{"id":4690,"date":"2023-07-12T16:43:25","date_gmt":"2023-07-12T14:43:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=4690"},"modified":"2024-09-18T23:48:57","modified_gmt":"2024-09-18T21:48:57","slug":"il-culto-di-san-giovanni-battista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/il-culto-di-san-giovanni-battista\/","title":{"rendered":"Il culto di San Giovanni Battista"},"content":{"rendered":"<p>Gli oggetti che costituiscono il Tesoro della Cattedrale di san Lorenzo sono accomunati dall\u2019essere per lo pi\u00f9 funzionali al culto ma hanno origini assai eterogenee e rimontano a un arco di tempo di quasi due millenni. Nell\u2019ambito di questo non grande ma straordinario patrimonio una sorta di filo conduttore si dipana attraverso le opere che riguardano <strong>San Giovanni Battista<\/strong> (= il battezzatore) &#8211; il cugino di Ges\u00f9 che ne anticip\u00f2 la predicazione ed \u00e8 per questo anche appellato il Precursore &#8211; e che documentano la plurisecolare devozione tributatagli a Genova gi\u00e0 prima che nel 1327 venisse ufficialmente proclamato patrono della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Come tramanda il Vangelo di san Marco, il Battista per aver censurato la condotta dissoluta del re Erode, venne da questi fatto incarcerare e di seguito &#8211; per istigazione della moglie Erodiade &#8211; decapitato: a quel punto, a riprova dell\u2019esecuzione, la sua testa mozza venne mostrata alla coppia collocata sopra un bacile. Proprio questo oggetto, esposto nel secondo dei tre ambienti che si aprono sul vano centrale del museo, costituisce dunque la prima tappa di questo itinerario: il piatto in questione \u00e8 un raro e pregiato manufatto romano in calcedonio, risalente al I secolo dopo Cristo, che per via del colore delle sue venature, in particolare quando \u00e8 illuminato dal retro, pare vira la cromia in un colore rosso allusivo al sangue. La tradizione che lo vuole utilizzato per contenere la testa del santo \u00e8 stata per altro potenziata nel XV secolo quando, non essendo il bacile ancora a Genova ma in Francia, si ruppe e per rimediare alla rottura, ovvero per celarla, fu dotato di una incorniciatura in lamina d\u2019oro al cui centro \u00e8 stata inserita una rappresentazione in smalto della testa del Precursore, opera di un ignoto ma abilissimo orafo parigino del tempo.<\/p>\n<p>Secondo la tradizione il piatto sarebbe stato usato per raccogliere\u00a0<strong>la testa del Battista\u00a0<\/strong>dopo la sua decollazione: si tratta comunque di un pezzo eccezionale per la\u00a0<strong>qualit\u00e0 artistica<\/strong>, per il valore devozionale\u00a0e per il valore intrinseco. Il piatto \u00e8 frutto di\u00a0<strong>due interventi differenti<\/strong>: il recipiente vero e proprio \u00e8 di calcedonio, \u00e8 di produzione romana del I secolo d.C.\u00a0e fu probabilmente commissionato da un imperatore.<br \/>\nLa\u00a0<strong>decorazione metallica\u00a0<\/strong>che lo incornicia e lo caratterizza al centro con la raffigurazione della testa del precursore \u00e8 opera francese degli inizi del XV secolo: si tratta di oro, rubini e smalti.<br \/>\nIl primo proprietario noto \u00e8 il\u00a0<strong>cardinal Jean Balue<\/strong>, personaggio di primo piano della Francia della met\u00e0 del XV secolo, consigliere e amico del re di Francia, e molto probabilmente il committente del decoro quattrocentesco fu un esponente della dinastia dei Valois: lo stesso re Carlo VI oppure il duca di Borgogna o quello di Berry. Dal porporato venne\u00a0<strong>donato a papa Innocenzo VIII<\/strong>, che in quanto genovese, lo destin\u00f2 alla protettoria della cappella di San Giovanni Battista.<\/p>\n<p>Dopo il martirio il corpo del santo venne cremato e delle sue ceneri i genovesi si impadronirono nel corso della I Crociata quando, guidati da Guglielmo Embriaco, nel 1098 sbarcarono a Mira (o Myra), nell\u2019attuale Turchia meridionale, dove allora pure si conservavano i resti di san Nicola. Secondo quanto riportano le fonti quelle ceneri vennero inizialmente divise tra le varie navi che partecipavano alla spedizione, ma un fortunale imped\u00ec la partenza delle imbarcazioni fino a che quei sacri resti vennero riuniti su una sola di esse e cos\u00ec poterono arrivare trionfalmente a Genova.<\/p>\n<p>Per adeguatamente conservare e onorare quelle ceneri gi\u00e0 nel corso del XII secolo venne approntata una prima arca che, secondo una tradizione tardo-seicentesca sarebbe un&#8217;offerta devozionale dell&#8217;imperatore Federico Barbarossa. Questa, dalla forma a capanna e rivestita da lamine d\u2019argento a rilievo ove, su quelle della faccia anteriore sono figurate le scene del martirio, \u00e8 conservata nello stesso ambiente del piatto, a poca distanza dallo stesso.<\/p>\n<p>Di l\u00ec a poco, ovvero intorno al 1225 venne approntata una nuova arca, questa volta in marmo, funzionale a conservare quelle reliquie all\u2019interno della cattedrale: per questa ragione quest\u2019ultimo manufatto, opera di uno degli scultori francesi che allora lavorava ai portali maggiori della chiesa, non fa parte del museo, ma \u00e8 tuttora all\u2019interno della cappella dedicata a san Giovanni Battista lungo la navata sinistra della cattedrale stessa.<\/p>\n<p>Fu poi a partire dal 1327 che, ricordando la miracolosa partenza delle ceneri da Mira, a quelle reliquie venne attribuita la potenzialit\u00e0 di proteggere la navigazione delle navi, sicch\u00e9 da quella data il santo venne proclamato patrono di Genova e le sue reliquie portate in processione il giorno della festa del Precursore (24 giugno): nel corso del rito l\u2019arcivescovo col reliquiario che normalmente le contiene benedice il mare invocando la protezione di Dio sui naviganti e sulle merci che gli stessi trasportano.<\/p>\n<p>Quest\u2019uso determin\u00f2 nel tempo la necessit\u00e0 di approntare un apparato adeguato, ovvero una preziosa cassa processionale sulla quale collocare le reliquie per il loro trasporto lungo le vie cittadine. Questa cassa venne commissionata dai Priori della Cappella del Battista e realizzata tra il 1438 e il 1445 principalmente da Teramo Danieli, al quale si attribuisce il disegno complessivo, e Simone Caldera. Lo straordinario prodotto della loro opera \u00e8 quella sorta di cattedrale in miniatura, sormontata da guglie e pinnacoli fittamente decorati, che occupa una parte significativa dello stesso ambiente in cui sono esposti il piatto e l\u2019arca del Barbarossa. Lungo i fianchi della cassa, entro fiorite edicole, \u00e8 illustrata l\u2019intera vita del Battista: dall\u2019annuncio della sua nascita al padre Zaccaria, alla sepoltura dei suoi resti dopo il martirio.<\/p>\n<p>Sempre nello stesso ambiente \u00e8 esposta, nella vetrina che contiene il piatto e l\u2019arca del Barbarossa, anche una testimonianza del fatto che la devozione nei confronti del santo poteva assumere anche dimensioni ristrette, in cui erano coinvolte cio\u00e8 solo autorit\u00e0 cittadine in particolari occasioni, o prelati o sovrani in visita, ed \u00e8 per questo che a un argentiere genovese rimasto ignoto nel 1576 venne fatta approntare una cassetta in argento dorato funzionale allo svolgimento del rito del bacio delle tanto venerate reliquie.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo pezzo di questo itinerario \u00e8 esposto, per via delle sue dimensioni, nella vetrina che si trova all\u2019interno del primo ambiente che si apre sul vano centrale del museo: si tratta di uno splendido stipo prodotto nell\u2019ambito delle manifatture granducali fiorentine verso la fine del Cinquecento, che inizialmente, come dimostra la sua decorazione a smalto e perle, doveva avere una destinazione profana: un preziosissimo contenitore per qualche oggetto altrettanto o forse ancor pi\u00f9 prezioso. Entrato in qualche modo in possesso di una famiglia genovese, i Pinceti, fu da questi venduto alla Cattedrale ove venne utilizzato sempre per accogliere le ceneri di san Giovanni Battista, in occasione della loro pubblica ostensione. Nel corso del Seicento lo stipo venne anche sormontato da una statuina in argento del Precursore &#8211; e questo spiega il foro al centro del cristallo di rocca superiore del coperchio &#8211; modernamente rimossa e collocata nel battistero a seguito di una rottura di cui \u00e8 ancora evidente l\u2019esito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli oggetti che costituiscono il Tesoro della Cattedrale di san Lorenzo sono accomunati dall\u2019essere per lo pi\u00f9 funzionali al culto ma hanno origini assai eterogenee e rimontano a un arco di tempo di quasi due millenni. Nell\u2019ambito di questo non grande ma straordinario patrimonio una sorta di filo conduttore si dipana attraverso le opere che riguardano San Giovanni Battista (= il battezzatore) &#8211; il cugino &hellip; <a href=\"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/il-culto-di-san-giovanni-battista\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Il culto di San Giovanni Battista<\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4691,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4690"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4690"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4692,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4690\/revisions\/4692"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}