{"id":26,"date":"2014-01-30T12:44:00","date_gmt":"2014-01-30T11:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/comunicazionisociali.chiesadigenova.it\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2014\/"},"modified":"2014-01-30T12:44:00","modified_gmt":"2014-01-30T11:44:00","slug":"messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/comunicazionisociali\/messaggio-per-la-giornata-delle-comunicazioni-sociali-2014\/","title":{"rendered":"Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2014"},"content":{"rendered":"<div><strong>\u00a0MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/strong><\/div>\n<div><strong>PER LA XLVIII GIORNATA MONDIALE\u00a0DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><strong>Comunicazione al servizio di un\u0092autentica cultura dell\u0092incontro<\/strong><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Domenica, 1 giugno 2014<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0Cari fratelli e sorelle,<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">oggi viviamo in un mondo che sta diventando sempre pi\u00f9 \u0093piccolo\u0094 e dove, quindi, sembrerebbe essere facile farsi prossimi gli uni agli altri. Gli sviluppi dei trasporti e delle tecnologie di comunicazione ci stanno avvicinando, connettendoci sempre di pi\u00f9, e la globalizzazione ci fa interdipendenti. Tuttavia all\u0092interno dell\u0092umanit\u00e0 permangono divisioni, a volte molto marcate. A livello globale vediamo la scandalosa distanza tra il lusso dei pi\u00f9 ricchi e la miseria dei pi\u00f9 poveri. Spesso basta andare in giro per le strade di una citt\u00e0 per vedere il contrasto tra la gente che vive sui marciapiedi e le luci sfavillanti dei negozi. Ci siamo talmente abituati a tutto ci\u00f2 che non ci colpisce pi\u00f9. Il mondo soffre di molteplici forme di esclusione, emarginazione e povert\u00e0; come pure di conflitti in cui si mescolano cause economiche, politiche, ideologiche e, purtroppo, anche religiose.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire pi\u00f9 prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unit\u00e0 della famiglia umana che spinge alla solidariet\u00e0 e all\u0092impegno serio per una vita pi\u00f9 dignitosa. Comunicare bene ci aiuta ad essere pi\u00f9 vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere pi\u00f9 uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell\u0092incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare internet pu\u00f2 offrire maggiori possibilit\u00e0 di incontro e di solidariet\u00e0 tra tutti, e questa \u00e8 una cosa buona, \u00e8 un dono di Dio.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Esistono per\u00f2 aspetti problematici: la velocit\u00e0 dell\u0092informazione supera la nostra capacit\u00e0 di riflessione e giudizio e non permette un\u0092espressione di s\u00e9 misurata e corretta. La variet\u00e0 delle opinioni espresse pu\u00f2 essere percepita come ricchezza, ma \u00e8 anche possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici. L\u0092ambiente comunicativo pu\u00f2 aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci. Il desiderio di connessione digitale pu\u00f2 finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta pi\u00f9 vicino. Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Questi limiti sono reali, tuttavia non giustificano un rifiuto dei media sociali; piuttosto ci ricordano che la comunicazione \u00e8, in definitiva, una conquista pi\u00f9 umana che tecnologica. Dunque, che cosa ci aiuta nell\u0092ambiente digitale a crescere in umanit\u00e0 e nella comprensione reciproca? Ad esempio, dobbiamo recuperare un certo senso di lentezza e di calma. Questo richiede tempo e capacit\u00e0 di fare silenzio per ascoltare. Abbiamo anche bisogno di essere pazienti se vogliamo capire chi \u00e8 diverso da noi: la persona esprime pienamente se stessa non quando \u00e8 semplicemente tollerata, ma quando sa di essere davvero accolta. Se siamo veramente desiderosi di ascoltare gli altri, allora impareremo a guardare il mondo con occhi diversi e ad apprezzare l\u0092esperienza umana come si manifesta nelle varie culture e tradizioni. Ma sapremo anche meglio apprezzare i grandi valori ispirati dal Cristianesimo, ad esempio la visione dell\u0092uomo come persona, il matrimonio e la famiglia, la distinzione tra sfera religiosa e sfera politica, i principi di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0, e altri.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Come allora la comunicazione pu\u00f2 essere a servizio di un\u0092autentica cultura dell\u0092incontro? E per noi discepoli del Signore, che cosa significa incontrare una persona secondo il Vangelo? Come \u00e8 possibile, nonostante tutti i nostri limiti e peccati, essere veramente vicini gli uni agli altri? Queste domande si riassumono in quella che un giorno uno scriba, cio\u00e8 un comunicatore, rivolse a Ges\u00f9: \u00abE chi \u00e8 mio prossimo?\u00bb (Lc 10,29). Questa domanda ci aiuta a capire la comunicazione in termini di prossimit\u00e0. Potremmo tradurla cos\u00ec: come si manifesta la \u0093prossimit\u00e0\u0094 nell\u0092uso dei mezzi di comunicazione e nel nuovo ambiente creato dalle tecnologie digitali? Trovo una risposta nella parabola del buon samaritano, che \u00e8 anche una parabola del comunicatore. Chi comunica, infatti, si fa prossimo. E il buon samaritano non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell\u0092uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada. Ges\u00f9 inverte la prospettiva: non si tratta di riconoscere l\u0092altro come un mio simile, ma della mia capacit\u00e0 di farmi simile all\u0092altro. Comunicare significa quindi prendere consapevolezza di essere umani, figli di Dio. Mi piace definire questo potere della comunicazione come \u0093prossimit\u00e0\u0094.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0Quando la comunicazione ha il prevalente scopo di indurre al consumo o alla manipolazione delle persone, ci troviamo di fronte a un\u0092aggressione violenta come quella subita dall\u0092uomo percosso dai briganti e abbandonato lungo la strada, come leggiamo nella parabola. In lui il levita e il sacerdote non vedono un loro prossimo, ma un estraneo da cui era meglio tenersi a distanza. A quel tempo, ci\u00f2 che li condizionava erano le regole della purit\u00e0 rituale. Oggi, noi corriamo il rischio che alcuni media ci condizionino al punto da farci ignorare il nostro prossimo reale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Non basta passare lungo le \u0093strade\u0094 digitali, cio\u00e8 semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall\u0092incontro vero. Non possiamo vivere da soli, rinchiusi in noi stessi. Abbiamo bisogno di amare ed essere amati. Abbiamo bisogno di tenerezza. Non sono le strategie comunicative a garantire la bellezza, la bont\u00e0 e la verit\u00e0 della comunicazione. Anche il mondo dei media non pu\u00f2 essere alieno dalla cura per l\u0092umanit\u00e0, ed \u00e8 chiamato ad esprimere tenerezza. La rete digitale pu\u00f2 essere un luogo ricco di umanit\u00e0, non una rete di fili ma di persone umane. La neutralit\u00e0 dei media \u00e8 solo apparente: solo chi comunica mettendo in gioco se stesso pu\u00f2 rappresentare un punto di riferimento. Il coinvolgimento personale \u00e8 la radice stessa dell\u0092affidabilit\u00e0 di un comunicatore. Proprio per questo la testimonianza cristiana, grazie alla rete, pu\u00f2 raggiungere le periferie esistenziali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Lo ripeto spesso: tra una Chiesa accidentata che esce per strada, e una Chiesa ammalata di autoreferenzialit\u00e0, non ho dubbi nel preferire la prima. E le strade sono quelle del mondo dove la gente vive, dove \u00e8 raggiungibile effettivamente e affettivamente. Tra queste strade ci sono anche quelle digitali, affollate di umanit\u00e0, spesso ferita: uomini e donne che cercano una salvezza o una speranza. Anche grazie alla rete il messaggio cristiano pu\u00f2 viaggiare \u00abfino ai confini della terra\u00bb (At 1,8). Aprire le porte delle chiese significa anche aprirle nell\u0092ambiente digitale, sia perch\u00e9 la gente entri, in qualunque condizione di vita essa si trovi, sia perch\u00e9 il Vangelo possa varcare le soglie del tempio e uscire incontro a tutti. Siamo chiamati a testimoniare una Chiesa che sia casa di tutti. Siamo capaci di comunicare il volto di una Chiesa cos\u00ec? La comunicazione concorre a dare forma alla vocazione missionaria di tutta la Chiesa, e le reti sociali sono oggi uno dei luoghi in cui vivere questa vocazione a riscoprire la bellezza della fede, la bellezza dell\u0092incontro con Cristo. Anche nel contesto della comunicazione serve una Chiesa che riesca a portare calore, ad accendere il cuore.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La testimonianza cristiana non si fa con il bombardamento di messaggi religiosi, ma con la volont\u00e0 di donare se stessi agli altri \u00abattraverso la disponibilit\u00e0 a coinvolgersi pazientemente e con rispetto nelle loro domande e nei loro dubbi, nel cammino di ricerca della verit\u00e0 e del senso dell\u0092esistenza umana\u00bb (Benedetto XVI, Messaggio per la XLVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2013). Pensiamo all\u0092episodio dei discepoli di Emmaus. Occorre sapersi inserire nel dialogo con gli uomini e le donne di oggi, per comprenderne le attese, i dubbi, le speranze, e offrire loro il Vangelo, cio\u00e8 Ges\u00f9 Cristo, Dio fatto uomo, morto e risorto per liberarci dal peccato e dalla morte. La sfida richiede profondit\u00e0, attenzione alla vita, sensibilit\u00e0 spirituale. Dialogare significa essere convinti che l\u0092altro abbia qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto di vista, alle sue proposte. Dialogare non significa rinunciare alle proprie idee e tradizioni, ma alla pretesa che siano uniche ed assolute.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u0092icona del buon samaritano, che fascia le ferite dell\u0092uomo percosso versandovi sopra olio e vino, ci sia di guida. La nostra comunicazione sia olio profumato per il dolore e vino buono per l\u0092allegria. La nostra luminosit\u00e0 non provenga da trucchi o effetti speciali, ma dal nostro farci prossimo di chi incontriamo ferito lungo il cammino, con amore, con tenerezza. Non abbiate timore di farvi cittadini dell\u0092ambiente digitale. \u00c8 importante l\u0092attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per dialogare con l\u0092uomo d\u0092oggi e portarlo all\u0092incontro con Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi in cammino con tutti. In questo contesto la rivoluzione dei mezzi di comunicazione e dell\u0092informazione \u00e8 una grande e appassionante sfida, che richiede energie fresche e un\u0092immaginazione nuova per trasmettere agli altri la bellezza di Dio.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal Vaticano, 24 gennaio 2014, memoria di san Francesco di Sales<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><strong>Papa\u00a0Francesco<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA XLVIII GIORNATA MONDIALE\u00a0DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI \u00a0 Comunicazione al servizio di un\u0092autentica cultura dell\u0092incontro \u00a0 Domenica, 1 giugno 2014 \u00a0 \u00a0 \u00a0Cari fratelli e sorelle, \u00a0 oggi viviamo in un mondo che sta diventando sempre pi\u00f9 \u0093piccolo\u0094 e dove, quindi, sembrerebbe essere facile farsi prossimi gli uni agli altri. 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