{"id":149,"date":"2014-01-23T14:19:00","date_gmt":"2014-01-23T13:19:00","guid":{"rendered":"http:\/\/cultura.chiesadigenova.it\/2014\/01\/23\/cattedrale-aperta-le-domande-sulle-origini-6-11-2013\/"},"modified":"2019-04-18T17:52:00","modified_gmt":"2019-04-18T15:52:00","slug":"cattedrale-aperta-le-domande-sulle-origini-6-11-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/cultura\/cattedrale-aperta-le-domande-sulle-origini-6-11-2013\/","title":{"rendered":"Cattedrale Aperta: Le domande sulle origini (6\/11\/2013)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Cattedrale Aperta 6\/11\/2013: &#8220;Le domande sulle origini: tra creazione ed evoluzione&#8221;<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Relatori Mons. Fiorenzo Facchini e dott. Roberto Righetto\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00c8 partito il sesto ciclo di conferenze di Cattedrale Aperta con un tema originale, non facile, ma che attraverso le parole del relatore Mons. Fiorenzo Facchini ha assunto contorni pi\u00f9 accessibili per i tanti uditori che sono accorsi in San Lorenzo; creazione, evoluzione, origine dell&#8217;uomo: temi scottanti che ben si inseriscono nell&#8217;obiettivo di far dialogare  scienza e fede, di mostrare come fede e ragione non devono essere in opposizione. Una sfida importante per la cultura cristiana; a introdurre Mons. Facchini e il dottor Roberto Righetto, giornalista, responsabile delle pagine culturali del quotidiano Avvenire, \u00e8 padre Mauro De Gioia, direttore dell&#8217;Ufficio Cultura diocesano, che cura l&#8217;organizzazione di Cattedrale Aperta. Padre De Gioia ha voluto sottolineare un altro obiettivo fondamentale di questa iniziativa culturale, fortemente voluta dal Cardinale Bagnasco: non cadere nella tentazione di intendere la cultura cristiana come &#8216;specializzata&#8217; in alcuni ambiti specifici: &#8220;La fede illumina la materia, confida nel suo ordine, lo sguardo della scienza riceve un beneficio dalla fede, invita alla meraviglia, la fede allarga gli orizzonti della ragione&#8221; &#8211; ha affermato padre De Gioia introducendo il relatore e il suo intervistatore.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;incontro si \u00e8 svolto in forma di intervista; punto di partenza della riflessione due discorsi di Giovanni Paolo II, ricordati dal dott. Righetto: il primo del 1985, pronunciato ai partecipanti al simposio internazionale su &#8216;Fede cristiana e teoria dell&#8217;evoluzione&#8217; e il secondo del 1996 pronunciato alla Pontificia Accademia delle Scienze. Mons. Facchini ha risposto sottolineando innanzitutto l&#8217;importanza di entrambi nel dibattito su creazione e evoluzione degli ultimi anni. Nel primo in particolare emerge l&#8217;idea di come l&#8217;evoluzione esiga gi\u00e0 un atto creativo di Dio e di come l&#8217;evoluzione prolunghi e renda presente la creazione: Giovanni Paolo II, infatti, prospetta infatti la &#8216;creatio continua&#8217;, un prolungamento del tempo della creazione, un&#8217;evoluzione che rende visibile la creazione in tutte le sue potenzialit\u00e0. Il secondo, afferma che l&#8217;evoluzione non deve esser considerata soltanto un&#8217;ipotesi, ma semmai una teoria scientifica. Resta fermo comunque il punto che lo spirito dell&#8217;uomo non pu\u00f2 essere ricondotto a pura materia e che bisogna guardarsi da interpretazioni sbagliate e strumentali delle teorie darwiniane.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Anche Benedetto XVI \u00e8 intervenuto in varie occasioni su questo tema, insistendo sul fatto che la natura esprime un linguaggio di Dio creatore, che si comunica all&#8217;uomo attraverso il linguaggio della creazione e della Sacra Scrittura. Come il concetto centrale di progetto di Dio sulla creazione, che si oppone alla concezione di un universo sviluppatosi all&#8217;insegna della casualit\u00e0. Particolarmente interessante la riflessione di Mons. Facchini sulla difficolt\u00e0 di porre domande sull&#8217;origine dell&#8217;uomo e sul rapporto tra scienza e fede; spesso nascono degli equivoci su questi temi perch\u00e9 si pretende di dare risposte su argomenti che non sono attinenti il proprio orizzonte di studio: &#8220;Le domande sull&#8217;origine dell&#8217;uomo possono essere tante, ma bisogna fare quelle giuste&#8221; &#8211; ha affermato Mons. Facchini; la verit\u00e0, infatti, si raggiunge soltanto attraverso la complementarit\u00e0 tra scienza e fede, attraverso il rispetto dei loro ambiti specifici. I quesiti riguardano il tempo e la modalit\u00e0 di formazione dell&#8217;universo competono alla scienza, mentre quelle sul significato e il senso dell&#8217;universo e della vita competono alla fede: sono risposte che possono essere raggiunte soltanto attraverso il ragionamento della teologia e della rivelazione. Ma nella creazione i credenti e i cristiani non possono certo rinunciare a una visione impostata sul progetto di Dio; Righetto ha sollecitato Mons. Facchini sull&#8217;argomento facendo riferimento alla teoria del progetto cosiddetto &#8216;intelligente&#8217; nata in ambiente americano: \u00e8 stato messo da parte il creazionismo puro, ovvero lo sviluppo della vita e dell&#8217;universo cos\u00ec come lo racconta la Sacra Scrittura, a favore di una concezione che concilia evoluzione e creazione: parte dall&#8217;idea che le strutture complesse non si possono formare per processi naturali, ma richiedono interventi esterni, che vengono facilmente identificati con la presenza di un Dio. Ma secondo Mons. Facchini \u00e8 una forzatura, una posizione che crea soltanto confusione: non si pu\u00f2, infatti, procedere a ritroso creando una causa &#8216;ad hoc&#8217;: \u00e8 preferibile, infatti, che la scienza, anche se non \u00e8 in grado di dare risposte certe, progredisca nelle sue conoscenze perch\u00e9 si rischia di non rispettare l&#8217;autonomia della scienza stessa, principio affermato nella costituzione dogmatica Gaudium et spes del Concilio Vaticano II. Ma allora il progetto di Dio sulla creazione si manifesta soltanto attraverso la fede oppure anche in ambito scientifico?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Mons. Facchini ha citato a questo proposito il celebre discorso pronunciato a Ratisbona da Benedetto XVI: egli afferm\u00f2 che nella materia pu\u00f2 essere riconosciuta una razionalit\u00e0 scientifica che ad esempio alcuni scienziati riconoscono nella sintonia delle forze della natura; esiste un principio finalistico riconoscibile nel rapporto tra organo e la sua funzione, tra informazione genetica e fenotipo, per citare alcuni casi. Ma la teoria darwiniana ha introdotto un principio pericoloso, ovvero quello della causalit\u00e0, &#8220;che per\u00f2 &#8211; ha affermato Mons. Facchini &#8211; non \u00e8 poi cos\u00ec certa, perch\u00e9 ad esempio la biologia dello sviluppo ha mostrato come i geni regolatori di funzioni si possono ripetere nel corso dell&#8217;evoluzione, non \u00e8 poi tutto cos\u00ec casuale&#8230; \u00c8 una teoria che andrebbe integrata e a dirlo sono anche dei darwiniani convinti. Il discorso di un finalismo generale di tutta l&#8217;evoluzione, dello sviluppo del cosmo e della vita viene ritenuto da molti una concezione pi\u00f9 filosofica, che come tale non \u00e8 dimostrabile come i metodi delle scienze empiriche. Ma la fede mi dice di pi\u00f9, mi parla di un progetto di Dio sulla creazione, non spetta alla fede e alla teologia dire come: come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica, Dio agisce per mezzo delle cause secondo, cio\u00e8 attraverso fattori della natura, senza che debba intervenire di tanto in tanto a canalizzare le cose. Il progetto di Dio non si esaurisce nell&#8217;ordine terreno e viene quindi incontro al difficile rapporto dell&#8217;uomo con il male, la sofferenza, la morte e sofferenza che Darwin sentiva come una contraddizione al bello. Sollecitato ancora da un riferimento del dott. Righetto al teologo Pierre Teilhard de Chardin, Mons. Facchini ha sottolineato come egli consideri l&#8217;evoluzione una preparazione al futuro dell&#8217;uomo che sbocca quindi al fine della storia inteso come storia di salvezza. La sua visione dell&#8217;evoluzione \u00e8 mistica e molto suggestiva: \u00e8 una crescita di complessit\u00e0 dell&#8217;universo e della vita a partire dai primi istanti dell&#8217;universo, una crescita per\u00f2 di coscienza, un&#8217;energia radicale diversa dai processi biologici e chimici. L&#8217;uomo si fa interprete della realt\u00e0 proprio in forza della coscienza di cui \u00e8 fornito. Il punto finale della storia dell&#8217;universo coincide con la visione del cristo capitolatore, intreccio tra visione scientifica e evolutiva.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Temi complessi, ma affascinanti che non possono esaurirsi in una riflessione di un po\u00bf pi\u00f9 di un\u00bfora, ma che sicuramente ha creato curiosit\u00e0 tra gli uditori grazie anche alla passione di Mons. Facchini e la competenza del dott. Righetto.<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"><strong>Laura Ferrero<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Cattedrale Aperta 6\/11\/2013: &#8220;Le domande sulle origini: tra creazione ed evoluzione&#8221; \u00a0 Relatori Mons. Fiorenzo Facchini e dott. Roberto Righetto\u00a0 \u00a0 \u00c8 partito il sesto ciclo di conferenze di Cattedrale Aperta con un tema originale, non facile, ma che attraverso le parole del relatore Mons. 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