2017, sabato 2 dicembre: Cresimati al lavoro

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Sussidio in preparazione: “Cresimati…al lavoro”.
Nella Chiesa, tema su cui si articoleranno i percorsi formativi in diocesi, c’è lavoro per tutti e dunque anche ai cresimati si richiede una partecipazione attiva e propositiva, come piace ai ragazzi, sempre disposti a lasciarsi coinvolgere in iniziative concrete.
Quando si parla di chiesa, soprattutto coi ragazzi, è necessario spiegarsi bene. La chiesa è, sì, un edificio, ma al di là dei muri che la costituiscono c’è una casa che accoglie, una comunità, un cuore, un grembo materno.
Per riconoscere la Chiesa nei connotati specifici che ne individuano la missione, il sussidio utilizza quattro immagini: chiesa-casa, chiesa-comunità, chiesa-vigna del Signore, chiesa-popolo di Dio in cammino.
E’ facile spiegare ai ragazzi quanto sia fondamentale una casa, ma cerchiamo anche di scoprirne insieme alcune caratteristiche: calore, accoglienza, rifugio, protezione, affetti. A molti tutto ciò manca… Se accostiamo, poi, questa immagine alla Chiesa è semplice trovare un’analogia: c’è chi bussa alle porte della chiesa per chiedere e c’è chi apre le sue mani per dare ciò che può. La Chiesa è una famiglia di cui a pieno titolo i ragazzi cresimati fanno parte.
Il testo prosegue ricordando che con la Cresima è stata tracciata una sottolineatura importante sulla pagina della nostra vita di ragazzi come il tratto di un evidenziatore che ha messo in rilievo la nostra identità di cristiani.
Ma già dal giorno del Battesimo è iniziata per noi una storia che dà valore nuovo ad ogni azione che come cristiani compiamo. Il cristiano in apparenza vive come gli altri ma le sue scelte e i suoi atteggiamenti si tingono di nuove sfumature, più intense e spirituali, che solo Dio conosce.
La parrocchia, luogo per eccellenza che accoglie i ragazzi per un cammino di fede, diventa via via l’ambiente dove essi cresceranno nella fede, dove potranno concretamente mettersi “al servizio” del Signore, “pietre vive” come indica San Pietro nella sua Prima lettera.
Tra le più note immagini bibliche riferite alla Chiesa, tratte dalla semplice vita contadina, come chiesa-ovile, chiesa-campo di Dio, chiesa-vigna, consideriamo quest’ultima per ricordare ai ragazzi, dopo aver letto il vangelo del padrone che cerca operai per la sua vigna (Mt 20, 1-16), che in tutte le epoche della storia Dio chiama e cerca collaboratori disposti a lavorare per lui. Commentando la parabola, per certi aspetti non facile da comprendere (gli ultimi pagati quanto i primi!), è bello, tuttavia sottolineare con i cresimati il privilegio che hanno avuto nell’essere stati chiamati al mattino della vita e non come operai coinvolti, pur senza colpa, all’ultimo momento.
Come nei vigneti d’autunno, così nella Chiesa c’è oggi tanto da fare anche perchè non sono molti coloro che rispondono generosamente. C’è lavoro per tutti e per tutte le capacità: basta dire di sì e poi ognuno troverà la propria collocazione. Questa squadra del Signore assai eterogenea, di tutte le età e culture, è il popolo di Dio in cammino di cui parla il Concilio Vaticano II.
Ma come fare per capire quello che il Signore chiede? Basta avere uno sguardo attento alle necessità, alle piccole richieste che possono trapelare da una situazione, da un discorso tra amici, da una parola ascoltata. Dallo sguardo sulle cose si passa poi al cuore che piano piano imparerà a uscire da se stesso per aprirsi agli altri. Captare le richieste di aiuto, gli sos di chi è solo, scoraggiato, preoccupato, è come mettere in moto un radar spirituale, il radar dell’anima, che mi fa riconoscere gli ostacoli e mi porta dove posso compiere la mia piccola opera di costruttore del regno di Dio. Dentro di me agisce lo Spirito Santo che non mi abbandona da quando ne sono divenuto tempio e al quale mi affido con rinnovato fervore dal giorno della Cresima. Paola Radif