{"id":857,"date":"2025-11-19T17:30:03","date_gmt":"2025-11-19T16:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/?p=857"},"modified":"2025-11-19T15:00:11","modified_gmt":"2025-11-19T14:00:11","slug":"inaugurata-al-museo-diocesano-la-mostra-sacropop-la-quasi-oliva-speciosa-in-campis-di-nicolo-barabino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/inaugurata-al-museo-diocesano-la-mostra-sacropop-la-quasi-oliva-speciosa-in-campis-di-nicolo-barabino\/","title":{"rendered":"Inaugurata al Museo Diocesano la mostra &#8220;Sacro&#038;Pop. La &#8220;Quasi oliva speciosa in campis&#8221; di Nicol\u00f2 Barabino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gioved\u00ec 20 novembre<\/strong> \u00e8 stata inaugurata al Museo Diocesano la mostra \u201c<strong>SACRO &amp; POP. La <em>Quasi oliva speciosa in campis<\/em> di Nicol\u00f2 Barabino, capolavoro della pittura dell\u2019Ottocento<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 ospitata negli spazi del Museo Diocesano di Genova (Via Tommaso Reggio 20r \u2013 16123 GENOVA) fino al <strong>23 febbraio 2026<\/strong>: il progetto <strong>fa parte di un\u2019iniziativa pi\u00f9 articolata, coordinata da Leo Lecci (Universit\u00e0 di Genova) e Francesca Serrati per il Comune di Genova, intitolata<\/strong> <strong>\u201cOTTOCENTO SVELATO. RACCONTI DI COLLEZIONI E MUSEI NELLA GENOVA DEL XIX SECOLO\u201d <\/strong>che riunisce diverse iniziative di mostra accomunate dalla volont\u00e0 di far conoscere aspetti meno noti del patrimonio culturale genovese del XIX secolo. All\u2019interno di questo progetto, \u00e8 gi\u00e0 stata aperta al pubblico lo <strong>scorso 10 ottobre<\/strong> a Palazzo Lomellino \u201c<strong>Ottocento al tramonto. Plinio Nomellini a Genova tra modernit\u00e0\u0300 e simbolismo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra \u201c<strong>SACRO &amp; POP. La <em>Quasi oliva speciosa in campis<\/em> di Nicol\u00f2 Barabino, capolavoro della pittura dell\u2019Ottocento<\/strong>\u201d, <strong>organizzata dal Museo Diocesano in collaborazione con la Fondazione San Lorenzo Impresa Sociale<\/strong> e con il <strong><u>patrocinio di Regione Liguria<\/u><\/strong>, vuole portare all\u2019attenzione del pubblico l\u2019opera di <strong>Nicol\u00f2 Barabino (1832-1891)<\/strong>, protagonista di primissimo piano della pittura italiana del secondo Ottocento.<\/p>\n<p><strong>Nicol\u00f2 Barabino. La Madonna con Bambino<\/strong><\/p>\n<p>Formatosi a Genova, presso l\u2019Accademia Ligustica di Belle Arti e poi a Firenze, dove ha abitato fino alla morte, l&#8217;artista si \u00e8 cimentato principalmente in grandi composizioni ad affresco o su tela destinate a chiese e nuovi palazzi pubblici oppure edifici appartenenti alla borghesia delle imprese e dei commerci, alcune delle quali purtroppo oggi perdute.<\/p>\n<p>L&#8217;opera che rappresenta in modo emblematico la pittura di Barabino e che gode tuttora di maggiore popolarit\u00e0 mediatica \u00e8 la grande <strong><em>Madonna con Bambino<\/em><\/strong> recante il titolo di <strong><em>Quasi oliva speciosa in campis,<\/em><\/strong> eseguita per la chiesa di Santa Maria della Cella in Sampierdarena (citt\u00e0 natale dell&#8217;artista). Il dipinto fu presentato alla <strong>Esposizione Nazionale di Venezia del 1887<\/strong>, dove, notato dalla regina Margherita di Savoia, fu acquistato e collocato nella camera da letto della sovrana presso la Villa Reale di Monza.<\/p>\n<p>Barabino dovette cos\u00ec realizzare per la chiesa di Sampierdarena una replica cui apport\u00f2 significative varianti, specie nella scelta degli elementi di contorno, sostituendo tra l&#8217;altro la presenza di simboliche arance con ricche fronde di ulivo, da cui deriv\u00f2 la popolare definizione di <strong><em>Madonna dell\u2019ulivo<\/em><\/strong> con cui l&#8217;opera \u00e8 anche conosciuta.<\/p>\n<p>Riecheggiante modelli puristi in parallelo alla altrettanto auto-rappresentativa <em>Madonna delle rose<\/em> (1872) del collega e amico Domenico Morelli, la composizione prosegue una ricerca sul tema della <em>Vergine con il Bambino<\/em> cui il pittore si dedica fin dai suoi esordi con la <strong><em>Consolatrix Afflictorum<\/em><\/strong> (1859) eseguita per la cappella dell&#8217;Ospedale San Paolo di Savona e oggi in deposito presso la Pinacoteca Civica di Savona.<\/p>\n<p>Un altro passo importante fu la commissione per l\u2019ancor pi\u00f9 complessa <strong><em>Madonna del Rosario<\/em><\/strong> destinata alla basilica di Santa Maria Immacolata in Genova. Ma Barabino realizz\u00f2 ulteriori repliche, per esempio nel <strong>piccolo trittico acquistato dal banchiere genovese Luigi Rossi<\/strong>, stimolando anche altri artisti come lo scultore <u>Giulio Monteverde<\/u> che rielabor\u00f2 la <em>Quasi oliva<\/em> nel gruppo marmoreo scolpito per la tomba di Domenico Balduino a Staglieno.<\/p>\n<p><strong>Una straordinaria divulgazione di immagini<\/strong><\/p>\n<p>Grazie alla sua eccezionale capacit\u00e0 di rappresentare un prototipo colto e classicheggiante in maniera immediata e accattivante, le due versioni principali della pala furono da subito oggetto di una divulgazione di immagine straordinaria, innanzitutto attraverso la fotografia e poi mediante la sua riproduzione in oggetti finalizzati a una devozione domestica trasversale rispetto ai ceti: copie di artisti dilettanti, disegni, stampe, immaginette, finti arazzi e stendardi, sbalzi metallici, statuine in maiolica policroma tra cui quelle della celebre <strong>manifattura Minghetti di Bologna<\/strong>. Una produzione di oggettistica di \u201cconsumo pop\u201d che anticipa strategie mediatiche e commerciali tipiche dei nostri giorni.<\/p>\n<p><strong>La mostra, curata da Lilli Ghio, Paola Martini, Caterina Olcese Spingardi, Sergio Rebora<\/strong> intende presentare a un vasto pubblico<strong> negli spazi del Museo Diocesano di Genova la versione superstite della <em>Quasi oliva speciosa in campis<\/em><\/strong> valorizzandone gli aspetti culturali senza trascurare quelli di culto e contestualizzandola nell&#8217;ambito della lunga e impegnativa ricerca di Barabino sul tema inserendola in un percorso che, partendo dalla <em>Consolatrix Afflictorum<\/em> e passando attraverso la <em>Madonna del Rosario<\/em> dell&#8217;Immacolata (rappresentata dal prezioso modelletto conservato alla Galleria d&#8217;Arte Moderna di Genova) culmina nella replica privata del trittico Rossi, nella raffinata <em>Charitas<\/em> ora (LA Galleria BPER), e nella rielaborazione proposta da Monteverde nella tomba Balduino, di cui sar\u00e0 esposto il bozzetto (Musei di Nervi \u2013 GAM).<\/p>\n<p>Altri importanti opere sono state messe a disposizione da prestatori privati e saranno l\u2019occasione di mostrare al pubblico dipinti e manufatti ceramici di grande raffinatezza.<\/p>\n<p>A parte, in chiusura di mostra sar\u00e0 inoltre riservato spazio <strong>alla \u201coggettistica\u201d POP<\/strong> prodotta dalla fortuna visiva dell&#8217;opera.<\/p>\n<p><strong>Una mostra \u201cpartecipata\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Sulla base della vasta diffusione di quest\u2019immagine, il Museo dar\u00e0 il \u201cvia\u201d ad un parte di <strong>\u201cmostra partecipata\u201d<\/strong>: chiunque conservi in casa, tra i ricordi dei nonni o nelle soffitte un\u2019immagine della <em>Quasi oliva <\/em>sar\u00e0 invitato a comunicarlo al Museo, inviando una mail a <a href=\"mailto:info@museodiocesanogenova.it\">info@museodiocesanogenova.it<\/a> con i dati dell\u2019opera (materiale, misure), un\u2019immagine e se possibile un pensiero, un ricordo che dia significato all\u2019oggetto all\u2019interno delle proprie memorie famigliari.<\/p>\n<p>Tutti questi oggetti saranno presenti in mostra all\u2019interno di un video, destinato ad arricchirsi di versioni di questa famosa immagine e dei legami di affetto che verso di essa custodivano i suoi possessori.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 organizzata in <strong><u>la collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che ha messo a disposizione il lavoro di suoi funzionari e tecnici.<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Sponsor<\/strong><\/p>\n<p><strong>CAMERA DI COMMERCIO DI GENOVA<\/strong><\/p>\n<p><strong>BPER BANCA<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONDAZIONE FRIENDS OF GENOA<\/strong><\/p>\n<p><strong>COOP LIGURIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>FABRIZIO BORDO SAS.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il catalogo<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato realizzato <strong>un catalogo della mostra<\/strong> grazie anche al sostegno di <strong>SOROPTIMIST INTERNATIONAL D\u2019ITALIA CLUB GENOVA<\/strong> a cura di Lilli Ghio, Paola Martini, Caterina Olcese, Sergio Rebora e con la collaborazione di Annarita Bruno, edito da <strong>SAGEP<\/strong> e in vendita presso il bookshop del Museo (Euro 15.00).<\/p>\n<p><strong>Info e orari<\/strong><\/p>\n<p>La mostra \u00e8 aperta al pubblico in orario di museo (<a href=\"http:\/\/www.museodiocesanogenova.it\">www.museodiocesanogenova.it<\/a>) e visitabile tramite acquisto del biglietto d\u2019ingresso (8 Euro, 6 Euro per ridotti e associazioni; <u>biglietti cumulativi speciali per iniziative collaterali<\/u>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INIZIATIVE COLLATERALI<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 in preparazione un calendario di visite guidate e diverse iniziative collaterali, come spunto alla visita della mostra e alla valorizzazione delle opere in essa presentate.<\/p>\n<p>A partire da <strong>gennaio 2026<\/strong>, grazie alla disponibilit\u00e0 dell\u2019Ente proprietario FILSE (Finanziaria per lo sviluppo economico della Regione Liguria), sar\u00e0 <strong><u>eccezionalmente aperto al pubblico Palazzo Celesia (Via Assarotti, 40)<\/u><\/strong> ornato al piano terra e al primo nobile da affreschi di Niccol\u00f2 Barabino.<\/p>\n<p>Grazie alla disponibilit\u00e0 dei proprietari il pubblico del Museo Diocesano potr\u00e0 visitare anche le magnifiche sale del <strong><u>Palazzo Orsini (Via Roma, 8),<\/u><\/strong> gi\u00e0 appartenuto al senatore Tito Orsini e considerato uno dei pi\u00f9 bei palazzi genovesi della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e affrescato da Nicol\u00f2 Barabino.<\/p>\n<p>Saranno inoltre organizzate visite guidate alla collezione La Galleria BPER e alla Basilica dell\u2019Immacolata dove ammirare non solo il trittico dell\u2019artista con la Madonna del Rosario ma salire sugli scenografici matronei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Museo Diocesano<\/strong><\/p>\n<p>Via T. Reggio 20r<\/p>\n<p>16123 Genova<\/p>\n<p>Tel 010 2475127 \u2013 <a href=\"mailto:info@museodiocesanogenova.it\">info@museodiocesanogenova.it<\/a><\/p>\n<p>www.museodiocesanogenova.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 20 novembre \u00e8 stata inaugurata al Museo Diocesano la mostra \u201cSACRO &amp; POP. La Quasi oliva speciosa in campis di Nicol\u00f2 Barabino, capolavoro della pittura dell\u2019Ottocento\u201d. La mostra sar\u00e0 ospitata negli spazi del Museo Diocesano di Genova (Via Tommaso Reggio 20r \u2013 16123 GENOVA) fino al 23 febbraio 2026: il progetto fa parte di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":858,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-857","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=857"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/857\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":859,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/857\/revisions\/859"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/media\/858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}