{"id":7002,"date":"2026-04-23T11:24:48","date_gmt":"2026-04-23T09:24:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=7002"},"modified":"2026-04-23T11:25:22","modified_gmt":"2026-04-23T09:25:22","slug":"per-una-teologia-kerigmatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/per-una-teologia-kerigmatica\/","title":{"rendered":"PER UNA TEOLOGIA KERIGMATICA"},"content":{"rendered":"<p>Mi sembra utile richiamare la questione dei cosiddetti <em>ricomincianti<\/em>. Si tratta di persone che, per varie ragioni, hanno abbandonato la fede e la pratica religiosa diversi anni fa, magari da ragazzi, e oggi in qualche modo ritornano, si riaffacciano sulle soglie del credere attraverso percorsi personali o comunitari diversificati, e molti di loro chiedono di essere battezzati. Il fenomeno, che sembrava all\u2019inizio relegato al contesto francese, sta gi\u00e0 emergendo in diverse zone d\u2019Europa cos\u00ec come negli Stati Uniti; e se in Francia nella Veglia pasquale di quest\u2019anno sono stato circa 21 mila i nuovi battezzati (di cui 13 mila adulti), anche la diocesi di Milano registra un trend positivo dal 2023.<\/p>\n<p>La questione merita un discernimento attento sia dal punto di vista teologico-spirituale che sul versante ecclesiale-pastorale; occorre sempre guardare con attenzione e in profondit\u00e0 ai percorsi di conversione, leggerli a partire dai contesti di vita e da quelli ecclesiali di riferimento in cui accadono, valutarne le ambivalenze e i rischi. In generale, non bisogna trarne conclusioni affrettate, ingenuamente troppo ottimiste, e crearsi un ulteriore alibi per non interrogarsi sulla crisi del cristianesimo.<\/p>\n<p>Tuttavia, il ricominciare a credere di molti, che sta interrogando le Chiese direttamente coinvolte e interpella tutti noi circa i percorsi di accompagnamento di tali processi, rappresenta certamente una breccia. Il postulato del secolarismo sulla fine delle religioni cos\u00ec come la sicurezza di alcune analisi sulla scomparsa di Dio hanno quantomeno bisogno di essere riviste e rilette, forse guardate sotto una luce diversa.<\/p>\n<p>Spesso, alcuni nostri contemporanei si sono allontanati dalla fede per rappresentazioni distorte di Dio o per esperienze ecclesiali negative, altri ancora per ragioni personali rispetto. Eppure, molte di queste persone non sono semplicemente diventate atee: come afferma\u00a0<em>Tom\u00e1\u0161<\/em>\u00a0Hal\u00edk alcuni tra quelli che si sono allontanati hanno preso le distanze dalle vie tradizionali del credere e dalle sue forme istituzionali, ma spesso sono rimasti in ricerca spirituale. Perci\u00f2, egli afferma, \u00abla risposta alla domanda chi \u00e8 \u00abcredente\u00bb e chi \u00e8 \u00abnon credente\u00bb \u00e8 molto pi\u00f9 complessa di quanto possa sembrare a prima vista\u2026Esplorare questo paesaggio e ambientarsi in esso sar\u00e0 il compito della Chiesa\u00bb<a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/teologia\/perche-ci-serve-una-teologia-kerigmatica\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>(da settimana news)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/teologia\/perche-ci-serve-una-teologia-kerigmatica\/\">https:\/\/www.settimananews.it\/teologia\/perche-ci-serve-una-teologia-kerigmatica\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sembra utile richiamare la questione dei cosiddetti ricomincianti. 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