{"id":838,"date":"2026-01-19T17:05:37","date_gmt":"2026-01-19T16:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/ecumenismo\/?p=838"},"modified":"2026-01-22T16:28:05","modified_gmt":"2026-01-22T15:28:05","slug":"in-te-si-diranno-benedette-tutte-le-famiglie-della-terra-lamicizia-ebraico-cristiana-come-segno-di-promessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/ecumenismo\/in-te-si-diranno-benedette-tutte-le-famiglie-della-terra-lamicizia-ebraico-cristiana-come-segno-di-promessa\/","title":{"rendered":"\u00abIn te si diranno benedette tutte le famiglie della terra\u00bb: l\u2019amicizia ebraico-cristiana come segno di promessa"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 15 gennaio nella Sinagoga di Genova \u00e8 stata celebrata la Giornata dell\u2019amicizia ebraico-cristiana con un incontro sul tema \u201cIn te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (Gen 12,3)\u201d. I Relatori dell\u2019incontro sono stati Giuseppe Momigliano, Rabbino Capo della Comunit\u00e0 ebraica di Genova e Don Gianfranco Calabrese, Vicario episcopale. Le relazioni sono state intervallate dai canti del Coro Shlomot.<\/p>\n<p>La sinagoga \u00e8 per la comunit\u00e0 ebraica un luogo di incontro, di studio e di preghiera; questa sinagoga rappresenta anche la storia secolare della comunit\u00e0 ebraica a Genova, con i suoi eventi lieti e tragici. \u00c8 stata costruita nel 1935, alla fine di un periodo in cui la comunit\u00e0 genovese si era sviluppata anche per l&#8217;afflusso di persone da altre parti d&#8217;Italia e dall&#8217;estero.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio \u00e8 orientato verso Gerusalemme, il luogo sacro dell&#8217;antico tempio. La parte pi\u00f9 sacra \u00e8 l&#8217;Arca Santa, che contiene i rotoli della Torah (si tratta di un grande portale addossato alla parete di fondo (il pavimento rialzato di quell\u2019area ricorda il presbiterio delle chiese cattoliche). Il portale \u00e8 coperto da una cortina, una tenda con decorazioni simboliche. Questa in particolare mostra nella parte alta il Tempio, al centro il candelabro e in basso la Lanterna e vuole esprimere il legame ideale tra Genova e Gerusalemme.<\/p>\n<p>Molte delle decorazioni dell&#8217;edificio sono dovute al compianto artista genovese Emanuele Luzzati.<\/p>\n<p>Davanti all&#8217;Arca si trova il lume sacro (una lampada che pende dal soffitto). Nel complesso l&#8217;edificio \u00e8 una grande sala a pianta centrale, molto alta di soffitto, con due ordini di loggiati superiori. Sulle balaustre dei loggiati sono scritte delle frasi tratte dai Salmi e dai Profeti.<\/p>\n<p>I canti eseguiti dal Coro Shlomot erano tratti dal repertorio tradizionale della comunit\u00e0 ebraica sefardita (gli Ebrei che erano residenti in Spagna). La direttrice del coro ha specificato che sono in una lingua che assomiglia allo spagnolo.<\/p>\n<p>Nel suo intervento, il Rabbino Momigliano in relazione al tema dell\u2019incontro ha presentato alcuni modi in cui i maestri della Tradizione ebraica di epoche diverse hanno intepretato il versetto e il passo biblico in cui \u00e8 inserito, cio\u00e8 il passo dove\u00a0 Dio dice ad Abramo di lasciare la sua terra.<\/p>\n<p>&#8220;Il Signore disse ad Abram: \u00abVattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicher\u00f2. Far\u00f2 di te un grande popolo e ti benedir\u00f2, render\u00f2 grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedir\u00f2 coloro che ti benediranno e maledir\u00f2 chi ti maledir\u00e0, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra.\u00bb&#8221;<\/p>\n<p>Secondo alcuni maestri il Signore parla ad Abramo come risposta ad una sua invocazione. Si narra che Abramo vide un palazzo in fiamme (o in altre versioni un palazzo illuminato) e chiese dove fosse il padrone del palazzo. Abramo osservando il mondo e il caos che lo funesta (o in altre versioni la sua bellezza) si poneva la domanda sul senso, e Dio, che risponde a chi lo cerca, gli parl\u00f2.<\/p>\n<p>Alcuni maestri pongono l\u2019accento sul comando &#8220;Vattene&#8221;. \u00c8 lo stesso di quando Dio gli dir\u00e0 &#8220;Vattene nel territorio di Moria&#8221; per sacrificare il figlio Isacco. Andarsene significa staccarsi da una vita passata per iniziarne una nuova. Il Signore instaura con Abramo un dialogo e da l\u00ec un nuovo progetto per il mondo.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra similitudine usata dai maestri \u00e8 che Abramo in Mesopotamia era come una boccetta di profumo sigillata. Spostandosi nel mondo, il profumo si \u00e8 sparso. La frase &#8220;far\u00f2 di te una grande nazione&#8221; non intende tanto il numero, quanto la relazione privilegiata con Dio per avere ricevuto la Torah. Un &#8220;grande&#8221; popolo come &#8220;grande&#8221; \u00e8\u00a0 il nome del Signore. Alcuni maestri notano come &#8220;benediro&#8217; coloro che ti benediranno&#8221; \u00e8\u00a0 plurale, mentre &#8220;malediro&#8217; chi ti maledir\u00e0&#8221; \u00e8\u00a0 singolare. La maggioranza dell&#8217;umanit\u00e0 riconosce la grandezza di Abramo.<\/p>\n<p>&#8220;Si benediranno in te tutte le famiglie della terra&#8221; significa che il fine per cui il Signore dice ad Abramo di mettersi in viaggio \u00e8 per diventare uno strumento di benedizione per i popoli, che saranno benedetti per mezzo di lui e della sua discendenza. Questo \u00e8 ribadito ad Abramo pi\u00f9 volte ed anche agli altri patriarchi.<\/p>\n<p>La strada che Abramo, scelto e chiamato da Dio, intraprende \u00e8 un percorso particolare che separa e diversifica il popolo ebraico dagli altri, ma per un fine universale.<\/p>\n<p>Adamo viene mandato da Dio in esilio, Abramo va in esilio per incontrare Dio. Diversamente da Adamo, Abramo ascolta e obbedendo alla volont\u00e0 divina si assume una responsabilit\u00e0 per se stesso e per gli altri.<\/p>\n<p>L&#8217;argomento della seconda <a href=\"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/ecumenismo\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2026\/01\/260115audio_giornata_ebraicocristiana.mp3\"><strong>relazione, di don Gianfranco Calabrese<\/strong><\/a>, Vicario episcopale, muoveva dalla dichiarazione Nostra Aetate\u00a0 del Concilio Vaticano II, che 60 anni fa ha inaugurato una svolta nei rapporti della Chiesa con l&#8217;Ebraismo.<\/p>\n<p>Don Calabrese ha iniziato raccontando di quella volta in cui, da seminarista, capit\u00f2\u00a0 davanti alla sinagoga e, avendo seguito un corso di ebraico, cercava di leggere la frase sul fronte dell&#8217;edificio; ad un tratto pass\u00f2 un ragazzino che gliela lesse velocemente.<\/p>\n<p>Si \u00e8 rallegrato di poter svolgere questo incontro dell&#8217;amicizia ebraico-cristiana in sinagoga. I semi piantati sessant&#8217;anni fa dal Concilio Vaticano II, adesso sono sbocciati. Come ha detto anche Papa Leone, vanno coltivati con rispetto e cura vicendevole, perch\u00e9 diventino degli alberi.<\/p>\n<p>Don Calabrese ha portato all&#8217;attenzione tre parole che compaiono nella Bibbia e nel numero 4 della Nostra Aetate.<\/p>\n<p>La prima parola \u00e8 &#8220;Pace&#8221;. Questa parola, che compare nell&#8217;Antico Testamento 237 volte, ha un significato profondo. Pace non significa semplicemente assenza di guerra. Come disse nel XVII secolo il filosofo ebreo Spinoza, \u00e8 una virt\u00f9, uno stato d&#8217;animo che dispone a benevolenza, giustizia e fiducia. La pace \u00e8 un dono messianico. Se Dio non converte il cuore dell&#8217;uomo, non potr\u00e0 vedere nel prossimo un fratello e fare la pace.<\/p>\n<p>La seconda parola \u00e8 &#8220;Pasqua&#8221; o &#8220;passaggio&#8221;. Dio passa. Dobbiamo vedere noi oggi il passaggio di Dio che ci salva, per poter essere uomini e donne di speranza, per alzarci in piedi e partire.<\/p>\n<p>La terza parola \u00e8 &#8220;Alleanza&#8221;. Non siamo soli, Dio \u00e8 nostro alleato, non dobbiamo cercare altri alleati.<\/p>\n<p>La Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato delle schede per conoscere l&#8217;ebraismo, preparate in collaborazione con l\u2019Unione delle Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane \u2013 UCEI e disponibili sul sito web della Cei.<\/p>\n<p>In conclusione \u00e8 stato letto &#8211; dal Rabbino in ebraico e da don Calabrese in italiano &#8211; il Salmo 8. Infine, a conclusion dell\u2019incontro, il Coro ha intonato un allegro Alleluia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Paola Magillo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 15 gennaio nella Sinagoga di Genova \u00e8 stata celebrata la Giornata dell\u2019amicizia ebraico-cristiana con un incontro sul tema \u201cIn te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (Gen 12,3)\u201d. I Relatori dell\u2019incontro sono stati Giuseppe Momigliano, Rabbino Capo della Comunit\u00e0 ebraica di Genova e Don Gianfranco Calabrese, Vicario episcopale. 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