{"id":666,"date":"2025-01-29T17:24:06","date_gmt":"2025-01-29T16:24:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/?p=666"},"modified":"2025-01-29T17:24:06","modified_gmt":"2025-01-29T16:24:06","slug":"messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2025\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2025"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo\">\n<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><i><span class=\"title-1-color\">MESSAGGIO\u00a0DI SUA SANTIT\u00c0 PAPA FRANCESCO<br \/>\nPER LA LIX GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><span class=\"color-text\"><i>Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori\u00a0<\/i>(cfr<i>\u00a01Pt\u00a0<\/i>3,15-16)<\/span><br \/>\n<\/b><\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p>In questo nostro tempo segnato dalla disinformazione e dalla polarizzazione, dove pochi centri di potere controllano una massa di dati e di informazioni senza precedenti, mi rivolgo a voi nella consapevolezza di quanto sia necessario \u2013 oggi pi\u00f9 che mai \u2013 il vostro lavoro di giornalisti e comunicatori. C\u2019\u00e8 bisogno del vostro impegno coraggioso nel mettere al centro della comunicazione la responsabilit\u00e0 personale e collettiva verso il prossimo.<\/p>\n<p>Pensando al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/iubilaeum2025\/it.html\">Giubileo<\/a>\u00a0che celebriamo quest\u2019anno come un periodo di grazia in un tempo cos\u00ec travagliato, vorrei con questo mio Messaggio invitarvi ad essere comunicatori di speranza, incominciando da un rinnovamento del vostro lavoro e della vostra missione secondo lo spirito del Vangelo.<\/p>\n<p><i>Disarmare la comunicazione<\/i><\/p>\n<p>Troppo spesso oggi la comunicazione non genera speranza, ma paura e disperazione, pregiudizio e rancore, fanatismo e addirittura odio. Troppe volte essa semplifica la realt\u00e0 per suscitare reazioni istintive; usa la parola come una lama; si serve persino di informazioni false o deformate ad arte per lanciare messaggi destinati a eccitare gli animi, a provocare, a ferire. Ho gi\u00e0 ribadito pi\u00f9 volte la necessit\u00e0 di \u201cdisarmare\u201d la comunicazione, di purificarla dall\u2019aggressivit\u00e0. Non porta mai buoni frutti ridurre la realt\u00e0 a slogan. Vediamo tutti come \u2013 dai\u00a0<i>talk show<\/i>\u00a0televisivi alle guerre verbali sui\u00a0<i>social media<\/i>\u00a0\u2013 rischi di prevalere il paradigma della competizione, della contrapposizione, della volont\u00e0 di dominio e di possesso, della manipolazione dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche un altro fenomeno preoccupante: quello che potremmo definire della \u201cdispersione programmata dell\u2019attenzione\u201d attraverso i sistemi digitali, che, profilandoci secondo le logiche del mercato, modificano la nostra percezione della realt\u00e0. Succede cos\u00ec che assistiamo, spesso impotenti, a una sorta di atomizzazione degli interessi, e questo finisce per minare le basi del nostro essere comunit\u00e0, la capacita\u0300 di lavorare insieme per un bene comune, di ascoltarci, di comprendere le ragioni dell\u2019altro. Sembra allora che individuare un \u201cnemico\u201d contro cui scagliarsi verbalmente sia indispensabile per affermare s\u00e9 stessi. E quando l\u2019altro diventa \u201cnemico\u201d, quando si oscurano il suo volto e la sua dignit\u00e0 per schernirlo e deriderlo, viene meno anche la possibilit\u00e0 di generare speranza. Come ci ha insegnato don Tonino Bello, tutti i conflitti \u00abtrovano la loro radice nella dissolvenza dei volti\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20250124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Non possiamo arrenderci a questa logica.<\/p>\n<p>Sperare, in realt\u00e0, non \u00e8 affatto facile. Diceva Georges Bernanos che \u00absperano soltanto coloro che hanno avuto il coraggio di disperare delle illusioni e delle menzogne, nelle quali trovavano una sicurezza e che scambiavano falsamente per speranza. [\u2026] La speranza \u00e8 un rischio che bisogna correre. \u00c8 il rischio dei rischi\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20250124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. La speranza \u00e8 una virt\u00f9 nascosta, tenace e paziente. Tuttavia, per i cristiani sperare non \u00e8 una scelta opzionale, ma una condizione imprescindibile. Come ricordava\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it.html\">Benedetto XVI<\/a>\u00a0nell\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi.html\">Spe salvi<\/a><\/i>, la speranza non \u00e8 passivo ottimismo ma, al contrario, una virt\u00f9 \u201cperformativa\u201d, capace cio\u00e8 di cambiare la vita: \u00abChi ha speranza vive diversamente; gli \u00e8 stata donata una vita nuova\u00bb (n. 2).<\/p>\n<p><i>Dare ragione con mitezza della speranza che \u00e8 in noi<\/i><\/p>\n<p>Nella Prima Lettera di Pietro (3,15-16) troviamo una sintesi mirabile in cui la speranza viene posta in connessione con la testimonianza e con la comunicazione cristiana: \u00abAdorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che \u00e8 in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto\u00bb. Vorrei soffermarmi su tre messaggi che possiamo trarre da queste parole.<\/p>\n<p>\u00abAdorate il Signore, nei vostri cuori\u00bb: la speranza<b>\u00a0<\/b>dei cristiani ha un volto, il volto del Signore risorto. La sua promessa di essere sempre con noi attraverso il dono dello Spirito Santo ci permette di sperare anche contro ogni speranza e di vedere le briciole di bene nascoste anche quando tutto sembra perduto.<\/p>\n<p>Il secondo messaggio ci chiede di essere pronti a dare ragione della speranza che \u00e8 in noi. \u00c8 interessante notare che l\u2019Apostolo invita a rendere conto della speranza \u00aba chiunque vi domandi\u00bb. I cristiani non sono anzitutto quelli che \u201cparlano\u201d di Dio, ma quelli che riverberano la bellezza del suo amore, un modo nuovo di vivere ogni cosa. \u00c8 l\u2019amore vissuto a suscitare la domanda ed esigere la risposta: perch\u00e9 vivete cos\u00ec? Perch\u00e9 siete cos\u00ec?<\/p>\n<p>Nell\u2019espressione di San Pietro troviamo, infine, un terzo messaggio: la risposta a questa domanda sia data \u00abcon dolcezza e rispetto\u00bb. La comunicazione dei cristiani \u2013 ma direi anche la comunicazione in generale \u2013 dovrebbe essere intessuta di mitezza, di prossimit\u00e0: lo stile dei compagni di strada, seguendo il pi\u00f9 grande Comunicatore di tutti i tempi, Ges\u00f9 di Nazaret, che lungo la strada dialogava con i due discepoli di Emmaus facendo ardere il loro cuore per come interpretava gli avvenimenti alla luce delle Scritture.<\/p>\n<p>Sogno per questo una comunicazione che sappia renderci compagni di strada di tanti nostri fratelli e sorelle, per riaccendere in loro la speranza in un tempo cos\u00ec travagliato. Una comunicazione che sia capace di parlare al cuore, di suscitare non reazioni passionali di chiusura e rabbia, ma atteggiamenti di apertura e amicizia; capace di puntare sulla bellezza e sulla speranza anche nelle situazioni apparentemente pi\u00f9 disperate; di generare impegno, empatia, interesse per gli altri. Una comunicazione che ci aiuti a \u00abriconoscere la dignit\u00e0 di ogni essere umano e [a] prenderci cura insieme della nostra casa comune\u00bb (Lett. enc.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/20241024-enciclica-dilexit-nos.html#217\">Dilexit nos<\/a><\/i>, 217).<\/p>\n<p>Sogno una comunicazione che non venda illusioni o paure, ma sia in grado di dare ragioni per sperare. Martin Luther King ha detto: \u00abSe posso aiutare qualcuno mentre vado avanti, se posso rallegrare qualcuno con una parola o una canzone&#8230; allora la mia vita non sar\u00e0 stata vissuta invano\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20250124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Per fare ci\u00f2 dobbiamo guarire dalle \u201cmalattie\u201d del protagonismo e dell\u2019autoreferenzialit\u00e0, evitare il rischio di parlarci addosso: il buon comunicatore fa s\u00ec che chi ascolta, legge o guarda possa essere partecipe, possa essere vicino, possa ritrovare la parte migliore di s\u00e9 stesso ed entrare con questi atteggiamenti nelle storie raccontate. Comunicare cos\u00ec aiuta a diventare \u201cpellegrini di speranza\u201d, come recita il motto del Giubileo.<\/p>\n<p><i>Sperare insieme<\/i><\/p>\n<p>La speranza e\u0300 sempre un progetto comunitario. Pensiamo per un momento alla grandezza del messaggio di questo anno di grazia: siamo invitati tutti \u2013 davvero tutti! \u2013 a ricominciare, a permettere a Dio di risollevarci, a lasciare che ci abbracci e ci inondi di misericordia. Si intrecciano in tutto questo la dimensione personale e quella comunitaria. Ci si mette in viaggio insieme, si compie il pellegrinaggio con tanti fratelli e sorelle, si attraversa insieme la Porta Santa.<\/p>\n<p>Il Giubileo ha molte implicazioni sociali. Pensiamo ad esempio al messaggio di misericordia e speranza per chi vive nelle carceri, o all\u2019appello alla vicinanza e alla tenerezza verso chi soffre ed \u00e8 ai margini.<\/p>\n<p>Il Giubileo ci ricorda che quanti si fanno operatori di pace \u00absaranno chiamati figli di Dio\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a05,9). E cos\u00ec ci apre alla speranza, ci indica l\u2019esigenza di una comunicazione attenta, mite, riflessiva, capace di indicare vie di dialogo. Vi incoraggio perci\u00f2 a scoprire e raccontare le tante storie di bene nascoste fra le pieghe della cronaca; a imitare i cercatori d\u2019oro, che setacciano instancabilmente la sabbia alla ricerca della minuscola pepita. \u00c8 bello trovare questi semi di speranza e farli conoscere. Aiuta il mondo ad essere un po\u2019 meno sordo al grido degli ultimi, un po\u2019 meno indifferente, un po\u2019 meno chiuso. Sappiate sempre scovare le scintille di bene che ci permettono di sperare. Questa comunicazione pu\u00f2 aiutare a tessere la comunione, a farci sentire meno soli, a riscoprire l\u2019importanza del camminare insieme.<\/p>\n<p><i>Non dimenticare il cuore<\/i><\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, di fronte alle vertiginose conquiste della tecnica, vi invito ad avere cura del vostro cuore, cio\u00e8 della vostra vita interiore. Che cosa significa questo? Vi lascio alcune tracce.<\/p>\n<p>Essere miti e non dimenticare mai il volto dell\u2019altro; parlare al cuore delle donne e degli uomini al servizio dei quali state svolgendo il vostro lavoro.<\/p>\n<p>Non permettere che le reazioni istintive guidino la vostra comunicazione. Seminare sempre speranza, anche quando \u00e8 difficile, anche quando costa, anche quando sembra non portare frutto.<\/p>\n<p>Cercare di praticare una comunicazione che sappia risanare le ferite della nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Dare spazio alla fiducia del cuore che, come un fiore esile ma resistente, non soccombe alle intemperie della vita ma sboccia e cresce nei luoghi pi\u00f9 impensati: nella speranza delle madri che ogni giorno pregano per rivedere i propri figli tornare dalle trincee di un conflitto; nella speranza dei padri che migrano tra mille rischi e peripezie in cerca di un futuro migliore; nella speranza dei bambini che riescono a giocare, sorridere e credere nella vita anche fra le macerie delle guerre e nelle strade povere delle\u00a0<i>favelas<\/i>.<\/p>\n<p>Essere testimoni e promotori di una comunicazione non ostile, che diffonda una cultura della cura, costruisca ponti e penetri nei muri visibili e invisibili del nostro tempo.<\/p>\n<p>Raccontare storie intrise di speranza,\u00a0avendo a cuore il nostro comune destino e scrivendo insieme la storia del nostro futuro.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 potete e possiamo farlo con la grazia di Dio, che il Giubileo ci aiuta a ricevere in abbondanza. Per questo prego e benedico ciascuno di voi e il vostro lavoro.<\/p>\n<p><i>Roma, San Giovanni in Laterano, 24 gennaio 2025, memoria di San Francesco di Sales.<\/i><\/p>\n<p>Francesco<\/p>\n<p>_____________________________________<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20250124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00abLa pace come ricerca del volto\u00bb, in\u00a0<i>Omelie e scritti quaresimali<\/i>, Molfetta 1994, 317.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20250124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Georges Bernanos,\u00a0<i>La libert\u00e9, pour quoi faire?<\/i>, Paris 1995, trad. it. \u201cA che serve questa libert\u00e0\u201d, in\u00a0<i>Lo spirito europeo e il mondo delle macchine<\/i>, Milano 1972, 255-256.<\/p>\n<p><a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20250124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0Sermone\u00a0<i>\u201cThe Drum Major Instinct\u201d<\/i>, 4 febbraio 1968.<\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"content parsys\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO\u00a0DI SUA SANTIT\u00c0 PAPA FRANCESCO PER LA LIX GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori\u00a0(cfr\u00a01Pt\u00a03,15-16) Cari fratelli e sorelle! In questo nostro tempo segnato dalla disinformazione e dalla polarizzazione, dove pochi centri di potere controllano una massa di dati e di informazioni senza precedenti, mi rivolgo a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-666","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-documenti"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=666"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/666\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":667,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/666\/revisions\/667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}