{"id":5754,"date":"2025-02-25T16:32:46","date_gmt":"2025-02-25T15:32:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=5754"},"modified":"2025-02-25T16:32:46","modified_gmt":"2025-02-25T15:32:46","slug":"lesodo-e-il-pellegrinaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/lesodo-e-il-pellegrinaggio\/","title":{"rendered":"L&#8217;esodo e il pellegrinaggio"},"content":{"rendered":"<p>Grazie al lavoro di Roberto Bisio abbiamo percorso un primo tratto del tema \u201cresurrezione\u201d, attraverso alcuni passi biblici. Sperando che queste riflessioni siano state utili a stimolare interesse e desiderio circa la lettura, la meditazione e lo studio della Bibbia stessa, ripercorriamo velocemente il lavoro svolto.<\/p>\n<p>Partendo dal giardino dell\u2019Eden e dallo shabat di Dio siamo stati condotti verso un primo luogo spirituale, indispensabile al senso che cerchiamo di dare, o abbiamo dato, alla nostra esistenza. Attraverso una lettura riflessiva, non tanto tecnica ma meditativa, ci siamo detti esplicitamente che non siamo immortali. La morte ed il finire biologico sono una condizione del terrestre e di tutto quello che abita intorno a noi. Le stelle comprese hanno un tempo. La nostra chiamata ad appartenere al Cristo risorto non ci offre l\u2019immortalit\u00e0, grande desiderio dell\u2019umano e, oggi pi\u00f9 che mai, intriso di aspettative tecnologiche e visioni \u201cpost-umane\u201d. Noi siamo chiamati alla resurrezione.<\/p>\n<p>L\u2019articolo focalizzato sulla figura di Enoc ci ha consentito di iniziare a conoscere un personaggio forse poco noto, ma importante, che ci ha permesso di meditare sul significato di \u201ccamminare con Dio\u201d. Questa immagine \u00e8 molto bella e ricca per ogni persona cristiana: camminare con qualcuno che ti \u00e8 vicino in tutte le situazioni dell\u2019esistente e che protrarr\u00e0 questa relazione oltre il termine biologico del nostro vivere. E\u2019 dunque un\u2019esperienza spirituale e mistica senza la quale le nostre giornate perdono l\u2019occasione del conoscere il Dio dei vivi.<br \/>\nCos\u00ec come conoscere il personaggio di Ismaele e fare nostra, non solo l\u2019idea, ma anche l\u2019esperienza psicologica ed emotiva che Dio \u00e8 una benedizione continua, una parola ed una fonte di vita che non si pu\u00f2 comprimere nelle logiche di potere che pervadono il nostro mondo. Dio benedice oltre, apre gli orizzonti, chiede di vivere con una pienezza che la lettura schiava dei risultati e succube dei giudizi sociali si sfoca, si impoverisce e ci lascia frustrati. Anche Ismaele ci aiuta ad andare oltre, che \u00e8 la grande Parola di risurrezione.<br \/>\nLa tradizione spirituale ebraica, cristiana, culturale in senso ampio, si \u00e8 sempre scontrata con l\u2019episodio di Abramo, proposto in un seguente articolo, e con la richiesta del sacrificio umano del figlio Isacco. Nella meditazione proposta un piccolo stimolo a non avere paura delle parole difficili, di storie, come questa che per la nostra mentalit\u00e0 e per le nostre vite sembra non essere facilmente digeribile. E non lo \u00e8. Certamente questa narrazione ci chiama alla fede. La fede, potremmo dire, in tutta la sua nudit\u00e0. Fede, fiducia, amore e contemporaneamente dolore, paura, perplessit\u00e0. Questo passaggio interiore, apportatore di una certa illogicit\u00e0, \u00e8 anch\u2019esso una tappa della crescita interiore e spirituale che ci consente, faticosamente, di entrare ancora di pi\u00f9 in relazione con l\u2019alterit\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Sulla scia delle parole difficili anche l\u2019ultimo articolo, tema Giacobbe e la lotta notturna, \u00e8 ricco di comprensioni, intuizioni e anche asperit\u00e0 e controsensi. Ma la simbologia della notta, della lotta, della vittoria ma anche del dolore, cos\u00ec come della ferita, \u00e8 un\u2019esperienza umana frequente. E cos\u00ec prosegue la nostra navigazione in acque sconosciute, talvolta amiche talvolta contrarie. La fede non toglie la lotta, anche quando essa avviene nella notte dell\u2019animo. La resurrezione come orizzonte significante l\u2019esistenza non coincide con il tempo umano. Lo supera, lo trasforma. Cos\u00ec in molte storie di tutti noi la nostra vita termina quando la lotta non \u00e8 finita, quando l\u2019alba non \u00e8 giunta, quando nessun abbraccio consolatorio \u00e8 arrivato. Eppure, quel Dio che prima abbiamo descritto come vicino, se abbiamo lasciato che emergesse nel nostro profondo, ci permetter\u00e0 di uscire dallo spazio \u2013 tempo per una bellezza spirituale che compie ogni vissuto.<br \/>\nCon il prossimo articolo, Roberto proseguir\u00e0 la sua personale lettura di alcuni testi offrendo il suo pensiero e la sua meditazione. Attraverseremo un altro spazio simbolico, esteriore ma soprattutto interiore: il deserto. E tale ambiente ci condurr\u00e0 inevitabilmente ad uno dei libri fondativi della storia biblica: l\u2019Esodo. Noi tutti siamo sempre in un costante esodo e il nostro poggiare le tende viene spesso spazzato da tempeste o da necessit\u00e0 di trovare un nuovo luogo dove sostare. L\u2019esodo ed il pellegrinaggio. Dalla Pasqua ebraica alla sua rielaborazione tramite Ges\u00f9, il Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n<strong>Marco Gaetano<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie al lavoro di Roberto Bisio abbiamo percorso un primo tratto del tema \u201cresurrezione\u201d, attraverso alcuni passi biblici. Sperando che queste riflessioni siano state utili a stimolare interesse e desiderio circa la lettura, la meditazione e lo studio della Bibbia stessa, ripercorriamo velocemente il lavoro svolto. 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