{"id":5595,"date":"2024-12-03T13:37:03","date_gmt":"2024-12-03T12:37:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=5595"},"modified":"2024-12-03T13:37:03","modified_gmt":"2024-12-03T12:37:03","slug":"come-si-fa-a-non-morire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/come-si-fa-a-non-morire\/","title":{"rendered":"Come si fa a non morire?"},"content":{"rendered":"<p>Nel <strong>capitolo 5 del libro di Genesi si trova una lunga, e in apparenza anche un po\u2019 noiosa, lista di patriarchi:<\/strong> i cosiddetti pre-diluviani, perch\u00e9 vissuti \u201cprima del diluvio\u201d, che costituiscono la discendenza di Adamo fino a No\u00e8, attraverso Set. Incontriamo questo elenco dopo un altro, pi\u00f9 breve, che concludeva il capitolo 4, e raccontava la discendenza di Caino. <strong>La lista di Genesi 5 contiene alcuni personaggi che gi\u00e0 figuravano nel capitolo 4, ma che qui vengono presentati in maniera pi\u00f9 positiva.<\/strong> Tra i nomi che ritornano troviamo Enoc, figlio diretto di Caino in Genesi 4, figlio di Iered nella genealogia di Set. In questo secondo contesto Enoc \u00e8 oggetto di una breve quanto peculiare considerazione, che per la sua natura particolare riportiamo per intero: \u201cEnoc aveva sessantacinque anni quando gener\u00f2 Matusalemme. Enoc cammin\u00f2 con Dio, dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e gener\u00f2 figli e figlie. L&#8217;intera vita di Enoc fu di trecentosessantacinque anni. Poi Enoc cammin\u00f2 con Dio e non fu pi\u00f9 perch\u00e9 Dio l&#8217;aveva preso\u201d (Gen 5,21-24).<br \/>\nAnalizzando il testo, <strong>ci\u00f2 che richiama immediatamente l\u2019attenzione \u00e8 il trapasso di Enoc, che non sembra \u201cmorire\u201d in senso stretto, ma venir \u201cpreso\u201d da Dio.<\/strong> Il verbo qui utilizzato \u00e8 l\u2019ebraico laqach, \u201cprendere\u201d, che \u00e8 il medesimo usato in Gen 2,15 per dire che Dio \u201cprese\u201d l\u2019\u2019adam e lo pose nel giardino di Eden. Questa similitudine \u00e8 un importante elemento di congiunzione delle due situazioni perch\u00e9 anche Enoc, secondo la successiva tradizione intertestamentaria, salir\u00e0 alla dimora di Dio, al \u201cpalazzo del re\u201d, il cui giardino in ebraico si chiama pardes, da cui il nostro \u201cparadiso\u201d.<br \/>\nQuesto \u201cprendere\u201d ha generato qualche problema di comprensione anche all\u2019interno del testo biblico, tanto che Siracide usa per descrivere l\u2019azione di Dio il verbo \u201crapire\u201d (Sir 44,16), e la lettera agli ebrei il termine \u201ctrasportare via\u201d (Eb 11,5).<br \/>\nFacciamo ora un passo avanti nella nostra riflessione e interroghiamoci sul perch\u00e9 Enoc \u201cnon \u00e8 morto\u201d o, per essere precisi semplicemente \u201cnon fu pi\u00f9\u201d (\u00e8 rinato? \u00c8 risorto? Ha cambiato vita?) ricordando che <strong>il testo per ben due volte dice che \u201ccammin\u00f2 con Dio\u201d.<\/strong> Se stiamo sui significati potremmo forse incontrare qualcosa di utile per la nostra vita.<br \/>\nEnoc \u201cnon \u00e8 pi\u00f9\u201d per la vita umana ordinaria, ma viene \u201cpreso\u201d da Dio perch\u00e9 la morte non rappresenta l\u2019ultima parola, concetto che si ripete e che abbiamo gi\u00e0 incontrato nell\u2019analisi del capitolo 3 di Genesi. Il fatto di essere \u201cpreso\u201d non a caso generer\u00e0 una vera e propria tradizione, che verr\u00e0 sviluppata in buona parte della letteratura ebraica degli ultimi secoli prima della venuta di Cristo, in particolare in quella serie molto articolata di testi che va sotto il nome di Libro di Enoc.<br \/>\n<strong>Ma ad Enoc accade qualcosa di ancora pi\u00f9 straordinario: cammina con Dio. Chi cammina con Dio? Chi, per dirla ancora con Siracide, \u201cpiace\u201d a Dio? La risposta, in apparenza semplice, si pu\u00f2 trovare nella notte della passione di Ges\u00f9. Egli chiede al Padre di allontanare il calice, ma accetta la Sua volont\u00e0: \u201cPer\u00f2 non ci\u00f2 che voglio io, ma ci\u00f2 che vuoi tu\u201d (Mc 14,36 parr.). Ges\u00f9 \u201ccammina\u201d con il Padre, e facendo la \u201cSua\u201d volont\u00e0, accede alla risurrezione, attraverso la croce. Chi fa la volont\u00e0 di Dio, cammina con Lui, e chi cammina con Dio propriamente non muore.<\/strong><br \/>\nAl contrario la \u201cmorte\u201d di chi non cammina con Dio non \u00e8 solo morte fisica, ma mancanza di senso della propria esistenza, morte simbolica. L\u2019esperienza del Cristo, tra l\u2019altro, capovolge la dimensione simbolica propria dell\u2019ebraismo sulla quale si innesta, rendendo \u201cstorica\u201d la risurrezione, ovvero rendendo reale la continuit\u00e0 della vita per chi segue Dio da vicino.<br \/>\nIl \u201crapimento\u201d di Enoc evidenzia, inoltre, per la prima volta nella Scrittura il concetto di \u201ccambiamento di stato\u201d, che sar\u00e0 poi proprio del Risorto e dei risorti alla vita eterna, come anche Paolo avr\u00e0 modo di sottolineare in diverse sue lettere. Se la morte non \u00e8 l\u2019ultima parola, chi \u201crisorge\u201d da un lato \u201cnon \u00e8 pi\u00f9\u201d per questo mondo, ma \u00e8 vivo in una dimensione e condizione diversa, tanto che, almeno per Enoc e la sua tradizione, <strong>questa condizione lo render\u00e0 capace di entrare in parte nel mistero di Dio e di assumere una funzione di \u201ccollegamento\u201d tra questo mondo e l\u2019\u201doltre\u201d.<\/strong><br \/>\nEnoc, infine, \u00e8 traduzione del nome ebraico Chanokh, che significa propriamente \u201ciniziato\u201d, e \u201cdedicato\u201d. Se fare la volont\u00e0 di Dio pu\u00f2 apparire un\u2019azione generica, anche se la Scrittura offre ben concreti esempi, il nome che il nostro personaggio porta (e per l\u2019ebraismo il nome ha valenza estremamente profonda) ne delinea ed esplicita i contorni: chi cammina con Dio e ne fa la volont\u00e0, diviene un iniziato, entra a poco a poco nel mistero di Dio (gi\u00e0 lo sappiamo per Enoc stesso) e il mistero di Dio progressivamente entra in lui, e questa iniziazione altro non \u00e8 che \u201cdedicazione\u201d di s\u00e9 a Dio.<br \/>\nCamminare con Dio diventa quindi darsi totalmente a lui. Non a caso il nome ebraico di Enoc evoca quello della festa ebraica di Channukkah, che ricorda la nuova dedicazione del tempio di Gerusalemme in capo alle guerre maccabaiche e in seguito alla sua profanazione da parte di Antioco IV Epifane, entrambi narrati nel secondo libro dei Maccabei. Una nuova dedicazione, un nuovo inizio, una risurrezione, se volete.<br \/>\n<strong>Anche Enoc, in quanto \u201ciniziato\u201d, \u00e8 colui che comincia un nuovo percorso, che culminer\u00e0 con il bisnipote, No\u00e8, il cui nome ebraico significa \u201ccolui che ha o d\u00e0 riposo\u201d. Anche costui \u201ccamminer\u00e0 con Dio\u201d e sar\u00e0 protagonista di una morte, quella dell\u2019intera umanit\u00e0, a cui seguir\u00e0 una nuova vita, con un evidente cambiamento di stato, sancito dall\u2019arcobaleno, segno della prima alleanza tra Dio e l\u2019uomo.<\/strong><br \/>\nN\u00e9 Enoc in senso letterale, dunque, n\u00e9 No\u00e8 in maniera simbolica muoiono. Enoc per\u00f2 viene prima, perch\u00e9 senza colui che \u201cinizia\u201d dedicandosi a Dio, non pu\u00f2 esistere chi dona e vive nella pace.<br \/>\nEnoc \u00e8 quindi in qualche modo un capostipite e riveste un ruolo profetico, sia in direzione della storia dell\u2019umanit\u00e0 che della vita del Messia.<br \/>\nSe vi sembra complesso quanto ho cercato di dire in queste righe, pensate a questo: per chi facciamo quello che facciamo oggi? Per chi tentiamo nei nostri limiti di costruire un mondo che definiamo migliore? <strong>A chi vogliamo fornire gli strumenti per affrontare e superare le angosce legate alla morte, e da l\u00ec rinascere e \u201crisorgere\u201d?<\/strong><br \/>\n<strong>Insomma, per chi \u201ciniziamo\u201d e dedichiamo la nostra vita e la nostra speranza?<\/strong> Rispondete a queste domande e comprenderete il ruolo e l\u2019eredit\u00e0 di Enoc nel contesto delle prime vicende dell\u2019uomo su questa terra, e capirete soprattutto perch\u00e9 \u00e8 fondamentale \u201ccamminare con Dio\u201d per non morire e per permettere all\u2019uomo di accedere ad una vita nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n<strong>Roberto Bisio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel capitolo 5 del libro di Genesi si trova una lunga, e in apparenza anche un po\u2019 noiosa, lista di patriarchi: i cosiddetti pre-diluviani, perch\u00e9 vissuti \u201cprima del diluvio\u201d, che costituiscono la discendenza di Adamo fino a No\u00e8, attraverso Set. 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