{"id":538,"date":"2024-01-24T15:08:14","date_gmt":"2024-01-24T14:08:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/?p=538"},"modified":"2024-09-25T15:20:24","modified_gmt":"2024-09-25T13:20:24","slug":"messaggio-per-la-giornata-mondiale-delle-comunicazioni-sociali-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-mondiale-delle-comunicazioni-sociali-2024\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2024"},"content":{"rendered":"<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><i><span class=\"title-1-color\">MESSAGGIO\u00a0DI SUA SANTIT\u00c0 PAPA FRANCESCO<br \/>\nPER LA LVIII GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><i>Intelligenza artificiale e sapienza del cuore:<br \/>\nper una comunicazione pienamente umana<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p>L\u2019evoluzione dei sistemi della cosiddetta \u201cintelligenza artificiale\u201d, sulla quale ho gi\u00e0 riflettuto nel recente\u00a0<i>Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace<\/i>, sta modificando in modo radicale anche l\u2019informazione e la comunicazione e, attraverso di esse, alcune basi della convivenza civile. Si tratta di un cambiamento che coinvolge tutti, non solo i professionisti. L\u2019accelerata diffusione di meravigliose invenzioni, il cui funzionamento e le cui potenzialit\u00e0 sono indecifrabili per la maggior parte di noi, suscita uno stupore che oscilla tra entusiasmo e disorientamento e ci pone inevitabilmente davanti a domande di fondo: cosa \u00e8 dunque l\u2019uomo, qual \u00e8 la sua specificit\u00e0 e quale sar\u00e0 il futuro di questa nostra specie chiamata\u00a0<i>homo sapiens<\/i>\u00a0nell\u2019era delle intelligenze artificiali? Come possiamo rimanere pienamente umani e orientare verso il bene il cambiamento culturale in atto?<\/p>\n<p><b>A partire dal cuore<\/b><\/p>\n<p>Innanzitutto conviene sgombrare il terreno dalle letture catastrofiche e dai loro effetti paralizzanti. Gi\u00e0 un secolo fa, riflettendo sulla tecnica e sull\u2019uomo, Romano Guardini invitava a non irrigidirsi contro il \u201cnuovo\u201d nel tentativo di \u00abconservare un bel mondo condannato a sparire\u00bb. Al tempo stesso, per\u00f2, in modo accorato ammoniva profeticamente: \u00abIl nostro posto \u00e8 nel divenire. Noi dobbiamo inserirvici, ciascuno al proprio posto (\u2026), aderendovi onestamente ma rimanendo tuttavia sensibili, con un cuore incorruttibile, a tutto ci\u00f2 che di distruttivo e di non umano \u00e8 in esso\u00bb. E concludeva: \u00abSi tratta, \u00e8 vero, di problemi di natura tecnica, scientifica, politica; ma essi non possono esser risolti se non procedendo dall\u2019uomo. Deve formarsi un nuovo tipo umano, dotato di una pi\u00f9 profonda spiritualit\u00e0, di una libert\u00e0 e di una interiorit\u00e0 nuove\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20240124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>In quest\u2019epoca che rischia di essere ricca di tecnica e povera di umanit\u00e0, la nostra riflessione non pu\u00f2 che partire dal cuore umano\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20240124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Solo dotandoci di uno sguardo spirituale, solo recuperando una sapienza del cuore, possiamo leggere e interpretare la novit\u00e0 del nostro tempo e riscoprire la via per una comunicazione pienamente umana. Il cuore, inteso biblicamente come sede della libert\u00e0 e delle decisioni pi\u00f9 importanti della vita, \u00e8 simbolo di integrit\u00e0, di unit\u00e0, ma evoca anche gli affetti, i desideri, i sogni, ed \u00e8 soprattutto luogo interiore dell\u2019incontro con Dio. La sapienza del cuore \u00e8 perci\u00f2 quella virt\u00f9 che ci permette di tessere insieme il tutto e le parti, le decisioni e le loro conseguenze, le altezze e le fragilit\u00e0, il passato e il futuro, l\u2019io e il noi.<\/p>\n<p>Questa sapienza del cuore si lascia trovare da chi la cerca e si lascia vedere da chi la ama; previene chi la desidera e va in cerca di chi ne \u00e8 degno (cfr\u00a0<i>Sap<\/i>\u00a06,12-16). Sta con chi accetta consigli (cfr\u00a0<i>Pr<\/i>\u00a013,10), con chi ha il cuore docile, un cuore che ascolta (cfr\u00a0<i>1 Re<\/i>\u00a03,9). Essa \u00e8 un dono dello Spirito Santo, che permette di vedere le cose con gli occhi di Dio, di comprendere i nessi, le situazioni, gli avvenimenti e di scoprirne il senso. Senza questa sapienza l\u2019esistenza diventa insipida, perch\u00e9 \u00e8 proprio la sapienza \u2013 la cui radice latina\u00a0<i>sapere\u00a0<\/i>la accomuna al\u00a0<i>sapore<\/i>\u00a0\u2013 a donare gusto alla vita.<\/p>\n<p><b>Opportunit\u00e0 e pericolo<\/b><\/p>\n<p>Non possiamo pretendere questa sapienza dalle macchine. Bench\u00e9 il termine\u00a0<i>intelligenza artificiale<\/i>\u00a0abbia ormai soppiantato quello pi\u00f9 corretto, utilizzato nella letteratura scientifica,\u00a0<i>machine learning<\/i>, l\u2019utilizzo stesso della parola \u201cintelligenza\u201d \u00e8 fuorviante. Le macchine possiedono certamente una capacit\u00e0 smisuratamente maggiore rispetto all\u2019uomo di memorizzare i dati e di correlarli tra loro, ma spetta all\u2019uomo e solo a lui decodificarne il senso. Non si tratta quindi di esigere dalle macchine che sembrino umane. Si tratta piuttosto di svegliare l\u2019uomo dall\u2019ipnosi in cui cade per il suo delirio di onnipotenza, credendosi soggetto totalmente autonomo e autoreferenziale, separato da ogni legame sociale e dimentico della sua creaturalit\u00e0.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, l\u2019uomo da sempre sperimenta di non bastare a s\u00e9 stesso e cerca di superare la propria vulnerabilit\u00e0 servendosi di ogni mezzo. A partire dai primi manufatti preistorici, utilizzati come prolungamenti delle braccia, attraverso i\u00a0<i>media<\/i>\u00a0impiegati come estensione della parola, siamo oggi giunti alle pi\u00f9 sofisticate macchine che agiscono come ausilio del pensiero. Ognuna di queste realt\u00e0 pu\u00f2 per\u00f2 essere contaminata dalla tentazione originaria di diventare\u00a0<i>come<\/i>\u00a0Dio\u00a0<i>senza<\/i>\u00a0Dio (cfr\u00a0<i>Gen<\/i>\u00a03), cio\u00e8 di voler conquistare con le proprie forze ci\u00f2 che andrebbe invece accolto come dono da Dio e vissuto nella relazione con gli altri.<\/p>\n<p>A seconda dell\u2019orientamento del cuore, ogni cosa nelle mani dell\u2019uomo diventa opportunit\u00e0 o pericolo. Il suo stesso corpo, creato per essere luogo di comunicazione e comunione, pu\u00f2 diventare mezzo di aggressivit\u00e0. Allo stesso modo ogni prolungamento tecnico dell\u2019uomo pu\u00f2 essere strumento di servizio amorevole o di dominio ostile. I sistemi di intelligenza artificiale possono contribuire al processo di liberazione dall\u2019ignoranza e facilitare lo scambio di informazioni tra popoli e generazioni diverse. Possono ad esempio rendere raggiungibile e comprensibile un enorme patrimonio di conoscenze scritto in epoche passate o far comunicare le persone in lingue per loro sconosciute. Ma possono al tempo stesso essere strumenti di \u201cinquinamento cognitivo\u201d, di alterazione della realt\u00e0 tramite narrazioni parzialmente o totalmente false eppure credute \u2013 e condivise \u2013 come se fossero vere. Basti pensare al problema della disinformazione che stiamo affrontando da anni nella fattispecie delle\u00a0<i>fake news<\/i>\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20240124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0e che oggi si avvale del\u00a0<i>deep fake<\/i>, cio\u00e8 della creazione e diffusione di immagini che sembrano perfettamente verosimili ma sono false (\u00e8 capitato anche a me di esserne oggetto), o di messaggi audio che usano la voce di una persona dicendo cose che la stessa non ha mai detto. La simulazione, che \u00e8 alla base di questi programmi, pu\u00f2 essere utile in alcuni campi specifici, ma diventa perversa l\u00e0 dove distorce il rapporto con gli altri e la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Della prima ondata di intelligenza artificiale, quella dei\u00a0<i>social media<\/i>, abbiamo gi\u00e0 compreso l\u2019ambivalenza toccandone con mano, accanto alle opportunit\u00e0, anche i rischi e le patologie. Il secondo livello di intelligenze artificiali generative segna un indiscutibile salto qualitativo. \u00c8 importante quindi avere la possibilit\u00e0 di comprendere, capire e regolamentare strumenti che nelle mani sbagliate potrebbero aprire scenari negativi. Come ogni altra cosa uscita dalla mente e dalle mani dell\u2019uomo, anche gli algoritmi non sono neutri. Perci\u00f2 \u00e8 necessario agire preventivamente, proponendo modelli di regolamentazione etica per arginare i risvolti dannosi e discriminatori, socialmente ingiusti, dei sistemi di intelligenza artificiale e per contrastare il loro utilizzo nella riduzione del pluralismo, nella polarizzazione dell\u2019opinione pubblica o nella costruzione di un pensiero unico. Rinnovo dunque il mio appello esortando \u00abla Comunit\u00e0 delle nazioni a lavorare unita al fine di adottare un trattato internazionale vincolante, che regoli lo sviluppo e l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale nelle sue molteplici forme\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20240124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Tuttavia, come in ogni ambito umano, la regolamentazione non basta.<\/p>\n<p><b>Crescere in umanit\u00e0<\/b><\/p>\n<p>Siamo chiamati a crescere insieme, in umanit\u00e0 e come umanit\u00e0. La sfida che ci \u00e8 posta dinanzi \u00e8 di fare un salto di qualit\u00e0 per essere all\u2019altezza di una societ\u00e0 complessa, multietnica, pluralista, multireligiosa e multiculturale. Sta a noi interrogarci sullo sviluppo teorico e sull\u2019uso pratico di questi nuovi strumenti di comunicazione e di conoscenza. Grandi possibilit\u00e0 di beneaccompagnano il rischio che tutto si trasformi in un calcolo astratto, che riduce le persone a dati, il pensiero a uno schema, l\u2019esperienza a un caso, il bene al profitto, e soprattutto che si finisca col negare l\u2019unicit\u00e0 di ogni persona e della sua storia, col dissolvere la concretezza della realt\u00e0 in una serie di dati statistici.<\/p>\n<p>La rivoluzione digitale pu\u00f2 renderci pi\u00f9 liberi, ma non certo se ci imprigiona nei modelli oggi noti come\u00a0<i>echo chamber<\/i>. In questi casi, anzich\u00e9 accrescere il pluralismo dell\u2019informazione, si rischia di trovarsi sperduti in una palude anonima, assecondando gli interessi del mercato o del potere. Non \u00e8 accettabile che l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale conduca a un pensiero anonimo, a un assemblaggio di dati non certificati, a una deresponsabilizzazione editoriale collettiva. La rappresentazione della realt\u00e0 in\u00a0<i>big data<\/i>, per quanto funzionale alla gestione delle macchine, implica infatti una perdita sostanziale della verit\u00e0 delle cose, che ostacola la comunicazione interpersonale e rischia di danneggiare la nostra stessa umanit\u00e0. L\u2019informazione non pu\u00f2 essere separata dalla relazione esistenziale: implica il corpo, lo stare nella realt\u00e0; chiede di mettere in relazione non solo dati, ma esperienze; esige il volto, lo sguardo, la compassione oltre che la condivisione.<\/p>\n<p>Penso al racconto delle guerre e a quella \u201cguerra parallela\u201d che si fa tramite campagne di disinformazione. E penso a quanti reporter sono feriti o muoiono sul campo per permetterci di vedere quello che i loro occhi hanno visto. Perch\u00e9 solo toccando con mano la sofferenza dei bambini, delle donne e degli uomini, si pu\u00f2 comprendere l\u2019assurdit\u00e0 delle guerre.<\/p>\n<p>L\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale potr\u00e0 contribuire positivamente nel campo della comunicazione, se non annuller\u00e0 il ruolo del giornalismo sul campo, ma al contrario lo affiancher\u00e0; se valorizzer\u00e0 le professionalit\u00e0 della comunicazione, responsabilizzando ogni comunicatore; se restituir\u00e0 ad ogni essere umano il ruolo di soggetto, con capacit\u00e0 critica, della comunicazione stessa.<\/p>\n<p><b>Interrogativi per l\u2019oggi e il domani<\/b><\/p>\n<p>Alcune domande sorgono dunque spontanee: come tutelare la professionalit\u00e0 e la dignit\u00e0 dei lavoratori nel campo della comunicazione e della informazione, insieme a quella degli utenti in tutto il mondo? Come garantire l\u2019interoperabilit\u00e0 delle piattaforme? Come far s\u00ec che le aziende che sviluppano piattaforme digitali si assumano le proprie responsabilit\u00e0 rispetto a ci\u00f2 che diffondono e da cui traggono profitto, analogamente a quanto avviene per gli editori dei\u00a0<i>media<\/i>\u00a0tradizionali? Come rendere pi\u00f9 trasparenti i criteri alla base degli algoritmi di indicizzazione e de-indicizzazione e dei motori di ricerca, capaci di esaltare o cancellare persone e opinioni, storie e culture? Come garantire la trasparenza dei processi informativi? Come rendere evidente la paternit\u00e0 degli scritti e tracciabili le fonti, impedendo il paravento dell\u2019anonimato? Come rendere manifesto se un\u2019immagine o un video ritraggono un evento o lo simulano? Come evitare che le fonti si riducano a una sola, a un pensiero unico elaborato algoritmicamente? E come invece promuovere un ambiente adatto a preservare il pluralismo e a rappresentare la complessit\u00e0 della realt\u00e0? Come possiamo rendere sostenibile questo strumento potente, costoso ed estremamente energivoro? Come possiamo renderlo accessibile anche ai paesi in via di sviluppo?<\/p>\n<p>Dalle risposte a questi e ad altri interrogativi capiremo se l\u2019intelligenza artificiale finir\u00e0 per costruire nuove caste basate sul dominio informativo, generando nuove forme di sfruttamento e di diseguaglianza; oppure se, al contrario, porter\u00e0 pi\u00f9 eguaglianza, promuovendo una corretta informazione e una maggiore consapevolezza del passaggio di epoca che stiamo attraversando, favorendo l\u2019ascolto dei molteplici bisogni delle persone e dei popoli, in un sistema di informazione articolato e pluralista. Da una parte si profila lo spettro di una nuova schiavit\u00f9, dall\u2019altra una conquista di libert\u00e0; da una parte la possibilit\u00e0 che pochi condizionino il pensiero di tutti, dall\u2019altra quella che tutti partecipino all\u2019elaborazione del pensiero.<\/p>\n<p>La risposta non \u00e8 scritta, dipende da noi. Spetta all\u2019uomo decidere se diventare cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libert\u00e0 il proprio cuore, senza il quale non si cresce nella sapienza. Questa sapienza matura facendo tesoro del tempo e abbracciando le vulnerabilit\u00e0. Cresce nell\u2019alleanza fra le generazioni, fra chi ha memoria del passato e chi ha visione di futuro. Solo insieme cresce la capacit\u00e0 di discernere, di vigilare, di vedere le cose a partire dal loro compimento. Per non smarrire la nostra umanit\u00e0, ricerchiamo la Sapienza che \u00e8 prima di ogni cosa (cfr\u00a0<i>Sir<\/i>\u00a01,4), che passando attraverso i cuori puri prepara amici di Dio e profeti (cfr\u00a0<i>Sap<\/i>\u00a07,27): ci aiuter\u00e0 ad allineare anche i sistemi dell\u2019intelligenza artificiale a una comunicazione pienamente umana.<\/p>\n<p><i>Roma, San Giovanni in Laterano, 24 gennaio 2024<\/i><\/p>\n<p>FRANCESCO<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO\u00a0DI SUA SANTIT\u00c0 PAPA FRANCESCO PER LA LVIII GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana &nbsp; Cari fratelli e sorelle! 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