{"id":102,"date":"2026-05-26T10:01:16","date_gmt":"2026-05-26T08:01:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/facciamovela\/?p=102"},"modified":"2026-05-26T10:01:16","modified_gmt":"2026-05-26T08:01:16","slug":"il-cammino-di-riforma-diventa-operativo-ne-parliamo-con-fabrizio-carletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/facciamovela\/il-cammino-di-riforma-diventa-operativo-ne-parliamo-con-fabrizio-carletti\/","title":{"rendered":"Il cammino di riforma diventa operativo. Ne parliamo con Fabrizio Carletti"},"content":{"rendered":"<p><em>Il cammino di riforma della Curia e dei servizi diocesani di Genova \u00e8 iniziato poco pi\u00f9 di un anno fa. In questo percorso siamo accompagnati da <\/em><strong>Fabrizio Carletti del Centro Studi Missione Emmaus<\/strong><em>. \u00c8 stato un anno di lavoro svolto in maniera differente rispetto a ci\u00f2 a cui siamo abituati, ma la voglia di partecipare a questo progetto ha fatto s\u00ec che si arrivasse fin qui, nonostante le resistenze e i dubbi iniziali.<\/em><br \/>\n<em>Soprattutto, abbiamo imparato a conoscerci di pi\u00f9 e a capire l\u2019importanza di lavorare insieme, andando oltre i settorialismi dei singoli uffici e servizi, in una visione pi\u00f9 corale e collaborativa.<\/em><br \/>\n<em>Siamo ora arrivati alla definizione di uno scenario nuovo per la nostra organizzazione, che ci vedr\u00e0 impegnati a partire dal prossimo anno pastorale.<\/em><br \/>\n<em>Fabrizio Carletti ci ha sempre accompagnato in questo primo tratto di strada, e sar\u00e0 con noi anche nell\u2019attuazione del cambiamento.<\/em><\/p>\n<p><em>In una intervista su Il Cittadino N. 20 Fabrizio fa il bilancio di questo primo anno, e delinea il cammino che ci aspetta.<\/em><\/p>\n<p><strong>Abbiamo cominciato un anno fa questo processo di riforma della Curia dando fiducia al progetto anche se, soprattutto all\u2019inizio, abbiamo camminato \u201cal buio\u201d. Che idea ti sei fatto della nostra Diocesi quando ci hai conosciuto?<\/strong><br \/>\nHo incontrato un insieme di persone che operavano con dedizione, ma indossando ognuno la propria casacca. Era come vedere tanti giocatori della stessa squadra con maglie diverse. In questi primi cinque incontri \u00e8 avvenuto qualcosa di importante: pian piano le maglie hanno assunto lo stesso colore e lo stesso stemma. La riforma non coincide soltanto con il futuro assetto organizzativo della Curia, ma \u00e8 gi\u00e0 iniziata attraverso un cambiamento di mentalit\u00e0 e di relazioni. Quello che ho visto crescere \u00e8 un tema molto caro all\u2019Arcivescovo: la fraternit\u00e0. Prima ognuno giocava la propria partita; oggi si sta imparando a scendere in campo insieme per una missione comune.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 volte, in questi primi 5 incontri, ci hai ribadito che \u00e8 pi\u00f9 facile cambiare una mentalit\u00e0 che una struttura. Come si potr\u00e0 delineare, alla luce di questo primo anno di lavoro, il cammino della Diocesi di Genova nel prossimo anno, che sar\u00e0 sperimentale ma dar\u00e0 un\u2019impronta sostanziale al lavoro di tutta la Diocesi?<\/strong><br \/>\nLa riforma ha bisogno di almeno tre anni per completarsi. La sfida principale \u00e8 quella della corresponsabilit\u00e0: imparare a lavorare in \u00e9quipe, condividere obiettivi e decisioni, superando logiche individuali o settoriali. Accanto a questo, emerge con forza anche la necessit\u00e0 di una conversione missionaria. Siamo abituati a una Curia che invia documenti o organizza eventi. Dobbiamo uscire sul territorio, metterci in ascolto e accompagnare le comunit\u00e0 facendo un tratto di strada insieme. Il prossimo anno sar\u00e0 quindi una fase sperimentale ma decisiva. L\u2019obiettivo \u00e8 dare vita a una \u201cCuria estroversa\u201d, capace di operare sul territorio \u201ccon la stessa maglia\u201d, superando appartenenze di ufficio o associazione. Verranno creati gruppi di lavoro composti da persone provenienti da diversi ambiti pastorali, chiamati a confrontarsi su temi specifici e poi a portare questo lavoro nelle comunit\u00e0 locali, in uno stile di ascolto e accompagnamento.<\/p>\n<p><strong>Possiamo dire con sincerit\u00e0 che oggi i territori fanno un po&#8217; fatica. In tante parrocchie non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il parroco residente, spesso i fedeli sono pochi, gli organismi a volte ci sono e a volte no. Pensi che a livello locale questa riforma della curia possa essere recepita?<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 una domanda che ci siamo posti spesso in questi primi 5 incontri assembleari. La risposta che ci siamo dati \u00e8 no, non necessariamente i territori saranno pronti. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec, partendo dal presupposto che ogni territorio ha le sue necessit\u00e0 e le sue esigenze. Possiamo fare un paragone con il cammino sinodale: la Chiesa italiana non era pronta, ma lo \u00e8 diventata camminando insieme. Il Papa ha dato un\u2019indicazione chiedendo che si iniziasse a vivere il sinodo e non solo a parlarne. Cos\u00ec il territorio: attraverso il dialogo con la Curia e gli Uffici entrer\u00e0 in un cammino che aiuter\u00e0 ad acquisire una maggiore consapevolezza.<\/p>\n<p><strong>Come si agir\u00e0 materialmente?<\/strong><br \/>\nLa Curia costituir\u00e0 dei team di lavoro su precisi focus tematici, istanze emerse in questi primi incontri di ascolto e discernimento. I team si avvicineranno al territorio per agire delle azioni, aiutandolo a divenire consapevole dell\u2019importanza di quelle azioni, per decidere che cosa fare e per poter poi operare in modo autonomo. \u00c8 un cammino da fare insieme, non per il territorio ma con il territorio, in una dinamica di reciprocit\u00e0. La fraternit\u00e0 significa proprio questo: camminare insieme in modo sinodale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n<strong>Francesca Di Palma<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cammino di riforma della Curia e dei servizi diocesani di Genova \u00e8 iniziato poco pi\u00f9 di un anno fa. 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