{"id":28,"date":"2017-10-19T14:49:00","date_gmt":"2017-10-19T12:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/comunicazionisociali.chiesadigenova.it\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2015\/"},"modified":"2017-10-19T14:49:00","modified_gmt":"2017-10-19T12:49:00","slug":"messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2015\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2015"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><strong>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/strong><\/div>\n<div><strong>PER LA XLIX GIORNATA MONDIALE<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Comunicare la famiglia:<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">ambiente privilegiato dell\u0092incontro nella gratuit\u00e0 dell\u0092amore<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il tema della famiglia \u00e8 al centro di un\u0092approfondita riflessione ecclesiale e di un processo sinodale che prevede due Sinodi, uno straordinario \u0096 appena celebrato \u0096 ed uno ordinario, convocato per il prossimo ottobre. In tale contesto, ho ritenuto opportuno che il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali avesse come punto di riferimento la famiglia. La famiglia \u00e8 del resto il primo luogo dove impariamo a comunicare. Tornare a questo momento originario ci pu\u00f2 aiutare sia a rendere la comunicazione pi\u00f9 autentica e umana, sia a guardare la famiglia da un nuovo punto di vista.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Possiamo lasciarci ispirare dall\u0092icona evangelica della visita di Maria ad Elisabetta (Lc 1,39-56). \u00abAppena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclam\u00f2 a gran voce: \u0093Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!\u0094\u00bb (vv. 41-42).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, questo episodio ci mostra la comunicazione come un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo. La prima risposta al saluto di Maria la d\u00e0 infatti il bambino, sussultando gioiosamente nel grembo di Elisabetta. Esultare per la gioia dell\u0092incontro \u00e8 in un certo senso l\u0092archetipo e il simbolo di ogni altra comunicazione, che impariamo ancora prima di venire al mondo. Il grembo che ci ospita \u00e8 la prima \u0093scuola\u0094 di comunicazione, fatta di ascolto e di contatto corporeo, dove cominciamo a familiarizzare col mondo esterno in un ambiente protetto e al suono rassicurante del battito del cuore della mamma. Questo incontro tra due esseri insieme cos\u00ec intimi e ancora cos\u00ec estranei l\u0092uno all\u0092altra, un incontro pieno di promesse, \u00e8 la nostra prima esperienza di comunicazione. Ed \u00e8 un&#8217;esperienza che ci accomuna tutti, perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8 nato da una madre.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Anche dopo essere venuti al mondo restiamo in un certo senso in un \u0093grembo\u0094, che \u00e8 la famiglia. Un grembo fatto di persone diverse, in relazione: la famiglia \u00e8 il \u00abluogo dove si impara a convivere nella differenza\u00bb (Esort. ap. Evangelii gaudium, 66). Differenze di generi e di generazioni, che comunicano prima di tutto perch\u00e9 si accolgono a vicenda, perch\u00e9 tra loro esiste un vincolo. E pi\u00f9 largo \u00e8 il ventaglio di queste relazioni, pi\u00f9 sono diverse le et\u00e0, e pi\u00f9 ricco \u00e8 il nostro ambiente di vita. \u00c8 il legame che sta a fondamento della parola, che a sua volta rinsalda il legame. Le parole non le inventiamo: le possiamo usare perch\u00e9 le abbiamo ricevute. E\u0092 in famiglia che si impara a parlare nella \u0093lingua materna\u0094, cio\u00e8 la lingua dei nostri antenati (cfr 2 Mac 7,25.27). In famiglia si percepisce che altri ci hanno preceduto, ci hanno messo nella condizione di esistere e di potere a nostra volta generare vita e fare qualcosa di buono e di bello. Possiamo dare perch\u00e9 abbiamo ricevuto, e questo circuito virtuoso sta al cuore della capacit\u00e0 della famiglia di comunicarsi e di comunicare; e, pi\u00f9 in generale, \u00e8 il paradigma di ogni comunicazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u0092esperienza del legame che ci \u0093precede\u0094 fa s\u00ec che la famiglia sia anche il contesto in cui si trasmette quella forma fondamentale di comunicazione che \u00e8 la preghiera. Quando la mamma e il pap\u00e0 fanno addormentare i loro bambini appena nati, molto spesso li affidano a Dio, perch\u00e9 vegli su di essi; e quando sono un po\u0092 pi\u00f9 grandi recitano insieme con loro semplici preghiere, ricordando con affetto anche altre persone, i nonni, altri parenti, i malati e i sofferenti, tutti coloro che hanno pi\u00f9 bisogno dell\u0092aiuto di Dio. Cos\u00ec, in famiglia, la maggior parte di noi ha imparato la dimensione religiosa della comunicazione, che nel cristianesimo \u00e8 tutta impregnata di amore, l\u0092amore di Dio che si dona a noi e che noi offriamo agli altri.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella famiglia \u00e8 soprattutto la capacit\u00e0 di abbracciarsi, sostenersi, accompagnarsi, decifrare gli sguardi e i silenzi, ridere e piangere insieme, tra persone che non si sono scelte e tuttavia sono cos\u00ec importanti l\u0092una per l\u0092altra, a farci capire che cosa \u00e8 veramente la comunicazione come scoperta e costruzione di prossimit\u00e0. Ridurre le distanze, venendosi incontro a vicenda e accogliendosi, \u00e8 motivo di gratitudine e gioia: dal saluto di Maria e dal sussulto del bambino scaturisce la benedizione di Elisabetta, a cui segue il bellissimo cantico del Magnificat, nel quale Maria loda il disegno d\u0092amore di Dio su di lei e sul suo popolo. Da un \u0093s\u00ec\u0094 pronunciato con fede scaturiscono conseguenze che vanno ben oltre noi stessi e si espandono nel mondo. \u0093Visitare\u0094 comporta aprire le porte, non rinchiudersi nei propri appartamenti, uscire, andare verso l\u0092altro. Anche la famiglia \u00e8 viva se respira aprendosi oltre s\u00e9 stessa, e le famiglie che fanno questo possono comunicare il loro messaggio di vita e di comunione, possono dare conforto e speranza alle famiglie pi\u00f9 ferite, e far crescere la Chiesa stessa, che \u00e8 famiglia di famiglie.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La famiglia \u00e8 pi\u00f9 di ogni altro il luogo in cui, vivendo insieme nella quotidianit\u00e0, si sperimentano i limiti propri e altrui, i piccoli e grandi problemi della coesistenza, dell\u0092andare d\u0092accordo. Non esiste la famiglia perfetta, ma non bisogna avere paura dell\u0092imperfezione, della fragilit\u00e0, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva. Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una scuola di perdono. Il perdono \u00e8 una dinamica di comunicazione, una comunicazione che si logora, che si spezza e che, attraverso il pentimento espresso e accolto, si pu\u00f2 riannodare e far crescere. Un bambino che in famiglia impara ad ascoltare gli altri, a parlare in modo rispettoso, esprimendo il proprio punto di vista senza negare quello altrui, sar\u00e0 nella societ\u00e0 un costruttore di dialogo e di riconciliazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">A proposito di limiti e comunicazione, hanno tanto da insegnarci le famiglie con figli segnati da una o pi\u00f9 disabilit\u00e0. Il deficit motorio, sensoriale o intellettivo \u00e8 sempre una tentazione a chiudersi; ma pu\u00f2 diventare, grazie all\u0092amore dei genitori, dei fratelli e di altre persone amiche, uno stimolo ad aprirsi, a condividere, a comunicare in modo inclusivo; e pu\u00f2 aiutare la scuola, la parrocchia, le associazioni a diventare pi\u00f9 accoglienti verso tutti, a non escludere nessuno.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">In un mondo, poi, dove cos\u00ec spesso si maledice, si parla male, si semina zizzania, si inquina con le chiacchiere il nostro ambiente umano, la famiglia pu\u00f2 essere una scuola di comunicazione come benedizione. E questo anche l\u00e0 dove sembra prevalere l\u0092inevitabilit\u00e0 dell\u0092odio e della violenza, quando le famiglie sono separate tra loro da muri di pietra o dai muri non meno impenetrabili del pregiudizio e del risentimento, quando sembrano esserci buone ragioni per dire \u0093adesso basta\u0094; in realt\u00e0, benedire anzich\u00e9 maledire, visitare anzich\u00e9 respingere, accogliere anzich\u00e9 combattere \u00e8 l\u0092unico modo per spezzare la spirale del male, per testimoniare che il bene \u00e8 sempre possibile, per educare i figli alla fratellanza.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Oggi i media pi\u00f9 moderni, che soprattutto per i pi\u00f9 giovani sono ormai irrinunciabili, possono sia ostacolare che aiutare la comunicazione in famiglia e tra famiglie. La possono ostacolare se diventano un modo di sottrarsi all\u0092ascolto, di isolarsi dalla compresenza fisica, con la saturazione di ogni momento di silenzio e di attesa disimparando che \u00abil silenzio \u00e8 parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto\u00bb (Benedetto XVI, Messaggio per la 46\u00aa G.M. delle Comunicazioni Sociali, 24.1.2012). La possono favorire se aiutano a raccontare e condividere, a restare in contatto con i lontani, a ringraziare e chiedere perdono, a rendere sempre di nuovo possibile l\u0092incontro. Riscoprendo quotidianamente questo centro vitale che \u00e8 l\u0092incontro, questo \u0093inizio vivo\u0094, noi sapremo orientare il nostro rapporto con le tecnologie, invece che farci guidare da esse. Anche in questo campo, i genitori sono i primi educatori. Ma non vanno lasciati soli; la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 chiamata ad affiancarli perch\u00e9 sappiano insegnare ai figli a vivere nell\u0092ambiente comunicativo secondo i criteri della dignit\u00e0 della persona umana e del bene comune.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La sfida che oggi ci si presenta \u00e8, dunque, reimparare a raccontare, non semplicemente a produrre e consumare informazione. E\u0092 questa la direzione verso cui ci spingono i potenti e preziosi mezzi della comunicazione contemporanea. L\u0092informazione \u00e8 importante ma non basta, perch\u00e9 troppo spesso semplifica, contrappone le differenze e le visioni diverse sollecitando a schierarsi per l\u0092una o l\u0092altra, anzich\u00e9 favorire uno sguardo d\u0092insieme.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Anche la famiglia, in conclusione, non \u00e8 un oggetto sul quale si comunicano delle opinioni o un terreno sul quale combattere battaglie ideologiche, ma un ambiente in cui si impara a comunicare nella prossimit\u00e0 e un soggetto che comunica, una \u0093comunit\u00e0 comunicante\u0094. Una comunit\u00e0 che sa accompagnare, festeggiare e fruttificare. In questo senso \u00e8 possibile ripristinare uno sguardo capace di riconoscere che la famiglia continua ad essere una grande risorsa, e non solo un problema o un\u0092istituzione in crisi. I media tendono a volte a presentare la famiglia come se fosse un modello astratto da accettare o rifiutare, da difendere o attaccare, invece che una realt\u00e0 concreta da vivere; o come se fosse un\u0092ideologia di qualcuno contro qualcun altro, invece che il luogo dove tutti impariamo che cosa significa comunicare nell\u0092amore ricevuto e donato. Raccontare significa invece comprendere che le nostre vite sono intrecciate in una trama unitaria, che le voci sono molteplici e ciascuna \u00e8 insostituibile.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La famiglia pi\u00f9 bella, protagonista e non problema, \u00e8 quella che sa comunicare, partendo dalla testimonianza, la bellezza e la ricchezza del rapporto tra uomo e donna, e di quello tra genitori e figli. Non lottiamo per difendere il passato, ma lavoriamo con pazienza e fiducia, in tutti gli ambienti che quotidianamente abitiamo, per costruire il futuro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dal Vaticano, 23 gennaio 2015<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Vigilia della festa di san Francesco di Sales<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Francesco<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA XLIX GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI \u00a0 \u00a0 \u00a0 Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell\u0092incontro nella gratuit\u00e0 dell\u0092amore \u00a0 \u00a0 \u00a0 Il tema della famiglia \u00e8 al centro di un\u0092approfondita riflessione ecclesiale e di un processo sinodale che prevede due Sinodi, uno straordinario \u0096 appena celebrato \u0096 ed [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-28","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-documenti"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}