{"id":151,"date":"2020-12-02T15:46:14","date_gmt":"2020-12-02T14:46:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/?p=151"},"modified":"2024-11-20T16:20:48","modified_gmt":"2024-11-20T15:20:48","slug":"nuovo-messale-romano-e-un-dono-alla-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/liturgico\/nuovo-messale-romano-e-un-dono-alla-chiesa\/","title":{"rendered":"Nuovo Messale Romano: \u00e8 un dono alla Chiesa"},"content":{"rendered":"<p>Vogliamo entrare maggiormente negli aspetti che la terza edizione del messale romano presenta. Come abbiamo gi\u00e0 notato, nel confesso dell&#8217;atto penitenziale, la nuova edizione italiana proponga: \u201cConfesso a Dio onnipotente EA voi fratelli e sorelle \u201canzich\u00e9 il precedenti \u201cConfesso a Dio onnipotente e a voi fratelli \u201c.<\/p>\n<p>La variazione ritorna nel finale della formula di confessione dei peccati: \u201cE supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli i santi, e voi fratelli e sorelle, di pregare per me il signore Dio nostro\u201d. Si tratta di una evidente attenzione rivolta alle esigenze di un linguaggio inclusivo della variet\u00e0 dei generi, maschile e femminile. I termini \u201cfratelli e sorelle \u201cerano gi\u00e0 presenti nel Messale Romano del 1983, ad esempio nella monizione dell \u2018atto penitenziale, dove il sacerdote era invitato a dire, con queste o altre parole: \u201cfratelli e sorelle, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.\u201d Ora la ritroviamo ogni volta che il Messale Latino si rivolge all\u2019assemblea come \u201cfratelli \u201c: nei riti di presentazione dei doni (\u201cPregate, fratelli e sorelle, perch\u00e9 il mio e vostro sacrificio \u201c), cos\u00ec come nel corso della Veglia Pasquale (\u201cfratelli e sorelle, in questa Santissima notte \u2026\u201d). Nella stessa Preghiera eucaristica, l\u00e0 dove si ricordano i defunti, la preghiera al Signore e ora rivolta ai fratelli e alle sorelle che si sono addormentati nella speranza della risurrezione. Una ulteriore novit\u00e0 nell\u2019edizione del Messale Romano e quella che troviamo nei riti di inizio della messa e che riguarda il Kyrie eleison, nel Messale del 1983 il rito invitava dire o cantare dopo l&#8217;atto penitenziale: \u201csignore, piet\u00e0 \u201c, \u201cCristo, piet\u00e0\u201d, \u201cSignore, piet\u00e0\u201d, Dando la possibilit\u00e0 di sostituire il testo italiano con il greco \u201cKyrie eleison\u201d, \u201cChriste eleison\u201d, \u201cKyrie eleison\u201d.<\/p>\n<p>Ora, nella nuova edizione del Messale, sia nella triplice Latina dopo l&#8217;atto penitenziale, sia nella terza forma dell&#8217;atto penitenziale, si trova prima la preghiera in greco, poi la possibilit\u00e0 di dirla o cantarla in italiano. Dietro alla scelta di valorizzare la formula greca \u201cKyrie eleison\u201d sta la coscienza del fatto che nella messa gi\u00e0 normalmente si parla\u2026 in lingue! Troviamo l&#8217;ebraico, l\u00e0 dove diciamo o cantiamo: \u201cAlleluia\u201d (che significa letteralmente: \u201clodate Dio\u201d), \u201cAmen\u201d (che significa letteralmente \u201c\u00e8 vero\u201d, \u201c\u00e8 cos\u00ec\u201d, \u201ccos\u00ec sia\u201d) e \u201cOsanna\u201d (che significa: \u201cdona la salvezza\u201d). C&#8217;\u00e8 il latino, dove nel canto si recuperano parole come \u201cMiserere nobis\u201d o \u201cGloria in excelsis Deo\u201d. Ora pure il greco, con l&#8217;invito a far risuonare una delle preghiere evangeliche pi\u00f9 importanti, canto da essere soprannominata \u201cla preghiera di Ges\u00f9 \u201c. L\u00e0 troviamo infatti nei Vangeli sinottici una decina di volte: ad esempio, nella preghiera della Cananea \u201cpiet\u00e0 di me, Signore, Figlio di Davide\u201d (M, 22); In quella del padre dell&#8217;epilettico. \u201cSignore, Abbi piet\u00e0 di mio figlio \u201c8 Mt 17, 15); Nel grido dei due ciechi di Gerico: \u201cSignore, abbi piet\u00e0 di noi\u201d (Mt 20, 30). Se il titolo di \u201cKyrios\u201d \u00e8 attribuito a Ges\u00f9 in quanto sovrano, risorto da morte, il termine \u201celeison\u201d traduce a fatica l\u2019ebraico \u201channenu\u201d che significa \u201cmostrare favore\u201d e misericordia.<\/p>\n<p>L\u2019invito a ritrovare il suono originale della preghiera in greco non solo mette in comunione con le liturgie dell\u2019oriente, ma fa risuonare nella lingua in cui furono scritti i Vangeli una supplica che da la dimensione della misericordia. Dopo l\u2019atto penitenziale, il sacerdote proclama la \u201ccolletta\u201d che raccoglie la preghiera di tutti i presenti nell\u2019unica preghiera della Chiesa. Il sacerdote invita i sacerdoti dicendo: \u201cpreghiamo\u201d e sosta qualche momento in silenzio, prima di recitare la preghiera rivolta al Padre, a nome di tutti. L&#8217;edizione italiana del Messale Romano del 1983 presentava in appendice una serie di collette alternative per le domeniche dei Tempi forti e del Tempo ordinario, per le principali solennit\u00e0 del Signore, oltre che per le ferie del Tempo Ordinario e per il Comune della Beata Vergine Maria. Nel presentare tali operazioni, non era certo quello di sostituire il venerando patrimonio della tradizione Latina coi nuovi testi: per questo motivo le nuove composizioni sono state poste in appendice.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo pastorale dei vescovi e stato quello di arricchire i temi della preghiera comunitaria in due direzioni: una preghiera pi\u00f9 aderente alla parola e una preghiera pi\u00f9 vicina la vita nel linguaggio utilizzato. Nel nuovo messale troviamo un lavoro di pulitura delle varie collette per renderle vere orazioni di preghiera capace di raccogliere tutti i singoli in una preghiera ascoltabile e fregabile da tutta l&#8217;assemblea. Vediamo un esempio concreto che pu\u00f2 spiegare bene l&#8217;operazione di alleggerimento che \u00e8 stata fatta. Prendiamo la colletta della XII domenica dell\u2019anno A cos\u00ec recita: O Dio, che affidi alla nostra debolezza L\u2019annuncio profetico della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, perch\u00e9 non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta. Per il nostro Signore\u2026 La nuova versione: O Dio, che affidi alla nostra debolezza L\u2019annuncio profetico della tua parola, liberaci da ogni paura, perch\u00e9 non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con franchezza il tuo nome davanti agli uomini. Per il nostro Signore\u2026 La revisione delle collette \u00e8 il segno di una nuova fase della ricezione della riforma liturgica, che vuole essere meno didascalica e verbosa, ma pi\u00f9 attenta\u201d all\u2019ars celebrandi\u201d per essere una preghiera oralmente pregata da tutta l\u2019assemblea.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Mons. Gianluigi Ganabano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Direttore Ufficio Liturgico<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vogliamo entrare maggiormente negli aspetti che la terza edizione del messale romano presenta. Come abbiamo gi\u00e0 notato, nel confesso dell&#8217;atto penitenziale, la nuova edizione italiana proponga: \u201cConfesso a Dio onnipotente EA voi fratelli e sorelle \u201canzich\u00e9 il precedenti \u201cConfesso a Dio onnipotente e a voi fratelli \u201c. 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