{"id":30,"date":"2017-10-19T14:53:00","date_gmt":"2017-10-19T12:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/comunicazionisociali.chiesadigenova.it\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2017\/"},"modified":"2017-10-19T14:53:00","modified_gmt":"2017-10-19T12:53:00","slug":"messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2017\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2017"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><strong>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/strong><\/div>\n<div><strong>PER LA 51ma GIORNATA MONDIALE<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00abNon temere, perch\u00e9 io sono con te\u00bb (Is 43,5).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u0092accesso ai mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo tecnologico, \u00e8 tale che moltissimi soggetti hanno la possibilit\u00e0 di condividere istantaneamente le notizie e diffonderle in modo capillare. Queste notizie possono essere belle o brutte, vere o false. Gi\u00e0 i nostri antichi padri nella fede parlavano della mente umana come di una macina da mulino che, mossa dall\u0092acqua, non pu\u00f2 essere fermata. Chi \u00e8 incaricato del mulino, per\u00f2, ha la possibilit\u00e0 di decidere se macinarvi grano o zizzania. La mente dell\u0092uomo \u00e8 sempre in azione e non pu\u00f2 cessare di \u0093macinare\u0094 ci\u00f2 che riceve, ma sta a noi decidere quale materiale fornire (cfr Cassiano il Romano, Lettera a Leonzio Igumeno).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Vorrei che questo messaggio potesse raggiungere e incoraggiare tutti coloro che, sia nell\u0092ambito professionale sia nelle relazioni personali, ogni giorno \u0093macinano\u0094 tante informazioni per offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione. Vorrei esortare tutti ad una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l\u0092altro, favorisca una cultura dell\u0092incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realt\u00e0 con consapevole fiducia.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell\u0092angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell\u0092abitudine a fissare l\u0092attenzione sulle \u0093cattive notizie\u0094 (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). Certo, non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, n\u00e9 di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell\u0092apatia, ingenerando paure o l\u0092impressione che al male non si possa porre limite. Del resto, in un sistema comunicativo dove vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non \u00e8 una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati, si pu\u00f2 essere tentati di anestetizzare la coscienza o di scivolare nella disperazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Vorrei dunque offrire un contributo alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia. Vorrei invitare tutti a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo narrazioni contrassegnate dalla logica della \u0093buona notizia\u0094.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La buona notizia<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La vita dell\u0092uomo non \u00e8 solo una cronaca asettica di avvenimenti, ma \u00e8 storia, una storia che attende di essere raccontata attraverso la scelta di una chiave interpretativa in grado di selezionare e raccogliere i dati pi\u00f9 importanti. La realt\u00e0, in s\u00e9 stessa, non ha un significato univoco. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli \u0093occhiali\u0094 con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realt\u00e0 appare diversa. Da dove dunque possiamo partire per leggere la realt\u00e0 con \u0093occhiali\u0094 giusti?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per noi cristiani, l\u0092occhiale adeguato per decifrare la realt\u00e0 non pu\u00f2 che essere quello della buona notizia, a partire da la Buona Notizia per eccellenza: il \u00abVangelo di Ges\u00f9, Cristo, Figlio di Dio\u00bb (Mc 1,1). Con queste parole l\u0092evangelista Marco inizia il suo racconto, con l\u0092annuncio della \u0093buona notizia\u0094 che ha a che fare con Ges\u00f9, ma pi\u00f9 che essere un\u0092informazione su Ges\u00f9, \u00e8 piuttosto la buona notizia che \u00e8 Ges\u00f9 stesso. Leggendo le pagine del Vangelo si scopre, infatti, che il titolo dell\u0092opera corrisponde al suo contenuto e, soprattutto, che questo contenuto \u00e8 la persona stessa di Ges\u00f9.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Questa buona notizia che \u00e8 Ges\u00f9 stesso non \u00e8 buona perch\u00e9 priva di sofferenza, ma perch\u00e9 anche la sofferenza \u00e8 vissuta in un quadro pi\u00f9 ampio, parte integrante del suo amore per il Padre e per l\u0092umanit\u00e0. In Cristo, Dio si \u00e8 reso solidale con ogni situazione umana, rivelandoci che non siamo soli perch\u00e9 abbiamo un Padre che mai pu\u00f2 dimenticare i suoi figli. \u00abNon temere, perch\u00e9 io sono con te\u00bb (Is 43,5): \u00e8 la parola consolante di un Dio che da sempre si coinvolge nella storia del suo popolo. Nel suo Figlio amato, questa promessa di Dio \u0096 \u0093sono con te\u0094 \u0096 arriva ad assumere tutta la nostra debolezza fino a morire della nostra morte. In Lui anche le tenebre e la morte diventano luogo di comunione con la Luce e la Vita. Nasce cos\u00ec una speranza, accessibile a chiunque, proprio nel luogo in cui la vita conosce l\u0092amarezza del fallimento. Si tratta di una speranza che non delude, perch\u00e9 l\u0092amore di Dio \u00e8 stato riversato nei nostri cuori (cfr Rm 5,5) e fa germogliare la vita nuova come la pianta cresce dal seme caduto. In questa luce ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che l\u0092amore riesce sempre a trovare la strada della prossimit\u00e0 e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La fiducia nel seme del regno<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per iniziare i suoi discepoli e le folle a questa mentalit\u00e0 evangelica e consegnare loro i giusti \u0093occhiali\u0094 con cui accostarsi alla logica dell\u0092amore che muore e risorge, Ges\u00f9 faceva ricorso alle parabole, nelle quali il Regno di Dio \u00e8 spesso paragonato al seme, che sprigiona la sua forza vitale proprio quando muore nella terra (cfr Mc 4,1-34). Ricorrere a immagini e metafore per comunicare la potenza umile del Regno non \u00e8 un modo per ridurne l\u0092importanza e l\u0092urgenza, ma la forma misericordiosa che lascia all\u0092ascoltatore lo \u0093spazio\u0094 di libert\u00e0 per accoglierla e riferirla anche a s\u00e9 stesso. Inoltre, \u00e8 la via privilegiata per esprimere l\u0092immensa dignit\u00e0 del mistero pasquale, lasciando che siano le immagini \u0096 pi\u00f9 che i concetti \u0096 a comunicare la paradossale bellezza della vita nuova in Cristo, dove le ostilit\u00e0 e la croce non vanificano ma realizzano la salvezza di Dio, dove la debolezza \u00e8 pi\u00f9 forte di ogni potenza umana, dove il fallimento pu\u00f2 essere il preludio del pi\u00f9 grande compimento di ogni cosa nell\u0092amore. Proprio cos\u00ec, infatti, matura e si approfondisce la speranza del Regno di Dio: \u00abCome un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce\u00bb (Mc 4,26-27).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il Regno di Dio \u00e8 gi\u00e0 in mezzo a noi, come un seme nascosto allo sguardo superficiale e la cui crescita avviene nel silenzio. Chi ha occhi resi limpidi dallo Spirito Santo riesce a vederlo germogliare e non si lascia rubare la gioia del Regno a causa della zizzania sempre presente.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Gli orizzonti dello Spirito<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La speranza fondata sulla buona notizia che \u00e8 Ges\u00f9 ci fa alzare lo sguardo e ci spinge a contemplarlo nella cornice liturgica della festa dell\u0092Ascensione. Mentre sembra che il Signore si allontani da noi, in realt\u00e0 si allargano gli orizzonti della speranza. Infatti, ogni uomo e ogni donna, in Cristo, che eleva la nostra umanit\u00e0 fino al Cielo, pu\u00f2 avere piena libert\u00e0 di \u00abentrare nel santuario per mezzo del sangue di Ges\u00f9, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cio\u00e8 la sua carne\u00bb (Eb 10,19-20). Attraverso \u00abla forza dello Spirito Santo\u00bb possiamo essere \u00abtestimoni\u00bb e comunicatori di un\u0092umanit\u00e0 nuova, redenta, \u00abfino ai confini della terra\u00bb (cfr At 1,7-8).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La fiducia nel seme del Regno di Dio e nella logica della Pasqua non pu\u00f2 che plasmare anche il nostro modo di comunicare. Tale fiducia che ci rende capaci di operare \u0096 nelle molteplici forme in cui la comunicazione oggi avviene \u0096 con la persuasione che \u00e8 possibile scorgere e illuminare la buona notizia presente nella realt\u00e0 di ogni storia e nel volto di ogni persona.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Chi, con fede, si lascia guidare dallo Spirito Santo diventa capace di discernere in ogni avvenimento ci\u00f2 che accade tra Dio e l\u0092umanit\u00e0, riconoscendo come Egli stesso, nello scenario drammatico di questo mondo, stia componendo la trama di una storia di salvezza. Il filo con cui si tesse questa storia sacra \u00e8 la speranza e il suo tessitore non \u00e8 altri che lo Spirito Consolatore. La speranza \u00e8 la pi\u00f9 umile delle virt\u00f9, perch\u00e9 rimane nascosta nelle pieghe della vita, ma \u00e8 simile al lievito che fa fermentare tutta la pasta. Noi la alimentiamo leggendo sempre di nuovo la Buona Notizia, quel Vangelo che \u00e8 stato \u0093ristampato\u0094 in tantissime edizioni nelle vite dei santi, uomini e donne diventati icone dell\u0092amore di Dio. Anche oggi \u00e8 lo Spirito a seminare in noi il desiderio del Regno, attraverso tanti \u0093canali\u0094 viventi, attraverso le persone che si lasciano condurre dalla Buona Notizia in mezzo al dramma della storia, e sono come dei fari nel buio di questo mondo, che illuminano la rotta e aprono sentieri nuovi di fiducia e speranza.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dal Vaticano, 24 gennaio 2017<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Francesco<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 51ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00abNon temere, perch\u00e9 io sono con te\u00bb (Is 43,5). 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