{"id":4604,"date":"2023-06-30T15:29:32","date_gmt":"2023-06-30T13:29:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=4604"},"modified":"2023-06-30T15:29:32","modified_gmt":"2023-06-30T13:29:32","slug":"qoelet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/qoelet\/","title":{"rendered":"Qoelet"},"content":{"rendered":"<p>Con 2987 parole in tutto, i suoi 222 versetti e i dodici capitoli, il libro di Qoelet \u00e8 un testo breve, eppure la sua forza \u00e8 dirompente. Testo del terzo secolo a.C. si pone come analisi personale di un uomo riflessivo e aristocratico. Il titolo deriva dalla parola qahal, assemblea in ebraico ed in greco ecclesiaste, da cui il nome Ecclesiaste. Rimaneggiato nel finale per rendere l\u2019opera pi\u00f9 rassicurante, il testo invece \u00e8 crudo, razionale, freddo nella sua lettura della realt\u00e0. La storia dell\u2019esegesi del testo oscilla cos\u00ec collocando l\u2019opera o al confine della canonicit\u00e0 per i suoi colori foschi oppure cogliendo in essa gioia e speranza.<\/p>\n<p>Di questo testo conosciamo per sentito dire il famoso ritornello che \u201ctutto \u00e8 vanit\u00e0\u201d. E forse, in maniera immediata, potremmo orientarci a sintetizzarlo cos\u00ec: nulla vale sotto il sole, tutto \u00e8 vanit\u00e0 (vuoto) e alla fine si muore come gli animali, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno. Nella realt\u00e0 la complessit\u00e0 del libro \u00e8 notevole e non va semplificata.<\/p>\n<p>Un piccolo libretto tutto da leggere, con qualche attenzione al linguaggio antico e facendoci aiutare da alcune note alla traduzione. Vanit\u00e0, ad esempio, non intesa in senso morale, ma come realt\u00e0 che ha poca consistenza, che \u00e8 vacua, svanisce come un soffio: hevel \u00e8 il termine usato in Qoelet, tre volte addirittura al superlativo (hevel havalim), che ritroviamo nel libro 38 volte, 35 in tutti gli altri libri della Bibbia. San Girolamo, nel suo commento all\u2019Ecclesiaste intende la parola come un tenue soffio che subito evapora, si consuma.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un altro ritornello che ritorna facilmente alla memoria e che appartiene sempre a questo breve libretto: ogni cosa ha il suo tempo\u2026 un tempo per nascere, un tempo per morire, uno per piangere e uno per ridere ecc..<\/p>\n<p>Queste due fotografie gi\u00e0 mostrano la straordinaria importanza di questa parola e di come abbia da sempre pervaso la riflessione ed il pensiero. Leggere Qoelet significa non rimanere indifferenti. Vuol dire lasciarsi provocare. Come potrebbe essere diverso leggendo passi come questi:<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 di meglio per l&#8217;uomo che mangiare e bere e godersela nelle sue fatiche; ma mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio.\u00a0\u00a0Difatti, chi pu\u00f2 mangiare e godere senza di lui?\u00a0\u00a0Egli concede a chi gli \u00e8 gradito sapienza, scienza e gioia, mentre al peccatore d\u00e0 la pena di raccogliere e d&#8217;ammassare per colui che \u00e8 gradito a Dio. Ma anche questo \u00e8 vanit\u00e0 e un inseguire il vento! (2,24-26)<\/p>\n<p>Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie \u00e8 la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c&#8217;\u00e8 un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorit\u00e0 dell&#8217;uomo rispetto alle bestie, perch\u00e9 tutto \u00e8 vanit\u00e0.\u00a0Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto \u00e8 venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere. Chi sa se il soffio vitale dell&#8217;uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? (3,19-21)<\/p>\n<p>Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell&#8217;eternit\u00e0 nel loro cuore, senza per\u00f2 che gli uomini possano capire l&#8217;opera compiuta da Dio dal principio alla fine. (3,11)<\/p>\n<p>Parole di Qo\u00e8let, figlio di Davide, re di Gerusalemme.<br \/>\nVanit\u00e0 delle vanit\u00e0, dice Qo\u00e8let,<br \/>\nvanit\u00e0 delle vanit\u00e0, tutto \u00e8 vanit\u00e0.<br \/>\nQuale utilit\u00e0 ricava l&#8217;uomo da tutto l&#8217;affanno<br \/>\nper cui fatica sotto il sole? (1,1-3)<\/p>\n<p>L\u2019invito alla lettura \u00e8 caldo e appassionato. Consigliamo di non cercare subito una soluzione alle frasi del testo, piuttosto \u00e8 bene farsi cullare e lasciarsi trasportare dalla sua corrente. Lo sguardo dell\u2019autore \u00e8 calmo, rigido, quasi solenne. Invita a porsi domande e ricordarsi che Dio \u00e8 Dio e l\u2019uomo \u00e8 uomo e che la vita sta in questa relazione. La desolazione resta, la vacuit\u00e0 anche ma l\u2019uomo pu\u00f2 guardare a Dio. Buona lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Marco Gaetano<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con 2987 parole in tutto, i suoi 222 versetti e i dodici capitoli, il libro di Qoelet \u00e8 un testo breve, eppure la sua forza \u00e8 dirompente. Testo del terzo secolo a.C. si pone come analisi personale di un uomo riflessivo e aristocratico. Il titolo deriva dalla parola qahal, assemblea in ebraico ed in greco ecclesiaste, da cui il nome Ecclesiaste. 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