{"id":374,"date":"2022-01-26T11:14:32","date_gmt":"2022-01-26T10:14:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/?p=374"},"modified":"2022-01-26T11:14:32","modified_gmt":"2022-01-26T10:14:32","slug":"messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2022\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2022"},"content":{"rendered":"<div class=\"abstract text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><i><span class=\"title-1-color\">MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nPER LA 56ma GIORNATA MONDIALE<br \/>\nDELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text parbase vaticanrichtext\">\n<p><b><i>Ascoltare con l\u2019orecchio del cuore<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cari fratelli e sorelle!<\/i><\/p>\n<p>Lo scorso anno abbiamo riflettuto sulla necessit\u00e0 di \u201candare e vedere\u201d per scoprire la realt\u00e0 e poterla raccontare a partire dall\u2019esperienza degli eventi e dall\u2019incontro con le persone. Proseguendo in questa linea, desidero ora porre l\u2019attenzione su un altro verbo, \u201cascoltare\u201d, decisivo nella grammatica della comunicazione e condizione di un autentico dialogo.<\/p>\n<p>In effetti, stiamo perdendo la capacit\u00e0 di ascoltare chi abbiamo di fronte, sia nella trama normale dei rapporti quotidiani, sia nei dibattiti sui pi\u00f9 importanti argomenti del vivere civile. Allo stesso tempo, l\u2019ascolto sta conoscendo un nuovo importante sviluppo in campo comunicativo e informativo, attraverso le diverse offerte di\u00a0<i>podcast<\/i>\u00a0e\u00a0<i>chat audio<\/i>, a conferma che l\u2019ascoltare rimane essenziale per la comunicazione umana.<\/p>\n<p>A un illustre medico, abituato a curare le ferite dell\u2019anima, \u00e8 stato chiesto quale sia il bisogno pi\u00f9 grande degli esseri umani. Ha risposto: \u201cIl desiderio sconfinato di essere ascoltati\u201d. Un desiderio che spesso rimane nascosto, ma che interpella chiunque sia chiamato ad essere educatore o formatore, o svolga comunque un ruolo di comunicatore: i genitori e gli insegnanti, i pastori e gli operatori pastorali, i lavoratori dell\u2019informazione e quanti prestano un servizio sociale o politico.<\/p>\n<p><i>Ascoltare con l\u2019orecchio del cuore<\/i><\/p>\n<p>Dalle pagine bibliche impariamo che l\u2019ascolto non ha solo il significato di una percezione acustica, ma \u00e8 essenzialmente legato al rapporto dialogico tra Dio e l\u2019umanit\u00e0. \u00ab<i>Shema\u2019 Israel<\/i>\u00a0&#8211; Ascolta, Israele\u00bb (<i>Dt<\/i>\u00a06,4), l\u2019incipit del primo comandamento della Torah, \u00e8 continuamente riproposto nella Bibbia, al punto che San Paolo affermer\u00e0 che \u00abla fede viene dall\u2019ascolto\u00bb (<i>Rm<\/i>\u00a010,17). L\u2019iniziativa, infatti, \u00e8 di Dio che ci parla, al quale noi rispondiamo ascoltandolo; e anche questo ascoltare, in fondo, viene dalla sua grazia, come accade al neonato che risponde allo sguardo e alla voce della mamma e del pap\u00e0. Tra i cinque sensi, quello privilegiato da Dio sembra essere proprio l\u2019udito, forse perch\u00e9 \u00e8 meno invasivo, pi\u00f9 discreto della vista, e dunque lascia l\u2019essere umano pi\u00f9 libero.<\/p>\n<p>L\u2019ascolto corrisponde allo stile umile di Dio. \u00c8 quell\u2019azione che permette a Dio di rivelarsi come Colui che, parlando, crea l\u2019uomo a sua immagine, e ascoltando lo riconosce come proprio interlocutore. Dio ama l\u2019uomo: per questo gli rivolge la Parola, per questo \u201ctende l\u2019orecchio\u201d per ascoltarlo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, al contrario, tende a fuggire la relazione, a voltare le spalle e \u201cchiudere le orecchie\u201d per non dover ascoltare. Il rifiuto di ascoltare finisce spesso per diventare aggressivit\u00e0 verso l\u2019altro, come avvenne agli ascoltatori del diacono Stefano i quali, turandosi gli orecchi, si scagliarono tutti insieme contro di lui (cfr\u00a0<i>At<\/i>\u00a07,57).<\/p>\n<p>Da una parte, quindi, c\u2019\u00e8 Dio che sempre si rivela comunicandosi gratuitamente, dall\u2019altra l\u2019uomo al quale \u00e8 richiesto di sintonizzarsi, di mettersi in ascolto. Il Signore chiama esplicitamente l\u2019uomo a un\u2019alleanza d\u2019amore, affinch\u00e9 egli possa diventare pienamente ci\u00f2 che \u00e8: immagine e somiglianza di Dio nella sua capacit\u00e0 di ascoltare, di accogliere, di dare spazio all\u2019altro. L\u2019ascolto, in fondo, \u00e8 una dimensione dell\u2019amore.<\/p>\n<p>Per questo Ges\u00f9 chiama i suoi discepoli a verificare la qualit\u00e0 del loro ascolto. \u00abFate attenzione dunque a\u00a0<i>come<\/i>\u00a0ascoltate\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a08,18): cos\u00ec li esorta dopo aver raccontato la parabola del seminatore, lasciando intendere che non basta ascoltare, bisogna farlo bene. Solo chi accoglie la Parola con il cuore \u201cbello e buono\u201d e la custodisce fedelmente porta frutti di vita e di salvezza (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a08,15). Solo facendo attenzione a\u00a0<i>chi<\/i>\u00a0ascoltiamo, a\u00a0<i>cosa<\/i>\u00a0ascoltiamo, a\u00a0<i>come<\/i>\u00a0ascoltiamo, possiamo crescere nell\u2019arte di comunicare, il cui centro non \u00e8 una teoria o una tecnica, ma la \u00abcapacit\u00e0 del cuore che rende possibile la prossimit\u00e0\u00bb (Esort. ap.\u00a0<i><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#L%E2%80%99accompagnamento_personale_dei_processi_di_crescita\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>, 171).<\/p>\n<p>Tutti abbiamo le orecchie, ma tante volte anche chi ha un udito perfetto non riesce ad ascoltare l\u2019altro. C\u2019\u00e8 infatti una sordit\u00e0 interiore, peggiore di quella fisica. L\u2019ascolto, infatti, non riguarda solo il senso dell\u2019udito, ma tutta la persona. La vera sede dell\u2019ascolto \u00e8 il cuore. Il re Salomone, pur giovanissimo, si dimostr\u00f2 saggio perch\u00e9 domand\u00f2 al Signore di concedergli \u00abun cuore che ascolta\u00bb (<i>1 Re<\/i>\u00a03,9). E Sant\u2019Agostino invitava ad ascoltare con il cuore (<i>corde audire<\/i>), ad accogliere le parole non esteriormente nelle orecchie, ma spiritualmente nei cuori: \u00abNon abbiate il cuore nelle orecchie, ma le orecchie nel cuore\u00bb.\u00a0<a name=\"_ftnref1\"><\/a>[1] E San Francesco d\u2019Assisi esortava i propri fratelli a \u00abinclinare l\u2019orecchio del cuore\u00bb.\u00a0<a name=\"_ftnref2\"><\/a>[2]<\/p>\n<p>Perci\u00f2, il primo ascolto da riscoprire quando si cerca una comunicazione vera \u00e8 l\u2019ascolto di s\u00e9, delle proprie esigenze pi\u00f9 vere, quelle inscritte nell\u2019intimo di ogni persona. E non si pu\u00f2 che ripartire ascoltando ci\u00f2 che ci rende unici nel creato: il desiderio di essere in relazione con gli altri e con l\u2019Altro. Non siamo fatti per vivere come atomi, ma insieme.<\/p>\n<p><i>L\u2019ascolto come condizione della buona comunicazione<\/i><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un uso dell\u2019udito che non \u00e8 un vero ascolto, ma il suo opposto: l\u2019origliare. Infatti, una tentazione sempre presente e che oggi, nel tempo del\u00a0<i>social web<\/i>, sembra essersi acuita \u00e8 quella di origliare e spiare, strumentalizzando gli altri per un nostro interesse. Al contrario, ci\u00f2 che rende la comunicazione buona e pienamente umana \u00e8 proprio l\u2019ascolto di chi abbiamo di fronte, faccia a faccia, l\u2019ascolto dell\u2019altro a cui ci accostiamo con apertura leale, fiduciosa e onesta.<\/p>\n<p>La mancanza di ascolto, che sperimentiamo tante volte nella vita quotidiana, appare purtroppo evidente anche nella vita pubblica, dove, invece di ascoltarsi, spesso \u201cci si parla addosso\u201d. Questo \u00e8 sintomo del fatto che, pi\u00f9 che la verit\u00e0 e il bene, si cerca il consenso; pi\u00f9 che all\u2019ascolto, si \u00e8 attenti all\u2019<i>audience<\/i>. La buona comunicazione, invece, non cerca di fare colpo sul pubblico con la battuta ad effetto, con lo scopo di ridicolizzare l\u2019interlocutore, ma presta attenzione alle ragioni dell\u2019altro e cerca di far cogliere la complessit\u00e0 della realt\u00e0. \u00c8 triste quando, anche nella Chiesa, si formano schieramenti ideologici, l\u2019ascolto scompare e lascia il posto a sterili contrapposizioni.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, in molti dialoghi noi non comunichiamo affatto. Stiamo semplicemente aspettando che l\u2019altro finisca di parlare per imporre il nostro punto di vista. In queste situazioni, come nota il filosofo Abraham Kaplan,\u00a0<a name=\"_ftnref3\"><\/a>[3] il dialogo \u00e8 un\u00a0<i>duologo<\/i>, un monologo a due voci. Nella vera comunicazione, invece, l\u2019io e il tu sono entrambi \u201cin uscita\u201d, protesi l\u2019uno verso l\u2019altro.<\/p>\n<p>L\u2019ascoltare \u00e8 dunque il primo indispensabile ingrediente del dialogo e della buona comunicazione. Non si comunica se non si \u00e8 prima ascoltato e non si fa buon giornalismo senza la capacit\u00e0 di ascoltare. Per offrire un\u2019informazione solida, equilibrata e completa \u00e8 necessario aver ascoltato a lungo. Per raccontare un evento o descrivere una realt\u00e0 in un\u00a0<i>reportage<\/i>\u00a0\u00e8 essenziale aver saputo ascoltare, disposti anche a cambiare idea, a modificare le proprie ipotesi di partenza.<\/p>\n<p>Solo se si esce dal monologo, infatti, si pu\u00f2 giungere a quella concordanza di voci che \u00e8 garanzia di una vera comunicazione. Ascoltare pi\u00f9 fonti, \u201cnon fermarsi alla prima osteria\u201d \u2013 come insegnano gli esperti del mestiere \u2013 assicura affidabilit\u00e0 e seriet\u00e0 alle informazioni che trasmettiamo. Ascoltare pi\u00f9 voci, ascoltarsi, anche nella Chiesa, tra fratelli e sorelle, ci permette di esercitare l\u2019arte del discernimento, che appare sempre come la capacit\u00e0 di orientarsi in una sinfonia di voci.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 affrontare la fatica dell\u2019ascolto? Un grande diplomatico della Santa Sede, il Cardinale Agostino Casaroli, parlava di \u201cmartirio della pazienza\u201d, necessario per ascoltare e farsi ascoltare nelle trattative con gli interlocutori pi\u00f9 difficili, al fine di ottenere il maggior bene possibile in condizioni di limitazione della libert\u00e0. Ma anche in situazioni meno difficili, l\u2019ascolto richiede sempre la virt\u00f9 della pazienza, insieme alla capacit\u00e0 di lasciarsi sorprendere dalla verit\u00e0, fosse pure solo un frammento di verit\u00e0, nella persona che stiamo ascoltando. Solo lo stupore permette la conoscenza. Penso alla curiosit\u00e0 infinita del bambino che guarda al mondo circostante con gli occhi sgranati. Ascoltare con questa disposizione d\u2019animo \u2013 lo stupore del bambino nella consapevolezza di un adulto \u2013 \u00e8 sempre un arricchimento, perch\u00e9 ci sar\u00e0 sempre una cosa, pur minima, che potr\u00f2 apprendere dall\u2019altro e mettere a frutto nella mia vita.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di ascoltare la societ\u00e0 \u00e8 quanto mai preziosa in questo tempo ferito dalla lunga pandemia. Tanta sfiducia accumulata in precedenza verso l\u2019\u201cinformazione ufficiale\u201d ha causato anche una \u201cinfodemia\u201d, dentro la quale si fatica sempre pi\u00f9 a rendere credibile e trasparente il mondo dell\u2019informazione. Bisogna porgere l\u2019orecchio e ascoltare in profondit\u00e0, soprattutto il disagio sociale accresciuto dal rallentamento o dalla cessazione di molte attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>Anche la realt\u00e0 delle migrazioni forzate \u00e8 una problematica complessa e nessuno ha la ricetta pronta per risolverla. Ripeto che, per vincere i pregiudizi sui migranti e sciogliere la durezza dei nostri cuori, bisognerebbe provare ad ascoltare le loro storie. Dare un nome e una storia a ciascuno di loro. Molti bravi giornalisti lo fanno gi\u00e0. E molti altri vorrebbero farlo, se solo potessero. Incoraggiamoli! Ascoltiamo queste storie! Ognuno poi sar\u00e0 libero di sostenere le politiche migratorie che riterr\u00e0 pi\u00f9 adeguate al proprio Paese. Ma avremo davanti agli occhi, in ogni caso, non dei numeri, non dei pericolosi invasori, ma volti e storie di persone concrete, sguardi, attese, sofferenze di uomini e donne da ascoltare.<\/p>\n<p><i>Ascoltarsi nella Chiesa<\/i><\/p>\n<p>Anche nella Chiesa c\u2019\u00e8 tanto bisogno di ascoltare e di ascoltarci. \u00c8 il dono pi\u00f9 prezioso e generativo che possiamo offrire gli uni agli altri. Noi cristiani dimentichiamo che il servizio dell\u2019ascolto ci \u00e8 stato affidato da Colui che \u00e8 l\u2019uditore per eccellenza, alla cui opera siamo chiamati a partecipare. \u00abNoi dobbiamo ascoltare attraverso l\u2019orecchio di Dio, se vogliamo poter parlare attraverso la sua Parola\u00bb.\u00a0<a name=\"_ftnref4\"><\/a>[4] Cos\u00ec il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer ci ricorda che il primo servizio che si deve agli altri nella comunione consiste nel prestare loro ascolto. Chi non sa ascoltare il fratello ben presto non sar\u00e0 pi\u00f9 capace di ascoltare nemmeno Dio.\u00a0<a name=\"_ftnref5\"><\/a>[5]<\/p>\n<p>Nell\u2019azione pastorale, l\u2019opera pi\u00f9 importante \u00e8 \u201cl\u2019apostolato dell\u2019orecchio\u201d. Ascoltare, prima di parlare, come esorta l\u2019apostolo Giacomo: \u00abOgnuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare\u00bb (1,19). Dare gratuitamente un po\u2019 del proprio tempo per ascoltare le persone \u00e8 il primo gesto di carit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 stato da poco avviato un processo sinodale. Preghiamo perch\u00e9 sia una grande occasione di ascolto reciproco. La comunione, infatti, non \u00e8 il risultato di strategie e programmi, ma si edifica nell\u2019ascolto reciproco tra fratelli e sorelle. Come in un coro, l\u2019unit\u00e0 non richiede l\u2019uniformit\u00e0, la monotonia, ma la pluralit\u00e0 e variet\u00e0 delle voci, la polifonia. Allo stesso tempo, ogni voce del coro canta ascoltando le altre voci e in relazione all\u2019armonia dell\u2019insieme. Questa armonia \u00e8 ideata dal compositore, ma la sua realizzazione dipende dalla sinfonia di tutte e singole le voci.<\/p>\n<p>Nella consapevolezza di partecipare a una comunione che ci precede e ci include, possiamo riscoprire una Chiesa sinfonica, nella quale ognuno \u00e8 in grado di cantare con la propria voce, accogliendo come dono quelle degli altri, per manifestare l\u2019armonia dell\u2019insieme che lo Spirito Santo compone.<\/p>\n<p><i>Roma, San Giovanni in Laterano, 24 gennaio 2022, Memoria di San Francesco di Sales.<\/i><\/p>\n<p>Francesco<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 56ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI Ascoltare con l\u2019orecchio del cuore &nbsp; Cari fratelli e sorelle! 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