{"id":5321,"date":"2024-09-16T12:18:06","date_gmt":"2024-09-16T10:18:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=5321"},"modified":"2025-09-22T10:58:35","modified_gmt":"2025-09-22T08:58:35","slug":"i-nuovi-orientamenti-intervista-a-don-matteo-firpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/i-nuovi-orientamenti-intervista-a-don-matteo-firpo\/","title":{"rendered":"I  NUOVI ORIENTAMENTI DIOCESANI: PRECISAZIONI ed APPROFONDIMENTI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli Orientamenti per rinnovare il cammino dell&#8217;;iniziazione cristiana dei ragazzi con le loro famiglie; offrono, come scrivi nella presentazione, qualche indicazione concreta per il cammino di evangelizzazione e individuano alcune vie nuove che le parrocchie possono provare a percorrere. Come e perch\u00e9 sono nate le riflessioni che sono confluite in questo testo? Quali obiettivi si pone?<\/strong><br \/>\nIl testo nasce quando tre anni fa in diocesi si era costituito un piccolo gruppo di riflessione voluto da don Calabrese . In quell\u2019occasione si cominci\u00f2 a discutere su come avviare un vero e proprio rinnovamento della catechesi nella nostra diocesi. A quel proposito si arriv\u00f2 a predisporre un pieghevole con una proposta sintetizzata in pochi punti essenziali. Al Quadrivium, successivamente, si present\u00f2 la proposta in un appuntamento apposito (ancora oggi \u00e8 disponibile il video sul nostro canale you tube). In seguito si realizzarono anche confronti online con altre diocesi italiane. Quando entrai come coordinatore dell\u2019ufficio cercai di continuare su quella scia confrontandomi con quanto proposto in altre diocesi e soprattutto a livello nazionale. Il contributo offerto dagli incontri di formazione Cei continuano a confermarmi che stiamo camminando sulla strada giusta. In tutto questo ripensamento devo ringraziare alcuni preti e catechisti che ci hanno aiutato. Gi\u00e0 da tempo era richiesto che ogni diocesi presentasse un suo progetto catechistico, un testo ispiratore e orientativo per tutta la catechesi diocesana. Noi non avevamo ancora un testo simile. Quindi si \u00e8 pensato, gi\u00e0 convinti di dover arricchire la sintetica proposta iniziale di cogliere l\u2019occasione per fare un passo avanti nel progettare un cammino diocesano. All\u2019arricchimento del testo hanno contribuito diverse persone: devo ringraziare catechisti e sacerdoti, in particolare don Filippo Monteverde e tutta l\u2019equipe dell\u2019ufficio catechistico. \u00c8 stato comunque fondamentale il contributo di Fabrizio Carletti con cui gi\u00e0 tre anni fa avevamo fatto un percorso diocesano e che ho ritrovato nell\u2019equipe dell\u2019ufficio catechistico della Cei. Tutta questa rete di contatti e relazioni ha fatto s\u00ec che non si trattasse di idee o indicazioni solo nostre ma di qualcosa di condiviso e con un largo respiro. Nell\u2019anno pastorale passato abbiamo presentato gli Orientamenti in un incontro diocesano a Quarto, aperto a catechisti e sacerdoti. Inoltre ho avuto modo di parlarne alla Guardia con un bel gruppo di preti. Da ultimo avevo lasciato ai membri del Consiglio Presbiterale e ai Vicari i titoli dei capitoli degli Orientamenti chiedendo a chi fosse interessato a saperne di pi\u00f9, o a dare suggerimenti a contattarmi in privato. Con L\u2019arcivescovo si \u00e8 pensato fosse importante continuare con una condivisione con preti e laici, soprattutto negli organismi di partecipazione. Per questo motivo gli orientamenti hanno come titolo \u201cun primo passo\u201d. Il secondo passo sar\u00e0 quello di lasciarsi ispirare da essi, metterli in pratica, provarli, arricchirli o correggerli. Avremo 5 anni per camminare su questa pista per poi trovarci ad una riconsegna ufficiale in modo da assumerli come vero progetto diocesano per Genova.<\/p>\n<p><strong>Nel testo si ribadisce la necessit\u00e0 di far uscire la catechesi e l\u2019iniziazione cristiana dalle aule per renderle pi\u00f9 integrate nella vita della comunit\u00e0 parrocchiale. Come fare?<\/strong><br \/>\nIl centro degli orientamenti \u00e8 proprio la parola \u201ccomunit\u00e0 cristiana\u201d. Finch\u00e8 le nostre parrocchie non escono dalla\u00a0 prospettiva di essere centri in cui si erogano vari servizi e a cui i fedeli individualmente possono accedere, scegliendo tra le varie possibilit\u00e0 e orari, secondo i loro gusti e possibilit\u00e0 non potr\u00e0 partire nessun rinnovamento della catechesi. La trasmissione del vangelo \u00e8 direttamente proporzionale al livello di fraternit\u00e0 cristiana presente in una parrocchia. Il problema non sta nei metodi catechistici ma nella qualit\u00e0 di vita comunitaria di una parrocchia. Finch\u00e8 l\u2019iniziazione \u00e8 il catechismo offerto a determinati orari da pochi esperti allora le famiglie difficilmente riusciranno ad essere coinvolte e attratte nella via del vangelo. Cambiare non solo \u00e8 possibile ma addirittura urgente. Questo sentire rispetto al ruolo della comunit\u00e0 va di pari passo con gli orizzonti del cammino sinodale. Non \u00e8 un caso che la Chiesa viva questo periodo; abbiamo tante cose, molte strutture, molte proposte interessanti in tutti i campi ma tuttavia una cosa sola ci manca: vivere una reale e concreta fraternit\u00e0 cristiana. Questa \u00e8 il sale per rendere meno insipide le nostre proposte. \u00c8 ci\u00f2 su cui dobbiamo lavorare tutti insieme. Il cammino sinodale, la lettera pastorale dell\u2019Arcivescovo e i nostri Orientamenti ci indicano di abbattere i muri, le separazioni all\u2019interno dei nostri schemi pastorali. In una parrocchia i settori hanno poco senso e tante cose ancora frenano il raggiungimento di questo grande obiettivo: nella stessa comunit\u00e0 partecipare a diverse eucarestie, separare i cammini delle famiglie e degli adulti da quelli dei ragazzi, delegare le attivit\u00e0 catechistiche ad un piccolo gruppo di persone, vivere il consiglio pastorale come insieme di rappresentanti di realt\u00e0 diverse etc. Essere sulla stessa strada comporta cambiamento di mentalit\u00e0 e soprattutto una visione comune: se tutti vediamo la meta tutti, gradualmente, ci incamminiamo verso essa. Ma tutti la vediamo? Tutti siamo convinti di dover arrivare l\u00ec? Tutti siamo disposti a cambiare alcune cose che abbiamo sempre fatto in certo modo?<\/p>\n<p><strong>La famiglia riveste un ruolo fondamentale nell\u2019iniziazione alla fede. Come poterle coinvolgere maggiormente nell\u2019esperienza di fede? Come stimolare il desiderio di partecipare?<\/strong><br \/>\nLe famiglie non vanno trattate solo da famiglie, da genitori dei bambini del catechismo. Abbiamo un debito verso di loro come comunit\u00e0 cristiana. A loro, come ad ogni essere umano, spetta di ricevere l\u2019annuncio di Ges\u00f9. Il Signore Ges\u00f9 vuole salvare anche loro e se li ha messi sulla strada della sua Chiesa \u00e8 perch\u00e9 essa proponga loro la via del vangelo. Invece le cose non stanno sempre cos\u00ec. In molte realt\u00e0 questi adulti passano quasi tutte le settimane, per diversi anni, nelle nostre parrocchie per affidarci i loro figli: quante volte gli abbiamo proposto Ges\u00f9? Quante volte li abbiamo invitati ad un cammino di evangelizzazione? Con quanti, come comunit\u00e0, abbiamo creato legami di amicizia? Quanti abbiamo veramente inserito nella comunit\u00e0 cristiana? Questo \u00e8 il tema importante della catechesi e non tanto la preparazione dei bambini ai sacramenti. Senza una famiglia che vive la fede e la comunit\u00e0 cristiana a ben poco serviranno le nostre lezioni di catechismo. Il tema della famiglia per\u00f2 deve avere una precisazione presente nei nostri Orientamenti: non basta far incontri sulla genitorialit\u00e0 invitando esperti nelle materie pi\u00f9 disparate. L\u2019obiettivo non \u00e8 quello di avere i genitori tra noi, vicini a noi a qualsiasi costo: la meta \u00e8 che ognuno di loro incontri veramente Ges\u00f9. E questo non perch\u00e9 sono genitori ma perch\u00e9 sono adulti. Trattarli da adulti capaci di fede \u00e8 in molti casi una novit\u00e0. Ma le nostre parrocchie sono attrezzate per presentare\u00a0 un cammino di riscoperta della fede? Come lo faremmo? Con lezioni frontali di teologia? Chiamando esperti? Abbiamo qualche strumento per parlare di Ges\u00f9 ai bambini ma pochissime vie per farlo con gli adulti. I movimenti postconciliari hanno come denominatore comune proprio questo: non offrono percorsi per i bambini ma annunciano Ges\u00f9 agli adulti. Forse le nostre parrocchie dovrebbero seguire questo esempio per potersi veramente inserire nella nuova evangelizzazione; ne abbiamo parlato da tanti anni dimenticando una cosa semplicissima: la nuova evangelizzazione \u00e8 passare da una chiesa che pensa solo ai ragazzi e ai giovani con l\u2019idea di \u201ctirarli su\u201d fin da piccoli ad una comunit\u00e0 cristiana che prima di tutto, con le sue energie migliori, si dedica ad annunciare il vangelo agli adulti. \u00c8 una conversione, \u00e8 una inversione di rotta, \u00e8 una rivoluzione copernicana: al centro, tra le nostre priorit\u00e0 tutti gli adulti. Certamente, se non riusciamo a parlare del vangelo a chi per anni passa nei nostri locali per affidarci la cosa pi\u00f9 preziosa che ha, i figli, allora chi pensiamo di poter invitare alla vita di fede? Se non sono proprio le famiglie che ancora ci portano i loro bambini per la catechesi ad essere le primi da affiancare, da accompagnare come fratelli, da ascoltare da chi pensiamo di poter andare? Forse l\u2019uomo della strada \u00e8 pi\u00f9 facile da raggiungere di chi entra dentro le nostre chiese per molti anni?<\/p>\n<p><strong>Nelle ultime pagine degli Orientamenti si fa riferimento all\u2019ordine attuale dei sacramenti: non il centro del rinnovamento, ma uno degli elementi possibili. Ci sono alcune indicazioni che vuoi condividere?<br \/>\n<\/strong> Il tema dei sacramenti \u00e8 importante e andrebbe approfondito soprattutto a livello teologico. Basti pensare\u00a0 che Papa Leone XIII scrisse una lettera di lamentela al Vescovo di Marsiglia perch\u00e9 in quegli anni aveva avviato una pratica poco tradizionale celebrando la Cresima dopo la Prima Comunione. Gi\u00e0 da questo esempio si capisce che l\u2019ordine attuale dei sacramenti non ha alcun reale significato teologico ma \u00e8 stato introdotto solo per fini pastorali e anche in tempi recenti. Si tratta di una pratica iniziata qua e l\u00e0 nel secolo scorso e poi diventata predominante dopo il Concilio. L\u2019ordine dei sacramenti \u00e8 legato anche al senso che essi hanno per noi. Mettendo la Cresima come culmine del cammino di iniziazione essa \u00e8 diventata la fine di tutto e, per molti casi, anche l\u2019uscita dalla Chiesa. In quella posizione le si \u00e8 attribuito il significato di confermare il battesimo come se quest\u2019ultimo fosse incompleto e avesse bisogno di una ratifica. Quando invece l\u2019Eucarestia \u00e8 alla fine dell\u2019itinerario continua ad essere un sacramento \u201caperto\u201d perch\u00e9 ripetibile, non da ricevere una volta nella vita come battesimo e cresima. Si accede non alla Prima Comunione quasi fosse un sacramento a s\u00e9, da vivere una volta sola nella vita, ma piuttosto all\u2019Eucarestia, sacramento a cui si potr\u00e0 partecipare ogni domenica. Inoltre in questo ordine nuovo ma allo stesso tempo antico la Confermazione riprende il ruolo dello Spirito Santo che ci permette di prendere parte all\u2019offerta di Ges\u00f9 e quindi una \u201cvita spirituale\u201d nutrita e formata dall\u2019eucarestia. Questi pochi accenni dicono di alcuni elementi teologico- spirituali che fanno propendere per un cambio di struttura dell\u2019ordine dei sacramenti. Tuttavia non \u00e8 certo questo il centro dei nostri orientamenti. Si pu\u00f2 cambiare tutto senza cambiare niente. \u00c8 la prospettiva, la visione che deve mutare. Senza questo rimarremo sempre gli stessi. Pur cambiando testi e attivit\u00e0 non c\u2019\u00e8 molta differenza tra la\u00a0 catechesi vissuta oggi e quella di 100 anni fa: non si vuole cambiare per cambiare ma piuttosto rendersi conto che la realt\u00e0 \u00e8 diversa, il mondo \u00e8 diverso. E il vangelo pur rimanendo sempre lo stesso ha bisogno di essere trasmesso con il linguaggio compreso dalla gente (Papa Francesco direbbe: in dialetto).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>intervista a don Matteo Firpo a cura di<\/em> <strong>Francesca Di Palma<\/strong><\/p>\n<p><strong>NESSUN NUOVO METODO MA ALCUNI ORIENTAMENTI DIOCESANI: UNA PRECISAZIONE.<\/strong><\/p>\n<p>Gli Orientamenti ci sono stati consegnati dal Vescovo per un periodo di confronto di 5 anni. Non sono un testo definitivo ma appunto \u201cun primo passo\u201d per lanciare un sasso nello stagno e cominciare a muovere le acque. Potremo, tra 5 anni, arricchire o correggere alcuni punti ma in sostanza la linea sar\u00e0 e rimarr\u00e0 quella perch\u00e8 non \u00e8 la nostra, del nostro Ufficio o della nostra diocesi. Si tratta di una linea della Chiesa Italiana che con il documento \u201cIncontriamo Ges\u00f9\u201d del 2014 ha sicuramente tracciato un percorso. \u00c8 bello ritrovarsi sullo stesso sentiero insieme alle altre chiese diocesane.<br \/>\nTuttavia in questi mesi ci sono anche alcune cose non chiare. Ad esempio l\u2019idea che si tratti di un \u201cnuovo metodo\u201d per fare catechismo: le cose non stanno in questo modo; dire \u201cmetodo\u201d significa sempre pensare a strumenti nuovi, aggiornati, moderni per raggiungere lo stesso obiettivo. Si cambiano gli strumenti a seconda della moda del momento. Qui non si tratta di metodi o strumenti ma proprio di obiettivi diversi, di prospettiva e sguardo nuovo. Non basta usare un libro nuovo, cambiare giorno e orari per entrare nello spirito degli Orientamenti. Si tratta di cambiare noi prima degli strumenti da prendere in mano. Ed \u00e8 questa la parte pi\u00f9 difficile: cambiare per noi \u00e8 un po&#8217; morire a ci\u00f2 che abbiamo sempre fatto. Cambiare non per cambiare ma perch\u00e9 il mondo, la realt\u00e0, l\u2019epoca \u00e8 cambiata. La situazione che abbiamo di fronte grida un cambiamento: andare avanti come si \u00e8 sempre fatto si pu\u00f2 continuare a fare ma con che frutti? Che prospettive?<br \/>\nIl rischio di prendere lucciole per lanterne c\u2019\u00e8: il cuore degli Orientamenti non \u00e8 cambiare il \u201cposto\u201d dei Sacramenti; non \u00e8 cambiare libro; non \u00e8 cambiare giorno e orario; non \u00e8 fare qualcosa di pi\u00f9 divertente e coinvolgente; non \u00e8 fare qualche incontro con i genitori. Il cambiamento parte dalla comunit\u00e0 intera per poi arrivare nel gruppo della catechesi. Per questo \u201cUn primo passo\u201d \u00e8 da leggere al consiglio pastorale prima che al gruppo dei catechisti. Si tratta di atteggiamenti e linguaggi che ci riportano a ci\u00f2 che \u00e8 essenziale per la fede; inoltre la vera sfida \u00e8 di passare da una catechesi solo per bambini a percorsi da vivere con le famiglie: non \u201cper le famiglie\u201d ma \u201ccon le famiglie\u201d dove sulla stessa barca ci siamo anche \u201cnoi\u201d che vogliamo abbeverarci all\u2019unica sorgente della grazia.<br \/>\n\u00c8 importante tuttavia chiarire una cosa molto importante.<br \/>\nIl cammino di rinnovamento dell\u2019iniziazione dei ragazzi con le loro famiglie si muove su due piste.<\/p>\n<p>1) <strong>La prima \u00e8 la pista \u201cCAMMINO DIOCESANO<\/strong>\u201din cui molte parrocchie stanno procedendo e in cui sono entrate in questi mesi. \u00c8 il percorso per tutti, \u00e8 la linea della nostra diocesi. Corrisponde a tutto ci\u00f2 che si trova negli Orientamenti, niente di meno e niente di pi\u00f9: si prende in mano il testo e ci si lascia ispirare da quanto vi si trova. Molti che ci comunicano di aver intrapreso un nuovo cammino sono entrati in questa pista. Questa \u00e8 la grande meta verso cui siamo tutti incamminati, \u00e8 ci\u00f2 che ci ha consegnato il Vescovo a Settembre. Passare a questi Orientamenti non \u00e8 uno scherzo, \u00e8 un cammino serio, da non poter attuare solo come gruppo catechisti perch\u00e9 necessita di una conversione di tutta la parrocchia. Molte Parrocchie e Vicariati invitano i collaboratori dell\u2019Ufficio Catechistico per un confronto sugli Orientamenti, per essere accompagnati e sostenuti.<\/p>\n<p>2) <strong>C\u2019\u00e8 anche una seconda pista quella delle \u201cPARROCCHIE ESPLORATRICI\u201d<\/strong>: alcune parrocchie (4 per ora) hanno cominciato con un primo anno prendendo gli Orientamenti e attuandoli in modo pi\u00f9 radicale, con un vero salto di prospettiva. Una equipe diocesana li accompagna; si incontrano periodicamente per confrontarsi. Esse sperimentano a nome di tutta la diocesi: si inoltrano in una terra straniera e poi tornano a raccontare come \u00e8 andata. Altri, dalle loro testimonianze, potranno avventurarsi per questa pista a settembre dell\u2019anno prossimo. Quali le caratteristiche di questa pista? Non pi\u00f9 catechismo ai bambini e qualche incontro con i genitori ma catechesi familiare dove genitori e figli sono pressoch\u00e8 sempre insieme. Ogni gruppo di famiglie si vede periodicamente secondo le esigenze del gruppo: non c\u2019\u00e8 appuntamento e orario fisso ma esigenze diverse. Si muove come una specie di \u201cgruppo famiglia\u201d dove ci sono tutti i figli, fratelli pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 piccoli compresi. Ogni gruppo non pu\u00f2 avere pi\u00f9 di 8 famiglie.Le parrocchie che vorranno addentrarsi in questa sperimentazione dovranno comunicarlo all\u2019ufficio e rispettare i criteri minimi per stare dentro la sperimentazione: solo in questo modo potremo verificare l\u2019andamento di questo percorso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>vedi il testo scaricabile in pdf:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/catechesi-e-iniziazione-cristiana-dei-ragazzi-delle-loro-famiglie-gli-orientamenti-diocesani-pdf-scaricabile\/\">https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/catechesi-e-iniziazione-cristiana-dei-ragazzi-delle-loro-famiglie-gli-orientamenti-diocesani-pdf-scaricabile\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Gli Orientamenti per rinnovare il cammino dell&#8217;;iniziazione cristiana dei ragazzi con le loro famiglie; offrono, come scrivi nella presentazione, qualche indicazione concreta per il cammino di evangelizzazione e individuano alcune vie nuove che le parrocchie possono provare a percorrere. 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