“Tra sogno e realtà”. Un unico titolo per definire il comune denominatore della due giorni che la Diocesi di Genova ha dedicato all’incontro con Fabrizio Carletti del Centro Studi Missione Emmaus, giovedì 20 e venerdì 21 marzo in Episcopio.
Non è stata una due giorni di “lezioni frontali” per assimilare nuovi contenuti, ma piuttosto un’occasione per lavorare insieme e ragionare sul come continuare ad evangelizzare in un cambio d’epoca come quello che stiamo vivendo.
Per questo, in tre momenti distinti, Carletti ha incontrato gli Uffici di Curia e i Servizi diocesani, le equipe formative e infine un gruppo numeroso di sacerdoti, religiosi e diaconi permanenti.
Prima tappa di queste due giornate è stato proprio l’incontro con gli Uffici di Curia e i Servizi, chiamati a riflettere sul tema “Perché avviare un processo di riforma di Curia. Come essere al servizio del territorio in un cambio d’epoca”.
Partendo da un’analisi della realtà ecclesiale in Italia e guardando ai tanti processi di riforma che tante Diocesi italiane stanno compjendo, Carletti ha invitato i 100 partecipanti, divisi in 13 tavoli, a guardare a questa nuova esperienza di Chiesa non tanto nell’ottica di un miglior funzionamento, ma di una maggior fraternità fra le persone.
Il lavoro nei tavoli allestiti nell’Episcopio ha già costituito un segno tangibile di conoscenza e scambio di opinioni finalizzato non a far prevalere la propria posizione, quanto a cercare di convergere verso proposizioni comuni e idee condivise.
Se non si può ipotizzare oggi quale sarà la conclusione di questo processo di riforma che si desidera avviare, si può però certamente dire che l’obiettivo è quello di rispondere maggiormente ai bisogni rimanendo ancorati alla realtà, nel rispetto della tradizione, innuno spirito di fraternità e comunione.
La sera di giovedì 20 marzo Fabrizio Carletti ha incontrato gli organismi che si occupano di formazione, con l’obiettivo di delineare un percorso comune per dare unitarietà e uno stile comune alla formazione diocesana (del clero, degli animatori di comunità e dei laici).
Anche in questo incontro, i partecipanti hanno lavorato nei tavoli confrontandosi fra loro sulla traccia proposta.
La base di partenza, anche in questo caso, l’epoca di cambiamento che richiede oggi nuovi linguaggi e nuove forme di annuncio del Vangelo.
Nell’incontro di venerdì 21 al mattino, per i sacerdoti, i religiosi e i diaconi permanenti, i lavori si sono orientati sulle “Piste per la formazione per il prossimo anno pastorale”. Quali contenuti dare alla formazione? Come adattarsi ad un mondo sempre più complesso e ambiguo e continuare ad annunciare il Vangelo? Anche in questo caso, nei lavori di gruppo, il confronto e il dibattito sulle tracce proposte da Fabrizio Carletti ha avuto la finalità di superare le diversità di opinioni e visioni per cercare un terreno comune su cui camminare.
«In queste due giornate insieme – ha commentato l’Arcivescovo – vogliamo soprattutto capire meglio come annunciare il Vangelo oggi, in un tempo nuovo che il Signore ci sta regalando. Siamo chiamati a scoprire e a capire come lo Spirito sta parlando alla nostra Chiesa. Lo facciamo ritrovandoci insieme, per cercare strade comuni che ci possano aiutare ad annunciare con più bellezza e più grazia il Vangelo. È per me dunque un momento molto bello di unione e di fraternità».
Il tema della fraternità è emerso molte volte nel corso della due giorni.
Un primo frutto del cammino che va a cominciare è senz’altro una maggior conoscenza e vicinanza fra coloro che a vario titolo prestano il loro servizio in Diocesi, ciascuno nel suo ambito.
Francesca Di Palma