{"id":158,"date":"2020-12-09T15:50:14","date_gmt":"2020-12-09T14:50:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/?p=158"},"modified":"2024-11-20T16:20:48","modified_gmt":"2024-11-20T15:20:48","slug":"le-preghiere-eucaristiche-nella-terza-edizione-del-messale-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/le-preghiere-eucaristiche-nella-terza-edizione-del-messale-romano\/","title":{"rendered":"Le preghiere eucaristiche nella terza edizione del Messale Romano"},"content":{"rendered":"<p>La preghiera eucaristica \u00e8 il \u201ccuore della Messa\u201d, non solo perch\u00e9 contiene le parole della consacrazione, che ne sono il fulcro, ma perch\u00e9 essa \u00e8 il momento culminante che d\u00e0 il nome a tutta la celebrazione. Eucaristia, infatti, significa \u201crendimento di grazie\u201d e l\u2019invito al comune ringraziamento emerge fin dall&#8217;inizio di questa preghiera, nel dialogo tra il sacerdote e l&#8217;assemblea: \u201cIn alto i vostri cuori\u2026 sono rivolti al Signore\u201d; \u201cRendiamo grazie al Signore nostro Dio\u2026 \u00e8 cosa buona e giusta\u201d. Si rende grazie Dio non dei doni che la vita e il Signore possono fare (che possono venire meno), ma \u201cper Cristo Signore nostro\u201d, cio\u00e8 a motivo del \u201cdono per Eccellenza\u201d del Signore Ges\u00f9 e della sua Pasqua.<\/p>\n<p>Le preghiere eucaristiche sono: quattro, previste dalla riforma liturgica, e poste all&#8217;interno del rito della messa (Ordo missae); poi cinque (le due preghiere per la Riconciliazione e le tre forme della Preghiera eucaristica per le Messe \u201cper varie necessit\u00e0\u201d), accolte nel Messale in un tempo successivo e disposte in appendice.<\/p>\n<p>Quella che prima era chiamata \u201cpreghiera eucaristica V\u201d (nelle quattro varianti A, B, C, D) nella nuova edizione \u00e8 nominata \u201cpreghiera eucaristica per le messe \u201cper varie necessit\u00e0\u201d. Anche le sue quattro varianti sono diversamente disposte e nominate: La Chiesa in cammino verso l\u2019unit\u00e0 \u2013 Dio guida la sua Chiesa sulla via della salvezza \u2013 Ges\u00f9 via al Padre \u2013 Ges\u00f9 pass\u00f2 beneficando.<\/p>\n<p>Le preghiere eucaristiche hanno parti comuni: il dialogo iniziale, il Santo, le parole della consacrazione nel racconto dell&#8217;istituzione, l\u2019anamnesi (\u201cMistero della fede\u201d, con le tre forme di risposte che sono riprese dal Messale precedente), la dossologia; queste parti sono identiche nelle diverse preghiere e non vi sono cambiamenti rispetto alla precedente edizione del Messale.<\/p>\n<p>Nella traduzione della seconda preghiera eucaristica ha incuriosito il riferimento piuttosto insolito alla \u201crugiada dello Spirito\u201d. Nell\u2019epiclesi, cio\u00e8 nell\u2019invocazione allo Spirito Santo sui doni, che precede il racconto dell\u2019istituzione e la consacrazione, il sacerdote guider\u00e0 la preghiera con le seguenti parole: \u201cSantifica questi doni con la rugiada dello Spirito perch\u00e9 diventino per noi il corpo e il sangue del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo\u201d. Da dove viene questo riferimento, che va a sostituire la preghiera precedente: \u201cSantifica questi doni con l\u2019effusione dello Spirito\u201d?<\/p>\n<p>Si tratta della traduzione letterale della preghiera Latina che recitava: \u201cspiritus tui rore sanctifica\u201d, cio\u00e8 \u201csantifica con la rugiada (rore) del tuo Spirito\u201d. Questa espressione proviene dal testo pi\u00f9 antico da cui \u00e8 stata tratta la preghiera eucaristica, vale a dire la antichissima anafora contenuta nella \u201ctraditio apostolica\u201d, un importante documento liturgico-canonico del III-IV secolo. Questa \u00e8 stata inserita dagli estensori della seconda preghiera eucaristica dopo il Concilio Vaticano II, che l\u2019hanno tratta da un&#8217;altra antica liturgia, quella ispanica, che in alcune sue preghiere associava il dono dello spirito alla rugiada. Anche nell&#8217;antica liturgia romana il tema della rugiada era presente e associato al dono della benedizione.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine della rugiada ha origini bibliche biblica e rinvia l&#8217;ambiente della Palestina, nel quale la rugiada costituisce un bene prezioso, che supplisce all\u2019assenza della pioggia.<\/p>\n<p>Per questo senso di prosperit\u00e0, di fecondit\u00e0, di risveglio e di forza vivificante che si posa nel silenzio, il profeta Osea ne parla per descrivere la presenza e l&#8217;azione di Dio verso Israele: \u201cSar\u00f2 come rugiada per Israele\u201d (Os 14,6). Nell&#8217;antico testamento, la rugiada \u00e8 segno di benedizione dall&#8217;alto e permea ci\u00f2 che tocca (la terra, il popolo). Essa \u00e8 anche paragonata alla vita fraterna (\u201ccome rugiada dall\u2019Ermon\u201d sal. 133), alla parola di Dio che stilla come rugiada (Dt 32,2), allo sguardo tranquillo di Dio che si posa sulle sue creature (Is 18,4). La rugiada precede e svela il dono della manna (Es 16,13-14). Il suo simbolismo notturno &#8211; \u00e8 di notte che si forma la rugiada \u2013 invita l\u2019uomo a contemplare la gratuit\u00e0 dell\u2019azione divina.<\/p>\n<p>Dalla ricchezza simbolica di quest\u2019immagine, la Chiesa non poteva non lasciarsi attrarre per descrivere l&#8217;azione benedicente di Dio che si posa sull\u2019uomo e in particolare il dono dello Spirito che viene ad irrorare l&#8217;umanit\u00e0. Lo spirito scende come rugiada e si posa sul pane e sul vino, perch\u00e9 diventino il sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo.<\/p>\n<p>L&#8217;ispirazione biblica della nuova traduzione, \u00e8 un invito a prestare attenzione sempre maggiore alla preghiera, accompagnata dal gesto dell&#8217;imposizione delle mani, con cui il Sacerdote invoca lo Spirito sui doni perch\u00e9 siano trasformati dalla parola del Signore.<\/p>\n<p>Ci soffermiamo ora sulle diverse preghiere eucaristiche, per evidenziare alcune tra le pi\u00f9 significative variazioni della versione. Sono dettagli che possono apparire minimi, ma rivelano un&#8217;attenzione rivolta non solo ad una traduzione pi\u00f9 fedele alla lettera, ma ad una traduzione che nella versione pi\u00f9 letterale ha riconosciuto un modo di esprimere meglio la profondit\u00e0 dei contenuti e la ricchezza dei significati delle singole preghiere.<\/p>\n<p>La prima preghiera Eucaristica, l\u2019antico canone romano, ha differenze minime: la pi\u00f9 evidente \u00e8 la resa in italiano di un&#8217;espressione latina molto significativa, che si riferisce ai circumstantium. La traduzione precedente invitava a pregare cos\u00ec: Ricordati di tutti i presenti dei quali conosci la fede e la devozione\u201d, la nuova traduzione recita: \u201cRicordati di tutti coloro che sono qui riuniti\u201d.<\/p>\n<p>Nella seconda preghiera eucaristica, notiamo una variazione subito dopo il Santo: l\u00e0 dove si diceva \u201cPadre veramente Santo\u201d, ora si prega: \u201cVeramente Santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santit\u00e0\u201d. Troviamo ancora un cambiamento nelle parole che conducono al racconto d\u2019istituzione e di consacrazione: \u201cEgli consegnandosi volontariamente alla passione\u201d (anzich\u00e9: \u201cEgli offrendosi liberamente alla sua passione\u201d). Il riferimento alla consegna rende meglio il verbo \u201ctradere\u201d, presente nelle stesse parole latine dell&#8217;ultima cena: Prendete e mangiate, questo \u00e8 il mio corpo, quod pro vobis tradetur\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019eucaristia, noi celebriamo la consegna di Ges\u00f9 a noi, \u00e8 il dono perfetto del suo amore e del suo sacrificio. Anche il tradimento di Giuda, in questo piano liturgico-salvifico, \u00e8 una consegna attraverso la quale si compie dono finale di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Sempre nella seconda preghiera eucaristica, al posto delle parole: \u201cTi rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale\u201d, troviamo l\u2019espressione: \u201cTi rendiamo grazie perch\u00e9 ci hai resi degni di stare alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale\u201d; al posto di: \u201cin unione con il nostro vescovo\u2026 e tutto l\u2019ordine sacerdotale\u201d, troviamo le parole: \u201ccon il nostro vescovo, i presbiteri e i diaconi\u201d.<\/p>\n<p>Nella terza Preghiera eucaristica, nella supplica: \u201cEgli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito\u201d viene meglio precisato: \u201cfaccia di noi un\u2019offerta perenne a te gradita\u201d.<\/p>\n<p>Nella quarta Preghiera eucaristica, sottolineiamo nel memoriale della creazione dell&#8217;uomo e della donna, questa nuova traduzione: \u201chai creato l&#8217;uomo a tua immagine, alle sue mani hai affidato la cura del mondo intero, perch\u00e9 nell\u2019obbedienza a te, unico creatore, esercitasse la signoria (anzich\u00e9 il \u201cdominio\u201d) su tutte le creature\u201d.<\/p>\n<p>Altra variazione degna di nota \u00e8 quella contenuta nella Preghiera di Riconciliazione I, dove non si domanda pi\u00f9 di aiutarci a \u201ccostruire\u201d insieme il regno di Dio, ma ad \u201cattendere insieme l&#8217;avvento del Regno di Dio\u201d. Concludiamo ricordando nella serie dei Prefazi, che fanno parte della Preghiera eucaristica, troviamo due nuovi Prefazi per i Pastori e i Dottori della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Mons. Gianluigi Ganabano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Direttore Ufficio Liturgico diocesano<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La preghiera eucaristica \u00e8 il \u201ccuore della Messa\u201d, non solo perch\u00e9 contiene le parole della consacrazione, che ne sono il fulcro, ma perch\u00e9 essa \u00e8 il momento culminante che d\u00e0 il nome a tutta la celebrazione. 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