{"id":5803,"date":"2025-05-06T15:15:13","date_gmt":"2025-05-06T13:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=5803"},"modified":"2025-05-06T15:15:13","modified_gmt":"2025-05-06T13:15:13","slug":"il-falso-satana-e-il-vero-diavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/il-falso-satana-e-il-vero-diavolo\/","title":{"rendered":"Il falso Satana e il vero Diavolo"},"content":{"rendered":"<p>Per continuare a parlare di \u201cDeserto\u201d ho scelto due racconti non consueti, che affrontano l\u2019esperienza ebraica al Sinai e i successivi quarant\u2019anni da una prospettiva differente, direi, parafrasando Huysmans, \u00e0 rebours, a ritroso. Si tratta della \u201cmorte di Mos\u00e8\u201d, che analizzeremo nel prossimo articolo, e il racconto di Bala\u2019am, oggetto di questo contributo.<br \/>\nSiamo, dunque, con Numeri 22-24 gi\u00e0 a Moab, al di l\u00e0 del deserto. Gli israeliti si sono accampati e attendono di fare il loro ingresso nella Terra di Cana\u2019an. Il re di Moab, Bal\u00e0kh, teme di essere sopraffatto da questo nuovo popolo che si \u00e8 affacciato sulle sue terre. Decide dunque di ricorrere a Bala\u2019\u00e0m, un indovino proveniente, \u201cdal paese dei figli di Amau\u201d, a Oriente, perch\u00e9 maledica gli israeliti.<br \/>\nPrendono avvio in questo modo una serie di peripezie, che vedono Bala\u2019\u00e0m protagonista di un cammino straordinario di conversione attraverso incontri, ostacoli e apparenti contraddizioni.<br \/>\nIl racconto \u00e8 complesso, per cui ci soffermeremo solo su due momenti in particolare rimandando ai lettori il piacere di ricostruire tutte le vicende direttamente dal testo.<br \/>\nAnalizzeremo quindi l\u2019incontro\/scontro di Bala\u2019\u00e0m con l\u2019angelo e i tre tentativi di Bal\u00e0kh di ottenere la maledizione di Israele. Prima per\u00f2 una breve considerazione semantica: il testo originale utilizza diversi termini per \u201cmaledizione\u201d e \u201cmaledire\u201d, mentre un\u2019unica radice \u00e8 impiegata per \u201cbenedizione\u201d e \u201cbenedire\u201d, ovvero b-r-kh, da cui il verbo barakh. Esistono pertanto per la lingua ebraica diversi generi e fonti di maledizione, ma esiste una sola benedizione: quella di Dio, e quella verso Dio, tanto che la lode risulta essere l\u2019antitesi alla maledizione. Il verbo, infatti, pi\u00f9 usato in ebraico per \u201cmaledire\u201d \u00e8 qalal, in chiaro rapporto con halal, \u201clodare\u201d (da cui l\u2019imperativo hallelu-ia, \u201clodate YHWH\u201d). La lode, dunque, \u00e8 l\u2019opposto della maledizione, poich\u00e9 \u00e8 la benedizione \u201ca Dio\u201d.<br \/>\nBala\u2019\u00e0m, Bil\u2019\u00e0m in ebraico, il \u201csenza popolo\u201d o il \u201cnon popolo\u201d, lo straniero, l\u2019apolide, si mette dunque in viaggio verso la corte di Bal\u00e0kh, il re che desidera maledire il \u201cpopolo\u201d di Dio, ma un angelo lungo la via si erge davanti a lui e compie un\u2019azione che in ebraico viene resa con lesat\u00e0n. Le traduzioni riportano spesso \u201cper ostacolarlo\u201d, ma lesat\u00e0n significa letteralmente, \u201ccome avversario\u201d, \u201ccome accusatore\u201d (Nm 22,22): \u201ccome satana\u201d. Un angelo, dunque, si pone \u201ccome satana\u201d, paradosso evidente e apparentemente fuorviante.<br \/>\nCome altrettanto paradossale \u00e8 il fatto che \u00e8 l\u2019asina sul quale l\u2019indovino viaggia a scorgere l\u2019angelo e a cercare di sfuggirgli conducendo lontano Bala\u2019\u00e0m, che non capendo le intenzioni dell\u2019animale la percuote. Il messaggero divino costringe l\u2019asina e il suo carico in un vicolo cieco, talmente stretto \u201cche non vi era modo di ritirarsi n\u00e9 a destra, n\u00e9 a sinistra\u201d (Nm 22,26). Ma lo straniero continua a non comprendere e si accanisce contro l\u2019asina, che si \u00e8 accovacciata sotto di lui.<br \/>\nA questo punto avviene l\u2019inaspettato: l\u2019asina utilizza la conoscenza che Bala\u2019\u00e0m ha di lei e gli dice: \u201cNon sono io la tua asina sulla quale hai sempre cavalcato fino ad oggi? Sono forse abituata ad agire cos\u00ec?\u201d (Nm 22,30). \u00c8 dunque il rapporto \u201cpersonale\u201d che convince Bala\u2019\u00e0m che qualcosa di particolare sta accadendo, ed \u00e8 in questo frangente che Dio gli apre occhi e gli fa vedere l\u2019angelo per quella che \u00e8 la sua vera natura non un sat\u00e0n, ma un mal\u00e0kh, un \u201cmessaggero\u201d di Dio, colui che parla per conto di Dio.<br \/>\nE Dio chiede a Bala\u2019\u00e0m di parlare le sue parole al cospetto di Bal\u00e0kh.<br \/>\nQuesto racconto genera diverse riflessioni, ne evidenzio alcune, che riguardano in particolare la comprensione ex post dell\u2019agire di Dio.<br \/>\nCos\u00ec come l\u2019angelo in questo caso ha chiuso l\u2019indovino in un vicolo cieco per far operare un riconoscimento, allo stesso modo Dio in vari luoghi della Bibbia per amore del suo popolo, spesso senza il suo consenso, giunge a \u201cergersi\u201d come avversario, a mettere l\u2019uomo con le spalle al muro pur di salvarlo e mostrargli la via.<br \/>\nL\u2019uomo per\u00f2 non capisce l\u2019azione di Dio e anzi lo percepisce come l\u2019avversario che davanti a lui si para e non come il salvatore che lo avvicina.<br \/>\nLa strada \u00e8 dunque quella dell\u2019abbandono fiducioso alla volont\u00e0 e ai piani di Dio permettendo cos\u00ec che la verit\u00e0 si sveli nelle sue sfumature, che la natura del bene si manifesti e che il percorso per divenire \u201cparola vivente\u201d finalmente si compia.<br \/>\nProseguendo il racconto e sulla scorta di questo incontro l\u2019indovino che si reca da Bal\u00e0kh \u00e8 gi\u00e0 un uomo diverso da quello che si era messo in cammino. Il re di Moab trascina per tre volte Bala\u2019\u00e0m in luoghi particolari, sempre in alto, sempre \u201cin cima\u201d: \u201clo fece salire a Bamot-Baal\u201d (Nm 22,41), \u201cal campo di Zofim, sulla cima del Pisga\u201d (Nm 23,14) e \u201cin cima al Peor, che \u00e8 di fronte al deserto\u201d (Nm 23,28) allo scopo di far maledire il popolo di Israele.<br \/>\n\u00c8 profonda l\u2019assonanza tra questo testo e il racconto dei quaranta giorni di Ges\u00f9 nel deserto in Lc 4,1-13.<br \/>\nLo schema del racconto \u00e8 identico: un incontro, seguito da tre \u201ctentazioni\u201d e una conclusione in cui il tentatore va sconfitto per la sua strada. Ovviamente sono molte anche le differenze tra i due brani, prima fra tutti quella che riguarda la figura del protagonista qui un indovino straniero, in Luca il Figlio di Dio, ed \u00e8 una delle ragioni per cui nel testo lucano \u00e8 lo Spirito di Dio a guidare Ges\u00f9 nel deserto, e lo fa all\u2019inizio del cammino, mentre qui, \u00e8 a Peor \u201cdi fronte al deserto\u201d solo in fondo al percorso lo Spirito finalmente \u201cfu sopra di lui\u201d (Nm 24,2). Un punto di contatto \u00e8 per\u00f2 particolarmente importante e riguarda proprio Balakh il re. Il suo nome, infatti, \u00e8 un verbo, che significa \u201cspaccare\u201d. In tutto simile, quindi, a di\u00e0bolos (diavolo), da diab\u00e0llo, \u201cdividere\u201d, Balakh \u00e8 lui il diavolo, ed \u00e8 infatti lui a portare Bala\u2019am in alto, tre volte, tentandolo per fargli maledire Israele. Il vero Diavolo \u00e8, dunque, colui che appare come il re, come l\u2019\u201damico\u201d, mentre il falso sat\u00e0n \u00e8 in realt\u00e0 un angelo.<br \/>\n\u00c8 veramente difficile distinguere, discernere, comprendere gli atti degli uomini cos\u00ec come quelli di Dio. Solo aver dato ascolto all\u2019angelo ha permesso a Bala\u2019\u00e0m, l\u2019uomo \u201cqualunque\u201d, lo straniero, l\u2019apolide, di benedire e non maledire Israele, di essere parola vivente nelle mani di Dio, e non canna sbattuta dal vento, prigioniera delle paure di un \u201cdivisore\u201d.<br \/>\nIl messaggio profondo del testo \u00e8 dunque legato alla \u201cprofezia\u201d. Bala\u2019\u00e0m da indovino diviene profeta, cio\u00e8 colui che parla le parole di Dio, perch\u00e9 nelle difficolt\u00e0 della vita e nella sua stessa incomprensione, riesce a riconoscere prima la relazione con l\u2019amico (l\u2019asina) e poi l\u2019amore di Dio, che lo costringe in un angolo, affinch\u00e9 benedica e non maledica. Cos\u00ec alla fine Bala\u2019\u00e0m legge veramente nel cuore di Dio ed \u00e8 in grado di vedere, oltre il suo presente e oltre la storia, che \u201cUna stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele\u201d (Nm 24,17), il vero re, prima di Israele e poi dell\u2019intero universo. \u00c8 in fondo la sua risurrezione, che nel suo caso \u00e8 trasformazione di lui stesso in \u201cparola\u201d profetica.<br \/>\nBala\u2019\u00e0m e il suo percorso si propongono cos\u00ec come immagine di Israele e del suo viaggio nel deserto appena compiuto, che \u00e8 in fin dei conti un viaggio verso la profezia. Il popolo di Dio vaga nel deserto non riuscendo spesso a comprendere dov\u2019\u00e8 il bene e dove il male, chi deve seguire e da chi si deve allontanare. Dio lo mette pi\u00f9 volte alle strette affinch\u00e9 apra gli occhi e veda la strada da percorrere, ma non fa comunque mai mancare la sua presenza, sia spirituale, che materiale. In fondo al cammino c\u2019\u00e8 la Terra promessa, e con essa la profezia della stirpe di David, da cui emerger\u00e0 l\u2019Unto, e i profeti stessi, che con la loro vita sapranno rileggere la storia con gli occhi di Dio. Il \u201cnon popolo\u201d diventa \u201cpopolo\u201d e la maledizione del deserto benedizione profetica, verso la risurrezione del Messia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Roberto Bisio<\/strong><br \/>\n<em>Presidente<\/em><br \/>\n<em>Centro Culturale San Paolo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per continuare a parlare di \u201cDeserto\u201d ho scelto due racconti non consueti, che affrontano l\u2019esperienza ebraica al Sinai e i successivi quarant\u2019anni da una prospettiva differente, direi, parafrasando Huysmans, \u00e0 rebours, a ritroso. Si tratta della \u201cmorte di Mos\u00e8\u201d, che analizzeremo nel prossimo articolo, e il racconto di Bala\u2019am, oggetto di questo contributo. 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