{"id":233,"date":"2022-01-28T11:17:28","date_gmt":"2022-01-28T10:17:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/?p=233"},"modified":"2024-11-20T16:20:36","modified_gmt":"2024-11-20T15:20:36","slug":"motu-proprio-traditionis-custodes-la-messa-col-rito-antico-a-discrezione-dei-vescovi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/motu-proprio-traditionis-custodes-la-messa-col-rito-antico-a-discrezione-dei-vescovi\/","title":{"rendered":"Motu proprio &#8220;Traditionis Custodes&#8221;: la Messa col rito \u201cantico\u201d a discrezione dei Vescovi"},"content":{"rendered":"<p>Papa Francesco, dopo aver consultato i vescovi del mondo, ha deciso di modificare le norme che regolano l\u2019uso del messale del 1962, liberalizzato come \u201cRito Romano extra-ordinario\u201d quattordici anni fa dal predecessore Benedetto XVI. Il Pontefice ha pubblicato venerd\u00ec 16 luglio il motu proprio \u201cTraditionis custodes\u201d, sull\u2019uso della liturgia romana anteriore al 1970, accompagnandolo da una sua lettera nella quale spiega le ragioni della sua decisione. Ecco le principali novit\u00e0.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 di regolare la celebrazione secondo il rito preconciliare torna al vescovo, moderatore della vita liturgica diocesana: \u201c\u00e8 sua esclusiva competenza autorizzare l\u2019uso del Missale Romanum del 1962 nella diocesi, seguendo gli orientamenti dalla Sede Apostolica\u201d.<\/p>\n<p>Il Vescovo dovr\u00e0 accertare che gruppi che gi\u00e0 celebrano con il messale antico \u201cnon escludano la validit\u00e0 e la legittimit\u00e0 della riforma liturgica, dei dettati del Concilio Vaticano II e del Magistero dei Sommi Pontefici\u201d. Le messe con il rito antico non si terranno pi\u00f9 nelle chiese parrocchiali, il vescovo stabilir\u00e0 la chiesa e i giorni di celebrazioni. Le letture dovranno essere \u201cin lingua vernacola\u201d usando le traduzioni approvate dalle Conferenze episcopali. Il celebrante sar\u00e0 un sacerdote delegato dal vescovo. A quest\u2019ultimo spetta anche di verificare l\u2019opportunit\u00e0 di mantenere o meno le celebrazioni secondo il messale antico, verificandone la \u201ceffettiva utilit\u00e0 per la crescita spirituale\u201d. \u00c8 infatti necessario che il sacerdote incaricato abbia a cuore non solo la dignitosa celebrazione della liturgia, ma la cura pastorale e spirituale dei fedeli. Il vescovo \u201cavr\u00e0 cura di non autorizzare la costituzione di nuovi gruppi\u201d.<\/p>\n<p>I preti ordinati dopo la pubblicazione dell\u2019odierno Motu proprio, che intendono celebrare con il messale preconciliare \u201cdevono inoltrare formale richiesta al Vescovo diocesano il quale prima di concedere l\u2019autorizzazione consulter\u00e0 la Sede Apostolica\u201d. Mentre quelli che gi\u00e0 lo fanno dovranno chiedere al Vescovo diocesano l\u2019autorizzazione per continuare a usarlo. Gli Istituti di vita consacrata e le Societ\u00e0 di vita apostolica, \u201ca suo tempo eretti dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei\u201d passano sotto la competenza della Congregazione per i Religiosi. I Dicasteri del Culto, e dei Religiosi vigileranno sull\u2019osservanza di queste nuove disposizioni. Nella lettera di accompagnamento al documento, Papa Francesco spiega che le concessioni stabilite dai suoi predecessori per l\u2019uso del messale antico erano soprattutto motivate \u201cdalla volont\u00e0 di favorire la ricomposizione dello scisma con il movimento guidato da Mons. Lefebvre\u201d.<\/p>\n<p>La richiesta, rivolta ai vescovi, di accogliere con generosit\u00e0 le \u201cgiuste aspirazioni\u201d dei fedeli che domandavano l\u2019uso di quel messale, \u201caveva dunque una ragione ecclesiale di ricomposizione dell\u2019unit\u00e0 della Chiesa\u201d. Quella facolt\u00e0, osserva Francesco, \u201cvenne interpretata da molti dentro la Chiesa come la possibilit\u00e0 di usare liberamente il Messale Romano promulgato da san Pio V, determinando un uso parallelo al Messale Romano promulgato da san Paolo VI\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa ricorda che la decisione di Benedetto XVI con il motu proprio \u201cSummorum Pontificum\u201d (2007) era sostenuta dalla \u201cconvinzione che il tale provvedimento non avrebbe messo in dubbio una delle decisioni essenziali del Concilio Vaticano II, intaccandone in tal modo l\u2019autorit\u00e0\u201d. Papa Ratzinger quattordici anni fa dichiarava infondato il timore di spaccature nelle comunit\u00e0 parrocchiali, perch\u00e9, scriveva, \u201cle due forme dell\u2019uso del Rito Romano avrebbero potuto arricchirsi a vicenda\u201d. Ma il sondaggio recentemente promosso dalla Congregazione per la dottrina della fede tra i vescovi ha portato risposte che rivelano, scrive Francesco, \u201cuna situazione che mi addolora e mi preoccupa, confermandomi nella necessit\u00e0 di intervenire\u201d, in quanto il desiderio di unit\u00e0 \u00e8 stato \u201cgravemente disatteso\u201d, e le concessioni offerte con magnanimit\u00e0 sono state usate \u201cper aumentare le distanze, indurire le differenze, costruire contrapposizioni che feriscono la Chiesa e ne frenano il cammino, esponendola al rischio di divisioni\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa si dice addolorato per gli abusi nelle celebrazioni liturgiche \u201cda una parte e dall\u2019altra\u201d, ma si dice pure rattristato per \u201cun uso strumentale del Missale Romanum del 1962, sempre di pi\u00f9 caratterizzato da un rifiuto crescente non solo della riforma liturgica, ma del Concilio Vaticano II, con l\u2019affermazione infondata e insostenibile che abbia tradito la Tradizione e la \u2018vera Chiesa\u2019\u201d. Dubitare del Concilio, spiega Francesco, \u201csignifica dubitare delle intenzioni stesse dei Padri, i quali hanno esercitato la loro potest\u00e0 collegiale in modo solenne cum Petro et sub Petro nel Concilio ecumenico, e, in ultima analisi, dubitare dello stesso Spirito Santo che guida la Chiesa\u201d. Francesco aggiunge infine un\u2019ultima ragione per la sua decisione di modificare le concessioni del passato: \u201c\u00e8 sempre pi\u00f9 evidente nelle parole e negli atteggiamenti di molti la stretta relazione tra la scelta delle celebrazioni secondo i libri liturgici precedenti al Concilio Vaticano II e il rifiuto della Chiesa e delle sue istituzioni in nome di quella che essi giudicano la \u2018vera Chiesa\u2019. Si tratta di un comportamento che contraddice la comunione, alimentando quella spinta alla divisione&#8230; contro cui ha reagito fermamente l\u2019Apostolo Paolo. \u00c8 per difendere l\u2019unit\u00e0 del Corpo di Cristo che mi vedo costretto a revocare la facolt\u00e0 concessa dai miei Predecessori\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Francesco, dopo aver consultato i vescovi del mondo, ha deciso di modificare le norme che regolano l\u2019uso del messale del 1962, liberalizzato come \u201cRito Romano extra-ordinario\u201d quattordici anni fa dal predecessore Benedetto XVI. 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