{"id":778,"date":"2026-04-15T14:37:01","date_gmt":"2026-04-15T12:37:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/?p=778"},"modified":"2026-05-06T14:41:28","modified_gmt":"2026-05-06T12:41:28","slug":"lannunciazione-di-domenico-piola-tela-restaurata-ed-esposta-al-museo-diocesano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/lannunciazione-di-domenico-piola-tela-restaurata-ed-esposta-al-museo-diocesano\/","title":{"rendered":"L\u2019Annunciazione di Domenico Piola: tela restaurata ed esposta al Museo Diocesano"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 9 aprile \u00e8 stato presentato al Museo Diocesano il restauro dell\u2019Annunciazione di Domenico Piola, opera proveniente dal Monastero delle Romite Battistine di Genova Sturla.<br \/>\nLa genesi e lo sviluppo di questo importante recupero \u00e8 stato raccontato, oltre che dalla scrivente come Conservatore del Museo, da Rossana Vitiello Direttrice dei lavori &#8211; Soprintendenza ABAP per la Liguria, e da Antonio Silvestri che, insieme ai suoi collaboratori, si \u00e8 occupato del restauro.<br \/>\nLa brillantezza delle cromie, la qualit\u00e0 della composizione e la resa pittorica sono testimonianza della maestria dell\u2019artista genovese che, insieme a Valerio Castello e Gregorio De Ferrari \u2013 con i quali l\u2019opera condivide la collocazione nella sala museale \u2013 \u00e8 stato uno dei protagonisti della stagione barocca genovese.<br \/>\nNonostante il grande valore del dipinto, questo risultato non \u00e8 stato facile da ottenere, sia per quanto riguarda il recupero delle risorse economiche che per l\u2019intervento conservativo che \u00e8 stato realizzato.<\/p>\n<p>La sua scoperta, quasi accidentale, risale a circa una decina d\u2019anni or sono, durante un sopralluogo nel monastero di Sturla: qui la pala era conservata nella sacrestia, probabilmente a partire gi\u00e0 dagli anni Venti del secolo scorso quando le monache Battistine avevano dovuto abbandonare la loro sede originaria situata nella salita omonima, nella zona di Portello. In questa chiesa \u2013 ora adibita a palestra scolastica &#8211; la segnala infatti Federico Alizeri nel 1846, all\u2019interno della sua Guida artistica per la citt\u00e0 di Genova.<br \/>\nLe condizioni conservative erano molto delicate: l\u2019opera aveva subito diverse manomissioni, segno della sua ulteriore provenienza da un altro sito monastico che Daniele Sanguineti, autore di una recente e completa monografia su Piola, individua nel Convento di San Benigno di Capodifaro.<br \/>\nI diversi passaggi, gli adattamenti e una conservazione non adeguata sembravano per\u00f2 non aver provocato danni significativi alle parti pittoriche, cos\u00ec che il suo recupero si presentava come un\u2019operazione concretamente realizzabile.<br \/>\nSono per\u00f2 trascorsi diversi anni dal momento in cui Antonio Silvestri, incaricato del restauro, ha potuto visionare per la prima volta l\u2019Annunciazione, all\u2019individuazione di uno sponsor che potesse renderlo attuabile.<\/p>\n<p>Grazie ad un lavoro di collaborazione tra Grazia Di Natale, Coordinatrice dell\u2019Ufficio Beni Culturali dell\u2019Arcidiocesi di Genova, Rossana Vitiello funzionaria della Soprintendenza incaricata del territorio che ha nel frattempo sostituito il compianto Massimo Bartoletti, il Museo Diocesano e il restauratore, e con il fondamentale supporto di un bando della Compagnia di San Paolo dedicato a interventi di restauro su beni artistici in situazione di emergenza, si \u00e8 ottenuto il contributo necessario.<br \/>\nNell\u2019incontro, il restauratore Antonio Silvestri ha ricordato diverse fasi del suo intervento, tra cui la difficolt\u00e0 di far uscire l\u2019opera dalla sacrestia e la necessit\u00e0 di avvolgere la grande tela su un rullo, proteggendone il colore, fino alle scelte tecniche pi\u00f9 delicate tra cui l\u2019operazione di eliminare le parti aggiunte riportandolo alla sua dimensione originaria. In tutti questi passaggi c\u2019\u00e8 stato un lavoro di ascolto e collaborazione continua tra i diversi enti.<br \/>\nAll\u2019interno della produzione di Domenico Piola, cos\u00ec come ha indicato Rossana Vitiello, l\u2019opera si colloca negli anni Ottanta del Seicento, a seguire peraltro la meravigliosa pala di identico soggetto conservata nella Chiesa dell\u2019Annunziata del Vastato, rispetto alla quale l\u2019artista lavora conferendo un maggior equilibrio compositivo e una volumetria pi\u00f9 compatta delle figure.<br \/>\nIn attesa della redazione di un testo di approfondimento che racconti questo importante risultato, l\u2019opera \u00e8 visitabile al Museo, in una sala che, con quest\u2019ultimo arrivo, racconta in modo cromaticamente palese la straordinaria verve pittorica dei grandi maestri del barocco genovese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Paola Martini<\/strong><br \/>\n<em>Conservatrice Museo Diocesano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 9 aprile \u00e8 stato presentato al Museo Diocesano il restauro dell\u2019Annunciazione di Domenico Piola, opera proveniente dal Monastero delle Romite Battistine di Genova Sturla. 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