{"id":487,"date":"2023-03-17T10:48:33","date_gmt":"2023-03-17T09:48:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/?p=487"},"modified":"2024-09-25T15:19:46","modified_gmt":"2024-09-25T13:19:46","slug":"messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2023\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2023"},"content":{"rendered":"<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><i><span class=\"title-1-color\">MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nPER LA 57ma GIORNATA MONDIALE<br \/>\nDELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p><i><b>Parlare col cuore.<br \/>\n\u00abSecondo verit\u00e0 nella carit\u00e0\u00bb\u00a0(Ef\u00a04,15)<\/b><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p>Dopo aver riflettuto, negli anni scorsi, sui verbi \u201candare e vedere\u201d e \u201cascoltare\u201d come condizione per una buona comunicazione, vorrei con questo Messaggio per la LVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali soffermarmi sul \u201cparlare con il cuore\u201d. \u00c8 il cuore che ci ha mosso ad andare, vedere e ascoltare ed \u00e8 il cuore che ci muove a una comunicazione aperta e accogliente. Dopo esserci allenati nell\u2019ascolto, che richiede attesa e pazienza, nonch\u00e9 la rinuncia ad affermare in modo pregiudiziale il nostro punto di vista, possiamo entrare nella dinamica del dialogo e della condivisione, che \u00e8 appunto quella del\u00a0<i>comunicare cordialmente<\/i>. Una volta ascoltato l\u2019altro con cuore puro, riusciremo anche a parlare\u00a0<i>seguendo la verit\u00e0 nell&#8217;amore\u00a0<\/i>(cfr\u00a0<i>Ef<\/i>\u00a04,15). Non dobbiamo temere di proclamare la verit\u00e0, anche se a volte scomoda, ma di farlo senza carit\u00e0, senza cuore. Perch\u00e9 \u00abil programma del cristiano \u2013 come scrisse Benedetto XVI \u2013 \u00e8 \u201cun cuore che vede\u201d\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20230124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Un cuore che con il suo palpito rivela la verit\u00e0 del nostro essere e che per questo va ascoltato. Questo porta chi ascolta a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d\u2019onda, al punto da arrivare a sentire nel proprio cuore anche il palpito dell\u2019altro. Allora pu\u00f2 avvenire il miracolo dell\u2019incontro, che ci fa guardare gli uni gli altri con compassione, accogliendo le reciproche fragilit\u00e0 con rispetto, anzich\u00e9 giudicare per sentito dire e seminare discordia e divisioni.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci avverte che ogni albero si riconosce dal suo frutto<i>\u00a0<\/i>(cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a06,44): \u00abL\u2019uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l\u2019uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ci\u00f2 che dal cuore sovrabbonda\u00bb (v. 45).\u00a0Per questo, per poter comunicare\u00a0<i>secondo verit\u00e0 nella carit\u00e0<\/i>, occorre purificare il proprio cuore. Solo ascoltando e parlando con il cuore puro possiamo vedere oltre l\u2019apparenza e superare il rumore indistinto che, anche nel campo dell\u2019informazione, non ci aiuta a discernere nella complessit\u00e0 del mondo in cui viviamo. L\u2019appello a parlare con il cuore interpella radicalmente il nostro tempo, cos\u00ec propenso all\u2019indifferenza e all\u2019indignazione, a volte anche sulla base della disinformazione, che falsifica e strumentalizza la verit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Comunicare cordialmente<\/b><\/p>\n<p>Comunicare cordialmente vuol dire che chi ci legge o ci ascolta viene portato a cogliere la nostra partecipazione alle gioie e alle paure, alle speranze e alle sofferenze delle donne e degli uomini del nostro tempo. Chi parla cos\u00ec vuole bene all\u2019altro perch\u00e9 lo ha a cuore e ne custodisce la libert\u00e0, senza violarla. Possiamo vedere questo stile nel misterioso Viandante che dialoga con i discepoli diretti a Emmaus dopo la tragedia consumatasi sul Golgota. Ad essi Ges\u00f9 risorto parla con il cuore, accompagnando con rispetto il cammino del loro dolore, proponendosi e non imponendosi, aprendo loro con amore la mente alla comprensione del senso pi\u00f9 profondo dell\u2019accaduto. Essi infatti possono esclamare con gioia che il cuore ardeva loro nel petto mentre Lui conversava lungo il cammino e spiegava loro le Scritture (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a024,32).<\/p>\n<p>In un periodo storico segnato da polarizzazioni e contrapposizioni \u2013 da cui purtroppo anche la comunit\u00e0 ecclesiale non \u00e8 immune \u2013 l\u2019impegno per una comunicazione \u201cdal cuore e dalle braccia aperte\u201d non riguarda esclusivamente gli operatori dell\u2019informazione, ma \u00e8 responsabilit\u00e0 di ciascuno. Tutti siamo chiamati a cercare e a dire la verit\u00e0 e a farlo con carit\u00e0. Noi cristiani, in particolare, siamo continuamente esortati a custodire la lingua dal male (cfr\u00a0<i>Sal\u00a0<\/i>34,14), poich\u00e9, come insegna la Scrittura, con la stessa possiamo benedire il Signore e maledire gli uomini fatti a somiglianza di Dio (cfr\u00a0<i>Gc<\/i>\u00a03,9). Dalla nostra bocca non dovrebbero uscire parole cattive, \u00abma piuttosto parole buone che possano servire per un\u2019opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano\u00bb (<i>Ef<\/i>\u00a04,29).<\/p>\n<p>A volte il parlare amabile apre una breccia perfino nei cuori pi\u00f9 induriti. Ne abbiamo traccia anche nella letteratura. Penso a quella pagina memorabile del cap. XXI dei\u00a0<i>Promessi Sposi<\/i>\u00a0in cui Lucia parla con il cuore all\u2019Innominato sino a che questi, disarmato e tormentato da una benefica crisi interiore, cede alla forza gentile dell\u2019amore. Ne facciamo esperienza nella convivenza civica dove la gentilezza non \u00e8 solo questione di \u201cgalateo\u201d, ma un vero e proprio\u00a0antidoto alla crudelt\u00e0, che purtroppo pu\u00f2 avvelenare i cuori e intossicare le relazioni. Ne abbiamo bisogno nell\u2019ambito dei media, perch\u00e9 la comunicazione non fomenti un livore che esaspera, genera rabbia e porta allo scontro, ma aiuti le persone a riflettere pacatamente, a decifrare, con spirito critico e sempre rispettoso, la realt\u00e0 in cui vivono.<\/p>\n<p><b><i>La comunicazione da cuore a cuore: \u201cBasta amare bene per dire bene\u201d<\/i><\/b><\/p>\n<p>Uno degli esempi pi\u00f9 luminosi e ancora oggi affascinanti del \u201cparlare con il cuore\u201d \u00e8 rappresentato da San Francesco di Sales, Dottore della Chiesa, a cui ho recentemente dedicato la Lettera Apostolica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_letters\/documents\/20221228-totum-amoris-est.html\">Totum amoris est<\/a><\/i>, a 400 anni dalla sua morte. Accanto a questo importante anniversario, mi piace ricordarne in tale circostanza un altro che ricorre in questo 2023: il centenario della sua proclamazione a patrono dei giornalisti cattolici da parte di Pio XI con l\u2019Enciclica\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/pius-xi\/it\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_26011923_rerum-omnium-perturbationem.html\">Rerum omnium perturbationem<\/a><\/i>. Intelletto brillante, scrittore fecondo, teologo di grande spessore, Francesco di Sales fu vescovo di Ginevra all\u2019inizio del XVII secolo, in anni difficili, contrassegnati da dispute accese con i calvinisti. Il suo atteggiamento mite, la sua umanit\u00e0, la disposizione a dialogare pazientemente con tutti e specialmente con chi lo contrastava lo resero un testimone straordinario dell\u2019amore misericordioso di Dio. Di lui si poteva dire che \u00abuna bocca amabile moltiplica gli amici, una lingua affabile le buone relazioni\u00bb (\u00a0<i>Sir<\/i>\u00a06,5). Del resto, una delle sue affermazioni pi\u00f9 celebri, \u00abil cuore parla al cuore\u00bb, ha ispirato generazioni di fedeli, tra cui San John Henry Newman che la scelse come motto,\u00a0<i>Cor ad cor loquitur<\/i>. \u00abBasta amare bene per dire bene\u00bb, era uno dei suoi convincimenti. Esso dimostra come per lui la comunicazione non dovesse mai ridursi a un artificio, a \u2013 diremmo oggi \u2013 una strategia di\u00a0<i>marketing<\/i>, ma fosse il riflesso dell\u2019animo, la superficie visibile di un nucleo d\u2019amore invisibile agli occhi. Per San Francesco di Sales \u00e8 proprio \u00abnel cuore e attraverso il cuore che si compie quel sottile e intenso processo unitario in virt\u00f9 del quale l\u2019uomo riconosce Dio\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20230124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. \u201cAmando bene\u201d San Francesco riusc\u00ec a comunicare con il sordomuto Martino, diventandone amico; perci\u00f2 viene ricordato anche come protettore delle persone con disabilit\u00e0 comunicative.<\/p>\n<p>\u00c8 a partire da questo \u201ccriterio dell\u2019amore\u201d che, attraverso i suoi scritti e la sua testimonianza di vita, il santo vescovo di Ginevra ci ricorda che \u201csiamo ci\u00f2 che comunichiamo\u201d. Lezione oggi controcorrente in un tempo nel quale, come sperimentiamo in particolare nei\u00a0<i>social network<\/i>, la comunicazione viene sovente strumentalizzata affinch\u00e9 il mondo ci veda come noi desidereremmo essere e non per quello che siamo. San Francesco di Sales dissemin\u00f2 numerose copie dei suoi scritti nella comunit\u00e0 ginevrina. Tale intuizione \u201cgiornalistica\u201d gli valse una fama che super\u00f2 rapidamente il perimetro della sua diocesi e perdura ancora ai nostri giorni. I suoi scritti, ha osservato San Paolo VI, suscitano una lettura \u00absommamente piacevole, istruttiva, stimolante\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20230124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Se guardiamo oggi al panorama della comunicazione, non sono proprio queste le caratteristiche che un articolo, un\u00a0<i>reportage<\/i>, un servizio radiotelevisivo o un post sui\u00a0<i>social<\/i>\u00a0dovrebbero soddisfare? Gli operatori della comunicazione possano sentirsi ispirati da questo santo della tenerezza, ricercando e raccontando la verit\u00e0 con coraggio e libert\u00e0, ma respingendo la tentazione di usare espressioni eclatanti e aggressive.<\/p>\n<p><b><i>Parlare con il cuore nel processo sinodale<\/i><\/b><\/p>\n<p>Come ho avuto modo di sottolineare, \u00abanche nella Chiesa c\u2019\u00e8 tanto bisogno di ascoltare e di ascoltarci. \u00c8 il dono pi\u00f9 prezioso e generativo che possiamo offrire gli uni agli altri\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20230124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Da un ascolto senza pregiudizi, attento e disponibile, nasce un parlare secondo lo stile di Dio, nutrito di vicinanza, compassione e tenerezza. Abbiamo un urgente bisogno nella Chiesa di una comunicazione che accenda i cuori, che sia balsamo sulle ferite e faccia luce sul cammino dei fratelli e delle sorelle. Sogno una comunicazione ecclesiale che sappia lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, gentile e al contempo profetica, che sappia trovare nuove forme e modalit\u00e0 per il meraviglioso annuncio che \u00e8 chiamata a portare nel terzo millennio. Una comunicazione che metta al centro la relazione con Dio e con il prossimo, specialmente il pi\u00f9 bisognoso, e che sappia accendere il fuoco della fede piuttosto che preservare le ceneri di un\u2019identit\u00e0 autoreferenziale. Una comunicazione le cui basi siano l\u2019umilt\u00e0 nell\u2019ascoltare e la\u00a0<i>parresia\u00a0<\/i>nel parlare, che non separi mai la verit\u00e0 dalla carit\u00e0.<\/p>\n<p><b><i>Disarmare gli animi promuovendo un linguaggio di pace<\/i><\/b><\/p>\n<p>\u00abUna lingua dolce spezza le ossa\u00bb dice il libro dei Proverbi (25,15). Parlare con il cuore \u00e8 oggi quanto mai necessario per promuovere una cultura di pace laddove c\u2019\u00e8 la guerra; per aprire sentieri che permettano il dialogo e la riconciliazione laddove imperversano l\u2019odio e l\u2019inimicizia. Nel drammatico contesto di conflitto globale che stiamo vivendo \u00e8 urgente affermare una comunicazione non ostile. \u00c8 necessario vincere \u00abl\u2019abitudine di screditare rapidamente l\u2019avversario, attribuendogli epiteti umilianti, invece di affrontare un dialogo aperto e rispettoso\u00bb\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20230124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Abbiamo bisogno di comunicatori disponibili a dialogare, coinvolti nel favorire un disarmo integrale e impegnati a smontare la psicosi bellica che si annida nei nostri cuori, come profeticamente esortava San Giovanni XXIII nell\u2019Enciclica\u00a0\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/john-xxiii\/it\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem.html\">Pacem in terris<\/a><\/i>: \u00abLa vera pace si pu\u00f2 costruire soltanto nella vicendevole fiducia\u00bb (n. 61). Una fiducia che ha bisogno di comunicatori non arroccati, ma audaci e creativi, pronti a rischiare per trovare un terreno comune dove incontrarsi. Come 60 anni fa, anche ora viviamo un\u2019ora buia nella quale l\u2019umanit\u00e0 teme un\u2019\u00a0<i>escalation<\/i>\u00a0bellica che va frenata quanto prima anche a livello comunicativo. Si rimane atterriti nell\u2019ascoltare con quanta facilit\u00e0 vengono pronunciate parole che invocano la distruzione di popoli e territori. Parole che purtroppo si tramutano spesso in azioni belliche di efferata violenza. Ecco perch\u00e9 va rifiutata ogni retorica bellicistica, cos\u00ec come ogni forma propagandistica che manipola la verit\u00e0, deturpandola per finalit\u00e0 ideologiche. Va invece promossa, a tutti i livelli, una comunicazione che aiuti a creare le condizioni per risolvere le controversie tra i popoli.<\/p>\n<p>In quanto cristiani, sappiamo che \u00e8 proprio grazie alla conversione del cuore che si decide il destino della pace, poich\u00e9 il virus della guerra proviene dall\u2019interno del cuore umano\u00a0<a class=\" cleaner\" href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/communications\/documents\/20230124-messaggio-comunicazioni-sociali.html#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Dal cuore scaturiscono le parole giuste per diradare le ombre di un mondo chiuso e diviso ed edificare una civilt\u00e0 migliore di quella che abbiamo ricevuto. \u00c8 uno sforzo richiesto a ciascuno di noi, ma che richiama in particolare il senso di responsabilit\u00e0 degli operatori della comunicazione, affinch\u00e9 svolgano la propria professione come una missione.<\/p>\n<p>Il Signore Ges\u00f9, Parola pura che sgorga dal cuore del Padre, ci aiuti a rendere la nostra comunicazione libera, pulita e cordiale.<\/p>\n<p>Il Signore Ges\u00f9, Parola che si \u00e8 fatta carne, ci aiuti a metterci in ascolto del palpito dei cuori, per riscoprirci fratelli e sorelle, e disarmare l\u2019ostilit\u00e0 che divide.<\/p>\n<p>Il Signore Ges\u00f9, Parola di verit\u00e0 e di amore, ci aiuti a dire la verit\u00e0 nella carit\u00e0, per sentirci custodi gli uni degli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Roma, San Giovanni in Laterano, 24 gennaio 2023, memoria di San Francesco di Sales.<br \/>\n<\/i><\/p>\n<p>FRANCESCO<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 57ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Parlare col cuore. \u00abSecondo verit\u00e0 nella carit\u00e0\u00bb\u00a0(Ef\u00a04,15) &nbsp; Cari fratelli e sorelle! 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