{"id":74,"date":"2020-01-24T14:25:02","date_gmt":"2020-01-24T13:25:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/?p=74"},"modified":"2020-01-24T14:25:02","modified_gmt":"2020-01-24T13:25:02","slug":"messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2020\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2020"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b><i><span style=\"color: #663300;font-size: large\">MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nPER LA 54ma GIORNATA MONDIALE<br \/>\nDELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\"><b><i>\u201cPerch\u00e9 tu possa raccontare e fissare nella memoria\u201d (Es 10,2).<br \/>\nLa vita si fa storia.<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Desidero dedicare il\u00a0<i>Messaggio<\/i>\u00a0di quest\u2019anno al tema della narrazione, perch\u00e9 credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verit\u00e0 delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme. Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l\u2019intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri.<\/p>\n<p><b>1. Tessere storie<\/b><\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 un essere narrante. Fin da piccoli abbiamo fame di storie come abbiamo fame di cibo. Che siano in forma di fiabe, di romanzi, di film, di canzoni, di notizie\u2026, le storie influenzano la nostra vita, anche se non ne siamo consapevoli. Spesso decidiamo che cosa sia giusto o sbagliato in base ai personaggi e alle storie che abbiamo assimilato. I racconti ci segnano, plasmano le nostre convinzioni e i nostri comportamenti, possono aiutarci a capire e a dire chi siamo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo non \u00e8 solo l\u2019unico essere che ha bisogno di abiti per coprire la propria vulnerabilit\u00e0 (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a03,21), ma \u00e8 anche l\u2019unico che ha bisogno di raccontarsi, di \u201crivestirsi\u201d di storie per custodire la propria vita. Non tessiamo solo abiti, ma anche racconti: infatti, la capacit\u00e0 umana di \u201ctessere\u201d conduce sia ai\u00a0<i>tessuti<\/i>, sia ai\u00a0<i>testi<\/i>. Le storie di ogni tempo hanno un \u201ctelaio\u201d comune: la struttura prevede degli \u201ceroi\u201d, anche quotidiani, che per inseguire un sogno affrontano situazioni difficili, combattono il male sospinti da una forza che li rende coraggiosi, quella dell\u2019amore. Immergendoci nelle storie, possiamo ritrovare motivazioni eroiche per affrontare le sfide della vita.<\/p>\n<p>L\u2019uomo \u00e8 un essere narrante perch\u00e9 \u00e8 un essere in divenire, che si scopre e si arricchisce nelle trame dei suoi giorni. Ma, fin dagli inizi, il nostro racconto \u00e8 minacciato: nella storia serpeggia il male.<\/p>\n<p><b>2. Non tutte le storie sono buone<\/b><\/p>\n<p>\u00abSe mangerai, diventerai come Dio\u00bb (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a03,4): la tentazione del serpente inserisce nella trama della storia un nodo duro da sciogliere. \u201cSe possederai, diventerai, raggiungerai\u2026\u201d, sussurra ancora oggi chi si serve del cosiddetto\u00a0<i>storytelling<\/i>\u00a0per scopi strumentali. Quante storie ci narcotizzano, convincendoci che per essere felici abbiamo continuamente bisogno di avere, di possedere, di consumare. Quasi non ci accorgiamo di quanto diventiamo avidi di chiacchiere e di pettegolezzi, di quanta violenza e falsit\u00e0 consumiamo. Spesso sui telai della comunicazione, anzich\u00e9 racconti costruttivi, che sono un collante dei legami sociali e del tessuto culturale,si producono storie distruttive e provocatorie, che logorano e spezzano i fili fragili della convivenza. Mettendo insieme informazioni non verificate, ripetendo discorsi banali e falsamentepersuasivi, colpendo con proclami di odio, non si tesse la storia umana, ma si spoglia l\u2019uomo di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma mentre le storie usate\u00a0a fini strumentali e di potere hanno vita breve, una buona storia \u00e8 in grado di travalicare i confini dello spazio e del tempo. A distanza di secoli rimane attuale, perch\u00e9 nutre la vita.<\/p>\n<p>In un\u2019epoca in cui la falsificazione si rivela sempre pi\u00f9 sofisticata,\u00a0 raggiungendo\u00a0livelli esponenziali (il\u00a0<i>deepfake<\/i>),\u00a0abbiamo bisogno di sapienza per accogliere e creare racconti belli, veri e buoni.\u00a0Abbiamo bisogno di coraggio per respingere quelli falsi e malvagi. Abbiamo bisogno di pazienza e discernimento per riscoprire storie che ci aiutino a non perdere il filo tra le tante lacerazioni dell\u2019oggi; storie che riportino alla luce la verit\u00e0 di quel che siamo, anche nell\u2019eroicit\u00e0 ignorata del quotidiano.<\/p>\n<p><b>3. La\u00a0<i>Storia delle storie<\/i><\/b><\/p>\n<p>La Sacra Scrittura \u00e8 una\u00a0<i>Storia di storie<\/i>. Quante vicende, popoli, persone ci presenta! Essa ci mostra fin dall\u2019inizio un Dio che \u00e8 creatore e nello stesso tempo narratore. Egli infatti pronuncia la sua Parola e le cose esistono (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a01). Attraverso il suo narrare Dio chiama alla vita le cose e, al culmine, crea l\u2019uomo e la donna come suoi liberi interlocutori, generatori di storia insieme a Lui. In un Salmo, la creatura racconta al Creatore: \u00abSei tu che hai formato i miei reni e mi hai\u00a0<i>tessuto<\/i>\u00a0nel seno di mia madre. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una\u00a0<i>meraviglia stupenda<\/i>\u00a0[\u2026]. Non ti erano nascoste le mie ossa, quando venivo formato nel segreto,\u00a0<i>ricamato<\/i>\u00a0nelle profondit\u00e0 della terra\u00bb (139,13-15). Non siamo nati compiuti, ma abbiamo bisogno di essere costantemente \u201ctessuti\u201d e \u201cricamati\u201d. La vita ci \u00e8 stata donata come invito a continuare a tessere quella \u201cmeraviglia stupenda\u201d che siamo.<\/p>\n<p>In questo senso la Bibbia \u00e8 la grande storia d\u2019amore tra Dio e l\u2019umanit\u00e0. Al centro c\u2019\u00e8 Ges\u00f9: la sua storia porta a compimento l\u2019amore di Dio per l\u2019uomo e al tempo stesso la storia d\u2019amore dell\u2019uomo per Dio. L\u2019uomo sar\u00e0 cos\u00ec chiamato, di generazione in generazione, a\u00a0<i>raccontare e fissare nella memoria<\/i>\u00a0gli episodi pi\u00f9 significativi di questa\u00a0<i>Storia di storie<\/i>, quelli capaci di comunicare il senso di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>Il titolo di questo\u00a0<i>Messaggio<\/i>\u00a0\u00e8 tratto dal libro dell\u2019Esodo, racconto biblico fondamentale che vede Dio intervenire nella storia del suo popolo. Infatti, quando i figli d\u2019Israele schiavizzati gridano a Lui, Dio ascolta e si ricorda: \u00abDio\u00a0<i>si ricord\u00f2<\/i>\u00a0della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe. Dio guard\u00f2 la condizione degli Israeliti, Dio se ne diede pensiero\u00bb (<i>Es<\/i>\u00a02,24-25). Dalla memoria di Dio scaturisce la liberazione dall\u2019oppressione, che avviene attraverso segni e prodigi. \u00c8 a questo punto che il Signore consegna a Mos\u00e8 il senso di tutti questi segni: \u00ab<i>perch\u00e9 tu possa raccontare e fissare nella memoria<\/i>\u00a0di tuo figlio e del figlio di tuo figlio i segni che ho compiuti: cos\u00ec saprete che io sono il Signore!\u00bb (<i>Es<\/i>\u00a010,2). L\u2019esperienza dell\u2019Esodo ci insegna che la conoscenza di Dio si trasmette soprattutto raccontando, di generazione in generazione, come Egli continua a farsi presente. Il Dio della vita si comunica raccontando la vita.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 stesso parlava di Dio non con discorsi astratti, ma con le parabole, brevi narrazioni, tratte dalla vita di tutti i giorni. Qui la vita si fa storia e poi, per l\u2019ascoltatore, la storia si fa vita: quella narrazione entra nella vita di chi l\u2019ascolta e la trasforma.<\/p>\n<p>Anche i Vangeli, non a caso, sono dei racconti. Mentre ci informano su Ges\u00f9, ci \u201cperformano\u201d<a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/papa-francesco_20200124_messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0a Ges\u00f9, ci conformano a Lui: il Vangelo chiede al lettore di partecipare alla stessa fede per condividere la stessa vita. Il Vangelo di Giovanni ci dice che il Narratore per eccellenza \u2013 il Verbo, la Parola \u2013 si \u00e8 fatto narrazione: \u00abIl Figlio unigenito, che \u00e8 Dio ed \u00e8 nel seno del Padre, \u00e8 lui che lo ha\u00a0<i>raccontato<\/i>\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a01,18). Ho usato il termine \u201craccontato\u201d perch\u00e9 l\u2019originale\u00a0<i>exegh\u00e9sato<\/i>\u00a0pu\u00f2 essere tradotto sia \u201crivelato\u201d sia \u201craccontato\u201d. Dio si \u00e8 personalmente intessuto nella nostra umanit\u00e0, dandoci cos\u00ec un nuovo modo di tessere le nostre storie.<\/p>\n<p><b>4. Una storia che si rinnova<\/b><\/p>\n<p>La storia di Cristo non \u00e8 un patrimonio del passato, \u00e8 la nostra storia, sempre attuale. Essa ci mostra che Dio ha preso a cuore l\u2019uomo, la nostra carne, la nostra storia, fino a farsi uomo, carne e storia. Ci dice pure che non esistono storie umane insignificanti o piccole. Dopo che Dio si \u00e8 fatto storia, ogni storia umana \u00e8, in un certo senso, storia divina. Nella storia di ogni uomo il Padre rivede la storia del suo Figlio sceso in terra. Ogni storia umana ha una dignit\u00e0 insopprimibile. Perci\u00f2 l\u2019umanit\u00e0 merita racconti che siano alla sua altezza, a quell\u2019altezza vertiginosa e affascinante alla quale Ges\u00f9 l\u2019ha elevata.<\/p>\n<p>\u00abVoi \u2013 scriveva San Paolo \u2013 siete una lettera di Cristo scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani\u00bb (<i>2 Cor<\/i>\u00a03,3). Lo Spirito Santo, l\u2019amore di Dio, scrive in noi. E scrivendoci dentro fissa in noi il bene, ce lo ricorda.\u00a0<i>Ri-cordare\u00a0<\/i>significa infatti\u00a0<i>portare al cuore<\/i>, \u201cscrivere\u201d sul cuore. Per opera dello Spirito Santo ogni storia, anche quella pi\u00f9 dimenticata, anche quella che sembra scritta sulle righe pi\u00f9 storte, pu\u00f2 diventare ispirata, pu\u00f2 rinascere come capolavoro, diventando un\u2019appendice di Vangelo. Come le\u00a0<i>Confessioni<\/i>\u00a0di Agostino. Come il\u00a0<i>Racconto del Pellegrino<\/i>\u00a0di Ignazio. Come la\u00a0<i>Storia di un\u2019anima<\/i>\u00a0di Teresina di Ges\u00f9 Bambino. Come\u00a0<i>i Promessi Sposi<\/i>, come\u00a0<i>I fratelli Karamazov<\/i>. Come innumerevoli altre storie, che hanno mirabilmente sceneggiato l\u2019incontro tra la libert\u00e0 di Dio e quella dell\u2019uomo. Ciascuno di noi conosce diverse storie che profumano di Vangelo, che hanno testimoniato l\u2019Amore che trasforma la vita. Queste storie reclamano di essere condivise, raccontate, fatte vivere in ogni tempo, con ogni linguaggio, con ogni mezzo.<\/p>\n<p><b>5. Una storia che ci rinnova<\/b><\/p>\n<p>In ogni grande racconto entra in gioco il nostro racconto. Mentre leggiamo la Scrittura, le storie dei santi, e anche quei testi che hanno saputo leggere l\u2019anima dell\u2019uomo e portarne alla luce la bellezza, lo Spirito Santo \u00e8 libero di scrivere nel nostro cuore, rinnovando in noi la memoria di quello che siamo agli occhi di Dio. Quando facciamo memoria dell\u2019amore che ci ha creati e salvati, quando immettiamo amore nelle nostre storie quotidiane, quando tessiamo di misericordia le trame dei nostri giorni, allora voltiamo pagina. Non rimaniamo pi\u00f9 annodati ai rimpianti e alle tristezze, legati a una memoria malata che ci imprigiona il cuore ma, aprendoci agli altri, ci apriamo alla visione stessa del Narratore. Raccontare a Dio la nostra storia non \u00e8 mai inutile: anche se la cronaca degli eventi rimane invariata, cambiano il senso e la prospettiva. Raccontarsi al Signore \u00e8 entrare nel suo sguardo di amore compassionevole verso di noi e verso gli altri. A Lui possiamo narrare le storie che viviamo, portare le persone, affidare le situazioni. Con Lui possiamo riannodare il tessuto della vita, ricucendo le rotture e gli strappi. Quanto ne abbiamo bisogno, tutti!<\/p>\n<p>Con lo sguardo del Narratore \u2013 l\u2019unico che ha il punto di vista finale \u2013 ci avviciniamo poi ai protagonisti, ai nostri fratelli e sorelle, attori accanto a noi della storia di oggi. S\u00ec, perch\u00e9 nessuno \u00e8 una comparsa nella scena del mondo e la storia di ognuno \u00e8 aperta a un possibile cambiamento. Anche quando raccontiamo il male, possiamo imparare a lasciare lo spazio alla redenzione, possiamo riconoscere in mezzo al male anche il dinamismo del bene e dargli spazio.<\/p>\n<p>Non si tratta perci\u00f2 di inseguire le logiche dello\u00a0<i>storytelling<\/i>,<i>\u00a0<\/i>n\u00e9 di fare o farsi pubblicit\u00e0, ma di fare memoria di ci\u00f2 che siamo agli occhi di Dio, di testimoniare ci\u00f2 che lo Spirito scrive nei cuori, di rivelare a ciascuno che la sua storia contiene meraviglie stupende. Per poterlo fare, affidiamoci a una donna che ha tessuto l\u2019umanit\u00e0 di Dio nel grembo e, dice il Vangelo, ha tessuto insieme tutto quanto le avveniva. La Vergine Maria tutto infatti ha custodito, meditandolo nel cuore (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a02,19). Chiediamo aiuto a lei, che ha saputo sciogliere i nodi della vita con la forza mite dell\u2019amore:<\/p>\n<p><i>O Maria, donna e madre, tu hai tessuto nel grembo la Parola divina, tu hai narrato con la tua vita le opere magnifiche di Dio. Ascolta le nostre storie, custodiscile nel tuo cuore e fai tue anche quelle storie che nessuno vuole ascoltare. Insegnaci a riconoscere il filo buono che guida la storia. Guarda il cumulo di nodi in cui si \u00e8 aggrovigliata la nostra vita, paralizzando la nostra memoria. Dalle tue mani delicate ogni nodo pu\u00f2 essere sciolto. Donna dello Spirito, madre della fiducia, ispira anche noi. Aiutaci a costruire storie di pace, storie di futuro. E indicaci la via per percorrerle insieme.<\/i><\/p>\n<p>Roma, presso San Giovanni in Laterano, 24 gennaio 2020, Memoria di San Francesco di Sales<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Franciscus<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<p><a title=\"\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/papa-francesco_20200124_messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Cfr Benedetto XVI, Enc.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi.html\">Spe salvi<\/a><\/i>, 2: \u00abIl messaggio cristiano non era solo \u201cinformativo\u201d, ma \u201cperformativo\u201d. Ci\u00f2 significa: il Vangelo non \u00e8 soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma \u00e8 una comunicazione che produce fatti e cambia la vita\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 54ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI &nbsp; \u201cPerch\u00e9 tu possa raccontare e fissare nella memoria\u201d (Es 10,2). 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