{"id":224,"date":"2022-09-01T14:44:45","date_gmt":"2022-09-01T12:44:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/?p=224"},"modified":"2022-09-01T14:44:45","modified_gmt":"2022-09-01T12:44:45","slug":"il-restauro-del-fronte-di-san-lorenzo-riportera-a-splendore-la-cattedrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/il-restauro-del-fronte-di-san-lorenzo-riportera-a-splendore-la-cattedrale\/","title":{"rendered":"Il restauro del fronte di San Lorenzo riporter\u00e0 a splendore la Cattedrale"},"content":{"rendered":"<p>Il 16 Febbraio 2022 sono iniziati i lavori di restauro del fronte principale della Cattedrale di San Lorenzo. Ormai da tempo si rendeva necessario questo intervento a causa di molti problemi presenti su tutto il prospetto, compreso il campanile, da dove cadono con una certa frequenza pezzi di cemento, usato precedentemente per ripristinare parti mancanti delle cornici marcapiano del campanile stesso. Purtroppo furono scelte non felici, visti i risultati attuali. Il progetto di restauro compreso il campanile, voluto dal Capitolo dei Canonici di San Lorenzo \u00e8 stato redatto in maniera unitaria da chi scrive.<\/p>\n<p>La realizzazione del campanile \u00e8 finanziata e realizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la citt\u00e0 metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia, i cui lavori dovrebbero iniziare a breve. La rimanente parte del prospetto \u00e8 viceversa finanziata attraverso il Bonus facciate, oltre al contributo della Compagnia di San Paolo e di MSC Foundation. La direzione lavori \u00e8 affidata sempre a chi scrive. Questi lavori fanno parte, ormai da diversi anni, di una serie di importanti interventi come il restauro e consolidamento dell\u2019altare maggiore, del battistero, della cupola, portati avanti dal Prefetto della Cattedrale: Mons. Carlo Sobrero, attento e appassionato custode della Chiesa Metropolitana.<\/p>\n<p>La facciata attuale costituisce l\u2019inizio di quella che doveva essere la ricostruzione globale dell\u2019intero edificio sacro. Sotto la guida di un Magister normanno si doveva gradualmente smontare la chiesa romanica e, campata dopo campata, sostituirla con una logica progettuale pi\u00f9 moderna, secondo i dettami dell\u2019opus francigenum. Per constatare la nuova impostazione del futuro edificio \u00e8 sufficiente entrare in chiesa, oltrepassare l\u2019endonartece e, immediatamente dopo, nelle navate di sinistra e destra, si possono ammirare le imposte incomplete di quelle che dovrebbero essere state le volte della nuova costruzione sacra, mai conclusa, quasi certamente per problemi economici.<\/p>\n<p>Pertanto il nostro prospetto rappresenta, in chiave locale, il Westwerk (corpo ad occidente), secondo i dettami che allora si stavano formando nelle costruzioni sacre di Rouen, Chartres e altre della Francia settentrionale. \u00c8 probabile che l\u2019inizio di tali lavori sia stato coincidente con l\u2019arcivescovado di Ottone II Ghilini, in carica tra il 1203 e1239. Il fronte della chiesa rappresenta nell\u2019ambito della storia dell\u2019architettura sacra un unicum assoluto, sia per le forme, sia per i materiali impiegati, senza uguali negli edifici sacri europei di quel momento. La sua sagoma completa doveva configurarsi con due torri, di cui quella di sinistra, rimasta incompleta, \u00e8 stata sormontata nel XV secolo dalla loggia eseguita dal Magister Giovanni di Gandria. L\u2019imponenza del fronte d\u2019ingresso \u00e8 costituita dai tre grandi portali fortemente strombati, caratterizzati dal susseguirsi di colonne di varia foggia, dimensione e materiali costituenti che culminano nella parte alta nelle ghiere che completano la profondit\u00e0 dei tre strombi d\u2019ingresso. I due laterali, sono caratterizzati da tre enormi ghiere che compongono i due archi.<\/p>\n<p>Mentre quello centrale \u00e8 concluso con un arco composto da quattro ghiere. Ognuna di queste ghiere \u00e8 composta da un repertorio iconografico unico, senza uguali nella storia dell\u2019architettura, dove le diverse forme geometriche si incastrano tra loro dando vita ad un intreccio fantastico che, nel portale centrale, incanala la vista sulla lunetta con la scena del Cristo giudice e del martirio di San Lorenzo. I materiali che compongono l\u2019intera facciata sono cinque: &#8211; Pietra Nera di Promontorio; &#8211; Peridotite verde e nera; &#8211; Marmo rosa di La Spezia; &#8211; Oficalci rosse e verdi di Levanto e Valpolcevera; &#8211; Marmo Bianco delle Alpi Apuane. L\u2019intersecarsi dei vari lapidei \u00e8 tale da apparire molto superiore a quelli che realmente la compongono, proprio per il modo con cui sono tra loro interconnessi. L\u2019interconnessione dei vari lapidei \u00e8 ulteriormente maggiorata dalla moltitudine di elementi fitomorfi e zoomorfi che caratterizzano le varie parti scultoree quali capitelli, modanature e lesene. Insieme a questo sfolgorio architettonico decorativo, variamente colorato, dobbiamo considerare la moltitudine di sculture prodotte dall\u2019atelier francese, con una collocazione certamente non casuale. Il fronte della Cattedrale \u00e8 un inno a Maria, che come dice Clario di Fabio viene realizzato con discrezione ma con proporzioni grandiose dalle membrature architettoniche e dalle rappresentazioni figurate. Non si tratta solo delle scene figurate negli stipiti del portale maggiore (Albero di Jesse a destra e Storie dell\u2019infanzia di Cristo a sinistra), ma della traduzione in pietra dell\u2019idea stessa della Vita nel suo germinare. Dal Cristo giudice della lunetta centrale, vera luce di questo mondo, come recita l\u2019iscrizione del libro che tiene in mano, si passa a Maria, co-protagonista del programma iconografico della facciata, quasi la rappresentazione lapidea di un inno mariano cistercense: Tu Regis alti ianua,\/ et porta luci fulgida.<\/p>\n<p>La nostra cattedrale non gode oggi della fortuna critica che posseggono altre cattedrali europee. Viceversa era molto pi\u00f9 celebrata nel periodo medievale, dove nel contesto letterario del tempo viene decantata dal fiorentino Fazio degli Uberti, che presente a Genova nel 1346 scrisse un poema: il Dittamondo, ispirato alla Commedia dantesca, dove San Lorenzo viene inneggiata per i suoi \u201cporfidi e marmi naturali\u201d. Il restauro in corso d\u2019opera sta evidenziando interessanti spunti di studio. Come per esempio la lunetta centrale con il Cristo giudice e il sottostante martirio di San Lorenzo. Oggi appare molto sminuita dal degrado del tempo, ma originariamente era completamente colorata, sia con cromatismi applicati direttamente sui marmi che la compongono, sia attraverso mosaici ceramici provenienti da vasi e piatti di origine medio orientale, molto commercializzati a Genova in quanto uno degli status symbol della nobilt\u00e0 dell\u2019epoca. Un cromatismo che parzialmente si pu\u00f2 verificare in una delle miniature all\u2019interno del Codice Cocharelli, scritto a Genova tra il 1330 e 1340 da un nipote di Pietro Cocharelli rifacendosi ai ricordi del nonno. Questi colori oggi si riscontrano su pochi lacerti e non sono visibili da lontano, ma solamente con una visuale ravvicinata. Certamente l\u2019aspetto cromatico deve aver avuto all\u2019epoca un effetto notevole sui genovesi. In una citt\u00e0 abituata a edifici bianchi e neri, il prospetto della Cattedrale deve aver avuto l\u2019effetto che ha prodotto il passaggio dalla televisione dal bianco e nero a quella a colori. Gli spunti di studio che il restauro in corso sta mettendo in luce sono numerosi e non elencabili tutti in questo articolo per motivi di spazio. Si pu\u00f2 citare, per esempio, la parete di fondo dello strombo del portale sinistro, che appare liscia, contrariamente a quella del portale di destra dove il profilo \u00e8 mistilineo in quanto in corrispondenza di ogni colonna \u00e8 presente un incavo, di raggio diverso in funzione del diametro delle singole colonne che si susseguono. Uno sguardo superficiale non evidenzia questa differenza, che evidentemente stabilisce due momenti costruttivi diversi, cos\u00ec come denotano altri segni presenti sulla costruzione sacra. Mi riferisco alle tarsie dell\u2019endonartece, presenti sui costoloni delle volte a crociera sino a un certo livello e completamente mancanti nelle parti pi\u00f9 alte. O ancora alla scala interna del campanile di destra, dove sono ben visibili le varie partiture costruttive, con le diverse dimensioni dei conci costituenti la muratura, cos\u00ec come la cella campanaria, il cupolino ecc. Non dimentichiamo peraltro che la torre di sinistra \u00e8 stata completata solamente nel 1525. L\u2019argomento del restauro della facciata \u00e8 estremamente vasto e, come dicevo, non riassumibile in questo breve articolo. Si potr\u00e0 eventualmente ritornare sull\u2019argomento a lavori pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Claudio Montagni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 Febbraio 2022 sono iniziati i lavori di restauro del fronte principale della Cattedrale di San Lorenzo. 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