il mio tempo e la mia attenzione, sei portatore di esperienze e idee che mi provocano e mi aiutano a crescere\u201d. Ascolto della Parola di Dio e ascolto dei fratelli e delle sorelle vanno di pari passo. L\u2019ascolto degli ultimi, poi, \u00e8 nella Chiesa particolarmente prezioso, poich\u00e9 ripropone lo stile di Ges\u00f9, che prestava ascolto ai piccoli, agli ammalati, alle donne, ai peccatori, ai poveri, agli esclusi\u00bb.<\/p>\n<p>Questa prima conversione implica un atteggiamento di apertura nei confronti della voce di Dio, che ci raggiunge attraverso la Scrittura, i fratelli e gli eventi della vita. Quali ostacoli incontra ancora l\u2019ascolto libero e sincero da parte della Chiesa? Come possiamo migliorare nella Chiesa il modo di ascoltare?<\/p>\n<p><strong>Conversione alla realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando venne la pienezza del tempo\u00bb (Gal 4,4). Con queste parole Paolo annuncia il mistero dell\u2019incarnazione. Il Dio cristiano \u00e8 il Dio della storia: lo \u00e8 a tal punto da decidere di incarnarsi in uno spazio e in un tempo precisi. Impossibile dire cosa abbia visto Dio di particolare in quel tempo preciso tanto da eleggerlo come il momento adatto per l\u2019incarnazione. Di certo la presenza del Figlio di Dio tra noi \u00e8 stata la prova definitiva di quanto la storia degli uomini sia importante agli occhi del Padre.<\/p>\n<p>L\u2019epoca in cui Ges\u00f9 \u00e8 vissuto non si pu\u00f2 certo definire l\u2019et\u00e0 dell\u2019oro: piuttosto la violenza, le guerre, la schiavit\u00f9, le malattie e la morte erano molto pi\u00f9 invasive e frequenti nella vita delle persone di quanto non lo siano oggi. In quell\u2019epoca e in quella terra si moriva certo di pi\u00f9 e con maggiore drammatica facilit\u00e0 di quanto non avvenga oggi. Eppure in quel frangente della storia umana, nonostante le sue ombre, Dio ha visto e riconosciuto \u201cla pienezza dei tempi\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ancoraggio alla realt\u00e0 storica caratterizza dunque la fede cristiana. Non cediamo alla tentazione di un passato idealizzato o di un\u2019attesa del futuro dal davanzale della finestra. \u00c8 invece urgente l\u2019obbedienza al presente, senza lasciarsi vincere dalla paura che paralizza, dai rimpianti o dalle illusioni. L\u2019atteggiamento del cristiano \u00e8 quello della perseveranza: \u00abSe speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza\u00bb (Rm 8,25). Questa perseveranza \u00e8 il comportamento quotidiano del cristiano che sostiene il peso della storia (cfr. 2Cor 6,4), personale e comunitaria.<\/p>\n<p>Nei primi mesi della pandemia abbiamo assistito a un sussulto di umanit\u00e0, che ha favorito la carit\u00e0 e la fraternit\u00e0. Poi questo slancio iniziale \u00e8 andato via via scemando, cedendo il passo alla stanchezza, alla sfiducia, al fatalismo, alla chiusura in se stessi, alla colpevolizzazione dell\u2019altro e al disimpegno. Ma la fede non \u00e8 una bacchetta magica. Quando le soluzioni ai problemi richiedono percorsi lunghi, serve pazienza, la pazienza cristiana, che rifugge da scorciatoie semplicistiche e consente di restare saldi nell\u2019impegno per il bene di tutti e non per un vantaggio egoistico o di parte. Non \u00e8 stata forse questa \u201cla pazienza di Cristo\u201d (2Ts 3,5), che si \u00e8 espressa in sommo grado nel mistero pasquale? Non \u00e8 stata forse questa la sua ferma volont\u00e0 di amare l\u2019umanit\u00e0 senza lamentarsi e senza risparmiarsi (cfr. Gv 13,1)?<\/p>\n<p>Come comunit\u00e0 cristiana, oltre che come singoli credenti, dobbiamo riappropriarci del tempo presente con pazienza e restando aderenti alla realt\u00e0. Sentiamo quindi urgente il compito ecclesiale di educare alla verit\u00e0, contribuendo a colmare il divario tra realt\u00e0 e falsa percezione della realt\u00e0. In questo \u201cscarto\u201d tra la realt\u00e0 e la sua percezione si annida il germe dell\u2019ignoranza, della paura e dell\u2019intolleranza. Ma \u00e8 questa la realt\u00e0 che ci \u00e8 data e che siamo chiamati ad amare con perseveranza.<\/p>\n<p>Questa seconda conversione riguarda allora l\u2019impegno a documentarsi con seriet\u00e0 e libert\u00e0 di mente e a sopportare che ci siano problemi che non possono essere risolti in breve tempo e con poco sforzo. Quali rigide precomprensioni impediscono di lasciarsi convincere dalle novit\u00e0 che vengono dalla realt\u00e0? Di quanta pazienza \u00e8 capace il cuore dei credenti nel costruire soluzioni per la vita delle persone e della societ\u00e0?<\/p>\n<p><strong>Conversione alla spiritualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Restare fedeli alla realt\u00e0 del tempo presente non equivale per\u00f2 a fermarsi alla superficie dei fatti n\u00e9 a legittimare ogni situazione in corso. Si tratta piuttosto di cogliere \u201cla pienezza del tempo\u201d (Gal 4,4) ovvero di scorgere l\u2019azione dello Spirito, che rende ogni epoca un \u201ctempo opportuno\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019epoca in cui Ges\u00f9 ha vissuto \u00e8 stata fondamentale per via della sua presenza all\u2019interno della storia umana e, in particolare, di chi entrava in contatto con lui. I suoi discepoli hanno continuato a vivere la loro vita in quel contesto storico, con tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti: ma la sua compagnia ha modificato il modo di essere nel mondo. Il Maestro di Nazaret ha insegnato loro a essere protagonisti di quel tempo attraverso la fede nel Padre misericordioso, la carit\u00e0 verso gli ultimi e la speranza in un rinnovamento interiore delle persone. Per i discepoli \u00e8 stato Ges\u00f9 a dare senso a un\u2019epoca che altrimenti avrebbe avuto ben altri criteri umani per essere giudicata.<\/p>\n<p>Dopo la sua morte, dall\u2019assenza fisica di Ges\u00f9 \u00e8 fiorita la vita eterna del Risorto e la presenza dello Spirito nella Chiesa: \u00abIo pregher\u00f2 il Padre ed egli vi dar\u00e0 un altro Paraclito perch\u00e9 rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verit\u00e0, che il mondo non pu\u00f2 ricevere perch\u00e9 non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perch\u00e9 egli rimane presso di voi e sar\u00e0 in voi. Non vi lascer\u00f2 orfani\u00bb (Gv 14,16-18; cfr. At 2,1-13). Lo Spirito domanda al credente di considerare ancora oggi la realt\u00e0 in chiave pasquale, come ha testimoniato Ges\u00f9, e non come la vede il mondo. Per il discepolo una sconfitta pu\u00f2 essere una vittoria, una perdita una conquista. Cominciare a vivere la Pasqua, che ci attende al termine del tempo di Quaresima, significa considerare la storia nell\u2019ottica dell\u2019amore, anche se questo comporta di portare la croce propria e altrui (cfr. Mt 16,24; 27,32; Col 3,13; Ef 4,1-3).<\/p>\n<p>Il Cammino sinodale sta facendo maturare nelle Chiese in Italia un modo nuovo di ascoltare la realt\u00e0 per giudicarla in modo spirituale e produrre scelte pi\u00f9 evangeliche. Lo Spirito infatti non aliena dalla storia: mentre radica nel presente, spinge a cambiarlo in meglio. Per restare fedeli alla realt\u00e0 e diventare al contempo costruttori di un futuro migliore, si richiede una interiorizzazione profonda dello stile di Ges\u00f9, del suo sguardo spirituale, della sua capacit\u00e0 di vedere ovunque occasioni per mostrare quanto \u00e8 grande l\u2019amore del Padre.<\/p>\n<p>Per il cristiano questo non \u00e8 semplicemente il tempo segnato dalle restrizioni dovute alla pandemia: \u00e8 invece un tempo dello Spirito, un tempo di pienezza, perch\u00e9 contiene opportunit\u00e0 di amore creativo che in nessun\u2019altra epoca storica si erano ancora presentate.<\/p>\n<p>Forse non siamo abbastanza liberi di cuore da riconoscere queste opportunit\u00e0 di amore, perch\u00e9 frenati dalla paura o condizionati da aspettative irrealistiche. Mentre lo Spirito, invece, continua a lavorare come sempre. Quale azione dello Spirito \u00e8 possibile riconoscere in questo nostro tempo? Andando al di l\u00e0 dei meri fatti che accadono nel nostro presente, quale lettura spirituale possiamo fare della nostra epoca, per progredire spiritualmente come singoli e come comunit\u00e0 credente?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Roma, 11 febbraio 2022<\/em><br \/>\n<em>Beata Vergine Maria di Lourdes<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il testo integrale del Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana per la Quaresima 2022 dal titolo: \u201cQuando venne la pienezza del tempo (Gal 4,4)\u201d. &nbsp; Carissimo, carissima, la Quaresima di quest\u2019anno porta con s\u00e9 tante speranze insieme con le sofferenze, legate ancora alla pandemia che l\u2019intera umanit\u00e0 sta sperimentando ormai da oltre due [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":301,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-300","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=300"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":306,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300\/revisions\/306"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/media\/301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=300"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=300"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}