{"id":5634,"date":"2024-12-20T13:31:14","date_gmt":"2024-12-20T12:31:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=5634"},"modified":"2024-12-20T13:31:14","modified_gmt":"2024-12-20T12:31:14","slug":"la-vita-in-fondo-al-pozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/la-vita-in-fondo-al-pozzo\/","title":{"rendered":"La vita in fondo al pozzo"},"content":{"rendered":"<p>Nel periodo di Avvento, che stiamo attualmente vivendo, si prepara la venuta di Ges\u00f9, Dio incarnato. Nel Vangelo di Luca, la nascita del Cristo viene posta in parallelo con quella di Giovanni il Battista che appare come l\u2019anello di congiunzione tra antica e nuova alleanza, nel suo ruolo di precursore, di \u201cquell\u2019Elia che deve venire\u201d, mentre Ges\u00f9 \u00e8 il \u201cnuovo testamento\u201d, l\u2019alleanza definitiva che compie l\u2019antica.<br \/>\nOggi, per\u00f2, ci occuperemo anche di altri due giovani: Isacco e Ismaele figli dello stesso padre Abramo ma nati da due madri diverse, Sara e Agar.<br \/>\nPaolo in Galati 4,21-31 vede in queste coppie la rappresentazione delle due alleanze: la prima, Agar-Ismaele, \u201cschiava\u201d della Legge, generata secondo la carne, la seconda segno della \u201cGerusalemme di lass\u00f9\u201d libera e generata secondo lo Spirito. La cultura rabbinica individua nel figlio di Agar il capostipite dei goiim, dei popoli non ebrei (Ismaele \u00e8 infatti considerato nella Bibbia il progenitore dei popoli arabi), mentre Isacco \u00e8 il destinatario dell\u2019alleanza nella linea di successione di Abramo, la cui simbologia riporta quindi a Israele. Vi \u00e8 evidentemente una generale \u201cdisaffezione\u201d verso Ismaele e Agar.<br \/>\nMi permetto di introdurre un paradosso frutto di una riflessione personale. Vi suggerisco un capovolgimento di punto di vista: Isacco, il preferito da Paolo e dalla tradizione rabbinica, pu\u00f2 essere accostato all\u2019antica alleanza di cui \u00e8 destinatario e poi custode, mentre Ismaele colui che costruir\u00e0 una nuova vita fuori da Israele, a Ges\u00f9, il quale allargher\u00e0 l\u2019alleanza anche ai popoli cosiddetti pagani.<br \/>\nDichiarata la mia simpatia, in questo contributo, ci occuperemo in particolare proprio della parte meno considerata dalla storia, ovvero di Agar e Ismaele. Vediamo dunque il racconto.<br \/>\nIn Gen 16,1-15. Sara (che al tempo si chiamava ancora Sarai), sterile, concede al marito la possibilit\u00e0 di avere una discendenza tramite la sua schiava, Agar. Questa, rimasta incinta, si pavoneggia della gravidanza tanto da venir maltrattata da Sara gelosa. Agar fugge: un angelo di Dio per\u00f2 la \u201ctrova\u201d e le ingiunge di ritornare a casa e rimanere sottomessa alla sua padrona. Questo incontro avviene presso un pozzo che Agar, pensando di aver visto \u201ccolui che mi vede\u201d, denomina Lachai Roi, \u201cdel vivente che mi vede\u201d.<br \/>\nAdesso per\u00f2, anche Sara ha avuto un figlio, Isacco, e coglie Ismaele a ridere: il testo non dice con chi o di che cosa, ma noi possiamo supporre che riguardi il progetto di togliere la primogenitura ad Isacco (vedremo perch\u00e9). Sara chiede allora ad Abramo di scacciare Ismaele e la madre. Abramo ne \u00e8 addolorato, ma Dio gli domanda di ascoltare la moglie in tutto, poich\u00e9 anche per il figlio della schiava ci sar\u00e0 una discendenza. Abramo, dunque, carica su Agar pane e acqua assieme al figlio, e li manda via. Agar si perde nel deserto e, finita l\u2019acqua, pone il figlio sotto un cespuglio e si allontana perch\u00e9 non vuole assistere alla sua morte. Si siede dunque e piange. Dio ascolta la voce del ragazzo e il pianto della madre, invia un messaggero che rassicura Agar sulla sorte del figlio. \u201cDio le apr\u00ec gli occhi e lei vide un pozzo d\u2019acqua\u201d. I due sono salvi. Il ragazzo cresce fino alla piena maturit\u00e0 e sposa un\u2019egiziana, conterranea della madre.<br \/>\nPoniamo adesso la nostra attenzione sui nomi e su alcuni giochi di parole presenti nel testo ebraico per scendere pi\u00f9 in profondit\u00e0 nei significati della storia.<br \/>\nInnanzitutto, Agar, il cui nome significa \u201cfuga\u201d, \u201cfuggitiva\u201d (da cui deriva anche il termine arabo Egira, fondamentale nel percorso del profeta Maometto, alle origini dell\u2019Islam), contiene anche un rimando al verbo hagah, \u201cscacciare\u201d, \u201callontanare\u201d. La schiava \u00e8 dunque insieme colei che fugge (e poi ritorna) e colei che viene scacciata.<br \/>\nQuindi il gioco di parole tra il \u201criso\u201d in cui \u00e8 stato sorpreso Ismaele (riso che tradisce le sue intenzioni) e il riso di Isacco, il cui nome vuol dire \u201cegli ride\u201d: Ismaele, infatti, non viene cacciato solo per aver riso ma, secondo Sara, per aver cercato di usurpare il \u201cnome\u201d e quindi il ruolo del figlio, legittimo destinatario dell\u2019alleanza.<br \/>\nInoltre, una constatazione significativa: il nome di Ismaele, non compare mai esplicitamente nella pericope, pur essendone un chiaro protagonista. \u00c8 per\u00f2 costantemente presente nel suo significato, che \u00e8 \u201cDio ha ascoltato\u201d: viene infatti chiesto da Dio ad Abramo di \u201cascoltare\u201d la moglie Sara in tutto, e Dio stesso \u201cascolta\u201d il pianto di Agar nel deserto. Dio, dunque, ascolta e chiede di ascoltare e il nome di Ismaele \u00e8 l\u2019orecchio di Dio.<br \/>\nLa vicenda, infine, si snoda intorno a due pozzi: uno presso cui Dio si fa vedere, e l\u2019altro che significa \u201cvita nuova\u201d per i dispersi nel deserto.<br \/>\nChe ha a che fare, quindi, questa storia complessa con la risurrezione? E come pu\u00f2 aiutarci a comprendere qualcosa di pi\u00f9? Innanzitutto, ci dice che non \u00e8 possibile fuggire dai problemi, dai dolori o da noi stessi. Dio chiama indietro, riporta alle responsabilit\u00e0 generate dai nostri atti (l\u2019atteggiamento di Agar verso Sara, e il riso di Ismaele), e chiede di affrontare le vicende della vita con un atteggiamento di abbandono in Lui, alla maniera di Abramo: ci sar\u00e0 sempre una cacciata, un deserto, un dolore, una perdita, un lutto, la mancanza di\u201d acqua\u201d, la presenza della morte.<br \/>\nNon esiste un Dio \u201cmagico\u201d, che ci sottrae al dolore, cos\u00ec come soffrire non ha il significato esclusivo di condividere la croce di Cristo (la croce non \u00e8 un destino ma una possibilit\u00e0), il senso della sofferenza non \u00e8 questo, ma \u00e8 semplicemente il vivere e il morire, che trovano significato nella \u201cvita nuova\u201d in fondo al pozzo, che \u00e8 vita \u201coltre\u201d la sofferenza e la morte.<br \/>\nIl nostro Dio \u00e8 il Dio che ascolta, non modifica gli eventi, ma \u201csente\u201d con noi e \u201csi fa vedere\u201d. Ci apre gli occhi in modo da scorgere il pozzo: la speranza non ha fine, e la morte non ha l\u2019ultima parola.<br \/>\nLa \u201cvita\u201d in pienezza non appartiene solo al popolo della promessa, ma a tutti i popoli e ai \u201cdiversamente credenti\u201d. Agar, egiziana, \u00e8 appartenente non solo ad un popolo straniero ma addirittura avverso a Israele, cos\u00ec come la Samaritana di Gv 4, 21-31 (a cui si rif\u00e0 anche il nostro logo)\u037e il figlio Ismaele \u00e8 per met\u00e0 goi, ma insieme alla madre accede ad una \u201cnuova vita\u201d al di l\u00e0 del deserto. Ismaele avr\u00e0 una sua discendenza come promesso, descritta in Gen 25,12-18.<br \/>\nIsmaele e Isacco insieme alla loro discendenza hanno lo stesso padre che li ha generati da donne appartenenti a popoli diversi a Israele e ai goiim, ma questo fatto non conta realmente, ci\u00f2 che \u00e8 realmente importante \u00e8 proprio il pozzo a cui tutti possono accedere: non a caso nell\u2019antico testamento \u00e8 spesso il luogo delle alleanze, ed \u00e8 sempre il luogo della sopravvivenza nel deserto. \u00c8 vita nella morte, poich\u00e9 sprofondata nel suo fondo oscuro si trova l\u2019acqua, \u201cacqua viva\u201d, che in Ges\u00f9 diventer\u00e0 sorgente \u201cche zampilla per la vita eterna\u201d (Gv 4,14).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Roberto Bisio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel periodo di Avvento, che stiamo attualmente vivendo, si prepara la venuta di Ges\u00f9, Dio incarnato. 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