{"id":327,"date":"2021-11-17T19:09:31","date_gmt":"2021-11-17T18:09:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/?p=327"},"modified":"2021-11-17T19:09:31","modified_gmt":"2021-11-17T18:09:31","slug":"la-missione-e-lo-stile-dei-giornalisti-ascoltare-approfondire-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/la-missione-e-lo-stile-dei-giornalisti-ascoltare-approfondire-raccontare\/","title":{"rendered":"La missione e lo stile dei giornalisti: ascoltare, approfondire, raccontare"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDue esperti giornalisti, che sempre hanno seguito i Papi, l\u2019informazione sulla Santa Sede e pi\u00f9 in generale la Chiesa cattolica\u201d. Cos\u00ec il Papa ha definito Valentina Alazraki e Philip Pullella, che oggi nella Sala del Concistoro hanno ricevuto dalle mani del Santo Padre le Insegne di Cavaliere e Dama di Gran Croce dell\u2019Ordine Piano, alla presenza dei giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede.<\/p>\n<p>\u201cCon l\u2019onorificenza data a Valentina e Phil, oggi io voglio in qualche modo rendere omaggio a tutta la vostra comunit\u00e0 di lavoro; per dirvi che il Papa vi vuole bene, vi segue, vi stima, vi considera preziosi\u201d, l\u2019omaggio del Santo Padre. \u201cAscoltare, approfondire, raccontare\u201d, i tre imperativi per un \u201cbuon giornalismo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl rischio \u00e8 quello di lasciarsi schiacciare dalle notizie invece di riuscire a dare ad esse un senso\u201d,<\/p>\n<p>la prima raccomandazione di Francesco:<\/p>\n<p>\u201cLa vostra missione \u00e8 di spiegare il mondo, di renderlo meno oscuro, di far s\u00ec che chi vi abita ne abbia meno paura e guardi gli altri con maggiore consapevolezza, e anche con pi\u00f9 fiducia. \u00c8 una missione non facile.<\/p>\n<p>\u00c8 complicato pensare, meditare, approfondire, fermarsi per raccogliere le idee e per studiare i contesti e i precedenti di una notizia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSottrarsi alla tirannia dell\u2019essere sempre online, sui social, sul web\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019era dell\u2019informazione digitale, \u00e8 forse questo l\u2019invito pi\u00f9 difficile da raccogliere per i comunicatori. Il buon giornalismo dell\u2019ascoltare e del vedere ha bisogno di tempo\u201d, la tesi controcorrente del Papa: \u201cNon tutto pu\u00f2 essere raccontato attraverso le email, il telefono, o uno schermo. Abbiamo bisogno di giornalisti disposti a consumare le suole delle scarpe, a uscire dalle redazioni, a camminare per le citt\u00e0, a incontrare le persone, a verificare le situazioni in cui si vive nel nostro tempo\u201d. \u201cAscoltare \u00e8 un verbo che vi riguarda come giornalisti, ma che ci riguarda come Chiesa, in ogni tempo e specialmente ora che \u00e8 iniziato il processo sinodale\u201d, l\u2019analisi di Francesco: \u201cAscoltare, per un giornalista, significa avere la pazienza di incontrare a tu per tu le persone da intervistare, i protagonisti delle storie che si raccontano, le fonti da cui ricevere notizie. Ascoltare va sempre di pari passo con il vedere, con l\u2019esserci: certe sfumature, sensazioni, descrizioni a tutto tondo possono essere trasmesse ai lettori, ascoltatori e spettatori soltanto se il giornalista ha ascoltato e ha visto di persona\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNel tempo in cui milioni di informazioni sono disponibili in rete e molte persone si informano e formano le loro opinioni sui social media, dove talvolta prevale purtroppo la logica della semplificazione e della contrapposizione, il contributo pi\u00f9 importante che pu\u00f2 dare il buon giornalismo \u00e8 quello dell\u2019approfondimento\u201d.<\/p>\n<p>Lo scandisce bene, il Papa, rivolgendosi non soltanto ai due giornalisti insigniti dell\u2019onorificenza ma a tutti i giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede: \u201cChe cosa potete offrire in pi\u00f9, a chi vi legge o vi ascolta, rispetto a ci\u00f2 che gi\u00e0 trova nel web? Potete offrire il contesto, i precedenti, delle chiavi di lettura che aiutino a situare il fatto accaduto\u201d. \u201cLo sapete bene che, anche per ci\u00f2 che riguarda l\u2019informazione sulla Santa Sede, non ogni cosa detta \u00e8 sempre nuova o rivoluzionaria\u201d, fa notare Francesco: \u201cLa Tradizione e il Magistero continuano e si sviluppano confrontandosi con le esigenze sempre nuove del tempo in cui viviamo e illuminandole con il Vangelo\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa ricorda poi la genesi di quella che per lui \u00e8 una vocazione \u2013 \u201csiete diventati giornalisti proprio perch\u00e9 curiosi di conoscere la realt\u00e0 e appassionati nel raccontarla\u201d \u2013 per declinare un altro dei verbi-chiavi del buon giornalismo.<\/p>\n<p>\u201cRaccontare \u2013 spiega \u2013 significa non mettere s\u00e9 stessi in primo piano, n\u00e9 tantomeno ergersi a giudici, ma significa lasciarsi colpire e talvolta ferire dalle storie che incontriamo, per poterle narrare con umilt\u00e0 ai nostri lettori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa realt\u00e0 \u00e8 un grande antidoto contro tante malattie\u201d, sostiene Bergoglio: \u201cLa realt\u00e0, ci\u00f2 che accade, la vita e la testimonianza delle persone, sono ci\u00f2 che merita di essere raccontato\u201d. \u201cAbbiamo tanto bisogno oggi di giornalisti e di comunicatori appassionati della realt\u00e0, capaci di trovare i tesori spesso nascosti nelle pieghe della nostra societ\u00e0 e di raccontarli permettendo a noi di rimanere colpiti, di imparare, di allargare la nostra mente, di cogliere aspetti che prima non conoscevamo\u201d, l\u2019omaggio sotto forma di auspicio: \u201cVi sono grato per lo sforzo di raccontare la realt\u00e0. La diversit\u00e0 di approcci, di stile, di punti di vista legati alle differenti culture o appartenenze religiose \u00e8 una ricchezza anche nell\u2019informazione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVi ringrazio anche per quanto raccontate su ci\u00f2 che nella Chiesa non va, per quanto ci aiutate a non nasconderlo sotto il tappeto e per la voce che avete dato alle vittime di abuso\u201d,<\/p>\n<p>il tributo ai giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede. \u201cE, per favore, ricordate anche che la Chiesa non \u00e8 un\u2019organizzazione politica che ha al suo interno destra e sinistra come accade nei Parlamenti\u201d, l\u2019appello finale: \u201cNon \u00e8 una grande azienda multinazionale con a capo dei manager che studiano a tavolino come vendere meglio il loro prodotto. La Chiesa non si auto-costruisce sulla base di un proprio progetto, non trae da s\u00e9 stessa la forza per andare avanti e non vive di strategie di marketing. Ogni volta che cade in questa tentazione mondana \u2013 e tante volte cade o \u00e8 caduta \u2013 la Chiesa, senza rendersene conto, crede di avere una luce propria e dimentica di essere il \u2018mysterium lunae\u2019 di cui parlavano i Padri dei primi secoli; e cos\u00ec la sua azione perde vigore e non serve a nulla\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Maria Michela Nicolais<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDue esperti giornalisti, che sempre hanno seguito i Papi, l\u2019informazione sulla Santa Sede e pi\u00f9 in generale la Chiesa cattolica\u201d. 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