{"id":5545,"date":"2024-11-20T11:14:04","date_gmt":"2024-11-20T10:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=5545"},"modified":"2024-11-20T11:14:04","modified_gmt":"2024-11-20T10:14:04","slug":"immortalita-e-resurrezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/immortalita-e-resurrezione\/","title":{"rendered":"Immortalit\u00e0 e resurrezione"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019antico testamento esistono pochi e parziali riferimenti al concetto di resurrezione ma ci\u00f2 non vuol dire che ad una pi\u00f9 attenta analisi essa non sia presente in maniera sostanziale anche all\u2019interno dei primi tre capitoli della Bibbia nei quali gli elementi centrali sono la creazione e l\u2019ingresso del male e della morte nel mondo attraverso quell\u2019atto che verr\u00e0 in seguito chiamato peccato originale.<\/p>\n<p>Se ci mettiamo in ricerca si possono scorgere una serie di <strong>richiami in riferimento alla resurrezione<\/strong>, che cercher\u00f2 di evidenziare brevemente.<\/p>\n<p>Risurrezione e morte sono strettamente legate. Non si risorge senza prima \u201cmorire\u201d, e questo passaggio attiene sia alla dimensione della realt\u00e0, sia allo spazio del simbolo. L\u2019evidenza del legame \u00e8 esaltata dall\u2019esperienza umana del Messia: la morte precede indissolubilmente la risurrezione.<\/p>\n<p>Mi permetto di osservare che il famoso adagio \u201cbisogna arrivare vivi alla morte\u201d sia in questo senso incompleto. Penso invece che, in maniera solo apparentemente paradossale, si debba arrivare vivi alla risurrezione.<\/p>\n<p>Mi aiuta in questo ragionamento l\u2019inizio del c. 2 di Genesi: la creazione \u00e8 compiuta, ma Dio non \u201cfinisce\u201d, \u201ccessa\u201d il lavoro e si \u201criposa\u201d. Il verbo ebraico <em>shabat<\/em>, usato in Gen 2,2-3 in riferimento all\u2019agire di Dio ha infatti questo significato ed \u00e8 questo il senso dello <em>shabbat<\/em> per gli ebrei (si riposano, infatti, e cessano le loro attivit\u00e0, che ricominceranno il giorno dopo), e ugualmente il Sabato Santo cristiano assume la valenza di sospensione, assenza, una sorta di \u201criposo\u201d nel sepolcro prima della risurrezione.<\/p>\n<p>Dunque, <strong>n\u00e9 per la Scrittura, n\u00e9 per l\u2019ebraismo, e neppure per il cristianesimo la fine \u00e8 veramente la Fine. Con la morte non finisce la vita, cos\u00ec come non si conclude la creazione il settimo giorno.<\/strong> Dio continua a creare senza sosta, cos\u00ec come oltre la morte del Figlio troviamo la risurrezione. Perci\u00f2, se la morte non \u00e8 l\u2019ultima parola e con essa la vita non finisce, diventa inevitabile augurarsi di arrivare \u201cvivi\u201d alla risurrezione, ovvero vivi al vero atto definitivo della nostra esistenza.<\/p>\n<p>Ma questo, se permettete il gioco di parole, \u00e8 solo l\u2019inizio. Nei primi tre capitoli della Scrittura diversi altri elementi richiamano quantomeno la continuit\u00e0 della vita. Mi soffermo in particolare su uno: il rapporto tra immortalit\u00e0 e risurrezione. Si dice spesso che i progenitori fossero immortali, e che la morte sia entrata nel mondo a causa dell\u2019azione del serpente, del frutto mangiato, del primo peccato. Ma \u00e8 questa la verit\u00e0? L\u2019<em>\u2019adam<\/em> e la sua donna erano veramente immortali?<\/p>\n<p>Il testo biblico non lo afferma, ma dice semplicemente che, qualora l\u2019uomo e la donna avessero mangiato del frutto dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male sarebbero sicuramente morti, ci\u00f2 non vuol dire quindi che fossero immortali. In realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 corretto dire che si \u201ccredevano\u201d immortali, e che la conoscenza dell\u2019albero li avrebbe resi arbitri del proprio destino, sostituendo il loro criterio di giudizio a quello di Dio. Insomma, i progenitori sono riusciti a conoscere il male e il bene, ma secondo un \u201ccriterio soggettivo\u201d, secondo l\u2019uomo, perch\u00e9 tale era il \u201ccontenuto\u201d dell\u2019albero: la conoscenza umana. Una tale supposta conquista rivela per\u00f2, in maniera paradossale, il limite: essi sono umani, nati dalla terra, sono creature, e sono \u201cmortali\u201d. In questo senso la morte entra nel mondo o, meglio, viene conosciuta e ne viene evidenziata la sostanza.<\/p>\n<p><strong>L\u2019immortalit\u00e0 non esiste ed \u00e8 bene che non esista. \u00c8 un\u2019aspirazione, ed \u00e8 umana, non divina (il Messia, infatti, risorge) e genera una conoscenza del bene e del male che \u00e8 relativa: ci\u00f2 che \u00e8 bene per me, pu\u00f2 essere male per un altro.<\/strong> \u00c8 il mito del vampiro, nato nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, in ambiente romantico, in cui l\u2019anelito alla gloria e all\u2019immortalit\u00e0 era diffuso tra artisti e letterati. Il Dracula di Stoker cerca l\u2019immortalit\u00e0 e si ritrova in una non-vita, che genera morte tra gli altri uomini per la sua insaziabile necessit\u00e0 di sangue. Diciamolo pure: l\u2019immortalit\u00e0 non \u00e8 umana e per questo genera morte.<\/p>\n<p><strong>Umana \u00e8 invece la risurrezione.<\/strong> Non a caso Dio proibisce il frutto dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male e non di quello della vita. La vita infatti appartiene a Dio, ed \u00e8 divina, e anche per questo \u00e8 profondamente umana. L\u2019uomo \u201ccaduto\u201d esce da Eden, vestito degli abiti cuciti da Dio stesso, quindi mai solo e mai definitivamente \u201cmorto\u201d, e la sua uscita non \u00e8 la fine, ma l\u2019inizio del cammino, che lo riporter\u00e0 proprio l\u00ec da dove era partito. Non ci ritroviamo infatti in un giardino il giorno dopo la risurrezione nel Vangelo di Giovanni, e non \u00e8 qui che Maria di Magdala vede il \u201cgiardiniere\u201d che si riveler\u00e0 poi essere il Risorto? Un Figlio che passeggia come il Padre in un giardino. E nella Gerusalemme Nuova di Apocalisse non si trova forse un altro giardino dove, guarda caso, assieme all\u2019agnello \u00e8 presente anche l\u2019albero della vita?<\/p>\n<p>Uscire da Eden \u00e8 una nascita, e la risurrezione \u00e8 un cammino. Dio protegge l\u2019albero della vita perch\u00e9 l\u2019uomo necessita di un cammino che lo renda consapevole del fatto che la vita stessa appartiene a Dio, il quale la crea e la dona ogni giorno. E soprattutto <strong>il destino dell\u2019uomo non \u00e8 l\u2019immortalit\u00e0, ma la risurrezione, proprio perch\u00e9 Dio stesso \u00e8 morto e risorto.<\/strong> Non siamo vampiri, costretti in una tomba al sorgere del sole, ma siamo il sole che sorge di nuovo dopo una lunga notte. In fondo \u00e8 tutto molto semplice: basta non sentirsi immortali, ma creati e ri-sorgenti, ed \u00e8 questo il messaggio che ci offre la Scrittura fin dai suoi primi capitoli.<\/p>\n<p>Buona risurrezione a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Roberto Bisio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019antico testamento esistono pochi e parziali riferimenti al concetto di resurrezione ma ci\u00f2 non vuol dire che ad una pi\u00f9 attenta analisi essa non sia presente in maniera sostanziale anche all\u2019interno dei primi tre capitoli della Bibbia nei quali gli elementi centrali sono la creazione e l\u2019ingresso del male e della morte nel mondo attraverso quell\u2019atto che verr\u00e0 in seguito chiamato peccato originale. 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