{"id":4598,"date":"2023-06-30T15:24:42","date_gmt":"2023-06-30T13:24:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/?p=4598"},"modified":"2023-06-30T15:24:42","modified_gmt":"2023-06-30T13:24:42","slug":"maria-di-nazareth-la-gloria-celeste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/catechistico\/maria-di-nazareth-la-gloria-celeste\/","title":{"rendered":"Maria di Nazareth: la gloria celeste"},"content":{"rendered":"<p>Il movimento intorno alla figura di Maria dal punto di vista della riflessione teologica ma soprattutto del cammino dogmatico, ha come percorso una traiettoria di tipo espansivo. All\u2019inizio Maria \u00e8 la madre di Ges\u00f9, di quel profeta che si manifesta come l\u2019esegeta di Dio, usando un linguaggio giovanneo, il quale ha rivelato la dimensione profonda del Padre, quel Dio amore, che dona continuamente la vita e la pienezza di essa. Maria \u00e8 presente nei momenti drammatici e straordinari della passione e della resurrezione. La venuta del Paraclito orienta la mente e il cuore dei primi seguaci verso la totalit\u00e0 del Dio che si \u00e8 fatto carne. Maria diventa da subito donna verso la quale porre lo sguardo e le proprie afflizioni. Nei secoli del tre-quattrocento il definirsi del credo cristiano all\u2019interno del Mediterraneo vede in Maria l\u2019opera della grazia di Dio, ella \u00e8 l\u2019arca che ha portato la Vita, ella \u00e8 la Madre di Dio. Nel contesto del modernismo, articolo precedente, ecco la definizione dell\u2019Immacolata concezione, con il complesso tema del peccato originale. L\u2019ultimo passo che riguarda Maria di Nazareth ci porta al primo novembre del 1950, con la Costituzione Apostolica Munificentissumus Deus, dove si annuncia, dichiara e definisce come dato rivelato che Maria, qui descritta come, l\u2019immacolata, la vergine e la madre, fu assunta (passivo divino) in corpo e anima alla gloria celeste. Sono passati settant\u2019anni da quella proclamazione, ed oggettivamente nel contesto attuale tale linguaggio e il suo messaggio non sempre suonano semplici ed efficaci.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario recuperare alcuni contesti, prima di porsi individualmente di fronte a tale dogma e cercare di approfondirlo, anche con fatica. Ne analizziamo uno: la gloria celeste. Il testo magisteriale non parla di cielo, ma parla di gloria. Il termine kabod, gloria, nella tradizione biblica ebraica significa ci\u00f2 che d\u00e0 consistenza all\u2019essere a cui \u00e8 attribuito. In maniera preponderante la gloria \u00e8 riferita a Dio e per prima cosa si pone come dato epifanico. La gloria di Dio \u00e8 la manifestazione e la presenza di Dio stesso nella sua consistenza. Alla domanda su come e quando Dio manifesta la sua gloria, la tradizione biblica risponde attraverso la creazione e la salvezza. I Salmi sono un continuo canto alla gloria di Dio: I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l\u2019opera sua\u2026 Lo sviluppo nei testi neotestamentari lega la gloria al Figlio, sia orientando questa alla dimensione intra-trinitaria sia con uno sguardo escatologico. Con enorme approssimazione possiamo dire che la gloria \u00e8 il tratto di Dio, non come manifestazione grandiosa ma come relazione totalizzante di amore che apporta vita, genera vita (creazione) e non la abbandona mai (salvezza) neanche nelle pieghe pi\u00f9 oscure e nelle ferite dell\u2019umanit\u00e0. La creazione stessa attende di entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio (cf. Romani 8). Entrare nella gloria \u00e8 l\u2019elemento escatologico finale, tutta la storia, nonostante tutto, si muove verso il suo fine ultimo, il Cristo glorioso, che dar\u00e0 compimento ad ogni cosa, che consoler\u00e0 ogni lacrima, che sveler\u00e0 come ogni attimo, anche il pi\u00f9 fugace, \u00e8 recuperato nella pienezza dell\u2019Amore: la gloria di Dio, la gloria celeste, con diverso linguaggio.<\/p>\n<p>Tutto concorre verso questo telos (fine), la fine di ciascun dato biologico ha un fine ricapitolativo, il Figlio lo ha rivelato nella sua discesa agli inferi (non all\u2019inferno) come traduce la tradizione orientale, e ha risollevato la vita nella morte.<\/p>\n<p>Se dunque Maria \u00e8 posta come modello dell\u2019umanit\u00e0 che \u00e8 colmata di grazia (piena di grazia), che si dona integralmente, che genera l\u2019Amore, ecco che in lei \u00e8 stata posta nella riflessione dogmatica anche la pienezza del telos, del fine: tutta la sua dimensione storica, dalla nascita alla morte sono nel segno di Dio, nella relazione con lo Spirito e conducono all\u2019integrale pienezza della vita: la gloria celeste, la pienezza del senso, il respiro colmo che in Cristo escatologicamente si realizza.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>\u00a0Marco Gaetano<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il movimento intorno alla figura di Maria dal punto di vista della riflessione teologica ma soprattutto del cammino dogmatico, ha come percorso una traiettoria di tipo espansivo. 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