{"id":6507,"date":"2025-11-04T12:18:40","date_gmt":"2025-11-04T11:18:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=6507"},"modified":"2025-11-10T12:49:41","modified_gmt":"2025-11-10T11:49:41","slug":"silenzio-pensiero-e-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/silenzio-pensiero-e-parola\/","title":{"rendered":"Silenzio, pensiero e parola"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo ho evitato volutamente l\u2019analisi della \u201cParola\u201d che crea, del \u201cdire\u201d di Dio in Gen 1,1-2,4a, da cui emergono e prendono vita gli elementi della creazione. Volevo, infatti, scendere maggiormente in profondit\u00e0 riguardo a ci\u00f2 che sembra determinare il venire al mondo di cose, animali e uomo.<br \/>\nCi\u00f2 in ragione del fatto che proprio il parlare di Dio genera alcune domande, che necessitano di un\u2019indagine specifica.<br \/>\nLa prima volta che compare il verbo dire riferito a Dio \u00e8 al v. 3: \u201cE Dio disse: \u201cSia la luce, e fu la luce\u201d\u201d. \u201cDio disse\u201d, questi termini ritornano altre otto volte nel c. 1 di Genesi. Di queste nove volte totali solo in due, vv. 28.29, le ultime, Dio sembra rivolgersi veramente a qualcuno, ovvero al genere umano appena creato, l\u2019\u2019adam, che sar\u00e0 protagonista dei cc. 2 e 3. E le altre volte? Con chi parla Dio le altre volte?<br \/>\nSi direbbe con nessuno, visto che, soprattutto nella prima ricorrenza, non esiste letteralmente anima viva. Se pensassimo a un cristiano come autore del primo capitolo della Scrittura, si potrebbe parlare di dialogo intra trinitario. Ma non \u00e8 chiaramente cos\u00ec. L\u2019autore \u201csacerdotale\u201d, vissuto almeno quattro secoli prima di Cristo, non aveva quest\u2019intenzione. E allora? Dio parla tra s\u00e9? Potrebbe essere una soluzione. Ma io credo in un\u2019altra possibilit\u00e0, e la domanda a questo punto che pongo \u00e8 questa: Dio parla realmente?<br \/>\nMi viene in aiuto la storia delle lingue semitiche. Il verbo ebraico \u2018amar, \u201cdire\u201d, trova la sua origine in lingue pi\u00f9 arcaiche come l\u2019Accadico, che riporta come significato del verbo amaru, l\u2019equivalente dell\u2019\u2019amar ebraico, non tanto \u201cdire\u201d quanto \u201cpensare\u201d. Il termine passa poi nelle altre lingue semitiche, come ad esempio nell\u2019ugaritico, dove ritroviamo amara, che ha gi\u00e0 il significato di \u201cdire\u201d, assieme a quello secondario, molto interessante, di \u201cvedere\u201d.<br \/>\nQuindi il verbo \u201cdire\u201d, ha alla sua radice il \u201cpensare\u201d, e in seconda battuta il \u201cvedere\u201d. D\u2019altronde il termine ebraico viene talvolta impiegato anche nella Scrittura proprio con il senso di \u201cpensare\u201d.<br \/>\nIn un primo tempo, dunque, la creazione avviene ad opera del pensiero di Dio.<br \/>\nDio pensa e la luce \u00e8, e la luce consente il \u201cvedere\u201d, il distinguere cose e immagini. Il pensiero \u00e8 la prima parola di Dio, una parola non detta che mette in atto il cosmo, il tempo, la vita.<br \/>\nIl percorso diventa cos\u00ec molto chiaro: un pensiero crea fino ad un \u201ctu\u201d, l\u2019uomo, con cui si pu\u00f2 \u201cparlare\u201d ed entrare in relazione.<br \/>\nIl pensiero, in s\u00e9, \u00e8 silenzio. \u00c8 ci\u00f2 che nasce per primo dal silenzio dell\u2019eternit\u00e0, da quel \u201csottofondo\u201d fecondo, \u201ccovato\u201d dallo Spirito, da cui si determinano le condizioni della creazione. E nel silenzio avviene l\u2019atto di Dio, del Dio che pensa, mostrando ancora come il silenzio \u00e8 il grembo da cui emerge l\u2019ordine, e poi la parola, e dalla parola la relazione.<br \/>\nSilenzio, pensiero, parola e quindi relazione. Ma anche pensiero e silenzio sono relazione, perch\u00e9 fondano e ordinano la parola, generandone la fecondit\u00e0 e la limpidezza. Diversamente la parola potrebbe essere vuota, inutile o addirittura dannosa.<br \/>\nLa riflessione che ricaviamo da tutto ci\u00f2 \u00e8 semplice quanto difficile da mettere in atto, poich\u00e9 necessita di attenzione e custodia, come la parola stessa.<br \/>\nIl silenzio ci pone di fronte a noi stessi, cos\u00ec come Dio si \u201cvedeva\u201d nel momento della creazione. Ci\u00f2 dovrebbe consentirci di vegliare sul nostro pensiero, altrimenti incline a pregiudizi, per poter a nostra volta \u201cdire\u201d con maggior profondit\u00e0 e franchezza.<br \/>\nIl silenzio pu\u00f2, dunque, divenire anche per noi strumento di parola, sia in s\u00e9 (il silenzio \u201cdice\u201d quanto la \u201cparola\u201d) sia come momento in cui la parola viene pensata e ordinata, in vista del suo essere espressa.<br \/>\nFare silenzio, facendo tacere le nostre precomprensioni in favore dell\u2019\u201deternit\u00e0\u201d, \u00e8 il modo per creare i presupposti al pensiero e alla parola.<br \/>\nInsomma, quello di Genesi 1 \u00e8 un invito a fare propria la critica contenuta in modi di dire come \u201cparlare prima di pensare\u201d o \u201cparlare senza pensare\u201d, perch\u00e9 la relazione tra silenzio, pensiero e parola \u00e8 \u201cdivina\u201d, quindi \u00e8 atto d\u2019amore creativo, e come tale deve essere custodito per non venire sprecato.<br \/>\nSi dice anche \u201cconta fino a dieci prima di parlare\u201d. Io preferisco: \u201cfai silenzio in te stesso e non serve contare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Roberto Bisio<\/strong><br \/>\n<em>Presidente<\/em><br \/>\n<em>Centro Culturale San Paolo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo ho evitato volutamente l\u2019analisi della \u201cParola\u201d che crea, del \u201cdire\u201d di Dio in Gen 1,1-2,4a, da cui emergono e prendono vita gli elementi della creazione. Volevo, infatti, scendere maggiormente in profondit\u00e0 riguardo a ci\u00f2 che sembra determinare il venire al mondo di cose, animali e uomo. 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